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Autore: EleAB98    16/08/2020    0 recensioni
Una piccola (o corposa?) raccolta di "What If?" e "Missing Moments" inerenti Thomas Hunt e Jane McMiller, protagonisti assoluti dell'universo "Hollywood U" di cui fanno tuttora (o hanno fatto, in base al contesto narrativo degli episodi) parte.
Un amore sconfinato intriso di incertezze che in fin dei conti si trasformano in certezze, un amore romantico e intenso tra una promettente alunna e il proprio professore. Un professore famoso in tutto il mondo, dal temperamento razionale e controllato, molto spesso imperscrutabile e tremendamente insicuro - quanto dolce e passionale - riguardo alle questioni di cuore.
Genere: Introspettivo, Romantico, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: Missing Moments, Raccolta, What if? | Avvertimenti: Spoiler! | Contesto: Contesto generale/vago, Universitario
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Si incontrarono a Saint Lake per la seconda volta con il proposito di farsi una bella nuotata. Il cielo era limpido e la giornata domenicale si prospettava a dir poco magnifica. Non appena la vide, i suoi occhi contemplarono il suo meraviglioso sorriso e i suoi profondissimi occhi azzurri.

“Finalmente”, proruppe lei, dandogli un forte abbraccio.

“Mi dispiace di non essermi fatto vivo per tutta la settimana, ma avevo dei rapporti da stilare. Lennard Jones non mi ha lasciato respirare nemmeno per un momento”, rispose lui, cingendole dolcemente la vita.

“Ti capisco. Anch'io ho avuto una settimana piuttosto pesante. Ma adesso siamo qui e non ho intenzione di parlarne. Hai portato il costume da bagno?”

“Certamente. Anzi, a dirla tutta ce l'ho già indosso. In fondo, qui nei dintorni non è possibile cambiarsi.”

“Hai ragione. E in effetti anch'io l'ho indossato prima di venire qui da te. Allora, sei pronto?”

“Di già? Credevo avessi bisogno di un po' di riscaldamento, prima.”

Jane scoppiò a ridere.

“Credo che aspettare di essere pronti al gelo dell'acqua non faccia altro che aumentare le nostre frustrazioni. Ho proprio bisogno di farmi una bella nuotata.”

“D'accordo, hai vinto tu.”

Senza sollevare ulteriori obiezioni, Thomas cominciò a togliersi la camicia e notò con sorpresa che Jane si era già sbarazzata dei suoi vestiti.

“Allora, come sto?”

Thomas la squadrò dalla testa ai piedi e si schiarì la voce, colto da un leggero imbarazzo. Ancor prima che potesse risponderle, però, Jane si gettò improvvisamente nel fiume.

“Ma sei impazzita?!” esclamò lui, scuotendo la testa.

“Avanti, vieni anche tu! Si sta da favola!” replicò lei, cominciando ad allontanarsi. Travolto dall'entusiasmo di Jane, Thomas si tuffò nelle acque di Saint Lake Street e cominciò a nuotare cercando di raggiungerla. Con sua grande sorpresa notò che non aveva affatto perduto l'allenamento. Anzi, con un esiguo numero di bracciate la raggiunse.

“Noto con piacere che la signorina McMiller è persino un'abile nuotatrice”, proruppe lui, cogliendola di sorpresa. “Possiedi forse qualche altra dote nascosta di cui io non sono a conoscenza?”

“Temo che dovrai lottare molto per scoprirla...” rispose lei, voltandosi verso il professore. Thomas si avvicinò per baciarla ma ella si sottrasse al suo bacio con lo scopo di condurlo nei pressi della cascata che si trovava a pochi metri da loro. Entrambi continuarono a nuotare per un buon tratto e a ritmo sostenuto, finché, giunti alla meta, non si abbandonarono entrambi l'uno nelle braccia dell'altra.

