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Autore: Viserion_Death    24/01/2021    0 recensioni
Una volta avevo pensato che forse era meglio così, me lo meritavo quel dolore che avevo, ero una persona perfida, una donna di poco rispetto, con un cervello che poteva considerarsi al pari di un bambino capriccioso e viziato; ed ora sorriso anche se era senza sentimenti, senza niente solo un vuoto che mi si impossessava, come un cancro che non mi lasciava respirare, ed era quello che succedeva....
Genere: Fluff, Malinconico, Romantico | Stato: completa
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Contesto generale/vago
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Guardavo il paesaggio che avevo di fronte, e se prima avrei sorriso per lo spettacolo che avevo di fronte adesso il vuoto si era impossessato di me; il tempo scorreva lentamente, e io con essa. Vorrei solo chiudere gli occhi per non svegliarmi più e questo me lo ripeto ogni giorno, ho provato a chiudere gli occhi per sempre non riuscendoci. Ogni volta qualcosa mi riportava in questo mondo, che vedo in bianco e in nero, con il cuore a pezzi e un peso enorme nello stomaco che non mi fa respirare.

Una volta avevo pensato che forse era meglio così, me lo meritavo quel dolore che avevo, ero una persona perfida, una donna di poco rispetto, con un cervello che poteva considerarsi al pari di un bambino capriccioso e viziato; ed ora sorriso anche se era senza sentimenti, senza niente solo un vuoto che mi si impossessava, come un cancro che non mi lasciava respirare, ed era quello che succedeva.

Un rumore mi fece voltare, e li trovai Alice d'avanti a me, che mi fece un sorriso caldo e dolce. Il suo sguardo però perse un poco della sua felicità, sapendo che non avrei ne parlato, ne mi sarei mossa da quella sedia.

Glielo avevo promesso.

Sarei divenuta la sua bambola, per avere il suo perdono.

Sarei diventata la sua schiava per lui.

Avrei fatto di tutto per non farlo allontanare da me.

Vorrei averlo qui, mentre lo abbraccio, lo bacia sulle sue labbra e mentre facciamo l'amore.

Ma so che ha causa mia niente sarebbe tornato come prima, e per questo era tutta colpa mia, e me lo ripeto ogni giorno, ogni ora, minuto e secondo.

Il mio cuore apparteneva e appartiene a lui, non riesco a vivere senza di lui.

Il mio cuore e il mio corpo appartengono a lui.

Era la mia anima gemella.

Era colui che un giorno avrei sposato.

Ma quelli saranno solamente sogni, e per questo è avvenuto a causa mia.

Sono sette anni che non cammino, che non mangio, che non dormo bene e felice.

Al inizio, piangevo e urlava, lo rivolevo con me, ma dopo due anni mi sono rinchiusa in questa casa, la nostra casa.

" Luna, ti ho portato del brodo. "

Alice mi si avvicinò, mettendomi un vassoio sul tavolo, ma il piatto rimase lì, non lo toccai, non mi mossi, Alice provava ad imboccarmi anche se a fatica siccome non ne volevo sapere.

" Ti prego mangia qualcosa, stai morendo. "

Le lacrime le sfuggirono dagli occhi verdi, bagnandole i pantaloni.

Avrei voluto confortarla, abbracciarla e dirle che sarei stata bene, ma non era così.

Non sto bene.

Non lo sto affatto.

Mentivo a me stessa di riuscire a resistere senza di lui, senza i suoi ' Buongiorno Amore', mentre mi lasciava dei baci sulle labbra, ma non ce la faccio.

Mi manca, mi manca lui, i suoi occhi, i suoi capelli, le sue parole dolce e i suoi gesti che mi facevano sentire speciale, bella, al sicuro.

Sarebbe un bel sogno se questo mio desiderio che lui torni, a sorridermi come una volta, mentre mi baciava.

Le sue labbra mi facevano stare bene, era come essere in paradiso, avrei potuto sconfiggere milioni di eserciti se lui sarebbe rimasto al mio fianco.

