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Autore: Francyzago77    15/11/2020    8 recensioni
E se Cappuccetto Rosso vivesse in zona rossa? Come potrebbe fare per andare a trovare la nonna? E il lupo cattivo? Sarebbe poi così cattivo? Una breve fiaba per sorridere e riflettere sulla situazione odierna...
Genere: Comico, Parodia | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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C’era una volta,
una bambina che tutti chiamavano Cappuccetto Rosso per via della mantellina rossa che sempre indossava.
Certo, tutti conoscete la sua storia, ma questa volta la bimba viveva in una zona che prima era gialla, poi era diventata arancione e infine rossa.
-Mamma – chiese un giorno la bambina – perché non posso più andare a trovare la nonna?
-Non puoi uscire senza autocertificazione – rispose la donna – e poi non è bene stare a contatto con le persone anziane, sono più fragili, sono facilmente contagiabili.
Ma a Cappuccetto Rosso mancavano tanto gli abbracci della nonnina e una mattina, mentre la mamma era uscita per andare a lavorare, era in smart working solo tre volte alla settimana, prese il suo cestino, ci mise dentro l’igienizzante, delle mascherine e si diresse verso casa della nonna.
Si addentrò nel bosco dove poteva finalmente respirare aria pulita, osservava gli alberi, i fiorellini colorati e, mentre saltellava felice, si senti chiamare:
-Chi sei bella bambina?
Spaventata si voltò e vide un lupo nero un po’ spelacchiato, sospirò:
-Ah sei tu! Credevo fosse un vigile che mi chiedeva l’autocertificazione!
-Dove vai? – domandò il lupo – È da tanto che non passa più nessuno per questo bosco!
-Certo – rispose prontamente la bambina – sono tutti chiusi in casa per via dell’ultimo decreto. Siamo zona rossa!
-Lo so, lo so – piagnucolò l’animale – ed io muoio di fame. Nessuno si preoccupa di noi lupi cattivi, lasciati soli, senza aiuti, senza sovvenzioni!
-Io sto andando dalla nonna – disse Cappuccetto – invece della solita focaccia le sto portando dell’igienizzante per le mani e alcune mascherine.
Il lupo, pregustando già un buon pranzetto, propose alla bimba, come da copione, una gara a chi arrivasse prima a casa della nonna. Presa la via più breve, superò rapidamente Cappuccetto Rosso e, giunto alla meta, si pappò in un sol boccone l’ignara nonnina. Con la pancia piena si ficcò nel letto e, messa la cuffietta, si addormentò immediatamente.
Intanto Cappuccetto Rosso bussava forte alla porta.
-Chi è? – gridò il lupo svegliatosi di soprassalto.
-Nonna, nonna, sono io, la tua nipotina!
-Come sei riuscita a venire? – domandò il lupo cercando di imitare la voce della vecchina – Lo sai che siamo in zona rossa e non puoi uscire di casa.
-Non preoccuparti – rispose la bimba – non ho incontrato le guardie, fammi entrare!
Il lupo allora, volendo mangiare ancora di più, la chiamò con voce suadente:
-Vieni, vieni mia cara Cappuccetto.
Entrata nella stanza la ragazzina iniziò la famosa cantilena:
-Nonna, che orecchie grandi che hai!   
-Per ascoltarti meglio – rispose meccanicamente il lupo.
-E che occhi grandi che hai!
-Per guardarti meglio!
-Ma nonna – disse ora inaspettatamente – che peli lunghi che hai!
-I centri estetici sono chiusi! – ribatté pronto il lupo.
-Tu non sei la nonna – urlò Cappuccetto – sei incorreggibile! Anche in una situazione di emergenza sanitaria non fai altro che pensare a papparti le vecchine.
-Cosa devo fare? – disse stremato – Sono giorni che non mangio! Te l’ho detto, sono in rovina.
-Non hai capito che dobbiamo unire le nostre forze? – propose la bambina – Ora aspetteremo il cacciatore che ti aprirà la pancia e farà uscire la nonna.