Per la prima volta, i loro corpi seminudi si sfiorarono e in quel preciso istante, Thomas si rese conto della forte attrazione fisica che provava nei suoi confronti. Un'attrazione indubbio reciproca, dato che la ragazza non si sottrasse nemmeno per un attimo dal suo tenero quanto deciso abbraccio. Determinato a non lasciarsi totalmente andare, l'uomo trasformò quel momento di profonda intimità in un qualcosa di straordinariamente dolce e romantico. Interrompendo il bacio per un istante, si scostòda lei e si perse nella soave contemplazione del suo viso.

Jane sorrideva e i suoi occhi suggerivano immensa felicità. Testimone di quella rassicurante visione, Thomas si riavvicinò a lei e la baciò di nuovo. Ne scaturì un bacio dolcissimo, decisamente diverso dal precedente. Un bacio che la ragazza assecondò all'istante. Dopo qualche secondo, però, il contatto diretto tra i loro corpi provocò nuovamente un maggior coinvolgimento che si tramutò in un bacio disperato e a dir poco passionale. Per Thomas fu davvero difficile contenere l'entusiasmo senza spingersi oltre.

In parte, sorrideva al pensiero di poterle manifestare appieno ciò che provava per lei, ma in fondo sapeva benissimo quanto fosse importante aspettare il momento giusto per entrambi, semmai fosse arrivato. Per lui non si trattava di una semplice avventura. L'attrazione fisica e mentale che provava per Jane non era mai stata così forte per un'altra donna. Con tenerezza e con grande sforzo, interruppe il bacio; ma la forte emozione che aveva pervaso il suo corpo rimase, regalandogli una piacevole sensazione di benessere.

“Jane, ascoltami... Se continui a baciarmi in questo modo, ti giuro che non mi staccherò mai più da te”, ridacchiò l'uomo, cercando di alleggerire l'atmosfera.

“Non voglio che tu lo faccia”, replicò lei, guardandolo negli occhi.

“Stai pur certa che non lo farò. Ma te l'ho detto... Non voglio assolutamente farti pressioni. Prenditi il tuo tempo, ok? Prendiamoci il nostro tempo... Godiamoci il momento senza alcuna fretta, senza imporci degli obiettivi specifici che non riguardino il solo proposito di trascorrere del tempo insieme continuando a conoscerci meglio.”

“Non c'è niente che io desideri di più”, rispose Jane, comprendendo perfettamente le sue affermazioni. “Anch'io voglio che la nostra relazione proceda naturalmente e con estrema calma. Certamente non posso negare la profonda attrazione che provo nei tuoi confronti, ma... Anch'io desidero conoscerti davvero e sappi che quello che cerco, prima di tutto, è un benessere di tipo interiore... La felicità. La tenerezza e il romanticismo... E tu riesci a trasmettermi tutte queste emozioni anche soltanto con un abbraccio. No, non è il contatto fisico con il tuo corpo a suscitare in me delle forti sensazioni, o almeno non solo. È la tua mente, il tuo intelletto, la tua pazienza, la tua comprensione e le tue attenzioni... Sei tu e solo tu.”

Thomas rimase senza parole e non riuscì a dire nient'altro che questo:

“Sono davvero fortunato ad averti, Jane. A ogni modo, sei bellissima...” aggiunse poi, tenendola di nuovo stretta a sé, dandole un dolce bacio.

“Ti ringrazio per questo tuo ennesimo slancio di romanticismo... E per aver dunque risposto alla mia domanda di prima.”

Thomas le diede un altro bacio, poi le sorrise.

“Che dici, usciamo fuori dall'acqua?”

“D'accordo.”

Non appena uscirono, Thomas porse a Jane l'asciugamano. Il sole splendeva alto nel cielo e tra meno di due ore entrambi sarebbero stati completamente asciutti. Si sdraiarono sull'erba, tenendosi per mano.

“A cosa stai pensando?” domandò lei, rompendo il silenzio.

L’uomo sorrise.

“A quando ci siamo conosciuti. A quello sguardo assassino che mi avevi rivolto la primissima volta che sei entrata nel mio ufficio.”

“Davvero? Credevo non mi avessi proprio considerato.”

“Effettivamente, credevo anch'io che fosse così. Ed è quello che per molto tempo ho raccontato a me stesso.”

