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Autore: felinala    02/12/2020    17 recensioni
In un tribunale abbastanza particolare, il signor Cocuzza viene citato in giudizio dal signor Cavolino che, arrabbiato, protesta per essere stato tradito: non è lui infatti ad essere stato scelto e non è, come pensa lui, solo un caso ma più…. Questione di natura.
Partecipa al “prompts our wires” di Soul Dolmayan.
Genere: Commedia, Malinconico, Slice of life | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: Nonsense | Avvertimenti: nessuno
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COCUZZA vs CAVOLINO 




"... E si ricordi, signor Cocuzza, che è un caso, solo un caso, che siano cadute le mie regole e non le sue!" Glielo aveva sbraitato contro davvero, quello stolto dall'accento strano. Credendo ancora di avere ragione, si era sporto dal banco con tutto il suo corpo bulboso ora arrossato per lo sforzo, mentre veniva trattenuto a fatica dalla conformazione del luogo che gli evitava anche di rotolare per terra facendo ulteriore brutta figura lì, nel tribunale di città di Verdurì. 
Incredulo lo guardai nuovamente, scuotendo la mia zazzera di cima - e l'intero mio corpo di conseguenza - in segno di disapprovazione. 

"Caro, carissimo, Signor Cavolino, io non so proprio come dirglielo, ma davvero non è colpa mia, non ho scelto io né le regole di Madre Natura né questa pericolosa ancorché noiosa situazione, vede bene che il problema è suo e i giudici sono stati concordi, nessuno può farci nulla..." cercai così di spiegargli nuovamente la situazione in modo placido e pacato.
Avevano scelto me, coloro che stavano in alto, e avrei fatto addirittura coppia con una deliziosa miss.
Poco distante, su un altro banco, i giudici confabularono, un po' perplessi, un po' preoccupati dal comportamento del mio rivale… ed io potevo ben capirli, mai avevo visto cotanta veemenza e fervore per essere stato solamente tradito e lasciato in disparte: dopotutto, chi prima chi poi, sarebbe toccato a tutti..

Giudicia Lattuga scosse la chioma: "Poverino è malato… " 
"Non sa, non sa, non sa…" si scrollò mesto il dottor Peppe Rone lanciandomi uno sguardo di commiserazione. 
"Presto vedrà, saprà, capirà… Spero solo ragazzo che ne varrà la pena quando diventerai anche tu rosso e dorato" affermò saggiamente il terzo giudice, mr Pomo D'oro. 
Tutti li sapevano a che cosa andavo in contro d'altronde. 
"Come hanno osato escludermi? Sono o non sono benefico? Soprattutto più saporito e profumato? Più di lei sicuro! Questo dicono le regole ed è solo un caso abbiano scelto qualcun altro!" inveiva ancor frattanto il poveretto, mentre avanzava  verso di me cercando di raggiungermi in tempo, magari per prendere il mio posto. 

Troppo tardi.
Una morbida tenaglia mi prese e mi separò dal resto del gruppo.
Mi fu tagliata la mia preziosa cima e, anche se ammetto che fu doloroso, più di tanto non ebbi il tempo di pentirmene perché in un lampo fui sottile, tanto sottile da avvolgere lei, così rotonda, piccina, robusta e tanto bramata: "Eccoti, ti stavo aspettando, signor Cocuzza" affermò suadente miss Pancetta, accoccolandosi contro di me. 
Il montacarichi a forma di pala in cui fummo spinti io e Pancetta, sempre deliziosamente abbracciati, era solido e già caldo.
Intravidi le facce degli altri solo perchè i banchi del tribunale Verdurì erano posti in alto: rassegnati erano i giudici che mi salutavano scuotendosi, pieno di indignazione e ancora rosso stava a guardare Cavolino.
Di slancio, prima di venire tuffato nel mare giallo prima e nel deserto marrone poi, urlai ai miei consimili, ma soprattutto all’arrabbiato: “Son felice del mio passato e del mio destino, possiate anche voi saziare il prossimo abbracciati a un’altro ingrediente! Che la padella sia con voi e addio!” 
Poi non li vidi più.
Mi aggrappai forte a Pancetta, ogni striscia di me la  stringeva per non perderla per strada nel mare giallo prima, nel deserto marrone poi.
Nella calura che arrivò poi, mentre miriadi di aghi bollenti mi rendevano d’oro e rosso come aveva auspicato Pomo D'oro, riflettei che tutto sommato ero felice di essere cresciuto in campagna, uno zucchino bello grande e forte, e di essere poi stato selezionato insieme ad altri per entrare in quell’esclusivo ristorante, il Verdurì, dove c’erano solo i prodotti migliori, per poi far coppia con la cara miss Pancetta. Deve esserci stato un errore, riflettei poi: il signor Cavolino non aveva l’aria giusta per entrare in quel bel luogo dalle pareti bianchissime e sempre pieno di odori speziati e buoni;  sicuramente era cresciuto in un brutto ambiente visto quanto era nervoso... o forse era nervoso proprio perché sarebbe finito tutto solo e senza nessuna da abbracciare, poverino.
Madre natura ci aveva dato conformazioni differenti d'altronde, e lui, oltre a non poter abbracciare, era pure considerato più pesante da digerire, come poteva pretendere di finire con la deliziosa miss Pancetta?
Ma soprattutto: chi glielo diceva che cotto faceva proprio un brutto odore?
Io non ne avevo avuto il coraggio….  




FINE



A.D.A.F.D.T.  (o per meglio dire NA) ehm, sì, ciao a tutti…..? Dopo mesi e mesi di inattività ricompaio così. Io non so, un po’ mi vergogno a dire il vero, non so da dove sia uscita sta trama da delirio (far parlare Cocuzza lo zucchino rivale del cavolino (di Bruxelles?) per finire all'attenzione di uno chef e quindi in pentola impanati e le verdure in generale ancora mi mancava…)non proprio fuochi d'artificio, forse, ma diciamo che ciò che avevo precedentemente preso in considerazione per l’iniziativa veniva complicato ma soprattutto cupo, troppo adatto (o forse no) a questo periodo. Spero questa cosa un po’ (tanto) folle abbia strappato almeno un sorriso a chi è entrato a curiosare. Mi scuso con Nina Ninetta che sicuramente non aveva in mente un delirio del genere per il suo prompt, ma la ringrazio per aver stimolato la mia "creatività". Ringrazio infine Soul per aver messo in piedi l’iniziativa e mi scuso anche con lei di essere arrivata all’ultimo. 
Alla prossima!
Nala
 
  
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