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Autore: 4ever_    01/11/2016    0 recensioni
Cinque ragazze si troveranno ad affrontare i loro peggiori incubi durante la settimana di Halloween. Chi è Tahila? Cosa vuole da loro?
[...] Quella sera, in cinque case, cinque ragazze cercavano di dimenticare quello che era successo. Non sapevano che quello era solo l’inizio. Perché entro la notte di Halloween, la notte in cui l’oscurità prevale, avrebbero vissuto i loro peggiori incubi. [...]
Genere: Commedia, Horror, Mistero | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: AU, Cross-over | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
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30 ottobre


CAMERA DI GIULIA 

Giulia era seduta alla scrivania, sotto alla finestra, e guardava il ciondolo che era stato di Tahila. Aveva passato la nottata in bianco, cosa molto strana per una dormigliona come lei. Continuava a fare incubi tremendi che riguardavano la bambina dai capelli bianco candido o le pietre. Così verso le cinque del mattino aveva rinunciato a quello stato di dormiveglia e si era messa a studiare il ciondolo, cercando di imprimere in mente più particolari possibile.
Le sei pietre brillavano alla luce artificiale della lampada accesa sul comodino, che avvolgeva la stanza in una poco rassicurante penombra.
In quel momento sentì una voce alle sue spalle, che la fece sobbalzare
«Come mai già in piedi a quest’ora?» le domandò Donatello, mettendole le mani sulle spalle, con fare affettuoso.
«Donnie, mi hai spaventata! Comunque non riuscivo a dormire» rispose la castana.
Il fratello la prese di peso e la buttò sul letto, poi le si sedette di fianco, mentre lei cercava di tirarsi a sedere sul materasso. L’espressione del ragazzo si fece improvvisamente seria e un po’ preoccupata
«Giulia, che cosa sta succedendo?»
La ragazza aprì la bocca per ribattere, ma lui la interruppe subito
«E non dire che non sta accadendo niente, lo abbiamo notato tutti. Ogni volta che torni a casa dopo un pomeriggio con le tue amiche avete un’espressione di puro terrore sul volto»
Giulia sospirò
«Credimi, Donnie, vorrei tanto potertelo dire, ma è qualcosa di davvero troppo grande»
«Giulia, noi siamo i tuoi fratelli, ti vogliamo aiutare. Voglio esserti utile in qualche modo»
La ragazza non rispose e tornò ad osservare il ciondolo, sperando che il fratello avrebbe rinunciato al desiderio di sapere e l’avrebbe lasciata in pace. Lui invece rimase accanto a lei, osservando le pietre da sopra la sua spalla. Era talmente silenzioso che dopo un po’ Giulia si scordò della sua presenza.
«Non capisco perché proprio queste pietre…perché siamo noi le pietre?» mormorò, soprappensiero; di nuovo, la voce di Donatello la fece sobbalzare
«Beh, ipoteticamente parlando, potrebbe dipendere dal significato delle pietre…»
La ragazza si voltò a guardarlo, spronandolo ad andare avanti; lui le prese il ciondolo dalle mani, poi indicò le pietre una alla volta
«…dunque, l’ematite può concentrare in sé la luce dell’universo e manifestarla a livello terreno, questo significa che chi la indosserà vedrà rinvigorire la propria energia, mentale e fisica; chi ti ricorda?»
La castana ci pensò un po’ su, poi azzardò timidamente
«Miriam?»
«Esatto! Poi c’è l’opale, che è conosciuta per la sua proprietà di scomporre la luce nei colori che la compongono; gli antichi romani credevano donasse capacità profetiche a chi la indossava. White Mary non ha una passione particolare per i colori e la magia?»
Giulia annuì, mentre un sorrisetto le compariva sul volto. Donnie continuò
«La pietra di luna è strettamente legata all'universo femminile, alla crescita ed all'evoluzione, è la personificazione della luce che dà vita. Io la collegherei a te» disse, scompigliandole affettuosamente i capelli mentre lei arrossiva
«rimangono queste due, cosa sono?» domandò la ragazza
«Questa è un topazio oro. Favorisce la nobiltà d'animo, le amicizie sincere e dona tranquillità, la pietra perfetta per Hilary. Il rubino invece è la pietra che dona forza, energia e vitalità, un po’ come Raven, insomma»
«Manca il turchese»
Il ragazzo osservò l’ultima pietra, quella a centro, con uno sguardo assente
«Beh, nell’antico Egitto era considerata la pietra del regno dei morti»
Giulia sbiancò in volto
«R-regno dei m-morti?» domandò, rabbrividendo; il fratello notò l’improvviso turbamento della ragazza, ma preferì far finta di niente, avendo capito che lei non voleva parlarne
«Sì, regno dei morti, dove andavano le anime dei morti. Spero di esserti stato d’aiuto» le disse, Giulia lo abbracciò
«Utilissimo. Grazie, Donnie» 