Jane gli si avvicinò e fece per baciarlo, ma Thomas arrestò il suo proposito.

“Aspetta un momento. Lascia che ti guardi. Che immortali questo momento nel quale ci troviamo solo noi due... e poi, credo che entrambi abbiamo bisogno di parlare un po’ e di confrontare le nostre diverse realtà. Adesso ne abbiamo l'opportunità.”

“Hai ragione. Finalmente siamo di nuovo soli e possiamo parlare dei nostri progetti in tutta tranquillità. Ma non vorrai discutere del mio rendimento accademico... Sai benissimo che...”

“Dobbiamo farlo, invece. Sai quanto sia importante. Non perdere di vista l'obiettivo.”

“Tranquillo Thomas, non lo farò. Sono davvero grato che tu pensi al mio futuro.”

“Devo farlo. In fondo, sono pur sempre un professore e conosco bene le esigenze dei miei studenti. È vero, tu adesso non lo sei più, ma tengo moltissimo al fatto che tu possa inseguire e realizzare il tuo sogno. Hai un grande talento, e poi... E poi sei incredibilmente bella...” aggiunse infine, ammirando per un istante il suo corpo slanciato e baciato dal sole.

A quell'ultima affermazione, Jane sorrise timidamente e Thomas le diede un affettuoso bacio sulla guancia.

“Stai pur certo che realizzerò il mio sogno. Ma lo hai detto tu... La bellezza non è un parametro di affermazione in un mondo strano qual è il nostro.”

“È vero, ma è indubbio importante prendersi cura di se stessi e del proprio corpo.”

“E tu ne saresti la prova vivente.”

“Adesso non esagerare...” replicò lui. “Comunque sì, l'essere regista è una grande responsabilità e mantenere la forma fisica perfetta non è affatto semplice. Il nostro è un lavoro alquanto statico, a differenza degli attori che agiscono sulla scena.”

“Ma è davvero stimolante... meraviglioso.”

“Concordo”, convenne Hunt. “Comunque, se non fossi diventato uno sceneggiatore e regista, probabilmente avrei provato a cimentarmi nella scrittura di un romanzo.”
“Non sarebbe un'idea poi così malvagia...”

“Chissà... potrei riservarmi anche il diritto di provarci, un bel giorno.”

“Non vedo l'ora”, replicò lei, in preda all'entusiasmo.
 

 
***

 
Non appena si rivestirono, entrambi si avviarono mano nella mano alla fermata situata a pochi passi dal bosco principale aspettando l'arrivo del taxi. La strada era deserta, perciò entrambi ne approfittarono per salutarsi come si deve.

“Le nostre strade si dividono...”

“Per ora”, precisò Hunt, dandole un ultimo bacio. “Ma non dimenticare il tuo obiettivo adesso. Combatti per raggiungerlo, anche se lo troverai difficile... Se non erro, tra meno di due settimane sosterrai l'esame di Cinematografia II. Mi sbaglio?”

“Come diavolo fai a saperlo?” domandò lei, sbigottita.

“Credi forse che non mi interessi più della Hollywood U e che non conosca le date dei vostri appelli d'esame? È il mio lavoro, dopotutto.”

Jane scosse la testa, divertita.

“Se penso che dovrò sostenere quel maledetto esame con il signor Wilson mi viene la nausea. Non posso sopportarlo.”

Thomas le strinse la mano.

“Devi farlo. Io sarò con te. Non fisicamente, è vero. Ma ci sarò con il pensiero. Ed è questo che conta. Ok?”

“Thomas... ti ringrazio molto per la tua incrollabile fiducia.”

Con gratitudine e infinita ammirazione, Jane lo abbracciò nuovamente e si preparò per andare a casa dei suoi. Il taxi era ormai arrivato e Thomas vi entrò, regalandole un altro sorriso.

“In bocca al lupo, Jane. E fammi avere tue notizie, appena puoi.”

“Ti scriverò non appena l'incubo sarà finito. Promesso”, sentenziò la ragazza, pregustando nella sua mente il loro prossimo incontro.
   
 
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