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Autore: bimbarossa    09/04/2021    0 recensioni
Tutti noi siamo consapevoli che ci sono forze naturali attorno a noi a cui l'uomo non può resistere. Fuoco, Terra, Aria e Acqua. Forze venerate in tutte le culture.
E se qualcuno un giorno, un dio o uno scienziato pazzo, avesse trovato un modo per dare un corpo a tali forze?
E se queste, ora che hanno una bocca per parlare, volessero essere aiutate e protette?
Genere: Avventura, Introspettivo, Mistero | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti
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Più che sottoterra pareva di essere in fondo al mare.

Le pareti – e il soffitto e il terreno- di quella stanza mirabolante erano piene di creature fossilizzate, delfini, tartarughe, pesci di ogni genere e dimensione, conchiglie, e poi rane e anfibi di cui Maria non conosceva il nome, e ammoniti, spirali e caratteristici denti di squali enormi, che dovevano essere molto più grossi di quelli moderni.

Erano conservati talmente bene, lì incastonati in quella roccia protettiva, da sembrare vivi.

“Incredibile. Qui dentro c'è un vero e proprio tesoro.”

Pietro Seracchi della Rocca osservò con timore quasi reverenziale quella sfilata di eoni geologici, e anche Maria si sentiva altresì commossa fino alle lacrime, sarebbe stata lì a rimirare ogni più piccolo e particellare dettaglio per ore.

Tuttavia qualcuno -forse le quattro aguzzine e tiranne- aveva altri piani per loro.

Un rumore sordo, come il clangore di un singolo colpo di martello su una pietra durissima li attirò verso una piccola apertura laterale, che si snodava in basso verso una scura profondità.

“Dobbiamo proprio andarci?” La ragazza sembrava avvilita, e anche un po' terrorizzata.

“È lì che ci vogliono.” Nemmeno a lui andava molto di intraprendere quella strada. Non si sentiva più tanto sicuro, il suo livello di esperienza del campo minerario non poteva aiutarlo ancora a lungo.

Si stavano addentrando sempre più a fondo nella crosta terrestre, eccola la verità, due essere umani che stavano compiendo un'avventura al limite del fantastico che nascondeva però delle insidie pericolosissime.

“Meglio che ci sbrighiamo. Anche se sono famose per la loro pazienza non credo di volerle sfidare.” Non ancora.

Dissero così addio alla camera del mare, e Maria giurò di aver potuto sentire il suono di onde a lungo dietro di lei che la salutava augurandole buon viaggio.

 

“Cosa volete sapere?”

In quel momento un lampo illuminò la canonica e il viso della perpetua, rendendolo quasi spettrale tanto che a Fran vennero i brividi.

“Chi ha deciso di costruire questa chiesa?”

Alex invece sembrava insensibile al fascino terribile di quella donna.

Quest'ultima tirò fuori un opuscolo. “Se volete, qui ci sono tutte le informazioni.”

“Questo non ci serve. Voglio la storia vera di questo posto, ciò che si nasconde dietro alla manfrina che propinate a tutti quelli che non si fanno troppe domande. Le chiedo di nuovo: chi ha costruito questo posto? E chi lo ha fatto è stato lo stesso che ne ha eretto una identica in America?”

La perpetua si stropicciò le dita nodose, tra l'infuriato e il rassegnato. Poi da sotto il tavolo di legno scurissimo a cui erano seduti prese di malavoglia un enorme libro che gettò di peso sul ripiano sollevando nuvole di polvere verdastra.

Piantò gli occhi scurissimi in quelli glaciali dell'uomo.

“Non so dove vuole andare a parare, ma se proprio deve insistere allora si prepari ad una storia che rasenta l'inverosimile, caro signore. Una vera e propria prova di fede.”

“Sono pronto.”

“Bene, come vuole.”

 

Molto tempo fa in queste zone vivevano molte famiglie ricche, abbienti, che dovevano la loro ricchezza alle miniere e a ciò che ne tiravano fuori.

Tuttavia questo suolo era sacro.

Le popolazioni antiche dicevano che si potesse arrivare fino al centro della Terra.

Questo non fermò quelle famiglie, che non solo prosperarono, ma costruirono anche un villaggio, che diventò un borgo, che diventò una città.

La loro cupidigia aumentò, e costruirono cunicoli e strade verticali che andassero sempre più in basso, nelle viscere della Padrona di Ogni Roccia.

Per vendicarsi lei chiese aiuto al vento. E il vento arrivò, un giorno, sotto forma di un grande turbine rosso, che scese dal cielo e spazzò via tutto.

Quelle famiglie chiesero perdono troppo tardi, ma nonostante ciò fu concesso loro di rimediare.

