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Autore: JasonTheHuman    17/11/2020    0 recensioni
Umani.
Verità o finzione? Antica civiltà perduta o solo una vecchia favola dei pony?
Nessun pony ne ha mai visto uno, e molti non ne hanno neanche sentito parlare. Ma Lyra sa che queste creature meravigliose sono più di una vecchia leggenda, ed è determinata a scoprirne di più… e possibilmente far impazzire la sua coinquilina nel processo.
Genere: Avventura, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna | Personaggi: Altri
Note: Traduzione | Avvertimenti: nessuno
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CAPITOLO 1

MUSICA E MAGIA


“Ehi, quella la mangi? Lyra guardò famelica la torta che si trovava ancora sul piatto di Bon-Bon.

La sua compagna di stanza alzò lo zoccolo per tirare il piatto un po’ più vicino al suo lato del tavolo. “Seriamente, Lyra…”

“Scusami, ma è da un po’ che sta lì, e-”

“Siamo arrivate all’Angolo Zuccherino cinque minuti fa”, disse Bon-Bon. “E scusa se sono un po’ disgustata da come hai trangugiato la tua.”

Venire qui era diventata una tradizione, una cosa che le due facevano ogni weekend. Il Signore e la Signora Cake erano tra i migliori pasticceri di Ponyville, se non tra i migliori d’Equestria. E per i pony che amavano i dolci come loro due, era il ritrovo naturale.

“Tu pensi che torte e dolciumi siano una forma d’arte, non è vero?”

“E’ ciò che faccio per vivere! Certo che sono un’arte!” disse Bon-Bon. “E poi, ho finalmente fissato un colloquio con i titolari quindi, prima che tu te ne renda conto, potrei persino ritrovarmi a lavorare qui!”

“Bene! Questo vuol dire torta gratis?” chiese Lyra.

Bon-Bon la guardò male. “Comunque, ho saputo che sei stata invitata al Gran Galà Galoppante di quest’anno.” “E’ davvero un grande onore”, disse Bon-Bon. Diede un morso alla sua fetta di torta, godendosela e assaporandone il gusto, a differenza di un certo unicorno.

Lyra annuì vigorosamente. “Si! Riesci a crederci? Però non sono così brava con gli eventi formali.”

“Mi…chiedo il perché.” L’attenzione di Bon-Bon era focalizzata sulla glassa di cioccolato che pendeva ancora dalla guancia di Lyra. “Speriamo solo non si riveli un disastro come quello dell’anno scorso. Conosci la storia, giusto?”

Lyra annuì. “Non avrei mai pensato che Fluttershy potesse comportarsi in quel modo. Sono sempre quelli più tranquilli…”

Bon-Bon diede un altro piccolo morso alla torta, poi continuò. “Quindi…ti hanno già detto quali pezzi eseguirai? Sai già cosa indosserai?”

Lyra scrollò le spalle, “non lo so, forse Rarit-”

“IN ARRIVO!”

Sentirono a malapena il ronzio dello scooter in avvicinamento prima che si schiantasse sul tavolo. La torta di Bon-Bon schizzò dritta verso la sua faccia. Lyra tentò senza successo di trattenere una risata.

“Scotaloo, sei sicura che questo sia il tuo talento speciale?” disse Applebloom, procedendo verso il tavolo rovesciato, con Sweetie Belle al suo fianco.

Bon-Bon restò a bocca difronte alle tre puledrine, la faccia coperta di glassa.

“Beh che dire? Ogni tanto è meglio finire in fretta!” Lyra scrollò le spalle. “A proposito, hai un po’ di torta…” Alzò lo zoccolo verso il suo viso. “Proprio lì.”

Bon-Bon aveva già preso un fazzoletto e cominciato a pulirsi il viso.

“Oh scusa” disse Scotaloo, scuotendo il capo. Si aggiustò l’elmetto. “Questa volta stavo andando così veloce! Ora devo solo lavorare sulle svolte…” Rivolse loro un debole sorriso.

“Nessun problema” disse Lyra.

Bon-Bon esitò e prese un bel respiro. “Si…Nessun…Problema.”

“Rilassati, sono solo ragazzine. Ricordi com’era cercare di ottenere un cutie mark quando avevi la loro età? Non le biasimo per tutte le follie che stanno facendo.”