E che dire mi aveva anche donato un bellissimo tesoro, che solo grazie a lui sono ancora viva, ogni volta che mi chiamava con la sua piccola voce, io scattavo in piedi, mentre quando era a scuola io ritornavo nel mio aspetto apatico.

" Luna... "

La voce di Alice mi fece riprendere leggermente, mentre mi avvisava che il mio piccolo tesoro sarebbe arrivato da li a poco.

" Dovresti mangiare, il tuo corpo non reggerà se continui in questo modo. "

Non mi interessava, fino a quando non sarebbe tornato io non avrei mangiato nulla, non ci riuscivo, era più forte di me, il mio stomaco rifiutava qualsiasi cosa e lo rimetteva.

" Mamma! "

Mi alzai con fatica, non facendolo notare al mio tesoro, che mi corse in contro con lo stesso sorriso del padre.

" Amore mio, come è andata la scuola? "

Lo guardai nei suoi occhi blu come il mare, mentre mi spiegava che aveva disegnato, la nostra casa, noi due assieme e un altra figura che io conoscevo perfettamente.

" Amore, chi è quel uomo? "

Provai a sperare che non avesse trovato le foto di suo padre, ho quella sarebbe stata la volta che sarebbe crollata definitivamente, non avrebbe potuto dirgli che suo padre se ne era andato a causa sua perché era una ragazzina incosciente che era troppo orgogliosa di ammetterlo che senza di lui non riusciva a vivere, ha respirare, che senza di lui vedeva in bianco e nero.

" E' un uomo mamma, l'ho incontrato oggi! "

Il mio cuore perse un battito non riuscendoci a credere, Alice aveva il mio stesso sguardo mentre con un piccolo sorriso ci salutò andandosene.

" Lo sai che non voglio che parli con gli sconosciuti. "

" Scusa mamma. "

Gli sorrisi dolcemente scacciando quella speranza che stava crescendo in me, avevo tradito la sua fiducia, come potevo sperare che mi avrebbe perdonato?

" Ehy Draghetto che ne dici se andiamo a fare una passeggiata? "

Lo vidi brillare dalla felicità, non uscivamo spesso entrambi e assieme, di solito lui usciva con Alice, o stava a casa con me giocando a tutto.

Andai nella mia stanza mettendo dei pantaloni, una canottiera e una felpa molto grande, mi legai i lunghi capelli in una treccia laterale e ritornai dal mio tesoro, chiedendogli com'ero e lui mi fece tanti di quei commenti che mi fecero arrossire.

" Allora Draghetto vuoi iniziare tu le spedizioni? "

Cominciò a battere le mani euforicamente, mentre mi abbracciava di slancio.

Gli sorrisi, prendendolo per mano e andando in giardino, dove si mettemmo seduti nel campo dei fiori, facendo coroncine di fiori, ridacchiai quando cercò di farmi un anello promettendomi di sposarmi quando sarebbe stato abbastanza grande.

Ero felice con lui.

Era uguale a lui.

I suoi lineamenti.

Il suo sorriso.

Erano come due gocce d'acqua.

E li amavo entrambi.

Continuammo a giocare assieme, mentre un vento improvviso mi fece sciogliere i capelli facendoli volare liberi nel vento, e senza volerlo spostai lo guardo d'avanti a me e lì c'era lui, bello più che mai che mi stava guardando, anzi, ci stava guardando, lo guardai avvicinarsi lentamente con il mio Draghetto che mi si nascondeva dietro la schiena. Era cambiato, i capelli marroni erano più lunghi e molto più scompigliati, mentre gli occhi blu brillavano di una luce che non riuscivo a comprendere, era diventato più alto e muscoloso, indossava dei jeans scuri, e una canottiera anch'essa scura.

Lo vidi che si avvicinava con sicurezza, non lasciando mai i miei occhi, e quando mi arrivò ad un palmo dal naso, mi sentì morire. tutte le sensazioni che mi aveva sempre innescato ritornarono come una tempesta, sento che le mie guance scaldarsi lentamente.

" Sei cambiata. "

" Anche tu. "

Lanciò un occhiata a Derek, e non riuscivo a capire cosa stesse pensando o provando.