Passato del tempo sentirono bussare alla porta.
-Sono il cacciatore, tutto bene nonnina? Qualcuno mi ha riferito di strani movimenti qui in casa tua - disse l’uomo – non è che hai organizzato una festa con più di sei persone?
-I vicini spioni! – esclamò Cappuccetto aprendo la porta.
-Che ci fai tu qui? – chiese il cacciatore.
-Aiutami subito a far uscire la nonna dalla pancia del lupo! – rispose la bimba.
Abilmente con un coltello tagliarono la pancia al lupo tutto dolorante e la vecchina poté uscire mentre poi ricucirono il ventre dell’animale.
-Cappuccetto Rosso – la rimproverò il cacciatore – dovrei farti una multa! Sei andata in giro senza autocertificazione, portando il lupo a casa della nonna. E voi signora, non dovete far entrare nessuno!
-Ma siamo congiunte! – ribatté la vecchia stizzita.
L’uomo sconsolato raccontò:
-Ormai è tanto che non salvo più le anziane signore dai lupi cattivi. Mi hanno dato un nuovo incarico. Devo controllare che anche nelle fiabe si rispettino tutte le regole anti covid. Che disastro!
-E come vanno le cose dalle altre parti? – domandò curiosa Cappuccetto Rosso.
-Male, male – continuò il cacciatore - Cenerentola e il principe non si sono più sposati. I matrimoni sono vietati ormai! E Biancaneve è lì, ferma, nella casa dei nani. È passata la strega a offrirle la mela avvelenata ma, per paura del contagio, la ragazza non l’ha accettata. Ora se lei non la morde il principe non arriverà mai a portarla via!
-E Pollicino? – chiese la bambina – Come se la passa?
-Pensi possa uscire nel bosco senza un motivo valido? – rispose il cacciatore – Cosa scrive sull’autocertificazione?
-Ma non c’è una soluzione a tutto ciò? – domandò ora Cappuccetto.
-Dobbiamo sperare che le streghe, riunitesi da giorni e giorni sotto il grande albero magico, riescano a trovare una cura, una medicina, un qualcosa che cacci per sempre questo maledetto virus – rispose l’uomo.
Allora Cappuccetto Rosso convinse il cacciatore ad andare sotto il grande albero, a sentire le ultime novità sul fronte delle streghe.
Quello che videro li lasciò a bocca aperta. Le streghe, ognuna davanti a un pentolone enorme, litigavano in continuazione fra loro.
-Per sconfiggere il virus – disse la strega dal cappello verde - serve un infuso di tarassaco mescolato a malva e biancospino.
-No, no – urlava quella dal cappello viola – solo rosmarino, bacche di ginepro e timo.
-Il virus non esiste! – brontolava quella dal cappello azzurro – È il re che dal suo castello vuole tutti i suoi sudditi succubi!
Insomma, tra grida e parole grosse, non riuscivano a mettersi d’accordo e il cacciatore e Cappuccetto andarono via sconsolati.
-Riusciremo – domandò la bambina – a scrivere, alla fine della fiaba, che vissero tutti felici e contenti?
-Lo spero – rispose il cacciatore – all’inizio di questa storia dicevamo che “andrà tutto bene”, cantavamo dalle nostre case poi piano piano ci siamo stancati. Il lupo non ha più un lavoro, la nonna è sola e triste, tu sei tornata a scuola, sempre con la mascherina e senza poter abbracciare maestre e compagni e io devo far multe in giro invece che salvare vecchine o principesse!
Insieme tornarono a casa della nonna dove l’anziana donna aveva cucinato un succulento pranzo per il lupo.
-Però – disse sbalordito il cacciatore – nonna e lupo che sorridono felici. Chi l’avrebbe mai detto!
-Forse stiamo imparando qualcosa – sentenziò Cappuccetto Rosso sedendosi anche lei a tavola – io voglio comunque dirla la nostra frase … e vissero felici e contenti!
 
 
   
 
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