Film > L'Ultimo Dei Mohicani
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Autore: Sullieyan    19/11/2017    6 recensioni
Alice torna in Inghilterra dopo l'incidente sul promontorio, senza nemmeno chiedere il permesso a Uncas. I due si incontrano di nuovo tre anni dopo, quando Alice viene a far visita a Cora in America. Ma questa volta, entrambi sono più grandi, più freddi, più saggi e molto meno indulgenti...
traduzione di eliana81
Genere: Romantico, Sentimentale | Stato: completa
Tipo di coppia: Het
Note: Traduzione, What if? | Avvertimenti: nessuno
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Non voleva che Alice se ne andasse.

 

Non importa quanto profondamente avesse cercato di giustificare la decisione di Alice; Uncas detestava il pensiero di stare lontano da lei per un tempo così lungo, ancora una volta. La cosa strana era che nemmeno Alice sembrava troppo entusiasta di questa separazione, ma doveva assolutamente fare il viaggio in Inghilterra.

 

"Sei completamente pazza, sorella?", Cora esclamò mentre guardava la ragazza girare per la casa di Uncas in maniera efficiente. Alice già si comportava come fosse la padrona di casa. Sentendosi ignorata, Cora ostinatamente insistette, "Ci sono gli avvocati a New York che possono gestire tutte queste faccende per te - non devi per forza tornare a Londra per questo." - "Vorrei dire addio in modo appropriato a Melissa. E' stata un'amica meravigliosa per tutti questi anni."

 

Cora alzò gli occhi, "Non ne dubito. Allora scrivile una lettera - capirà. In ogni caso Melissa è abbastanza ricca da costruire il proprio battello per navigare fin qui, per farci visita." Alice smise di spolverare gli scaffali in cucina e mormorò, "Devo tornare in Inghilterra." Maura, che stava lavorando a maglia in un angolo della casa, aveva ascoltato la discussione, pensierosa. Era abbastanza certa di sapere il vero motivo per cui Alice fosse così ostinata nel tornare in Inghilterra.

 

"Se sei preoccupata per me che torno in Inghilterra da sola sulla nave, non esserlo, cara", Maura meditò. Alice e la zia erano fuori nella radura a occuparsi dell' orto. Cora se n'era andata a casa sua per preparare la cena. Alice sospirò stancamente, "Zia Maura, non ho intenzione di permetterti di tornare indietro…" - "E io non ho intenzione di tornare in Inghilterra", Maura interruppe sua nipote con noncuranza a metà discorso. "Chiedo scusa?", Alice si voltò per guardare sua zia in stato di shock totale.

 

Maura spalancò le braccia, "Mi piace Albany. Mi piace qui. Ho deciso di comprare la casa dal proprietario - era molto felice del prezzo che gli ho proposto. Come Cora giustamente ha sottolineato, ci sono avvocati a New York che possono gestire la mia proprietà in Inghilterra e tutte le disposizioni necessarie." Alice la guardò semplicemente a bocca aperta, con la confusione scritta sul viso. "Inoltre, non ho nessun altro in Inghilterra ormai, mentre qui ho voi ragazze e Byron. E' stata una decisione semplice da parte mia." Maura fece spallucce con noncuranza prima di rivolgersi ad Alice, "Così la faccenda è risolta, allora. Nessuna di noi deve fare il viaggio di ritorno."

 

Alice abbassò lo sguardo, "C'è qualcosa…" - "E' Sarah, non è vero?". Era un'affermazione, non una domanda. Alice alzò la testa, con i suoi occhi turbati, "Non posso sopportare di lasciarla in Inghilterra." Avevano seppellito la bambina nel campo dietro la casa di campagna di Maura. L’anziana donna poggiò la sua mano sul braccio esile di Alice, "Capisco come ti senti, mia cara. Anche io mi sto lasciando alle spalle il tuo amato Zio Robert, ma il suo ricordo vivrà per sempre nel mio cuore. Questo è tutto quello che conta." La zia Maura strinse la spalla di sua nipote, "Non lasciare che Uncas ti aspetti una seconda volta. Rispetterà la tua decisione perché ti ama molto, ma gli si spezzerà il cuore ad essere lasciato di nuovo da solo."

 

Uncas si avvicinò alla sua casa, con il sudore che gli colava dalla pelle. Erano circa 4 ore prima di mezzanotte - era rimasto fuori per tutto il giorno. Aveva detto ad Alice che stava andando a caccia, ma in realtà aveva trascorso tutto il tempo a rimuginare presso un fiume. Il pensiero di non vedere Alice per quasi un anno gli lasciava un freddo blocco nello stomaco. Sperava che Alice fosse ancora a casa di Cora - aveva bisogno di tempo per ricomporsi prima di affrontarla. Quando scorse uno spiraglio di luce mentre si avvicinava, fece una smorfia. Non era fortunato.

