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Autore: HeartOfYoukai45    17/06/2018    1 recensioni
I quattro clan vivono in pace nella foresta, circondati da prede e alberi.
Quando però in una mattina primaverile viene salvata una cucciola dal manto bianco tigrato di nero, le cose cominciano a cambiare, i morti camminano sulla terra e le stelle brillano cercando di illuminare l'oscurità
Dal testo:
- sei stata molto abile- si complimentò TempestaBianca la gatta bianca non disse niente si limitò a sorridere ed arricciare la coda
- a me non è sembrato di vedere guerrieri fatti di stelle combattere al nostro fianco- la voce di ZampaDiNuvola fece bloccare la bianca, che guardò di sbieco il compagno di tana
- porta rispetto per gli antenati- disse seria
- tu non dovresti parlare, Micia D'Appartamento- la schernì, tutti videro il pelo sulla schiena di ZampaD'Argento drizzarsi
- ZampaDiNuvola, Basta- ordinò perentorio CuoreDiFuoco, il nipote sbuffò.
Genere: Azione | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Altri, Nuovo personaggio, Scourge/Attila, TigerStar/StellaDiTigre, Un po' tutti
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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“Margoth” camminò accanto alla vecchia sciamana a testa alta, ignorando gli sguardi incuriositi dei guerrieri e di quelli che dovevano essere apprendisti, mosse l’orecchio destro nel percepire un grosso apprendista dal corto pelo scuro dalla strana sfumatura e gli occhi rossi sussurrare  qualcosa ad un altro maschio di poco più piccolo dal pelo marrone tigrato di nero e gli occhi arancioni; non poteva sentire ciò che dicevano da cosi lontano, ma dallo scintillio malevolo nello sguardo del primo apprendista che le rivolgeva, era sicura stessero parlando di lei. Che si facesse avanti, i suoi artigli bramavano un po’ di sangue dopo tutto quel riposo, entrarono in un’insenatura ai piedi di una grande roccia coperta di licheni, la pietra ruvida  le sfioro il manto prima di allargarsi in una tana; li stava la fantomatica StellaBlu, il pelo grigio era spezzato sulla spalla da una vecchia cicatrice di battaglia; gli occhi della leader la trapassarono da parte a parte, studiandola, cercando di spaventarla; ma lei non avrebbe abbassato lo sguardo. Suo padre le aveva insegnato a non farlo nemmeno davanti a lui.
-Tu saresti Margoth.- il miagolio della gatta ruppe il silenzio mentre la piccola si sedeva, circondandosi le zampe con la coda folta e morbida
- In carne e pelo.- rispose fredda sostenendo lo sguardo della gatta
- Da dove vieni?-
- Dalla città-
-Non hai nessuno da cui tornare?-
Quella domanda la sorprese profondamente facendole rizzare il pelo intorno al collo, non c’era nessuno che l’aspettasse, non c’era più alcun manto con cui dormire; non c’era più nessun luogo in cui far ritorno…
- No. Non più- miagolò piano, a bassa voce, il ricordo delle lune passate le aveva attraversato la mente facendole formicolare gli artigli ed il pelo dalla rabbia e dal rancore. Odiava pensare a quello che aveva permesso accadesse a sua sorella…odiava pensare cosa ZannaDiFerro le aveva fatto…
- Capisco…- sospirò la Leader portandosi la coda intorno alle zampe, la guardò alcuni secondi – ArtiglioDiTigre mi ha detto che ti sei saputa difendere bene per un micio domestico…-
Il pelo della cucciola si drizzò sulla schiena dall’indignazione. Lei? Un micio domestico?! Mai! Quelle grasse, grosse palle di lardo vivevano la bella vita mentre loro randagi morivano di fame per i vicoli
- Non sono. Un Micio Domestico.- scandì soffiando; istintivamente sfoderò gli artigli, nella penombra il riflesso grigio degli artigli brillò d’argento.
