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Autore: LatazzadiTea    05/04/2016    0 recensioni
Il protagonista della storia è il giovane principe Aleksis, cresciuto senza madre, è costretto a sposarsi al posto della sorella gemella. Aleksandra, infatti, era fuggita il giorno del suo matrimonio, che prevedeva l'unione tra lei e Raynar, principe di un altro regno. Le nozze erano fondamentali affinché i due reami consolidassero i loro rapporti, e ora che Aleksnadra è fuggita, il padre della ragazza e i due fratelli maggiori prendono una scioccante decisione: mandano alle nozze, al suo posto, il loro figlio più dolce ed effeminato, lo stesso Aleksis che, vestito come una donna, riesce a sposare Raynar senza essere scoperto. Nel frattempo, a complicare le cose, interviene il fratellastro di Ray, Jerrik, intenzionato a conquistare il regno senza farsi scrupoli con alle spalle, le veci della madre. Come se non bastasse, Aleksandra è ritornata, con l'intenzione di riprendersi il posto di moglie che le spettava, nessuno capisce il perché se ne fosse andata, ma ancora meno, il perché del suo ritorno.
Genere: Romantico, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Yaoi, Slash
Note: Lemon, Lime | Avvertimenti: Gender Bender
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Dopo quella piccola incomprensione Raynar sembrava cambiato, dopo quei tre giorni di forzata convivenza, improvvisamente il giovane principe di Loghmar aveva iniziato a passare molto tempo lontano da lui e a dormire in una stanza attigua. I loro brevi incontri erano serviti solo a mantenere le apparenze davAnti alla corte e Aleksis, aveva iniziato a sentirsi immensamente solo. Malgrado ciò e seppur, con evidente difficoltà la sua commedia resse e nessuno in quelle lunghe settimane, si accorse di nulla. Quel pomeriggio però, accadde qualcosa che mise in allarme Ray al punto di farlo riavvicinare ad Alek più di prima.

"Tuo fratello mi assilla con le sue continue visite e attenzioni, se non fosse sposato... penserei che stia cercando di conquistarmi." gli confessò Alek.

Avevano trovato il tempo di passeggiare insieme negli splendidi giardini reali e Ray lo aveva tenuto per mano, trasmettendogli tutto il suo calore.

"Stà tranquillo, cercherò di starti il più vicino possibile almeno finché quell'approfittatore non perderà interesse... fà sempre così, quando gli capita di mettere gli occhi su qualcosa o su qualcuno che gli interessa, cerca in tutti i modi di ottenerla!" gli rispose Ray.

"Sì ma io, sono tua moglie. Non è una cosa sconveniente? Insomma, non credo sia normale corteggiare la sposa di un altro uomo, men che meno di un proprio famigliare!" replicò Aleksis.

"Wow... sei entrato davvero nella parte!" ribatté l'altro, canzonandolo.

Ray lo guardò sgranando gli occhi dorati, l'ingenuità di Alek era disarmante oltre che pericolosa, ma non potè fare a meno di sorridere lo stesso difronte a quel viso dall'espressione così imbronciata e perplessa. Gli era mancato il suo Alek, gli era costato molto allontanarsi da lui ma fino a che non fosse riuscito a controllarsi avrebbe cercato di stargli accanto solo come amico e complice.

" Però lo capisco... sei talmente bello che chiunque vorrebbe starti vicino. E' una soddisfazzione personale sai, per una volta Jerrick desidera qualcosa che non potrà mai avere e la cosa, mi rende estremamente felice Alek!"

Intanto a Gunnark, il padre di Alek iniziava a risentire della mancanza del figlio più giovane, oltre che a quella della sua unica figlia femmina, la principessa Aleksandra, di cui continuava a non avere notizie. Quel giorno in particolare indisse una riusnione speciale convocando chiunque fosse al corrente della situazione, per esporre le sue perplessita su quell'alleanza a cui tanto in quegli anni, aveva ambito.

"Abbiamo agito per il bene del nostro popolo, la copertura di mio fratello regge perché farne un problema adesso?" domandò quasi infastidito il principe Jarik.

"Gunnark è diventato un porto di mare, i soldati di Logmar lo attraversano in lungo e in largo senza rispettare nessun tipo di accordo, inoltre; le azioni del principe Jerrick ci preoccupano ancora!" replicò uno dei generali a capo delle milizie di confine.

"Credo che questa preoccupazione sia del tutto inutile miei signori. Gli scambi commerciali e i traffici fra i nostri regni sono aumentati portando grossi vantaggi a Gunnark. Non abbiamo fatto che arricchirci, inoltre; il transito delle truppe di Loghmar ai nostri confini ci garantisce protezione, non vedo quale sia il vero problema!" rispose sconcertato il principe Rufus.

" Il principe Ray è a capo dell'esercito di Loghmar, che è in assoluto il più potente fra quello dei nostri vicini, oltre al fatto che in qualità di futuro sovrano ne ha la completa fedeltà e devozione. Non verremo più attaccati dagli altri regni grazie alla nostra alleanza... perché tutti questi ripensamenti?" volle sapere Jarik sempre più irritato dalla situazione.

