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Autore: Anwa_Turwen    31/01/2017    1 recensioni
E se l'amata quanto sconosciuta consorte del re Thranduil non fosse tutta gentilezza, leggiadria e fedeltà come spesso ce la immaginiamo?
E se Galion non stesse semplicemente dormendo ubriaco mente la compagnia di Thorin Scudodiquercia evade dalle prigioni?
E se lo hobbit nelle cantine si trovasse testimone di scenari leggermente diversi?
(Seguirò quasi esclusivamente il libro)
~
Primo tentativo di fanfiction, spero che dopo di questa non mi getterete direttamente nell'Orodruin!
Genere: Commedia, Romantico | Stato: completa
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Bilbo, Compagnia di Thorin Scudodiquercia, Galion, Nuovo personaggio, Thranduil
Note: OOC, What if? | Avvertimenti: Triangolo
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Parte 2

 

Pochi minuti dopo il capitano ritornò; aveva svolto l'ultimo giro di sorveglianza della sera, ed era ancora ben disposto a festeggiare, così ridendo, andò direttamente a spillare dell'altro vino dalla botte, e tutti brindarono ancora e ancora, allegramente.

Fimbrethil stava al gioco, ma aveva deciso che quella sera non si sarebbe data per vinta.

Presto la testa dei due elfi silvani cominciò a ciondolare. Il Capitano non si era dato un freno, mentre la regina avevo fatto in modo di rimanere la più sobria ed era ancora malignamentne disposta  completare il suo gioco.

 

Ora il Capitano dormiva, russando leggermente, con un sorriso beato stampato e sul volto, e Galion, accasciato sulla sedia, continuava a ridere da solo. Allora Fimbrethil pensò che era giunta la sua occasione, e che adesso non le sarebbe stata opposta nessuna resistenza verbale o fisica. 

Si voltò verso Galion, d'un tratto era un'altra persona. Non più la dolce e leggiadra regina elfica Fimbrethil di Bosco Atro, ma un concentrato di malizia leggermente traballante per l'alcol. 

<< Caro Galion, non vorresti seguirmi un attimo fuori da questa umida e stretta cantina? >> chiese senza nemmeno tentare di trovare il minimo ritegno.

<< Ma sherto mia regina! - biascicó l'interpellato - ti scieguirò dovunque tu vorrai, HIC! >> 

In un angolo, un piccolo hobbit quasi non si strappò i capelli ricci dallo stupore. Poi però si rammentò il motivo per cui era lì, e vide che la fortuna si era improvvisamente fatta dalla sua parte, ed era immensa!

Quatto quatto si avvicinò al capo delle guardie che ronfava beatamente e gli sfilò dalla cintola il suo grosso mazzo di chiavi. L'indomani, ci sarebbe stata un'altra espressione sul volto del povero Capitano.

~

Galion aveva perso l'ultimo briciolo di elfico buon senso rimastogli. Affogati i pensieri nel vino, non riusciva a immaginare dove la regina avesse intenzione di condurlo, e le andava dietro tacitamente, come un cagnolino segue il suo padrone.

Svoltato l'angolo, attravrsarono la porta di un ripostiglio pieno di cose vecchie e fuori uso, che sicuramente era un ambiente poco trafficato.

Lei non aveva perso neanche un secondo per auto affibbiarsi quel lurido ruolo di seduzione. Almeno aveva avuto l'accortezza di chiudere la porta a chiave!

~

Bilbo era eccitatissimo. Di punto in bianco aveva ottenuto un'insperata occasione per derubare il carceriere e offrire la libertà ai suoi amici, e intanto nella sua piccola ma abile mente era nato uno stratagemma di fuga alquanto disperato che non vedeva l'ora di mettere in atto.

Ad uno ad uno, liberò ciascuno dei tredici Nani, che furono così felici e stupiti da fare un baccano assordante, senza però riuscire ad articolare una qualsiasi domanda di senso compiuto.

<< Non c'è tempo per spiegare >> bisbigliò loro l'hobbit, mentre li conduceva verso le cantine implorando il loro Mahal di farli tacere.

~

Se rimaneva qualcosa di cui Galion era cosciente, era di aver completamente perso il controllo. Però in fondo quello che stava facendo gli piaceva. 

Aveva saggiato le labbra morbide della sua regina, e ora la stringeva dolcemente per la vita sottile, mentre le dita di lei percorrevano con delicatezza le linee della sua scollatura, e si avvicinavano pericolosamente al primo bottone.

All'improvviso, però, Fimbrethil avvertì  dei passi soffusi nel corridoio e sobbalzó, con il cuore in gola. Ma poi ricordò che alcuni elfi serebbero dovuti scendere per gettare nel fiume un carico di barili vuoti e si tranquillizzò, iniziando a sbottonare con decisione la lunga tunica del suo amato maggiordomo.

~

Bilbo continuava a sussurrare loro di fare il meno rumore possibile, ma gli pareva che non ci fosse verso. Aveva gli occhi sgranati dalla paura, il suo piccolo cuore sembrava una martello nanico, e pareva voler esplodere ad ogni passo che frusciasse più del dovuto. Mai come allora odiò tutto quel chiasso nanesco.