Il viso di Sweetie Belle s’illuminò. “Ehi, non ti abbiamo mai chiesto come hai fatto ad ottenere il tuo cutie mark! Il tuo talento è la musica, non è vero?” Stava osservando l’arpa dorata sul fianco di Lyra.

“Giusto! Ad essere sincera, mi ci è voluto un sacco di tempo per ottenere il mio cutie mark. Erano i tempi della scuola per puledri, quando vivevo a Canterlot. Sapete, sono stata una degli ultimi nella mia classe ad ottenerlo…”
 

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Una notte, distesa sul suo letto, Heartstrings- si faceva ancora chiamare così a quei tempi- aveva sentito i suoi genitori parlare di lei.

Lo sai, Heartstrings sta avendo delle difficoltà a scuola…” era sua madre a parlare.

Alcuni unicorni hanno solo bisogno di un po’ più di tempo per imparare la magia, ecco tutto. Col tempo, tutto verrà da sé”, fu la risposta di suo padre.

Ma se non ci riuscisse? E’ passato troppo tempo. Niente magia, nessun cutie mark. E se fosse perché lei è-”

Heartstrings è un unicorno. Semplice. Col tempo, tutto verrà da sé.”

Naturalmente, anche se era solo una puledrina, Heartstrings sapeva di cosa stavano parlando. Sua madre era un pegaso ma suo padre era un unicorno. Aveva un corno, ma non era mai stata in grado di usarlo. Gli altri unicorni della sua classe avevano già padroneggiato cose come la levitazione, ma lei non riusciva a sollevare neppure una piuma. Doveva ammettere di essere d’accordo con la madre. E se davvero non fosse riuscita ad imparare la magia?

Il suo maestro, Indigo Spark, diceva che non era importante. Se un pony aveva un corno, era un unicorno. Non esistevano classificazioni come “mezzo-unicorno”, ma…Questa non era la prima volta che aveva origliato i suoi genitori mentre erano impegnati nella stessa discussione, e lei non riusciva ancora a focalizzare alcun potere attraverso il suo corno.

Il giorno dopo, in classe, i cutie mark e la magia erano ancora nella sua mente. Invece della solita aula, lei e i suoi compagni erano stati portati in quella di musica.

Oggi lavoreremo con gli strumenti musicali. Vorrei che ognuno di voi ne scegliesse uno. Oggi ci limiteremo alla pratica, quindi non vi preoccupate di suonare bene!” Indigo Spark osservò i suoi studenti mentre controllavano i vari strumenti.

Heartstrings seguì a ruota il resto dei compagni. Sarebbe stata brava almeno in questo? Sembrava ci fossero una tuba…troppo grande…uno xilofono…che aveva un sacco di tasti, come avrebbe potuto gestirlo? C’erano anche dei tamburi. Quelli sarebbero stati facili da suonare.

Si, Blue Belle, quella si chiama lira.” Heartstrings si girò e vide che il suo insegnante stava parlando con un giovane unicorno color blu marino. “E’ uno degli strumenti più difficili da suonare. Richiede molta concentrazione per muovere ogni singola corda, persino per le canzoni più semplici.”

Come funziona?” chiese il puledro.

Focalizza la tua magia in ognuna delle corde e aggiusta la tensione per farle vibrare e creare un suono.”

Blue Belle aveva subito cominciato e ciò che venne fuori non era esattamente musica, non nel senso più stretto del termine. Heartstrings trasalì al rumore e si voltò per dare un’occhiata al violoncello. Forse quello poteva andar bene. No, era troppo grande.

Penso che proverò qualcos’altro…” disse Blue Belle, allontanandosi dalla lira. “Qualcosa di più semplice.”

La maggior parte degli strumenti erano già stati presi. Addio alle percussioni, pensò Heartstrings. Girovagando nell’aula di musica, tra gli altri unicorni che stavano già provando i loro strumenti, Heartstrings diede infine un’occhiata più da vicino alla lira. Neanche per sogno, quella sarebbe stata definitivamente troppo difficile…

E poi, quella spiegazione non aveva alcun senso. Come si potrebbe creare una melodia se ogni corda andava suonata singolarmente? Se fossero pizzicate in sequenza, muovendosi in fila…In quel caso si sarebbe trattato non di muovere ogni corda da sola ma piuttosto muoversi attraverso di esse, pizzicandole singolarmente.

