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Autore: telesette    29/06/2012    3 recensioni
[Willow]
Kaia riusciva appena a balbettare, confusa com'era, e già i suoi occhi cominciavano a stillàre lacrime luccicanti. Willow le afferrò il polso dolcemente con tutte e due le mani e, guardandola ancora una volta negli occhi, si fece coraggio per dirle ciò che teneva nel cuore da tempo...
Genere: Fantasy, Introspettivo, Romantico | Stato: completa
Tipo di coppia: Het
Note: Missing Moments | Avvertimenti: nessuno
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WILLOW è un film fantasy del 1988 diretto da Ron Howard, con Warwick Davis, basato su una storia scritta da George Lucas.
La storia è quella di Willow Ufgood, contadino di un piccolo villaggio di Nelwyn ( nani ) che aspira a diventare uno stregone. Un giorno Willow trova una bambina Daikini ( cioè umana ) che scopre poi chiamarsi Elora Danan abbandonata sul fiume. La bimba è una principessa predestinata a sconfiggere la malvagia strega regina Bavmorda, che in precedenza aveva fatto uccidere la madre e la nutrice della bambina onde scampare così alla profezia. Willow, dal cuore buono, dovrà ricondurre la bambina dal suo popolo e proteggerla lungo la strada ma incontrerà mille peripezie. Con l'aiuto del guerriero Madmartigan, dei due folletti Rool e Franjean, dell'anziana strega Fin Raziel ( intrappolata in forma animale da Bavmorda ) e più tardi anche da Sarsha ( figlia di Bavmorda ma innamorata di Madmartigan ), Willow affronterà e sconfiggerà la strega. In seguito alla caduta di Bavmorda, Elora Danan sarà cresciuta da Madmartigan e Sarsha, nuovi sovrani, e Willow potrà tornare felicemente tra la sua gente e dalla sua famiglia.

06 - Willow's Theme - James Horner

Young Willow and Kaia - La Dichiarazione
immagini tratte da internet

Un pazzo!

Tutti i Nelwyn della valle pensavano che il giovane Willow, figlio di Barmore e Gwendla Ufgood, fosse un po' svitato... soprattutto con quella sua idea fissa di diventare un giorno un grande stregone.
Fin da quando era bambino, il giovane Ufgood era affascinato dalla magia e da tutto ciò che la riguardava. Il suo maggior desiderio era quello di apprendere, di imparare a fare incantesimi, e di poter dare forma e vita ai suoi sogni. Purtroppo però, per l'umile figlio di una coppia di contadini, questo sembrava solo il sogno di un ragazzino con la testa tra le nuvole. Nessuno al villaggio lo prendeva sul serio, e infatti tutti lo deridevano per questo, cosicché Willow veniva scansato ed emarginato da tutti i suoi coetanei.
Solamente Kaia, una dolce fanciulla Nelwyn, sembrava apprezzare oltremodo la sua compagnia.
Lei e Willow si conoscevano fin da bambini e, per quanto già allora lui fosse un tantino "originale", Kaia non poteva fare a meno di ricambiare l'affetto sincero del giovane coi suoi sorrisi colmi di tenerezza. Willow adorava il suo sorriso, il suo volto paffuto incorniciato da morbide ciocche bionde, e i suoi occhi sottili e luminosi ( proprio come si diceva li avessero anche le fate dei boschi ), così come adorava ogni istante che poteva trascorrere in sua compagnia.
Spesso i due giovani Nelwyn, quando il tempo e la temperatura lo permettevano, erano soliti scendere insieme lungo le rive del Freen ( il fiume che, scorrendo attraverso la Valle di Nelwyn, scendeva verso sud fino a confluire nel mare ). Qui sedevano all'ombra degli alberi, ascoltando il rumore delle fresche acque spumeggianti, e passavano ore a conversare e a scherzare amichevolmente.
Kaia era l'unica fanciulla che non si metteva a ridere, dinanzi ai suoi svariati giochi di prestigio, e anzi aveva gli occhi sempre colmi di ammirazione per lui. Willow cercava sempre di inventare qualcosa di nuovo, in modo da impressionarla e stupirla sempre di più, e ogni volta arrivava perfino ad esagerare e a spingersi verso cose apparentemente impossibili...

- Bala Grìndar Snap... Wola Mànder Snu!

Come Willow si metteva a farfugliare parole in tono altisonante, spacciandole ovviamente per formule magiche, Kaia osservava estasiata fiori o vari tipi di oggetti sbucare all'improvviso dalle sue mani. Nonostante fosse abbastanza grande da riconoscere la differenza fra trucco e magia, Kaia riteneva che la sola cosa veramente "magica" altro non fosse che il cuore di Willow. Il giovane sognava e faceva cose che lei poteva vedere solo attraverso i suoi occhi, eppure non immaginava neppure lontanamente di fare parte anche lei di quei sogni.