"La verità è che il regno di Yarven ha manifestato delle grosse peplessità sul transito delle truppe di Loghmar nei nostri territori, e ha inviato due emissari qui a Gunnark per capire meglio la situazione..." confessò imbarazzato re Alfrek.

"Il principe Jones e il principe Glenwick di Yarven mio re!" il ciambellano annunciò l'entrata dei due dignitari con estremo riguardo e mentre i due principe prendevano posto al tavolo del consiglio, Rufus e Jarik si alzarono per rendero loro omaggio. Dopo le presentazioni formali i quattro si risedettero e la riunione continuò senza ulteriori interruzzioni.

"Fateci capire, vi sentite traditi da noi? Vi siete sentiti in pericolo o altro? Come giustificate un così alto numero di soldati ammassati hai nostri confini? Vogliamo una spiegazione vostre altezze e subito!" domandò con evidente preoccupazione uno dei due ambasciatori.

"Nulla di tutto questo! La nostra alleanza con Loghmar è una questione di sopravvivenza, non abbiamo alternative e non possiamo opporci alle richieste di re Oddvar... cercate di comprenderci!" replicò il maestro della legge.

"Il regno di Gunnark è un paese strategico, più che un alleanza sembra che Loghmar vi abbia conquistato dall'interno... come rispondete?" domandò il principe Jones.

"Cosa? Questa è una menzogna, la nostra è solo un alleanza nient'altro!" ribatté Jarik in collera.

"Non possiamo assolutamente tollerare questa aperta minaccia alla nostra autonomia. Siamo stati alleati per molto tempo ma ora se le cose non torneranno alla normalità, saremo costretti a rompere la nostra di alleanza e ad andare ognuno per la proria strada, miei signori. Perciò, scegliete da che parte stare o ci saranno gravi conseguanze!" rispose uno dei due principi.

"Mia sorella minore la principessa Aleksandra, ha sposato il principe Rayanar di Loghmar per assicurare a Gunnark la stabilità e la protezione di cui aveva bisogno tutto qui, e se per voi va bene... sposerò una delle vostre principesse per assicurare anche a Yarven la stessa cosa!" disse all'improvviso Jarik per riportare la pace fra i due antichi alleati. Nel frattempo al sicuro e senza essere visto, qualcuno spiava con un canocchiale ciò che avveniva all'interno della sala del consiglio.

"Pincipessa cosa state guardando? Se qualcuno vi vedesse, che guaio sarebbe!" esordì una delle dame di compagnia della ragazza.

" Non preoccuparti conciata così non mi riconoscerebbe nemmeno mio padre, assomiglio molto ad Aleksis vero?"  le rispose Aleksandra da poco ritornata di nascosto a Gunnark.

" Chi dei due è Glenwick?" volle sapere la giovane del tutto ignara di ciò che in realtà fosse accaduto in quelle lunghe settimane di assenza.

" Fatemi vedere... ecco quello a destra di vostro fratello Rufus!" le indicò la donna che già aveva avuto modo di conoscere i due principi di Yarven in precedenza.

"Wow, carino e molto elegante! E l'altro, che mi dici del principe Jones?" volle sapere ancora.

"Beh... dicono sia un uomo molto riservato e introverso e benché possegga dei lineamenti così delicati e gentili da valersi le lusinghe di molte pretendenti, non ha mai voluto sposarsi con nessuna dopo la prematura morte della sua prima moglie." le spiegò la donna.

Aleksandra sospirò profondamente, era scappata da un matrimonio combinato perché sapeva che non sarebbe più stata libera ma dopo quasi due mesi di assenza dal suo paese natio, aveva iniziato a sentire la mancanza della sua casa e della sua famiglia tanto da farle pensare che forse avrebbe potuto acconsentire a quelle nozze, seppur a malincuore. Era sempre stata attratta da Raynar malgrado ciò, non si era mai innamorata di lui e sapeva che se lo avesse sposato, entrambi sarebbero stati soli e infelici per sempre. Ora però sentiva di essere maturata abbastanza da riuscire a mantenere l'impegno preso, nonostante fosse ancora ripetutamente colpita dalla prestanza fisica e dalla belleza di altri uomini.

"Non sarò mai libera di amare chi voglio, vero?" la risposta poteva sembrare ovvia ma non fu così.

"Quando vi innamorerete mia signora, il vostro cuore inizierà a battere così forte che vi sembrarà di perderlo, così a dispetto di chiunque sposerete, saprete sempre a chi anela davvero il vostro cuore!" le rispose la più affezzionata delle sue dame.

Mentre continuava ad osservare il bellissimo principe Jones attraverso la lente da cui lo guardava, Aleksandra sentì il cuore mancarle un battito, possibile che quelle parole fossero un presagio? Un improvviso raggio di sole colpi il vetro arrotondato del cannocchiale e il riverbero accecò proprio Jones che si alzò di scatto dalla sedia quasi spaventato, dopo però; pensando che in fondo, non ci fosse nessun pericolo esterno guardò fuori dalla finestra della sala in cui erano stati ad udienza fino a quel momento, e rimanendo attratto dallo strano bagliore proveniente dalla fitta vegetazione che lambiva le mura esterne del castello, pensò di accertarsi di persona di cosa potesse trattarsi.

