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Autore: Cartasporca    18/11/2020    0 recensioni
[It-Stephen King][Reddie] Crossover ITxStrangerThings.
Dove Mike e Richie sono gemelli e questa volta il nemico da sconfiggere non sarà né il Demogorgone né Pennywise.
[DAL TESTO]
Mike pensa di intuire cosa sta pensando il fratello in questo momento. A volte succede, forse perché sono gemelli.
“È preoccupato…” pensa.
Suppone che se Eddie non arriverà fra cinque minuti Richie gli manderà un messaggio per sapere che fine ha fatto. Non è qualcosa di cui stupirsi, Richie e Eddie sono migliori amici da quando cagavano nel pannolino, e Eddie ha, come dire, una madre molto apprensiva.
Genere: Avventura, Fantasy, Sovrannaturale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Slash
Note: AU, Cross-over, Movieverse | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
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CAPITOLO UNO
 
Boom! Boom!
I pugni dati contro la porta svegliano Richie.
“Muoviti, o faremo tardi!” grida una voce da fuori: è suo fratello Mike.
Le differenze tra i gemelli Wheeler non potrebbero essere più evidenti, per quanto nell’aspetto siano identici, sono l’uno il contrasto dell’altro, come sole e luna, ed è facile per loro litigare. Mike, il fratello maggiore nato cinque minuti prima, svolge il suo ruolo facendo da sveglia al fratello ogni mattina poiché per Richie pare impossibile non tardare.
Boom! Boom! Continuano i tonfi.
“Mi senti?!” grida ancora Mike.
Si rifiuta di entrare nella stanza, che a detta sua puzza di sudore e uova marce.
Richie, molleggiante, si alza a sedere sul letto e con camminata incerta si avvicina alla porta spalancandola di colpo. Vede il fratello fare un passo indietro. 
“Ho capito, sono sveglio Emo-boy!” esclama, prima di sbattergli nuovamente la porta in faccia.
Mike sospira scrollandosi le spalle. Passa per il corridoio invaso dal profumo della sorella più grande, Nancy, e bussa alla porta del bagno.
“Devo fare pipì” dice alla seconda porta chiusa.
Sente sua sorella borbottare da dentro, la porta si apre e un odore più forte di quello nel corridoio lo investe facendolo tossire.
“Cavoli, ti sei spruzzata addosso l’intera boccetta?” commenta.
Con una smorfia sulle labbra truccate di rosso, Nancy Wheeler passa avanti al fratello sghignazzando in modo fasullo.
“Quanto sei divertente, Emo-boy!”
“Non chiamarmi così!” protesta Mike alle sue spalle. Sbuffa sapendo che non si libererà mai di quel soprannome. È stato Richie a darglielo, ma lui non è emo, non si veste mica di nero! Ha solo la faccia un po' spenta…
Nancy prende la borsa e le chiavi dell’auto e dà un bacio alla madre prima di uscire. Richie esce dalla stanza ancora mezzo intontito con in indosso dei jeans strappati e una delle sue orribili – a parere di  Mike - camicie hawaiane.
“Ci vediamo sfigati!” saluta Nancy, urlando dal piano di sotto.
Richie apre la porta del bagno mentre Mike si sta alzando la zip dei pantaloni.
“Cazzo!” dice lui, preso alla sprovvista. “Bussa, accidenti!”
Il fratello, in risposta, ride sfacciato.
“Mi perdoni, signorina duchessa, per averla importunata” dice con una delle sue Voci.
Richie ne ha quattro di Voci, quella della domestica anziana – appena usata – quella del bambino piagnucolone, della bella signora, e in fine, quella del sergente temerario. È un bravo imitatore, tanto da riuscire a fare a perfezione la voce di Mr.Clarke, il professore di scienze.
Mike esce dal bagno mentre Richie si lava la faccia.
Poco dopo sono entrambi seduti in cucina a fare colazione.
“Per favore, Mike, smettila di accanirti contro le porte, o le staccherai dai cardini” dice la signora Wheeler, passando al figlio una frittella coperta da sciroppo d’acero, mentre a Richie ne dà una semplice. Mike sospira e quando la madre si volta scambia i piatti.
Finiscono di mangiare in fretta e ancora più rapidi si fiondano nell’auto della madre, che li accompagna davanti ai cancelli del liceo.