 

Alice alzò gli occhi quando la porta si aprì e Uncas entrò in casa. Le fece un leggero sorriso di saluto mentre poggiava la sua carabina contro lo scaffale. Si tolse la camicia, che era inzuppata di sudore, e stava per tornare fuori per lavarsi nel fiume, quando Alice disse, "Sono andata al fiume prima, per prendere l'acqua. Fai il bagno qui, dai." Per alcuni secondi, sembrò che Uncas stesse per rifiutare, ma alla fine annuì amichevolmente.

 

Uncas girò intorno all'armadietto, si tolse la pelle di daino ed entrò nella vasca. L'acqua era molto calda - Alice doveva averla bollita non troppo tempo fa. Dovette ripiegare le gambe parzialmente a causa della sua statura, ma l'acqua riscaldata era un meraviglioso toccasana per le sue membra doloranti, affaticate. Sbatté le palpebre per la sorpresa, quando Alice apparve accanto alla vasca, sembrando un po' timida. Sistemandosi sul pavimento dietro di lui, la ragazza immerse le mani a coppa per raccogliere un po' d'acqua, e la fece defluire sulle spalle di Uncas. Poi cominciò a massaggiare delicatamente i suoi muscoli tesi e Uncas si appoggiò all’indietro ulteriormente, per darle un accesso migliore.

 

"Il motivo per cui vorrei fare un viaggio di ritorno in Inghilterra così tanto...non posso sopportare il pensiero di lasciare Sarah là", Alice spiegò dolcemente. Uncas fece scivolare la sua guancia di lato per baciarle le dita, ma non disse niente. Sapeva che aveva ancora altro da dire e la lasciò continuare. "Ma Zia Maura ha ragione. Il suo ricordo vivrà per sempre nel mio cuore - e questo è quello che conta di più", Alice continuò con la voce che le tremava per l'emozione. Uncas si piegò ad angolo verso di lei per guardarla e promise cupamente, "Un giorno la riporteremo indietro. Insieme." Alice sorrise timidamente e annuì, appoggiando la propria fronte su quella di lui. Uncas fece scorrere le sue dita sulla guancia di Alice, "Sposiamoci." Con questo, le labbra di Uncas incrociarono quelle di lei, in un bacio fondente.

 

Si sposarono un mese dopo, nella casa di Chingachgook. Il Reverendo Wheelock fece il viaggio per l'occasione speciale, sorridendo in modo raggiante alla coppia mentre li benediceva. Poi diede calorosamente un colpetto sulla spalla al suo vecchio amico, "Chingachgook, il cuore di Uncas ha finalmente trovato il suo luogo di pace." L'anziano Mohicano guardò con affetto il suo figlio minore e sua nuora da poco acquisita. "Si sono trovati tre anni fa", dichiarò l’anziano Mohicano con assoluzione pacifica. Aveva sempre saputo che un giorno Alice sarebbe tornata per suo figlio - era stata sempre e solo una questione di tempo. Erano destinati a stare insieme. Una volta, aveva pensato che i due avrebbero potuto andare avanti con le proprie vite separatamente, l'uno senza l'altra - ma aveva torto.

 

"Nipotini in vista, eh?", Il Reverendo Wheelock strizzò l'occhio scherzosamente. Chingachgook pensò alla nipote che non aveva mai incontrato, che adesso stava dimorando nelle stelle sparpagliate nel cielo infinito. Grazie per aver portato i tuoi genitori di nuovo insieme. Pronunciò una rapida preghiera di gratitudine a Sarah Chenoa. Una leggera brezza gli sollevò i capelli dal viso e sentì un calore rassicurante penetrare nel suo essere. Sarah Chenoa. Poi sorrise saggiamente al suo vecchio amico, "Ho il sospetto che uno sia già in viaggio."

 

Sette anni dopo.

 

"Maddie!". Una voce da ragazzina gridò esasperata. Alice gemette irritata, mentre la sua figlia minore le sfrecciava accanto, inseguita dalla sua sorella maggiore, Iselin. "Maddie!", Iselin urlò di nuovo. "Madison." Alice corresse automaticamente, poi continuò, "Se avessi voluto farti chiamare dalla gente 'Maddie'…" - "Ti avrei chiamata 'Maddie', non 'Madison". La voce bassa di Uncas concluse la frase in modo affascinante dietro di lei, venata di divertimento. Era sorprendente come Alice insistesse nel correggere il modo in cui le persone si rivolgevano alla loro figlia minore - lo faceva immancabilmente, persino con la metà del mondo che la chiamava 'Maddie'.