CAMERA DI HILARY

Accoccolata sulla poltroncina in camera sua, Hilary sfogliava il diario di Tahila alla ricerca di indizi.
Lo sguardo le si posò su una pagina, era piuttosto corta e datata 31 ottobre 1970. Quando l'aveva mostrato alle sue amiche non l'aveva notata, di fatto era inserita alla fine ed era tutta spiegazzata.

31 ottobre 1970
Caro Diario, 
quando mia nonna mi disse che con i miei poteri ero destinata a fare grandi cose, le credetti. Ma inizio a pensare che sbagliasse: non sono in grado di controllarmi, se provo emozioni troppo forti o se solo desidero ardentemente che accada qualcosa, scateno l’apocalisse. 
Oggi ho combinato un disastro, mi sono resa immortale. 
Potrebbe sembrare una cosa positiva, ma io non aspettavo altro che la morte. Non ne posso proprio più di portare discordia ovunque metta piede.
Mi sono istruita sull’incantesimo che ho lanciato e ho scoperto che c’è un controincantesimo, ma per metterlo in pratica ho bisogno di cinque mortali il cui aspetto caratteriale deve corrispondere alle pietre del mio ciondolo. Quando questi mortali troveranno il ciondolo verrà rivelata loro la profezia: è la mia unica salvezza. 

CAMERA DI RAVEN

Raven era stesa a pancia in giù sul letto e sfogliava il quaderno pieno di appunti del signor Armstrong.
A quanto pareva, il bambino che avevano visto nella sfera trovata nella cantina di Miriam il giorno prima, era proprio lui da bambino. In qualche modo aveva offeso la piccola strega che aveva maledetto lui e tutti i suoi discendenti. L'uomo era stato costretto a continuare ad invecchiare senza mai morire, a meno che non fosse stata Tahila stessa ad ucciderlo, ma la strega era scomparsa dopo avergli lanciato il maleficio. Così aveva dedicato anima e corpo alla ricerca di un rimedio alla maledizione. Aveva scoperto successivamente che tutti gli incantesimi creati da una strega vengono cancellati alla morte di essa, per cui stava cercando il modo di uccidere Tahila. La bara che gli avevano visto trascinare dentro casa avrebbe dovuto contenere il corpo della bambina.
Il cerchio disegnato a terra, invece, stando agli appunti, serviva per un incantesimo di "richiamo delle anime inquiete: mostri, streghe e vampiri che non muoiono mai"
Il signor Armstrong sapeva che non potava ucciderla lui: Tahila si era lanciata un incantesimo anni prima che le impediva di morire o essere uccisa, sarebbe morta solo se qualcuno avesse rotto una pietra, ma non sapeva esattamente a quale pietra si riferisse.

CAMERA DI WHITE MARY 

Seduta alla scrivania, White Mary prese carta e penna e scrisse la profezia che continuava a risuonarle in mente. Si mise ad osservare i versi. Non era la più sveglia del gruppo, ma in quel momento doveva concentrarsi e trovare un significato alle parole di Tahila: 

Quando le cinque pietre riunite saranno
L'incantesimo spezzeranno
Il loro destino nella notte più oscura
Dovranno affrontare senza paura
Ciò che un tempo è stato negato 
Sarà ottenuto risolvendo un mistero intricato

Le cinque pietre erano loro, stando a ciò che aveva detto la strega; l’incantesimo doveva essere la maledizione della quale la bambina era vittima, dovevano trovare il modo di ucciderla.
Il loro destino doveva essere quello di aiutarla. Affrontarlo senza paura, però, non era tanto facile; che cosa intendeva con "nella notte più oscura"? Probabilmente si trattava della notte di Halloween, che cosa sarebbe successo ancora?
Il penultimo verso si riferiva di sicuro alla morte, Tahila diceva di non poter morire; mentre l’ultimo doveva per forza indicare il mistero di Tahila, quello che cercavano di risolvere ormai da giorni.
White Mary si sentì improvvisamente meglio, ora che era riuscita a comprendere la profezia si sentiva un po’ più tranquilla, ma continuava a domandarsi cosa intendesse la bambina con "rompere il regno dei morti".