“Buona giornata, orsacchiotti!” dice Karen Wheeler ai figli, e spupazza con un pizzicotto la guancia di Mike, sedutole di fianco. Richie sghignazza dai sedili posteriori.
“A presto, mamma” mormora Mike.
Il cortile del liceo è gremito di ragazzi che aspettano di malavoglia la campanella della prima ora. Si  può capire in maniera immediata chi siano quelli del primo anno, perché si salvaguardano dall’avvicinarsi troppo a quelli del quarto o del quinto. I gemelli si dirigono verso due ragazzi vicini alle scale antincendio.
“Ehi, bro!” saluta Richie, dando a Bill una pacca sulla spalla.
“C-ciao, R-Richie” balbetta lui.
Mike resta dietro il fratello e con un cenno saluta entrambi.
“Ciao, Mike” sorride Bev. 
La ragazza dai capelli rossi ha una sigaretta tra le dita. Le scale antincendio sono sempre state un buon posto per non farsi beccare dai professori.
Richie prende dallo zaino il suo pacchetto di tabacco e arrotola una cartina.
“Allora, che si dice? Dov’è Eds?”
Bill scrolla le spalle.
“Oh, no, no, Ed Spaghetti in ritardo? Questo non era mai successo!” esclama Richie, in una mezza risata.
Mike pensa di intuire cosa sta pensando il fratello in questo momento. A volte succede, forse perché sono gemelli.
“È preoccupato…” pensa.
Suppone che se Eddie non arriverà fra cinque minuti Richie gli manderà un messaggio per sapere che fine ha fatto. Non era qualcosa di cui stupirsi, Richie e Eddie erano migliori amici da quando cagavano nel pannolino, e Eddie aveva, come dire, una madre molto apprensiva.
“Ehi” dice Bev. “Ho sentito una storia interessante ieri.”
“Che storia?” chiede Richie.
“Avete presente la vecchia casa abbondata, quella vicino al parco…”
“Ah, quel derelitto!” esclama Richie.
“Sembra ci sia un fantasma in quella casa” sorride Bev, a cui piacevano le storie dell’orrore.
“C-che tipo di fantasma?” domanda Bill.
“Una donna dai lunghi capelli scuri che vaga inquieta per i corridoi” racconta Bev, abbassando la voce. “Sarebbe figo vederla, no? Marta dice di averla vista”
“Marta dice anche che sulla luna vivono gli alieni” sbotta Richie.
“Beh, potremmo andarci stasera e verificare con i nostri occhi, se esiste o meno quel fantasma” propone Bev.
“No, io passo” dice Mike. “Non credo a queste bambinate”
“Passo anch’io” gli fa eco Richie.
Il trillo della campanella avverte i ragazzi che è giunto il momento di andare.
“Cavoli” borbotta Richie, “ma dov’è finito Eds?”
 
Mr. Strickler, professore di storia dell’arte, resta fermo a guardare i banchi popolarsi, immobile nella sua elegante e slanciata figura. Accanto a lui c’è una ragazzina minuta. Dalla carnagione pallida e dal biondo dei capelli quasi biancastro, possiamo ipotizzare abbia origini nordiche.
Il professore osserva severo i suoi alunni finché il chiacchiericcio iniziale non si spegne.
“Molto bene” annuncia. “vi presento la vostra nuova compagna di classe. Confido che la farete sentire la benvenuta. Puoi presentarti, mia cara.”
La ragazza accenna un timido saluto, poi parla con un forte accento straniero.  
“Salve, mio nome è Aja Terävä . Io e mia famiglia siamo traferiti qui da poco. Non so parlare molto bene lingua, ma spero di imparare presto. Grazie.”   
“Benvenuta, pollastrella” esclama Richie, e Mike si copre il viso per la vergogna di avere un fratello come lui.
“Pollastrella?” ripete Aja, non capendo.
“Signorino Wheeler, desidera essere cacciato fuori dalla classe sin dalla prima ora?”
“Sono solo amichevole, professore” si difende Richie.
“Lei non è amichevole, so io cos’è, ma non posso certo insultare un mio studente, motivo per cui il mio parere resterà sottinteso.”
“Prego, Aja, prendi pure posto” continua il professore.
La nuova studentessa prende posto accanto a Bill, che non ha mai smesso di guardarla con occhi sgranati.