StellaBlu osservò i talloni della cucciola e sospirò piano, ArtiglioDiTigre aveva ragione…
- E allora cosa sei?- chiese gelida la Leader
- sono una dei gatti più temuti della città- soffiò bassa lei con il pelo del collo gonfio e la coda che si muoveva nervosamente. E la Leader faticava a crederci benché avesse tenuto testa con orgoglio al soriano castano
- Beh, qui non sei temuta- le rinfacciò – Posso permetterti di rimanere qui, di rifarti una vita, di crescere circondata da un clan, ma dovrai lasciare andare quella parte di te che appartiene alla città- le promise, osservando con gli occhi blu la cucciola
- Ho tempo di pensarci?- chiese dopo diversi secondi, guardandola dritta negli occhi. La gatta grigia annuì piano
- Hai tempo fino a domani al tramonto- le assicurò – Puoi andare, io devo parlare con DenteGiallo- le disse tranquilla. “Margoth” si alzò sulle zampe lisciandosi il pelo del petto ed uscì in silenzio.
L’aria fresca della stagione delle nuove foglie le inondò il manto, i raggi del sole le regalavano un piacevole tepore e lei non poté che sospirare di delizia a quel piacevole tepore
-Margoth!- gridò da lontano MantoDiLava facendola girare; la giovane sciamana era seduta alla pila di carne fresca e la guardava sorridendo – Vieni! La pattuglia di caccia è appena tornata!- le fece sapere invitandola con la coda, la gatta bianca si avvicinò a quella fonte di energia inesauribile che era la gatta grigia.  Annusò quasi con sospetto le prede ed in silenzio si prese un piccolo toporagno per se mentre la sciamana prendeva un tordo
-Non posso credere di vedere la fantomatica micia d’appartamento fuori dalla tana dello sciamano~- ridacchiò una voce al suo fianco, il miagolio dal timbro cupo e deciso, la gattina piegò un orecchio infastidita e spostò  l’occhio viola verso quel disgraziato che voleva morire. Si trovò a guardare il ghigno sfrontato dell’apprendista grigio scuro di prima, gli occhi rossi brillarono di interesse nel guardarla
- Cosa vuoi, sacco di pulci?- gnaulò la gatta alzando lo sguardo per fronteggiare quello del grigio; era molto più grande di lei, era vero; ma se la grandezza fosse mai stata un problema per lei allora probabilmente sarebbe morta da tempo.
- I mici d’appartamento non dovrebbero rispondere ai guerrieri- sibilò con un ghigno di rabbia
- Oh ma davvero? Bene, me lo ricorderò quando vedrò un guerriero.- soffiò la bianca, piegò leggermente un orecchio quando sentì MantoDiLava ridacchiare dietro di lei; la gatta infortunata seguiva con divertimento lo scambio di battute dei due giovani, la zampa storta, dovuta all’incidente con l’auto continuava a darle noie di tanto in tanto, niente che per fortuna non sapesse tenere a bada.
- La micia d’appartamento ha fegato~ Sarebbe un peccato dover rovinare quel bel musetto~- ridacchiò il soriano grigio, portando la folta coda sotto il mento di “Margoth”; il pelo sulla schiena del micetta si gonfiò di rabbia e sfoderò gli artigli; MantoDiLava provò a fermare il grosso apprendista ma ci mise un secondo di troppo.
La gattina era saltata addosso a ZampaDiLeone, facendolo cadere con una zampata alla spalla e ora gli premeva gli artigli grigi alla gola, non abbastanza in profondità per ferirlo ma abbastanza da fargli sapere che c’erano e non erano artigli da micia domestica
- Il mio nome è Argentea ed impara a moderare le parole, o non ci metto niente a farti uscire le interiora.- lo avvertì soffiando. Il maschio grigio però tutto sembrava tranne che spaventato, anzi, se possibile, il suo interesse si era duplicato, ghignò sfrontato alla micetta, questa gli soffiò contro con ferocia prima di allontanarsi, riprendere il toporagno e mettersi a mangiare in silenzio. L’apprendista però sembrò non demordere almeno finché non notò l’occhiata d’ammonimento di MantoDiLava e sbuffò prima di allontanarsi verso l’uscita del campo
- scusalo…- le sussurrò la gentile sciamana, ignorando volutamente il fatto che la gattina le avesse mentito sul suo vero nome –è nato che si sentiva il dono del ClanDellaStella per i clan…-
ClanDellaStella…?!
Argentea si irrigidì nel sentire il nome del Clan degli antenati, quindi anche il ClanDelTuono venerava il Clan nelle stelle; rendeva onore al ricordo degli antenati che avevano vissuto con onore e coraggio seguendo il codice guerriero?! Credeva che suo padre e sua madre lo avessero usato solo come leggenda per cuccioli! C’era qualche fondo di verità quindi in quello che avevano raccontato a lei e alla sorella!