Suonò alcune note, morbide ma chiare. Altre ancora. Cominciava ad assomigliare ad una semplice melodia, nulla di troppo complicato, eppur melodica allo stesso tempo. Heartstrings chiuse gli occhi, concentrandosi sulle note. Si, questo era il modo in cui una lira era destinata ad essere suonata.

Oh cielo, Heartstrings! Sembra che tu abbia un vero talento per quella.”

I suoi occhi si aprirono di scatto. L’intera stanza era immersa nel silenzio. Provò a dare un’occhiata al corno sulla sua fronte e vide che gli estremi scintillavano di una luce verde lime. Era identico al luccichio che circondava la lira. Percependo gli occhi di tutti puntati su di lei, si allontanò lentamente dallo strumento.

Non sentirti in imbarazzo. Sei stata davvero brava.”

Io…uhm…pensavo che, forse, esistesse un modo diverso per suonarla…più semplice…” balbettò Heartstrings.

Non c’è nulla di male” disse Indigo Spark. “Ora, avete scelto tutti uno strumento? Cominciamo.”

Heartstrings fissò lo strumento dorato e, con un leggero sforzo, riuscì a farlo fluttuare accanto a sé. Era estatica.

Desiderava alzarsi e correre dritta a casa per raccontarlo ai suoi genitori, ma la lezione era già cominciata.

Mentre gli altri puledrini e puledrine faticavano a creare qualcosa di anche solo lontanamente melodico, Heartstrings stava già imparando a suonare quello strumento. Era come se fosse nata per suonarlo. Quando la lezione finì, notò qualcosa di diverso in sé. Per essere precisi, sulla sua zampa posteriore.

Dire che i suoi genitori furono molto felici quando tornò a casa quel pomeriggio, è riduttivo. Hearstrings pensava che sua madre fosse sul punto di svenire quando vide il nuovo cutie mark della figlia. E difatti fu proprio così, dopo aver sentito cos’era in grado di fare. Suo padre la iscrisse subito al corso di musica. Dicevano che era un prodigio- forse lo era davvero? Ad Heartstring non importava, l’emozione di essere finalmente in grado di usare la magia era già abbastanza per lei.

Alla fine, sembrava davvero che Heartstrings sarebbe diventata un unicorno perfettamente normale.
 

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“E’ vero ciò che si dice su pony come quelli?” chiese Sweetie Belle. “Voglio dire, quando i loro genitori sono due tipi diversi di pony. So che questa cosa non accade spesso, ma tu sei davvero portata per la magia, Lyra.”

“Chi lo sa? Ci è voluta molta pratica, ma ora sono a posto”, rispose Lyra. “E questo dimostra che tutti ottengono il proprio cutie mark, prima o poi. Sono sicura che troverete il vostro molto presto.”

Bon-Bon aveva finito di togliersi la torta dal viso ed era già tornata di buon umore. “Sapete, quando avevo circa la vostra età, quella fu la prima volta in cui imparai per la prima volta ad usare un forno, e-”

“Hey, la musica potrebbe funzionare! Forse dovremmo provare a riformare la nostra band! Forza, Crusaders!” disse Scotaloo. Le tre scomparvero, lasciando dietro di sé un alone giallo, arancione e bianco.

“Cos-?” esclamò Bon-Bon. “Non ho ancora raccontato la storia del mio cutie mark! I bambini e la loro scarsa attenzione!” Girò la testa. “…Lyra?”

C’era una forchetta che fluttuava nell’aria, di fronte al viso di Lyra, che la stava studiando con attenzione. Al suono del suo nome, si voltò e la forchetta cadde a terra. “Huh?”

“Oh…lascia perdere, andiamo a casa.”
 

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La musica risuonava dolcemente in lontananza. Un suono familiare nell’oscurità. Conosceva quella canzone? Non riusciva a ricordarne il nome. Poi, una figura. Ma non era un pony, quello era chiaro. Era…Si. Lyra cominciò a muoversi verso di essa, per darle un’occhiata più da vicino. L’oscurità sarebbe svanita non appena fosse stata in grado di percepirne i dettagli. Riuscì a darle un’occhiata prima-

-di colpire il pavimento con un sonoro tonfo, il quale le diede un brusco risveglio. Ma aveva ancora l’immagine nella sua mente. Lyra fissò il soffitto, la sua schiena sul pavimento e le zampe all’aria, puntate dritte verso l’alto. Era ancora parzialmente avvolta tra le coperte del suo letto.

“Ora…ora tutto ha un senso!” sogghignò. “Perché non ci sono arrivata prima?”