Avrebbero dovuto costruire una grande opera, con le loro stesse mani, senza l'aiuto di operai o architetti di sorta, con il sudore e il sangue che sgorgava dalle loro mani abituate a maneggiar soldi.

Così sorse Nostra Signora delle Tempeste.

In tutta la sua misteriosa grandiosità.


 

“Come le hai conosciute?”

Maria non sapeva se rispondere o meno.

Già il panorama intorno a loro stava cambiando, sempre più in fretta, e l'odore di torbiera, di catrame e gas, mischiato a quello del mare lasciava il posto a qualcosa di profondo, di oscuro, qualcosa che non poteva essere definito poiché non era qualcosa che fosse mai stato in superficie.

Gli esseri umani come lei non avrebbero dovuto sentire quell'odore in tutta la loro esistenza.

Perché non soddisfare la sua curiosità?

In fondo stavano condividendo un'esperienza al limite della follia, che magari si sarebbe potuta rivelare persino letale. A cosa le sarebbe servito mantenere il segreto?

“Diciamo che mi hanno trovata in una situazione abbastanza...particolare.”

“Quale? Ora sono curioso.”

Maria si mise a fissare le rocce che diventavano sempre più scure. Sentiva un fischio nelle orecchie come quando ti batte forte il cuore.

“Stavo tentando di uccidermi.”

“Ah.”

“Sai dire solo questo?”

Non la guardava con compassione, pietà, o sdegno.

“Quando arriva il discorsetto buonista dove mi dirai che ti dispiace, che così non si risolvono i problemi e che si può sempre trovare una soluzione a tutto, e che la vita è preziosa?”

“Tutt'altro. Non posso dispiacermi per te dato che non ti conosco, e no, nella vita a volte non ci sono soluzioni per delle cose irreparabili.”

SI mise la mani nelle tasche dei jeans, Pietro Serracchi della Rocca, e mai come in quel momento a Maria parve di essere così lontana e così vicina all'anima di un altro essere umano.

“Tu invece? Dove le hai incontrate? Credi davvero che siano ciò che dicano di essere?”

Più scendevano più la pressione dell'atmosfera intorno a loro aumentava.

“Anche io ero in una situazione direi particolare. Avevo tutto. Una moglie, soldi, tanti soldi, e un posto in cui mi sentivo a casa. Ero felice.”

Il ricordo del Fortino si spanse dentro di lui come un'onda sismica, creando danni e crepe, che però si rimarginarono subito grazie ad anni di esercizio mentale.

“E ora?”

A Maria Pietro non sembrava né sposato, né ricco, né felice.

“Adesso non ho più niente. Mi hanno preso tutto, persino questo.”

Alzò la mano sinistra, dove la mancanza dell'anulare pareva ancora più desolante in quel luogo.

“Però è strano.” Pietro si fermò e la guardò, adesso sì con compassione mista a curiosità. “Di solito loro si lasciano dietro morte, distruzione e relitti. Nel tuo caso, invece, hanno scelto di salvarti. Questo significa che vogliono qualcosa da te.”

I sassi sotto i loro piedi cominciarono ad essere più aguzzi, con una rudezza che trapassava la suola.

“Ma questo lo sai già. Avanti, ti hanno chiesto o fatto qualcosa, vero? Puoi dirmelo se ti va, “si massaggiò la mano sinistra come se quel dito ci fosse ancora e prudesse, “sono uno dei pochi che può capirti.”

Il Brasile. La cantante bionda morta e con il corpo squarciato.

E poi quello che l'avevano costretta a fare.

Con la pretesa di averle, poi, concesso un dono, un dono che le aveva cambiato il corpo, il modo in cui percepiva i suoni e come ne emetteva altrettanti.

Tutto questo pareva follia, anche lì sotto, e per questo se ne stette zitta.

 

“Vada avanti.” Il notebook su cui Alex stava prendendo appunti si stava riempiendo di scritte sottili e scuri come sbuffi di nuvole. La perpetua continuò con voce incolore il suo racconto.

 

Anni dopo la costruzione di Nostra Signora delle Tempeste un'altra piaga colpì queste zone. La peste ne risparmiò veramente pochi, e quelle famiglie che tanto avevano prosperato con i tesori della terra decisero di andarsene.

Attraversarono il mare, inseguiti dal vento che non voleva lasciarli andare. Tuttavia furono così caparbi che riuscirono ad approdare in un continente selvaggio e tutto nuovo, pieno di promesse.

Si spinsero sempre più all'interno, sperando di scappare dal vento, ma non sapevano che lì, il suo dominio e la sua forza erano incontrastabili e mostruosi.

  
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