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Autore: melissa20    28/04/2021    1 recensioni
felicita dolce effetto ottico... suono paradisiaco, come polvere può divenire "attenzione, il contenuto è per me inestimabile pertanto vi chiedo di non copiare."
Genere: Erotico, Poesia, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: Lemon, Lime | Avvertimenti: Contenuti forti
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Quella mattina non desiderava altro che rimanere sotto le calde lenzuola, mai desiderio si era rivelato essere tanto intenso.
La luce filtrava dalla finestra di quella camera che oramai era diventata allegra piena di dolci ricordi, ad accompagnare quelle giornate grigie e ombrose vi era il dolce calore delle braccia che tanto agognava.
Ecco, l'unica cosa che avrebbe potuto portare sollievo al suo cuore di pietra sarebbe stato il lasciarsi cullare dai suoi abbracci.
Amava sentire le sue dita piccole da tenera bambina posarsi sulla sua testa, dolcemente, come una danza e lui quasi sorrideva.
Incredibile davvero lui che aveva paura che fosse una bella fregatura era comunque li a lasciarsi cullare dalle carezze leggere di lei.
 
Una calma assoluta sovrastava la sua mente, la sensazione era simile a quelle giornate trascorse al mare, quando tutto sembrava leggero come il suono delle onde e il profumo della sua pelle che solleticava il suo naso.
Proprio come quando agitato lui prendeva a tremare nella notte, come un bambino in preda ad un brutto incubo, un essere umano all'apparenza forte ma dentro tanto fragile. Non era perfetto, eppure avrebbe commesso peccati considerati inconcepibili per la mente di un qualunque essere umano pur di poter rimanere al suo fianco.
Il suo dolce bambino.
Ma lei chiudendo gli occhi pensava solo ai suoi, a quei dolci sogni che da piccola amava fare, sognava i mille baci che le sarebbero stati donati dall'amore dolce e sensibile che avrebbe trovato.
Ma poco e niente di quei teneri e innocenti pensieri da bimba si era rivelato essere vero, già perchè nonostante l'amore fosse tanto intenso quanto meraviglioso, non riusciva a non pensare che certamente tutta quella dolcezza non le bastava, desiderava quello che Cenerentola aveva e che lei purtroppo non aveva ancora ottenuto. Il crescente bisogno di sicurezze si faceva strada in lei.
E cosi la sera si ritrovava ad ammirare le stelle, come faceva da ragazzina in preda a chissà quale follia.
 
Chiedeva alle stelle di farle incontrare il vero amore, ben consapevole che le stelle non avrebbero potuto aiutarla perchè una stella per quanto grande rimaneva una semplice stella ma lei voleva credere in quelle luci immerse in quel buio che sembrava eterno.
 
Non vi erano nient'altro che quegli occhi ad ammirare quelle luci
 
lui : "dammi il tuo amore, non chiedermi niente"
lei : "sei egoista non trovi ?
lui : "forse ma tu dimmi che hai bisogno di me"
lei : "tu non andare via."
lui : "non desidero andare via, piccola gatta soffiatrice."
lei : "dimostramelo... io ho bisogno di te... quindi ti prego rimani"
 
Il suo passo non le era mai sembrato tanto deciso, era incredibile, riusciva ancora a sentirlo nonostante il suono del suo battito cardiaco sembrasse volerle spaccare i timpani, il suo viso appena illuminato da quella luce fioca immersa come in un nuvola di fumo,
Le sue mani le sue dita strette a quelle di lui non le lasciava scampo, lui non le lasciava via di fuga.
lui : "non cercare di scapparmi via"
 
Sorrise disperata come se potesse farlo, come se volesse davvero farlo. La verità era che lei trovava conforto in quelle labbra, una trappola perfetta per lei povera topina.
 
Si avventava su di lei come un mostro sulla propria vittima solo sapeva fare.
 
lei : "non rimarrà niente prima o poi"
lui : "farò lentamente in modo che rimanga sempre un pezzo di te mangiare"
 
Lei non capiva proprio come lui potesse essere sempre cosi intenso, cosi immenso. Dentro la sua testa era rimasto solo il rumore di quelle sue dita che rudemente la toccavano, come se davvero lui volesse strapparle via la vita e mangiarsela.
lei : "falso amico"
lui : "mi odi piccola ?"
lei : "il mio odio per te è esattamente paragonabile all'amore che mi sta logorando"
lui : "credi di riuscire a sopravvivere?"
 
La guardava come se avesse voluto davvero aiutarla e lei ricambiava quello sguardo. Avrebbe voluto urlare di aiutarla
 
eppure i suoi occhi non parlavano e lei sapeva che lui non avrebbe compreso il dolore che sentiva.
   
 
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