CAMERA DI MIRIAM 

Miriam sedeva alla scrivania in camera sua. Aveva dormito per qualche ora, poi era rimasta alzata per altre due ore e successivamente si era rimessa a dormire. Verso le cinque e mezza si era svegliata e si era seduta alla scrivania, dove era posata la sfera color notte che aveva rivelato il passato di Tahila. A volte si illuminava lievemente, per poi tornare normale.
«Che strano...» mormorò Miriam. Se la osservava meglio, poteva notare delle strane "nuvole" al suo interno; una specie di nebbiolina argentea che fluttuava al suo interno. La attraeva, voleva toccarla. Allungò la mano e le sue dita sfiorarono la sfera, sempre tiepida al tatto
«Ciao»
Miriam cadde dalla sedia, mezza traumatizzata. La sfera aveva parlato. Ma era solo un oggetto. Si avvicinò e vide, al suo interno, che la nebbiolina andava riunendosi formando un volto giovane, e due pupille dorate scintillanti. Tahila.
«Oh, non di nuovo!» Miriam era terrorizzata. Tahila incuteva negli animi delle ragazze paura anche solo se veniva nominata. Miriam si riscosse
«che vuoi ancora?» disse in tono di sfida. Ea sempre determinata, e la sua determinazione non sarebbe morta ora.
«Hahahahaha! È così interessante vedere come voi mortali vi spaventate...per le minime cose»
«Tahila, smettila! Dimmi piuttosto perché sei venuta qui da me»
«Come sarebbe a dire "qui da me"? La sfera è come una casa per me, ed è anche un modo per comunicare con una di voi. Ve l'ho già detto che non posso apparire se non siete
insieme»
«E allora nella cripta? C'era solo White la dentro»
«Ma eravate tutte attorno alla cripta»
«Non importa, dimmi perché sei qui» tagliò corto Miriam
«Io voglio che voi domani, nella notte di Halloween, completiate questa missione. Venite al cimitero. Davanti alla mia tomba. Rompete la pietra e sarà tutto finito» rispose Tahila
«E come la rompiamo?» chiese Miriam, ma Tahila era scomparsa dentro la sfera e la nebbiolina era tornata ad aleggiare nella sfera.
«Ma cosa...?»
Ad un tratto la nebbiolina si dissolse di nuovo e Miriam vide, nella sfera, il cielo che si rannuvolava e che veniva squarciato da un fulmine, il quale andava a colpire dritto la pietra al centro del ciondolo. Quando tornò per la seconda volta normale, Miriam sospirò. Aveva bisogno di riposare.
 

«E quindi, ricapitolando, dovremmo andare domani notte a mezzanotte al cimitero per rompere il ciondolo?» disse White Mary, mettendosi le mani nei capelli
«esatto» rispose Raven
«Io ancora non ho capito bene la questione del vecchio Armstrong» disse Miriam
«Beh, in pratica lui da bambino le aveva fatto qualcosa e per vendicarsi Tahila ha fatto in modo che invecchiasse senza mai morire» disse Giulia
«E quindi alla fine lui ha deciso di rompere la maledizione uccidendo Tahila, ma non sapeva come fare» disse Hilary
«Infatti senza volerlo Tahila si era resa immortale e l'unico modo per morire era usare un contro incantesimo» continuò Giulia
«Ma per attuarlo aveva bisogno di cinque mortali che richiamavano le caratteristiche delle pietre del suo ciondolo... come noi» concluse Mary. Erano tutte e cinque a casa di Raven. Dopo la notte insonne, avevano deciso di ritrovarsi per parlare di ciò che avevano scoperto. Dopo che ognuna aveva raccontato tutto, arrivarono a una decisione
«Beh, credo proprio che... -Hilary deglutì- ci toccherà andare a quel cimitero»
«domani»
«a mezzanotte»
«rompere il ciondolo»
«e risolvere una volta per tutte questo mistero»



Nota delle autrici

White Mary: ciao a tutti!
Giulia: siamo in ritardo di due giorni!!!!!
Miriam: si era notato. È tutta colpa vostra *indica White Mary e Giulia*
Giulia: ehm…scusate!
Raven: ma tanto non legge nessuno!!!
White Mary: sei troppo pessimista! Siamo quasi alla fine!
Hilary: chiediamo scusa per eventuali errori, ma andiamo di fretta e non possiamo correggere
Miriam: ci vediamo presto con l’ultimo capitolo!
Raven: e finalmente la vostra tortura cesserà
Tutte: ciaoooo!!!

   
 
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