“Ciao”, dice sorridendogli.
“C-ciao” risponde Bill.
La porta si apre e un ragazzino affannato e dalle guance arrossate fa la sua comparsa.
“Eddie Kaspbrak, come mai questo ritardo?” parla Mr. Strickler.
Il ragazzino deglutisce e, chiudendo la porta dell’aula, consegna al professore una giustifica firmata dalla madre.
“Capisco” mormora il professore. “Va bene, può sedersi.”
Eddie prende posto accanto a Richie, ha a malapena il tempo di squadrare la nuova arrivata. Nessuna sorpresa, però, si sapeva già del suo arrivo da qualche giorno, Bev l’aveva anche cercata sui social ma senza successo.
“Che fine hai fatto, Spaghetti?” gli sussurra Richie all’orecchio.
“Sono caduto mentre facevo la doccia” risponde lui.
“Stai bene?”
“Si, si” taglia corto Eddie.
Richie cerca con lo sguardo la traccia di un livido o di un taglio ma non ne trova.
A ricreazione tutti si ammassano attorno a Aja.
“Di dove sei?” – “Perché vi siete trasferiti qui?” “Che lavoro fanno i tuoi?”
Aja risponde a ogni domanda ma mai in maniera completa.
“Vengo da un piccolo paese della Polonia, ci siamo trasferiti per motivi di famiglia, i miei genitori sono architetti.”
“E adesso, dove abiti?” le domanda Bev.
Aja tenta di spiegarlo, all’inizio nessuno capisce di che strada sta parlando, poi improvvisamente Bev esclama: “La casa abbandonata!”
Aja annuisce.
“I miei genitori stanno resta…resta…sistemando, ecco” dice, arrendendosi alle parole ancora troppo complicate da pronunciare.
“Sai che è infestata?” le parla Richie.
Aja scuote la testa.
“Ci sono da tre notti, niente di strano, solo polvere, e polvere, e starnuti.”
Bev ride.
“Sei simpatica” dice.
Aja sorride ma sulla pelle bianca sembra un sorriso senza colore, come quello di una bambola.
Mike pensa sia inquietante.
Le ore proseguono lente, fra geografia e matematica, a un certo punto Eddie alza la mano chiedendo il permesso di andare in bagno. Dopo dieci secondi Aja fa lo stesso.
Richie pensa sia strano. Eddie è stato strambo tutta la mattina, e a pensarci bene è l’unico a non essersi avvicinato ad Aja. Mentre la professoressa scrive alla lavagna, Richie ne approfitta per sgattaiolare fuori, non curandosi dell’espressione allibita del fratello.
I suoi sospetti vengono confermati. Richie trova Aja e Eddie insieme, nel corridoio inverso a quello del bagno.
“Mi hai vista l’altra sera, eri tu, non è vero?” dice Aja.
“No, no, io non ho visto niente” ribadisce Eddie.
“Non devi raccontarlo a nessuno”
“Scherzi? Nessuno mi crederebbe. Non so neanche io quello che ho visto.”
“Hai detto di non avere visto niente.”
“Sì, sì, non ho visto niente. Assolutamente niente.”
Aja tende la mano a Eddie.
“Amici?”
Eddie gliela stringe.
“Amici.”
Richie sente che qualcosa non va. Lo stomaco gli brucia.
Mike prova lo stesso. “Qualcosa non va” pensa.
  
 
ATTENZIONE
Note dell’autore:
Salve a tutti! Spero che il capitolo letto vi sia piaciuto. Raramente scrivo fanfiction, ma era da tempo che volevo scrivere una Reddie (adoro questa ship!), solo, volevo una storia di contorno, e poiché sono fan anche si Stranger Things, ho pensato di ideare questo crossover. Non tutti i personaggi delle due serie saranno presenti, alcuni personaggi di IT copriranno il ruolo di altri in Stranger Things, e viceversa. Non chiedetemi chi sarà presente perché non lo so neppure io. Ovviamente, non ho nessuna grande pretesa, scrivo per divertimento. Segnalate, per cortesia, eventuali errori grammaticali o di battitura, e se vi fa piacere, lasciate un commento <3
(Ps: non ho la minima idea su quando aggiornerò poiché scrivo nel tempo libero che lo studio mi lascia, inserite la storia nelle seguite per non perdere i nuovi capitoli).
   
 
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