Una poesia che elegantemente cattura la quintessenza della tristezza.
Una primizia richiede sforzo, ostinazione, amore, e troppo spesso si estingue su una delle tante tombe di un cimitero.
Uno scrigno viene aperto e invece di mostrare il suo contenuto prezioso fa vedere solo dolore conservato… custodito e stantio.
Chissà perché, i primi sospiri mi richiamano i primi rossori.
E in questo gioco sottile tra vita acerba e vita consumata, senza e sempre, cala una cappa pesante di tristezza da cui non ci si riesce a liberare.
Terribile l’immagine al termine. Illeggibile la data di nascita, assente il nome, rimane solo il luogo e la data di morte: “died Roma 1896” |