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Autore: Serpentina    13/08/2020    5 recensioni
Londra, 2037
Il verdetto sulla morte di Aisling Carter, giudicata come tragico incidente, non convince Frida Weil, che nei misteri ci sguazza per passione e sospetta possa trattarsi di omicidio. Decide quindi di "ficcanasare", trascinando nella sua indagine non ufficiale William Wollestonecraft, forse perchè le piace più di quanto non voglia ammettere...
Dal capitolo 7:
"–Perchè?
–Cosa?
–Perché Kimmy non è il tuo tipo?
William le rispose con disarmante sincerità –Lo stesso motivo per cui ad alcuni non piace il cioccolato: gusto personale!
–Esistono persone a cui non piace il cioccolato?- pigolò Frida, sconcertata, poi gli puntò l’indice contro lo sterno e sibilò –Ti avverto, Wollestonecraft: se fai parte di questa categoria, io e te potremmo avere grossi problemi!"
Dal capitolo 9
"–Weil? Che diavolo…?
–In Inghilterra - come nel resto del mondo, spero - è buona educazione esordire augurando buongiorno. Buongiorno, Liam. Dormito bene? Pulisciti la guancia sinistra, hai un po’ di saliva rappresa. Ah, prima che me lo domandi: non sono un’allucinazione!"
Genere: Mistero, Romantico, Thriller | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Shonen-ai
Note: nessuna | Avvertimenti: Tematiche delicate | Contesto: Contesto generale/vago
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Prologo
 
La cosa peggiore non è cadere, bensì non rialzarsi e giacere nella polvere.
Paulo Coelho

 
–Coraggio, Aisling, ancora pochi passi e sarà tutto finito.
–Non… voglio…- biascicò la ragazza mentre veniva sospinta verso la finestra della sua camera, incapace di opporre la benchè minima resistenza.
–Non vuoi che gli incubi finiscano, Aisling?
–Io… sì. Basta… incubi.
–Sì, così, da brava. È ora di farla finita.
Una spinta poderosa, e la povera ragazza, ancora intontita dal cocktail di droghe e farmaci che aveva assunto, cadde oltre il davanzale della finestra.
Si dice non esista paura più grande di quella che si prova nel percepire il vuoto intorno a sé mentre si precipita.
Non importa l’altezza di caduta, o l’intenzionalità del gesto, la necessità di tenere i piedi ben saldi su una superficie solida è connaturata nell’essere umano; scindere questo legame non può che ingenerare un forte stress.
Nell’osservare il suolo ghiaioso che sembrava muoversi contro gravità per raggiungerla, Aisling Carter si trovò a dissentire: il problema non era tanto la caduta, quanto l’atterraggio.
Tuttavia, negli istanti immediatamente precedenti l’impatto non emise un suono. Venne pervasa da un senso di pace interiore, invece che di panico: non aveva più nulla da perdere, se non la sua misera vita.
Chiuse gli occhi e rivolse un ultimo pensiero alla madre.
“Aspettami, mamma, sto arrivando. Niente e nessuno potrà più separarci”.
Il rumore sordo dato dall’urto del corpo contro il terreno ruppe il silenzio della notte, ma venne udito da una sola persona, che aveva osservato la scena da dietro una finestra, paralizzata sul posto da un miscuglio di orrore e sollievo.
 
***
 
Il sole era sorto da poco quando Evan e Isobel Conworthy, che nella vecchiaia avevano preso l’abitudine di fare una passeggiata di primo mattino, si imbatterono nel corpo di loro nipote Aisling.
Tacitati i cani, immancabili compagni nella passeggiata mattutina, Evan la rimproverò per quella che doveva essere stata una nottata all’insegna di eccessi tali da farle perdere i sensi prima ancora di raggiungere il letto.
–Adesso basta, Aisling! Ti taglierò i fondi, giuro su Dio! Ma guardati, stesa lì come una barbona. Dovresti vergognarti! Ti sei drogata di nuovo, vero?
Isobel, che nel frattempo si era avvicinata alla nipote per aiutarla a rimettersi in piedi, si accorse della pozza di sangue sotto il capo della ragazza, che giaceva riversa a terra in una posa innaturale, inerte agli stimoli esterni, lo sguardo vitreo rivolto al cielo punteggiato di nuvolette.
–Evan, chiama un’ambulanza, presto!
 
***
 
Andrew Carter, infastidito da luci e suoni di una Londra in pieno fermento, si svegliò di malumore. Scacciata in malo modo la scaldaletto di turno, decise che avrebbe saltato i corsi all’università, concedendosi una giornata di puro relax: aveva bisogno di riprendersi dai bagordi del finesettimana.
Incerto su quali attività improduttive imperniare la giornata, pensò di iniziare con un lungo bagno caldo: niente di meglio della schiuma profumata e della musica rilassante per schiarirsi le idee.
Una chiamata in arrivo pose fine a quel momento di pace. Rispose senza degnarsi di controllare l’identità del chiamante, pronto a mandare al diavolo chiunque avesse osato disturbarlo.
Peccato che quel qualcuno fosse sua nonna.
–Andrew, è successa una cosa terribile! Aisling …
Digrignò i denti. Avrebbe dovuto immaginarlo: i nonni non l’avrebbero mai chiamato per parlare di lui e della sua vita, doveva per forza trattarsi di Aisling e dei casini in cui riusciva a cacciarsi persino da sobria. Un giorno i fisici avrebbero scoperto che in realtà l’universo si basava non sull’eliocentrismo, bensì sull’Aisling-centrismo.  
–Di cosa si tratta, stavolta? Ubriachezza molesta? Taccheggio? Streaking? Detenzione e/o spaccio di stupefacenti? Roba già vista! Onestamente, nonna, non me ne può fregare di meno. Credevo che la mia venuta a Londra lo avesse messo in chiaro: mi sono rotto di farle da balia. È ora che paghi le conseguenze delle proprie azioni!
–Non potrà più farlo- singhiozzò l’anziana donna. –È morta.
 
Note dell’autrice:
Piccola premessa: ho deciso di iniziare a pubblicare i primi capitoli di questa storia per sondare un po’ l’opinione pubblica. Non sono sicura di nulla, neppure del titolo, perciò i feedback sono bene accetti.
Confesso che l’idea di scrivere un giallo mi frullava in testa da un po’. Il materiale non manca, dato il mio lavoro,  ma non ho mai avuto il coraggio di mettermi in gioco.
La trama si è dipanata praticamente da sola nella mia mente. Ho avuto più difficoltà, invece, nella scelta del contesto e dei personaggi: da un lato, volevo portare in scena personaggi nuovi; dall’altro, non mi sentivo pronta a dare l’addio definitivo a Faith e Franz, protagonisti delle mie ultime storie.
Alla fine, ho raggiunto un compromesso ambientando la vicenda in un futuro prossimo e lasciando le indagini in mano alla nuova generazione, alias i figli dei miei vecchi personaggi. La storia, comunque, è leggibile a sé.
Spero di essere riuscita ad accendere la vostra curiosità con questo breve prologo. Nel prossimo capitolo verranno introdotti gli altri personaggi (chi ha letto l’extra alla mia long romantica “Baby boom” sa a chi mi riferisco 😉).
Informazioni di servizio: lo streaking è una pratica esibizionista consistente nell'irrompere, completamente nudi, in un luogo pubblico, in particolare nell'ambito di manifestazioni pubbliche con folto pubblico; il nome Aisling deriva dall’irlandese, vuol dire "sogno", "visione" (la scelta, vedrete, non è casuale).
 
   
 
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