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Autore: Fafella88    27/04/2021    0 recensioni
Ero sgattaiolata di casa mentre i miei dormivano quando lo vidi per la prima volta.
Se ne stava seduto su di uno scoglio a fissarmi senza dire una parola, mi guardava e basta.
Ed io feci lo stesso.
Si alzò ed accennandomi un sorriso, si incamminò da dovunque fosse venuto lasciandomi a fissare un punto ormai vuoto.
Poi arrivò il dolore, seguito dalla corsa in ospedale.
Avevo undici anni a quel tempo, e quel viso è ormai solo un ricordo sbiadito.
E da quì che inizia ogni cosa. E' da questo momento che la vita di Freya cambia inesorabilmente.
scopre l'esistenza di qualcosa che credeva possibile solo nella fantasia, e finisce per innamorarsene senza rendersene conto.
ma quanto si è disposti a sopportare quando si ama qualcuno, o qualcosa come lui?!
fin dove ci si può spingere?!
Genere: Fantasy, Romantico, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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OTTO ANNI DOPO.
Mi affacciai nella stanza di mamma. << Io vado, stamattina ho lezione presto!>>
<< Stai attenta, e salutami Nathaniel.>>
Nathaniel, il ragazzo con cui stavo insieme da tre anni. Lo stesso con cui da un po' di tempo mi ritrovavo a discutere su cose stupide, o almeno, lo erano per me.
<< Buongiorno!>> lo salutai quando accostò davanti al vialetto di casa mia.
<< Solo buongiorno?! Mi aspetto molto altro visto che ti accompagno!>>
<< Non ti ho chiesto di farlo. Sei stato tu a precisare che “vista l’ora preferivi accompagnarmi tanto ti era di strada!”>> gli ricordai lasciandogli un bacio.
Ripartì, e fu ad un semaforo rosso che lo beccai in pieno a squadrarmi.
<< Sicura di poter entrare vestita così?>>
Eccoci qua, arrivati al momento per il quale ultimamente preferivo andare a lezione a piedi.
<< Non mi sembra di avere qualcosa che non va.>> risposi.
<< Intendevo esattamente quello Frey, devi per forza vestirti così?>>
<< No, ma sono stanca di vedere vestiti nell’armadio che son lì a prendere polvere da quando stiamo insieme!>>
<< Lo sai che sarebbe diverso se frequentassimo lo stesso college!>> si giustificò.
Cosa intendeva?! Essendo il classico stereotipo di bel ragazzo ovviamente non poteva che essere anche molto bravo nello sport, e come spesso accade, gli era stata offerta una borsa di studio che però non gli aveva lasciato scelta su quale college frequentare.
Il che ci aveva divisi, portandolo a diventare improvvisamente geloso, petulante, e ripetitivo. Come in questo caso…
Mi ero messa degli shorts e delle calze a cuori semitrasparenti, stivaletti, e maglione oversize. Cosa poteva esserci che non andava?
<< Ma non lo facciamo, e questa storia va avanti da mesi. Dovresti davvero smetterla!>>
<< Guarda!>> esclamò indicando i pantaloncini. << Quando ti siedi tendono ad accorciarsi ancora di più.>>
Alzai gli occhi al cielo. << Nate sul serio, basta parlarne!>>
Finalmente arrivati mi affrettai a scendere dall’auto prima che ricominciasse.
<< Spero di riuscire a chiamarti oggi, tra lezione ed allenamenti sono un po' a corto di tempo.>>
<< Ci sentiamo appena puoi.>>
<< Ehi.>> mi richiamò. << Lo sai che ti amo vero?>>
Annuii accennando un sorriso.
Ma era così che doveva essere l’amore? Cominciavo a chiedermelo.
Entrata mi accorsi subito del subbuglio che c’era tra i corridoi e raggiunto il dormitorio, bussai alla stanza 26.
<< Finalmente!>> disse Tasha trascinandomi dentro.
<< Ma che avete tutti?>>
<< Non lo hai saputo?! Oggi arriva quello nuovo!>>
<< Specifica meglio “quello nuovo”.>> la esortai.
<< Si sa soltanto che prima di arrivare da noi ha cambiato diverse città e scuole!>>
<< Ed è questo a renderlo interessante?>> chiesi sarcastica. << Io stessa prima di venire qui a Kaplan ho cambiato due città, non mi sembra di aver creato tanto scalpore però!>>
O forse sì e nessuno si era preoccupato di dirmelo?!
<< Ma tu lo hai fatto per via del lavoro di tua madre, lo sapevano tutti ancora prima che arrivassi!>>
Che lavoro fosse? Non me ne aveva mai parlato nello specifico, né tantomeno io avevo mai insistito per saperne di più. Ma da quel poco che conoscevo credo lavorasse nel giro delle forze speciali o roba così.
Per questo quando si era ritirata avevamo dovuto cambiare più volte città, fino ad arrivare qui, dove finalmente avevamo deciso di fermarci.
<< Di questo tizio non si sa niente, pensa che gira voce che nemmeno i professori fossero così convinti di volerlo a scuola!>>
<< Adesso non essere esagerata…>> l’apostrofai.
<< E tu non essere guastafeste!>>
<< Va bene la smetto, ma possiamo andare? Siamo già in ritardo!>>
Arrivammo davanti la porta dell’aula di filosofia fortunatamente prima che cominciasse la lezione, e fu lì che qualcuno mi sbattè addosso facendomi quasi finire i libri per terra.
Infastidita mi voltai per guardare chi fosse e di colpo, mi trovai la testa invasa da un ricordo. Io che uscivo dall’acqua a notte fonda, mentre fissavo uno scoglio vuoto…
<< Frey, Frey!>> chiamò Tasha riportandomi al presente.
<< Cerca di stare un po' attento!>>
<< Scusala.>> disse per poi tornare a rivolgersi a me. << Guarda che non è stato lui!>>
Il ragazzo ci guardò e sorrise, e per poco non mi andò la saliva di traverso. Se tutti i sorrisi facevano quell’effetto significava che ero sempre stata ceca.
<< E’ stato un piacere Frey!>> disse superandoci.
  
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