Storie originali > Soprannaturale
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Autore: Tracordelia    12/04/2021    0 recensioni
In un mondo dove la magia è stata scoperta e abolita, pena la morte, cinque ragazzi orfani, cresciuti da soli e senza un posto da chiamare casa, vengono riuniti per compiere una missione: salvare la magia e le sue creature.
Genere: Azione, Fantasy, Sovrannaturale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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PROLOGO
 

 

A Mirea non sembrò vero di poter vedere di nuovo la luce bianca della luna, di poter respirare di nuovo dell'aria pulita, di sentire quel freddo serale sulla sua pelle. Respirò a pieni polmoni, temendo che quel privilegio durasse poco. Fece fatica ad aprire gli occhi, oramai era tanto che li teneva chiusi. Fece fatica anche a parlare, anche la bocca non emetteva suoni da tempo.
- Ch-che succ-succede?- sibillò, spaventata, rivolgendosi all'uomo che le aveva aperto la porta della sua cella. L'uomo la guardò con uno sguardo che racchiudeva un misto di disgusto e pena.
- Alzati.- le disse, con un sorrisetto che tutto era tranne che gentile. - C'è una sorpresa.
Mirea, seppur spaventata e per niente fiduciosa, fece ciò che le disse l'uomo, inizialmente le fu molto difficile mettersi in piedi e nel tentativo di muovere i primi passi cadde sul pavimento di pietra della cella e si fece male il viso. In condizioni normali, avrebbe usato le mani per attenuare la caduta, se solo ce le avesse ancora avute, le mani. Gliele avevano tagliate tempo prima, così da evitare qualsiasi suo tentativo di usare la magia. Mirea era una strega, ed essere una strega era peggio che essere un assassino. Da quando il mondo moderno era venuto a conoscenza dell'esistenza della magia, le strege venivano cacciate, torturate e poi uccise. Mirea ne era consapevole.  -  Alzati e Muoviti.- le disse lui, e lei obbedì, per quel che riusciva.
Dopo una lunga camminata nei corridoi delle prigioni, finalmente arrivarono all'uscita. Mirea era una ragazza molto dolce e ingenua, ma non al punto da credere che stessero per lasciarla andare. Sapeva perfettamente che l'avrebbero uccisa, ma non aveva idea del livello di sadismo che Molix, il sindaco della città, stava per raggiungere. Fuori dalla prigione c'era una grandissima folla, probabilmente tutta la città era lì per guardare la sua fine, qualche metro più avanti era stato allestito un palco con al centro una sedia posta su una serie di tronchi d'albero. Accanto, Mirea le vide perfettamente, c'erano delle toniche di benzina. Perse più di un battito e ordinò alle sua gambe di fermarsi in modo talmente veloce che quasi non cadde di nuovo, l'uomo la prese per il braccio e iniziò a tirarla, lei cercò di liberarsi ma era ancora troppo debole. Le sue urla non suscitarono alcun effetto negli abitanti della città che gridavano a gran voce la sua morte.
Venne portata sul palco e legata sulla sedia. Molix, il sindaco, che fino a quel momento era rimasto nell'ombra, salì sul palco guardandola con un ghigno soddisfatto, poi si mise al centro del palco e si rivolse ai cittadini. ''Ecco cosa succede alle streghe, nella mia città''.
E diede l'ordine di bruciarla.

   
 
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