" E'... "

" Nostro figlio. "

Con uno sguardo che mi fece salire le lacrime agli occhi, lo vidi prendere la mia mano per poi baciarne il dorso delicatamente, come se avesse provato a stringermi con un po' più di forza, mi sarei spezzata in mille frammenti, ed avrebbe avuto ragione.

" Perché sei tornato? "

" Per lui, e... per te. "

Un colpo al cuore. Un battito dopo molti anni. Un ricordo dolce e amaro come non avrei mai immaginato, di noi due che facciamo l'amore per l'ultima volta, dove quando il mattino seguente mi sveglio non lo trovai con me, vidi solamente un messaggio sul telefono.

' Me ne vado è stato bello conoscerti. '

Mi ero messa a piangere disperata, urlava ed evocavo il suo nome con forza, stringendomi i capelli tra le dita disperata. Ammetto di esserne rimasta sconvolta, credevo che mi avrebbe urlato addosso, avrebbe spaccato qualcosa, che avrebbe avuto una reazione, ma non era stato così. Sembrava tutto normale, io che gli chiedevo scusa, lui che mi perdonava, e quando mi aveva baciata ne ero felicissima, avevo pensato che si sarebbe risolto tutto ma non era così.

" Menti. "

Mi girai verso Derek, sorridendogli dolcemente, mandandolo a giocare dicendogli che sarei arrivata tra poco, lui con un sorriso che avrebbe potuto oscurare le stelle mi diede un bacio sulla guancia allontanandosi saltando e ridendo.

" Senti... Non sei costretto a interessarti a noi. "

Lo vidi tentennare, aprendo leggermente la bocca, lo fermai alzando il palmo della mano.

" Mi hai abbandonata, se volevi andartene eri libero di farlo, anche se mi avrebbe spezzato il cuore. Ma vi hai ferita nel profondo usandomi come oggetto di sfogo. "

" Non lo eri, non lo sei mai stata avevo bisogno di pensare. "

" Per sette anni, lasciandomi con un messaggio di addio. "

Mi alzai fronteggiandolo, notando che era diventato più alto, ma la cosa non mi intimidì affatto, anzi, volevo sfogare la mia rabbia contro di lui, perché mi sono bloccata senza di lui, non riuscivo a vivere, e ora mentre lo guardava solo rabbia e rancore mi salirono in corpo.

" Che cosa pretendi, eh? Di fare da padre a Derek? Di fare come le coppie divorziate, che sta una settimana con me e una con te? Non provare a rispondere perché ti farò sput... "

Lo guardo con gli occhi spalancati, mentre mi stringe a se con forza baciandomi con passione. Cerco di liberarmi, riuscendoci solo per un attimo, ma lui con forza mi prende la guancia baciandomi con forza, mentre io abbassavo le mie braccia arrendevole, chiudendo gli occhi.

Pensavo che fosse un maledetto bastardo, riusciva ancora a farmi quel effetto di sicurezza e amore, che nessun uomo era mai riuscita a crearmi, lo maledicevo nella mente con forza.

Non poteva ritornare in quel modo, non dopo tutti quegli anni di solitudine, tutti quei pensieri che mi incatenavano non riuscendo a vivere, ho provato anche a cambiare casa e vita, ma non ci sono riuscita, lui era il mio pensiero fisso tutto il tempo.

Lui... è l'uomo che amo con tutta me stessa.

" Sei mia, e non permetterò a nessun uomo di avvicinarsi a te. "

Mi riprendo dal bacio che per me era stato troppo corto, ma mi dovetti costringere per non riportarlo sulle mie labbra, con forza e passione.

" Non sono tua da molti anni oramai. "

Abbasso lo sguardo, mentre i miei capelli mi coprivano gli occhi. Gli ho mentito, non sono stata con nessun altro, e non era perché lo facevo per lui, ma per me, volevo solo occuparmi di mio figlio e di amarlo come si meritava, non volevo perdere tempo a cercare un uomo che mi avrebbe usato solo per una notte per poi dimenticarsi di me.

Lo sento mettere due dita sotto il mento per farmelo alzare, e facendo incrociare i suoi occhi blu come il mare contro i miei neri, e li potevo leggere la rabbia e la gelosia che lo stavano divorando nel animo mentre con la mano libera mi circondò il fianco spingendomi a se, facendomi sentire la sua erezione, con fierezza e possesso.