- il ClanDellaStella eh…- ghignò divertita; il clan degli antenati forse avrebbe potuto darle le risposte che tanto desiderava, infondo la madre lo aveva detto più volte: se qualche gatto che crede in loro chiede aiuto gli antenati presto o tardi arriveranno. Doveva solo continuare a provare, e Argento le avrebbe dato sicuramente una mano. La cucciola si leccò il petto e le zampe dopo il pasto.
 
La sera era calata da poco e la luna aveva preso il posto del sole, le stelle del firmamento brillavano, il ClanDellaStella li accoglieva anche quella notte. MantoDiLava stava finendo di sistemare le scorte di erbe nella tana dello sciamano; Margoth, o meglio, Argentea, stava già dormendo. La cucciola aveva mentito a tutti loro, ma invece che esserne indignata la sciamana si chiedeva perché una cucciola come quella avrebbe dovuto mentire sul suo nome, non aveva motivo di farlo...
 
Era circondata dall’oscurità
- Argento!- gridò Argentea, la voce le si perse nel buio. La gattina si guardò intorno, possibile che non fosse li? E se davvero non c’era dov’era andato?
- Sono qui.-
La cucciola bianca si voltò di scatto verso il gatto dal pelo grigio chiaro e dalle spalle larghe, gli occhi viola la penetrarono da parte a parte. Suo fratello la fissava dall’alto, era più grande di lei, ed era decisamente più desideroso di uccidere
- Hai visto? Anche loro conoscono il ClanDellaStella!- disse piano la gatta bianca mentre il parente le si avvicinava e le passava la lingua sulla cicatrice fresca
- Ti ha fatto proprio un bel graffio, rimarrà la cicatrice…-
-Non sarebbe la prima volta…-sussurrò accennando alle cicatrici che aveva sotto pelo
-Ma a questa non ricrescerà il pelo…- sussurrò il fratello con voce bassa, dispiaciuta; avvicinò la sorella con una zampa, e la strinse iniziando a leccarle il pelo con dolcezza, Argentea si lascò andare a basse e dolci fusa – Comunque si, ho sentito quello che hanno detto, e secondo te dovresti unirti a loro.
-Ma…!- provò a ribattere la gattina, il maschio argentato portò la coda sottile a tapparle la bocca
-Niente ma, ti farà bene iniziare da capo, avrai qualcuno di cui fidarti a confronto della città, qui nessuno cercherà di rubarti il cibo e non dovrai combattere ogni giorno.- le disse serio – E potrai allenarti per uccidere ZannaDiFerro…- le sussurrò, una scintilla di rabbia cieca e cupa nello sguardo violetto. La sorella gli leccò velocemente la guancia, cercando di calmarlo, Argento arrabbiato era tutto tranne che un bello spettacolo. Poco a poco lo snello gatto grigio si calmò e leccò la testa della sorella -É quasi ora di alzarsi, devi svegliarti…-
- Ma non voglio lasciarti solo!- pigolò la bianca, guardandolo con tristezza; il fratello le passò la lingua tra le orecchie con dolcezza
- Se avrai bisogno di me dovrai solo chiamarmi, ed io arriverò, lo sai.- le sussurrò teneramente; dopodiché, svanì, lasciando Argentea nell’oscurità
 
La gattina socchiuse gli occhi alle prime luci dell’alba e si stirò voluttuosamente iniziando poi a lisciarsi il pelo della schiena; aveva ancora la sensazione della lingua del fratello sulla testa e il tepore familiare del corpo grigio
- Ti sei svegliata presto…- constatò il miagolio roco di DenteGiallo, l’anziana gatta grigio scuro la fissava con gli occhi arancioni che ardevano come braci nella notte
- Sono stata abituata cosi...- miagolò lei in risposta passando la lingua su un fianco
- Hai pensato alla risposta da dare a StellaBlu?- le chiese la sciamana
- Si, ci ho pensato, e ho anche deciso…- rispose seria; per qualche secondo nello sguardo ardente dell’anziana passò uno scintillio d’aspettativa
- Dunque?-
- Ho deciso di accettare l’offerta.- fece seria la gattina
   
 
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