 

Alice si voltò per guardare con sguardo di rimprovero suo marito, "Ti piacerebbe se io ti chiamassi 'Unc'?". Uncas tirò delicatamente sua moglie verso di sé e le mormorò in modo vellutato nell'orecchio, "Risponderò a qualsiasi nome tu mi chiami." Alice lo colpì velocemente, con gli occhi che le brillavano, "Sei incorreggibile." Uncas rise in modo libertino e si chinò per baciarla profondamente sulla bocca. Alice sospirò e contraccambiò il gesto con la stessa passione. "Papà? Mamma? Dovete fare questo ogni volta?", una voce scocciata risuonò forte, guastando il loro momento intimo. Iselin, di 6 anni, lanciò un'occhiataccia ai suoi genitori. Con una manina sul fianco e con l'altra che teneva saldamente Madison che si dimenava. Uncas dichiarò oggettivamente, "Sì." Una voce di bambino pronunciò in un tono stanco, "Lasciali stare, Issy." Era il fratello gemello di Iselin, Craig, più grande di tre minuti. "Iselin", i suoi genitori lo rimproverarono all'unisono, guadagnando un sopracciglio inarcato dalla loro figlia maggiore.

 

Craig Tuari. Iselin Sokanon. Madison Halona. Alice si sentì il cuore sprizzare d'orgoglio, mentre i suoi tre bambini erano riuniti intorno a Uncas, gareggiando per avere la sua attenzione. I gemelli erano nati 7 mesi dopo il matrimonio con Uncas, mentre Madison era arrivata due anni dopo. Cora e Nathaniel avevano avuto un altro maschietto, Aaron, nato un anno dopo i gemelli. Chingachgook era entusiasta di avere il gruppo di scimmiette intorno a sé, mentre la Zia Maura aveva allegramente dichiarato che le ci sarebbero voluti più pronipoti. Né Alice né Cora sostennero la sua opinione.

 

Craig era l'immagine sputata di Uncas; dal suo atteggiamento impavido, imperturbabile alle sue membra smilze, la pelle bronzea, i capelli neri come la notte, e lineamenti misteriosi, cesellati. L'unico contributo di Alice erano i suoi occhi color grigio acciaio. Iselin, d'altra parte, era la miniatura di Alice, con l'eccezione della carnagione color ramato chiaro e dei capelli color ebano di Uncas. Anche Iselin aveva ereditato gli occhi grigi di sua madre. Madison aveva la tonalità di pelle color ramato chiaro di sua sorella, i capelli castani con sfumature bionde, e gli occhi marroni, intensi di Uncas. I suoi bambini erano belli e sani. Alice era contenta. Il suo sguardo si posò sul suo bel marito, che stava parlando pazientemente con i bambini. La sua profonda voce baritonale la inondò e Alice chiuse gli occhi, deliziandosi con il suono di lui, la vista di lui, il profumo di lui.

 

Di solito, Uncas passava alla lingua Mohicana quando si rendeva conto che non stava progredendo con le discussioni dei bambini. Inoltre, si rivolgeva a loro severamente, pronunciando i loro nomi completi e i piccoli si ammutolivano. Il trio sapeva che il loro padre faceva sul serio. Alice e Uncas usavano sia i nomi inglesi dei loro figli che i nomi indiani intercambiabilmente, ma sentirlo pronunciare i loro nomi completi significava che i bimbi erano in guai seri. Alice nascose un sorriso dietro la mano - Uncas era un padre molto tenero, ma non tollerava sciocchezze e disobbedienza da loro. Anche Alice era rigorosa con loro, ma tendeva ad essere più tenera di cuore.

 

Cora e Nathaniel entrarono in casa, sudando abbondantemente. "Mio Dio, la camminata di cinque minuti sembra di cinque ore con questo caldo!", Cora si lamentò, dirigendosi immediatamente verso la cucina per un bicchiere d'acqua. Nathaniel fece un gesto nella direzione di Uncas sarcasticamente, "Di nuovo problemi?". Alice sorrise, "Niente che non possa gestire." Nathaniel annuì in segno di accordo, mentre guardava il suo fratello minore rannicchiarsi per abbracciare tutti i suoi figli allo stesso tempo. I bambini scorrazzarono via, facendo ciao ciao con la mano alla loro zia e al loro zio in cenno di saluto, prima di dirigersi verso la radura per continuare a giocare.

