Libri > La bambina della Sesta Luna
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Autore: Kangaro_Stapler    09/06/2014    0 recensioni
Ciao a tutti, sono tornata!! Questa storia scritta da me una NinaxLivio...le nostra eroina fa un sogno che la porta a prendere una decisione, o forse no... non anticipo altro Buona lettura
Genere: Romantico | Stato: completa
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Cesco, Nina
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Ero sola, sola in quell' immensa stanza buia illuminata solo da una lucina soffusa proveniente dalla candela che stringevo nelle mani; le pareti di in'intensa tonalità di blu contribuivano a rendere l'atmosfera ancora più cupa e l'aria pesante. Poi una musica, leggera, soave, bellissima: un pianoforte, un ragazzo, quel ragazzo. Il giovane principe del male avvolto da un mantello nero, con i capelli corvini e la testa che si muoveva a ritmo do quella sinfonia che era l'unico rumore in quella stanza; sembrava non essersi accorto di me che lo guardavo estasiata! Me lo aveva detto il mio caro nonnino in una delle sue lettere:" Attenta Moja Ninochka, il fascino del male è capace di risucchiarti l'anima e farti ardere il cuore fino a consumarti". E me ne stavo rendendo conto solo ora mentre osservavo Livio, il suo volto rilassato e il suo corpo muscoloso e perfetto che si alzava e si abbassava ritmicamente seguendo il suo respiro regolare mentre sfiorava con estrema delicatezza i tasti del piano. Poi la musica si interruppe di colpo e il giovane oscuro si girò verso di me guardandomi con i suoi occhi neri, neri come macchie d'inchiostro; si alzò dallo sgabello e con passi lenti e misurati si avvicinò a me. Persi un battito quando prese ad accarezzarmi i capelli e quasi caddi a terra quando lui mi diede un bacio a fior di labbra per poi sparire nel nulla ghignando. Ora qualcuno sussurava dolcemente il mio nome e per un attimo mi illusi che potesse essere Livio; persi ogni speranza quando incontrai gli occhi azzurri di Cesco che guardandomi dolcemente mi disse che mi ero addormentata e che stavo sorridendo nel sonno. Poi mi diede un bacio casto, ma non era il bacio di Livio... Il resto del tempo lo passai a rimurginare sulle cose appena successe e d'improvviso compresi che dovevo scegliere: occhi dolci e angelici contro occhi neri e penetranti. Cosa avrebbe vonto nel mio cuore? La purezza di Cesco o il fascino del male di Livio? Cercai di convincermi che non era il momento di scegliere, che con il tempo avrei capito, ma come diceva mio nonno " il tempo serve ma non esiste!"
  
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