Quando poi si trattò di spiegare il proprio espediente, ovvero che sarebbero dovuti entrare in un barile vuoto ciascuno, per poi venir scaricati dagli Elfi Silvani giù nel fiume, né il loro capo Thorin, né tanto meno gli altri vollero saperne.

Bilbo supplicó e implorò, li minacciò di richiuderli nelle loro celle in attesa di un'idea migliore, li redarguì che difficilmente avrebbe ottenuto un'altra occasione tanto prorizia, e che non bisognava tentare eccessivamente la fortuna.

Così alla fine i Nani furono convinti e si accomodarono di malavoglia nelle botti, dando un sacco di problemi per la comodità e i buchi di aerazione, finché anche l'ultimo coperchio fu serrato.

In quel momento l'intera compagnia sobbalzò: tutti avevano sentito dei rumori come di mobili urtati o strattonati ripetutamente, provenire dalla stanza accanto, che anche dopo buoni cinque minuti non sembravano voler cessare. 

Per sua fortuna Bilbo era troppo concentrato sulla missione per ricordarsi della possibile causa, e gli altri non erano stati presenti a ciò che era successo nella coppia elfica allontantasi giusto una mezz'oretta prima, così nessuno mai ebbe a dubitare.

Non dovettero aspettare molto, che alcuni elfi anche loro piuttosto alticci scesero nei sotterranei. Avevano abbandonato una festa, ed erano intenzionati a concludere il loro lavoro il più in fretta possibile, perciò non badarono allo strano peso dei barili, e la fuga architettata dallo hobbit fu portata a termine con gran successo.

Lui fu l'ultimo ad aggrapparsi, sempre invisibile, ad una botte, non prima di aver fatto un salto dalla guardia dormiente e di averla rifornita delle chiavi.

 

Il mattino successivo, Fimbrethil si svegliò che era da poco trascorsa l'alba. 

Realizzò quasi subito di essere a giacere sotto un mantello, accanto al maggiordomo Galion. Ebbe un brivido di freddo, così si accorse di essere anche priva di qualsiasi vestito.

Ricordò. 

Al pensiero della notte appena passata, al ricordo di COME l'avevano trascorsa, si vergognó di sé stessa ad un livello davvero indescrivibile, e sentì di arrossire in ogni parte, pur non trovandosi affatto pentita.

Poi pensò che forse qualcuno l'aveva cercata. Che avrebbero potuto essersi chiesti dov'era andata a finire la sera prima, che THRANDUIL poteva essersi domandato PERCHÉ NON ERA A FESTEGGIARE ACCANTO A LUI.

Questo la preoccupava non poco, ma in fondo sapeva che era stata tutta colpa propria.

Decise che almeno avrebbe risparmiato una buona dose di vergogna al povero Galion ancora addormentato, così lo avvolse nel mantello, si rivestì, e dopo avergli mollato un bacetto a fior di labbra se ne andò in tutta fretta nelle sue stanze.

 

Il sole era già abbastanza alto, potevano essere circa le otto del mattino, quando tre soldati Silvani irruppero come delle furie nelle camere di Re Thranduil. 

Ben sapevano che era vietato, ma la questione era troppo importante per essere rimandata.

<< HIR-NIN! HIR-NIN! >>  Gridarono quelli agitatissimi. Il loro signore si svegliò bruscamente e si paró la luce davanti agli occhi per metterli bene a fuoco. Era stato alzato fino a tardi, e DETESTAVA essere svegliato in quel modo da chiunque. (Gli sembrò di tornare a duemila ottocento e passa anni prima, quando il piccolo Legolas si metteva a strillare alle quattro del mattino svegliando tutta la casa reale, tutti gli inservienti, tutto il popolo silvano, e quasi quasi anche tutto Boscoverde. )

<< Che volete?! >> domandò con voce impastata il Re. 

<< I prigionieri! Quei tredici Nani! >> gridò uno dei tre inopportuni, e continuarono a parlarsi ad alta voce uno sopra l'altro, così che il Re non capiva niente di quello che dicevano.

<< Che cosa! >> intimò loro di andare al punto, non era proprio dell'umore adatto. Inoltre Fimbrethil l'aveva lasciato solo tutta la notte e chissà dove se ne era andata.

<< I Nani che avevamo catturato qualche tempo fa nella foresta! ... sono scappati! >>

 

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FINE

 

 

Angolo Autrice:

Ora linciatemi. Non potevo farne a meno. Mi scuso enormemente innanzi tutto con lo stimatissimo professor Tolkien per questo obbrobrio, e poi con Thranduil (ti amo e se fossi nella tua mogliettina di questa storia matta non mi comporterei assolutamente così male!!), con Galion, col povero Bilbo e tutte le altre onorevoli personalità che si sono sentite offese. Ripeto: spero che non la abbiate presa troppo sul serio! Grazie mille se avete letto e non siete morti.

Namàrië creature di Eru!

   
 
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