E proprio da una finestra simile, ma a molte decine di miglia da quel luogo, Alek si ritovò ad ammirare uno splendido tramonto. Si sentiva davvero molto stanco: quelle lunghe giornate piene d'impegni lasciavano poco spazio al riposo e allo svago. Se non altro quella sera, dopo la cena ufficiale Ray aveva deciso di restare con lui e fargli compagnia fino al momento in cui sarebbero andati a dormire.

"Avevi ragione quello sfrontato non ha fatto altro che guardarti tutto il tempo, non si cura nemmeno di mantenere le apparenze davanti a sua moglie... povera donna!." disse improvvisamente Ray.

"Giuro che non ho fatto nulla per incoraggiarlo!" gli rispose Alek preoccupato.

"Lo sò Alek, non c'è bisogno che tu lo dica!" lo rassicuro il giovane.

"Ray?"

"Sì, che c'è?"

"Ho fatto... o detto, qualcosa di sbagliato?"  gli chiese Aleksis in preda all'ansia.

Ray non rispose e si limitò ad abbracciarlo più forte di quanto avesse mai fatto. Sapeva che aveva bisogno di certezze e protezione, Alek doveva essere sicuro di poter contare sempre su di lui e forse il suo allontanamento, lo aveva fatto dubitare. Ma come poteva dirgli la verità su quello che provava davvero? Si era domandato spesso se confessare il proprio amore ad Alek fosse giusto, cosa si aspettava davvero da lui, e come avrebbe reagito ad un suo eventuale rifiuto? La sola idea lo spaventava a morte e per ovviare, aveva preferito stargli il più lontano possibile. Ma evidentemente non era servito a nulla, se non a far soffrire e preoccupare inutilmente il povero Aleksis.

"Tu non hai nessuna colpa Alek, ricordalo sempre!" gli disse Ray dopo averlo messo a letto.

"Non resti con me?" gli chiese arrossendo.

"Vuoi che resti?"

"Sì! Qui a Loghmar, nonostante sia piena estate fa davvero troppo freddo la notte!" rispose Alek.

Benché fosse sincero e in effetti in quel grande letto da solo gelasse, l'unica cosa che realmente desiderava era lui.

"Ray?"

"Mmh?" mugugno l'altro in preda alla stanchezza.

"Il tuo cuore a volte accellera quando mi vedi?" gli domandò di getto.

Ray non rispose nemmeno in quell'occasione. Si voltò verso di lui per accertarsi che non si fosse addormentato e quando se lo ritrovò di fronte il ragazzo già dormiva, così lo baciò teneramente e gli si accucciò il più vicino possibile. In effetti, sentì che il cuore di Ray batteva molto forte quando gli appoggiò una mano sul petto.

"Ray anche il mio... anche il mio cuore batte più forte quando ti vedo!" ammise Alek.

Intanto, Aleksandra aveva approfittato del buio per fare il bagno nel lago che si trovava nella riserva di caccia di suo padre. Il boschetto di betulle da cui aveva spiato quelle persone nel pomeriggio si trovava proprio ai confini della riserva. Era un territorio vastissimo protetto alle spalle da un promontorio roccioso, talmente impervio e pericoloso che nessuno fino a quel momento: aveva pensato di valicarlo, e sapendo che nessuno l'abrebbe mai cercata li, da quel luogo si era poi diretta a ovest, verso il mare.

Il tempo era magnifico e il cielo notturno limpido.

Rimase nell'acqua molto a lungo, godendosi quello spettacolo offerto dalla natura rapita, e col naso puntato verso quelle luminosissime stelle fino a che un rumore improvviso alle sua spalle non la mise in allarme.

"No... vi prego, non abbiate paura mia splendida ninfa, non fuggite via... lasciate che vi ammiri ancora!" la suadente voce maschile proveniva dal fitto della vegetazione e lei seppur spaventata, invitò quell'uomo a farsi riconoscere.

Jones spuntò fuori illuminato dalla flebile luce di una luna non ancora al suo apice e Aleksandra sentì mancarle il respiro. Era alto e più bello di quanto ricordasse visto così da vicino, e quando le si avvicinò togliendosi gli abiti e il mantello; malgrado fosse nuda, non ebbe nessun timore. Jones sembrava davvero non aver capito, che difronte a lui non c'era una visione, ma una donna in carne e ossa. Ma quando allungò una mano per poterla toccare e se ne rese effettivamente conto, tornò sui suoi passi maledicendosi, scusandosi e chiedendo perdono.

"Non avete nulla da farvi perdonare mio signore e se mi aiuterete ad uscire dall'acqua coprendomi col vostro mantello, saremo del tutto pari..." esordì Aleksandra, ammettendo che a sua volta, si era gustata la perfezione di quel corpo forte e statuario, senza nessuna vergogna o imbarazzo.

 
   
 
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