 

"Dove sono Byron e Aaron?", Uncas domandò mentre si unì a suo fratello a tavola. Nathaniel bevve il suo bicchiere d'acqua, "A pescare con papà." - "Craig doveva andare con loro, ma non ha finito i compiti", Alice intervenne dalla cucina. Tre anni fa, il Reverendo Wheelock si era trasferito nel luogo in cui si trovavano, così, tutti i bambini erano andati nella sua scuola. Alice e Cora erano immensamente sollevate e grate al reverendo, perché prima stavano istruendo i loro figli a casa. "Zia Maura è dai Jackson", Cora aggiunse, seduta accanto a Nathaniel. Zia Maura si era adattata estremamente bene alla vita di frontiera, tanto da trascorrere più tempo nella natura selvaggia che ad Albany. Aveva organizzato corsi di cottura al forno e di lavoro a maglia per le donne che desideravano apprendere le competenze, sia ad Albany che nella natura selvaggia, ogni volta che faceva visita alla sua famiglia.

 

Nathaniel si spolverò le mani e annunciò, "Cora e io abbiamo deciso che la prossima estate sarà un buon momento per fare il viaggio. Zia Maura concorda." I movimenti di Alice si fermarono e il suo respiro si intoppò. Finalmente. "Zia Maura ha ancora le sue case sia a Londra che in campagna, così la sistemazione non sarà un problema. Potrei mescolarmi con gli Inglesi se ce ne fosse bisogno, ma beh, sarà dura per Uncas!", Nathaniel rise fragorosamente in modo benevolo, mentre allungava le braccia per afferrare il suo fratello minore. Uncas lo schivò facilmente e sbuffò incredulo, "Tu? Mescolarti?" Le donne ridacchiavano mentre i loro mariti portarono la loro baruffa infantile sul pavimento, rotolandosi interamente e tirarsi pugni finti a vicenda. Uomini.

 

Alla fine stavano tornando in Inghilterra. Alice si avventurò nella radura e inalò impetuosamente l'aria fresca, frizzante. Aveva aspettato 10 anni per questo viaggio. Aveva aspettato pazientemente un decennio per portare Sarah a casa. Sentì il fruscio delle foglie e capì che Uncas era dietro di lei. Uncas aveva lasciato i bambini con il nonno per la notte, sentendo istintivamente che Alice aveva bisogno di un po' di tempo per stare da sola, calma. Avvolse sua moglie tra le sue braccia, poggiando il mento sulla sua testa, "Finalmente la stiamo portando a casa." Alice non aveva toccato molto l' argomento nel corso degli anni, ma Uncas sapeva che Alice non aveva mai dimenticato la loro primogenita -  e nemmeno lui. Uncas si tirò la catenina d'argento intorno al collo - avevano aspettato questo viaggio per anni.

 

Alice fece un cenno della testa, mentre attorcigliava le sue dita con quelle di Uncas, "Sì. Finalmente." La sua voce si spezzò e Uncas l'abbracciò più stretta. Sarah Chenoa - la piccola vita che aveva cambiato le loro vite, il loro destino, rinnovato il loro amore. Gli ultimi sette anni erano stati il periodo più felice per Uncas. Aveva Alice, aveva i loro bambini. Ma nel profondo del cuore, come Alice, anche lui voleva portare a casa la loro figlia primogenita, non importava quanto ci volesse. La prossima estate, sarebbero stati finalmente in grado di farlo.

 

Alice sentì il fresco della catenina d'argento di Uncas sfiorarle la pelle. Ciascuno dei loro figli possedeva una catenina simile, con sopra incisi i nomi dei loro genitori e il proprio nome. Alice tracciò con il dito la propria catenina, con un ciondolo a forma di cuore. Sul suo ciondolo c’era una sola parola, un nome inciso - Uncas. Uncas era il suo mondo, la sua vita, la ragione per cui Alice poteva superare la felicità e il dolore con un sorriso sul volto. Uncas le aveva dato il ciondolo nel loro primo anniversario di matrimonio. "Sono tuo." Le aveva detto. Le sue parole risuonavano come una tenera, eterna promessa.

 

Alice chinò la testa per guardare negli occhi di Uncas. "Ti amo", gli sussurrò dolorosamente. Uncas sorrise con il suo sorriso unico, che era brillante e mozzafiato al chiaro di luna. I suoi occhi erano pieni di tenerezza e di amore. Così tanto amore. Ti amo anch'io. Replicò. Non avevano mai avuto bisogno di troppe parole per comprendersi. Era sempre stato così tra loro. Avevano percorso un cerchio completo per ritrovarsi di nuovo, ma non rimpiangevano quello che avevano dovuto passare per la loro dolce riunione.

 

Erano l'uno il mondo dell'altra -  e l'uno la casa dell'altra.

 

Erano destinati a ritrovarsi di nuovo.

 

Erano destinati a stare insieme.

 

 

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