" Tu sei mia. Solo mia e se trovo l'uomo che ti ha sfiorata lo ammazzo."

Non riuscivo a provare nulla in quel momento era uno strano vuoto come se una parte di me non si fidasse di lui e sapevo nella mia mente che quella sensazione aveva ragione. Niente e nessuno poteva assicurarmi che lui dopo aver fatto sesso sarebbe rimasto a badare a mio figlio.

Mi allontanai da lui, guardandolo negli occhi, e con una forza che non sapevo di avere strinsi i pugni e lo mandai via.

" Scordatelo, sei la mia donna, non ti lascerò sola, non di nuovo."

" E perché dovrei fidarmi di te? Ti ho donato il mio cuore, il mio corpo e piena fiducia e tu te ne sei andato. Come osi reclamarmi?"

" Come potevo restare sapendo che il figlio che aspettavi in grembo non era mio? "

Con forza gli tirai uno schiaffo, che gli fece voltare il viso verso destra.

" Non credevo fossi così stupido Adrien! Tu hai voluto credere alle menzogne di Tamara, invece che ha me! Non ti sei sfogato, non hai urlato! Niente di niente! E cosa fai? Facciamo sesso e il giorno dopo sparisci!"

Gli tirai un pugno al petto, ma era meno forte dello schiaffo, e sapevo che stavo crollando, e tutto questo a causa di un uomo.

Sospiro. Lo guardo e so che il mio sguardo rivela stanchezza.

" Perché sei tornato...? "

" Per la promessa che ci siamo fatti."

Spalancai gli occhi leggermente fissandolo negli occhi mentre lui mi prese il polso accarezzandomi il palmo con delicatezza.

Rimasi in silenzio a guardarlo, non riuscivo a parlare.

" Staremo per sempre insieme e nessuno ci dividerà di nuovo, un giorno staremo di nuovo insieme e non ti lascerò questa volta. " sorrise baciandomi la fronte.

" Queste erano le tue esatte parole, di quando eravamo giovani e ora dimmi Luna..."

Le guance mi si arrossarono leggermente, mentre notavo solo in quel momento i nostri corpi attaccati l'uno al altro. Lo osservi fare un piccolo sorriso malizioso, guardandomi con una luce negli occhi che non riuscivo a capire.

" Vuoi davvero infrangere la nostra promessa? "

" Sai benissimo che non è stata colpa mia. Tu te ne sei andato, non io."

" Ma ora sono qui, per chiederti perdono, per essere stato uno stupido."

Abbassai lo sguardo, e ad un certo punto un calore mi abbracciò e quello era Derek. Mi abbassai alla sua altezza accarezzandogli la guancia.

" Ehy Draghetto, cosa è successo? ''

Lo presi tra le braccia accarezzandogli la schiena dolcemente e con movimenti circolari. Lo vidi voltarsi verso Adrien guardandolo con attenzione.

" Chi sei? "

Rimasi in silenzio guardandoli e li notai quanto fossero simili e il cuore mi si strinse nel letto.

" Io sono Adrian, il tuo papà."

Mi senti in calo e quando vidi il suddetto padre di mio figlio avvicinarsi mi irrigidisco.

" Voglio essere il padre di Derek, e tuo marito Luna. Mi farò perdonare per tutto il resto della mia vita ma non allontanarmi da voi tu supplico. "

Si mise in ginocchio baciando il mio ventre con delicatezza e sospirando ascoltai il mio maledetto cuore che gli voleva dare una seconda opportunità.

" Non sprecarla. "

Con uno sguardo radioso mi prese per i fianchi baciandomi con dolcezza.

" Ti amo mia principessa."

Sorrisi stringendomi a lui con in braccio il frutto del nostro amore tra le braccia che ci sorrideva.

'' Ti amo mio principe. "

Siete la mia luce dopo tutto questo buio, siete il mio sorriso dopo tutto questo piangere, siete i fuori che fioriscono sul cemento, vi amo siete la mia vita.

 

   
 
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