- Kaia - le disse un giorno Willow, guardandola seriamente. - Ti... Ti piacerebbe stringere il sole nella tua mano?

Kaia si mise a ridere divertita.

- No, dico sul serio - insistette Willow.
- Oh, Willow - sussurrò lei, guardandolo come uno che l'aveva appena sparata troppo grossa. - Non sarà un po' troppo, anche per uno stregone bravo come te?
- Ma tu non conosci i miei poteri - affermò Willow, estremamente sicuro di sé.
- Ma si, certo - fece Kaia, temendo di aver offeso la sua sensibilità. - E' solo che... Insomma, il sole è così grande...
- ...E io lo farò stare nel palmo della tua mano - esclamò dunque Willow, tirando fuori di tasca qualcosa di piccolo e rotondo.
- Che cos'è? - domandò Kaia, fissando l'oggetto
 incuriosita.

Willow strinse forte l'oggetto nel pugno, con un'espressione mista di dolcezza e furbizia, tuttavia prese delicatamente la mano della fanciulla e la guardò attentamente negli occhi. Kaia sentì l'oggetto nel palmo della sua mano: era una piccola sfera gialla, fatta di resina d'albero cristallizzata, ed era liscia e lucida quanto un gioiello lavorato e levigato più volte; Kaia osservò quella sfera con un sorriso, probabilmente commossa dall'ingenuità del giovane Willow, ma non aveva ancora capito cosa l'altro avesse in mente di fare...

- Questa è solo una parte dell'incantesimo - spiegò il giovane sottovoce. - Per una magia come questa, ho bisogno anche del tuo aiuto!
- Del mio aiuto ?!? - ripeté Kaia incredula. - Ma io non so fare magie...
- Sì, invece - la interruppe Willow, avvicinandosi ancora di più per accostare il proprio volto al suo. - Non pensare al "come", è sufficiente che chiudi gli occhi, fidati di me!

Kaia sorrise.
Malgrado la sua originalità ed esuberanza, Willow le piaceva moltissimo. Era l'unico tra i Nelwyn ad avere tutta quell'energia e quella grande vitalità dentro di sé. Anche senza tutti quei giochi di prestigio, Kaia ne era sicura, la sua fantasia da sola lo rendeva senza dubbio più speciale di chiunque altro.
La fanciulla lo scrutò un attimo, con una lieve smorfia ironica dipinta sulle labbra, tuttavia fece come le aveva detto di fare. Willow si assicurò che i suoi occhi fossero chiusi, passandole la mano davanti al volto, dopodiché prese la mano di Kaia tra le proprie e sollevò la sfera di resina verso l'alto.
La superficie lucida come uno specchio era stata lavorata, in modo da catturare i caldi raggi dorati e rifletterli, rimandando calde sfumature luminose color rosso ambra. Osservando con soddisfazione il risultato sperato, Willow trattenne a stento la propria felicità e sussurrò a Kaia di ammirare il successo del suo... incantesimo!

- Puoi aprire gli occhi, ora!

Kaia ammutolì di stupore, nel vedere quello spettacolo luminoso sprigionarsi proprio tra le sue piccole dita. Non aveva mai visto nulla di simile, né riteneva che fosse possibile, eppure Willow c'era riuscito... Sì, c'era riuscito: le aveva regalato il sole, splendente in tutta la sua bellezza, ed era riuscito a contenerlo nel palmo della sua mano.
Anche Willow era al settimo cielo, nel vedere quell'espressione di meraviglia sul volto della sua bellissima Kaia, e in quel momento neppure i più grandi e arcani segreti della magia avrebbero potuto infondergli quella piacevole sensazione di calore che gli infiammava il petto.

- Willow...

Kaia riusciva appena a balbettare, confusa com'era, e già i suoi occhi cominciavano a stillàre lacrime luccicanti. Willow le afferrò il polso dolcemente con tutte e due le mani e, guardandola ancora una volta negli occhi, si fece coraggio per dirle ciò che teneva nel cuore da tempo.

- Kaia - esclamò lui, traendo un profondo respiro. - Vorresti sposarmi ?

La fanciulla si sfregò gli occhi commossa, facendo un cenno nervoso di assenso col capo, allorché il volto di Willow si illuminò ancor più della sfera che lei stringeva in mano. I due giovani Nelwyn innamorati si strinsero dunque l'uno all'altra, scambiandosi un bacio assai timido e lieve. 
Quello era il primo bacio per entrambi.
Un bacio semplice e indimenticabile allo stesso tempo, subito seguito da uno molto più intenso e appassionato, ma proprio in quel breve e impercettibile attimo vi era tutta la straordinaria magia dell'amore.

FINE

Angolo dell'Autore:

Un altra fanfiction ispirata ad uno dei ricordi più belli e preziosi della mia infanzia...
Fa schifo?
Manca di originalità?
^__^ Pazienza, a me piace così com'è.
Saluti e alla prossima fanfiction!

DADO

   
 
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