Questa informazione doveva essere documentata. Alzandosi dal pavimento, Lyra corse lungo il corridoio e cercò il suo diario nell’ufficio. Levitandolo giù dalla mensola, cominciò subito a disegnare con la piuma più vicina che riuscì a trovare.

“Lyra…? Ho sentito un rumore, stai bene?” Bon-Bon entrò nella stanza, stropicciandosi gli occhi. Fissò lo sguardo su Lyra e sulla piuma luminosa che graffiava nervosamente la pagina. “Che cosa stai facendo?”

Loro l’hanno creata. E’ stata pensata per essere suonata da loro, non da noi”, borbottò Lyra, senza distogliere lo sguardo dal diario. “Ora tutto ha più senso.”

Bon-Bon scosse la testa e guardò da sopra la spalla della sua compagna di stanza. Una specie di figura stava prendendo forma. Stringeva una lira tra quelle che sembravano…braccia? La forma del corpo era di un tipo che Bon-Bon non aveva mai visto in vita sua. Forse era simile ad un cucciolo di drago, come quello che viveva con Twilight Sparkle, ma gli arti erano allungati.

“Le corde sono molto più facili da pizzicare se hai le dita. Ad essere sincera, credo sia simile al mio modo di suonare. O perlomeno, ciò che immagino di fare mentre suono.” Lyra continuò a disegnare. Bon-Bon non sapeva dire se Lyra lo stesse spiegando a lei o se stesse parlando da sola. “Sono troppo vicine per essere suonate bene con gli zoccoli, e non avrebbe senso per i pony creare uno strumento che può essere suonato solo con la magia.”

“Lyra, questa è un’altra delle tue teorie riguardo quegli…” la voce di Bon-Bon si trascinò in uno sbadiglio.

“Umani, naturalmente.” Lyra fece un cenno d’assenso. Lasciò cadere la piuma e guardò verso l’alto. “Gli umani hanno inventato le lire, riesci a crederci? Ho avuto la loro creazione sul mio fianco per anni e non me ne sono mai accorta!” Guardò l’immagine della lira sulla sua zampa e sul suo viso comparve un ampio sorriso.

“Nei sei…sicura?” Bon-Bon emise un altro sbadiglio. “Pensi davvero che sia stata inventata da una specie di…com’era scusa?”

“Se tu sapessi dove guardare, capiresti che gli umani hanno lasciato le loro creazioni in ogni aspetto della civiltà di Equestria. I pony non sono stati i primi a fondare una società. E’ stato tutto grazie agli umani, noi l’abbiamo solo presa in prestito.”

Bon-Bon fissò Lyra, chiedendosi come qualcuno potesse essere così sveglio ed energico alle tre di mattina. Ed eccola di nuovo con uno dei suoi vaneggiamenti sugli “umani”. Non che Bon-Bon avesse idea di cosa fosse un “umano”, ma apparentemente Lyra aveva una strana ossessione per loro. Una specie di oscuro essere mitologico, citato in qualche vecchio libro. E questo era tutto ciò che erano- un mito. Nessuno aveva mai visto un vero umano.

“Vai a letto”, disse Bon-Bon. Si girò e si diresse verso la propria stanza.

Il sorriso di Lyra svanì e il suo sguardo si spostò nuovamente sul disegno. Aveva posto la maggior cura possibile nel rendere il modo in cui le mani reggevano lo strumento, il modo in cui le dita si muovevano tra le corde. Tutto sembrava funzionare così bene. Aveva posto meno attenzione sulla resa del viso e del resto del corpo, un rudimentale tronco e gambe. I dettagli del sogno stavano già svanendo dalla sua mente.

Non era il primo sogno di Lyra sugli umani - avvenivano sporadicamente. In genere in gruppi. Poteva aspettarsi altri sogni confusi e indistinti durante le prossime notti. Aveva riempito il suo diario con tutto ciò che riusciva a ricordare.

“Io so che gli umani sono esistiti…” borbottò Lyra. “Forse non più, ma erano reali.”

Diede un’ultima occhiata alle figure che aveva disegnato, suonando la lira come suo solito, ma quello era il vero modo di suonarla. Il modo per cui era stata pensata. Poi chiuse la copertina e rimise a posto il libro sulla mensola.

Per il resto della notte, Lyra non riuscì a ricordare se avesse avuto altri sogni.

   
 
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