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Autore: pattydcm    01/05/2021    0 recensioni
È difficile mantenere un segreto quando si è obbligati a vivere a stretto contatto per un lungo periodo di tempo. Un’identità fittizia se smascherata può mettere a rischio un’intera operazione. Cosa accade, invece, se a essere scoperto è un grande potere?
Fox, giornalista investigativo sotto copertura lo scoprirà a sue spese quando gli verrà assegnato il praticante Mirko Neigo come assistente. Incontro che non cambierà solo il suo punto di vista sul mondo, ma che lo renderà protagonista di una serie di strane disavventure in bilico tra il paranormale e il surreale durante le quali si troverà a vestire gli scomodi panni di guida vivente di un guardiano di anime.
Genere: Introspettivo, Mistero, Sovrannaturale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Slash
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti, Tematiche delicate
Capitoli:
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<< Ti aspetti che mi batta, non è così? Che cerchi di distruggerti in nome della Luce, per riportare l’equilibrio in questo luogo? Ti sbagli, Diamante. Io odio la Luce. La odio con tutto me stesso! >>.
Mirko sostiene lo sguardo dell’Emissario, che lo scruta con sospetto. Il cuore gli batte forte nel petto, non tanto per l’essere al cospetto del suo possibile carnefice quanto per le parole che ha appena pronunciato. Ha provato lo stesso timore misto a soddisfazione di quando per la prima volta ha detto ad alta voce di odiare i suoi genitori.
Mentre le vittime di Antonio imprecano e si disperano per quanto ha detto, vedendo sfumare la speranza di vendetta che avevano riposto in lui, Mirko si rende conto di odiare davvero questa entità energetica che si è trovato costretto a servire dalla nascita. Ciò che più di tutto lo sorprende è di provare questo sentimento da molto tempo. E’ familiare, infatti, rovente e confortevole come un maglione caldo sulla sua pelle sempre fredda. Non è la conseguenza della punizione subita, no. La vera punizione, ora gli è finalmente chiaro, è stata quella di essere scelto da lei come suo Guardiano e per questo condannato ad una vita di doveri e paura.
<< Sono parole forti le tue >> gli dice Diamante e un sorriso le curva le labbra.
A quanto pare non è poi così difficile catturare l’attenzione di queste entità a servizio dei suoi colleghi Guardiani d’Ombra. Mirko, però, non vuole sottovalutarla, perché sa bene quanto l’Ombra sappia essere doppiogiochista, manipolatrice e perfida.
<< Sono le parole di chi si è ritrovato punito ingiustamente e privato delle sue guide, le uniche in grado di proteggermi da quelli come te. Come posso parlare in nome di un’Energia Universale pronta a giocare con la mia esistenza a questo modo? >>.
Calde lacrime sgorgano dai suoi occhi segnandogli il volto impolverato e rendendo più sincera la sua messa in scena. Non le ha, però, chiamate apposta. Né loro né l’amarezza che sta provando per essere stato usato e poi gettato via al primo errore senza una seconda possibilità, senza alcun perdono dopo aver dato tutto se stesso per anni.
<< Non ti dispiacerà, allora, schierarti dalla parte dell’Ombra >> dice la donna e Mirko si aspettava
una simile proposta. Illudere la preda di aver scelto di sua iniziativa di unirsi a loro è una delle tattiche preferite da entità di questo tipo, che si nutrono della disperazione che nasce dal senso di colpa che queste provano per essere cadute in trappola.
<< Ti sbagli! >> esclama Mirko deciso. << Quale differenza ci sarebbe per me nell’Ombra? Continuerei ad essere uno schiavo. Sì, schiavo! Ha detto bene il vostro collaboratore >> dice, scoccando un’occhiata ad Antonio, che assiste confuso alla discussione. << Si è solo sbagliato su chi sia il mio padrone. Ed è proprio un padrone quello che non voglio più avere. Io voglio essere libero! >>.
Uno sbuffo d’aria si alza da terra, avvolge Mirko e poi si propaga tutt’attorno a lui. Il ragazzo ne resta stupito e solo dopo un lungo attimo di silenzio si rende conto che è stata opera sua.
“Com’è possibile?” si chiede. Gli è sempre stato detto di avere un grande potere conferitogli dalla Luce ma gestito dalle sue guide. Senza di esse, infatti, non può richiamare il suo alterego tutto muscoli che è solito entrare in campo quando il gioco si fa duro. E’ lui, in definitiva, il Guardiano capace di compiere esorcismi complessi come quello che qui si era preparato a effettuare e anche di produrre scariche energetiche capaci di creare scintille o sbuffi di fumo come quello che è appena partito dai suoi piedi.
Confuso, il ragazzo si rende conto di come le anime dannate abbiano fatto un passo indietro e lo guardino intimorite. Anche Diamante sembra preoccupata oltre che stupita dal fenomeno. La sua attenzione, però, viene catturata da qualcosa che la porta a volgere lo sguardo verso est.
<< Quell’uomo è qui >> dice tra i denti.
L’arrivo di Rio rincuora Mirko. E’ possibile che questo spieghi il fenomeno appena accaduto. Se il raggio d’azione di Alex è davvero così potente da giungere a lui benchè sia fisicamente lontano allora, forse, può davvero uscire vivo da questo scontro.
“Devo solo sperare che riescano a sopravvivere all’attacco delle sorelle di questa stronza” pensa ora più sicuro di sè.
Diamante riporta lo sguardo su di lui, contrariata come avesse sentito il suo pensiero.
 << Dimmi, Guardiano >> dice avvicinandosi a lui di un passo. << Se la Luce ti ha gettato in pasto all’Ombra privandoti delle tue guide, allora com’è possibile che quel semplice, piccolo uomo sia riuscito a sigillare la più giovane delle mie sorelle? >>.
Mirko sa bene di non poter rispondere sinceramente a questa domanda. Ne varrebbe non solo della sua vita, ma anche dell’esistenza di Alex e dell’incolumità di Rio.
<< Ho io una domanda per te >> ribatte lui tenendole testa. << Come può uno spirito forte come te aver deciso di sottostare ai voleri di un Guardiano d’Ombra? Avresti potuto avere il mondo spiritico ai tuoi piedi… >>.
<< Chi ti dice che io non ce l’abbia? >> ride di lui, interrompendolo. Mirko, però, non si perde d’animo.
<< Hai solo un’illusione. Bellissima, forse, ma pur sempre fasulla. Sei una schiava, proprio come me. Anzi, a dire il vero sei la serva di uno schiavo dell’Ombra. Non ti urta questa cosa? >>.
È un vero e proprio ringhio quello che nasce dalla gola di Diamante, che fa un passo indietro assumendo la posizione di guardia, come una pantera pronta a saltare addosso alla sua preda. Mirko si impone di restare impassibile e fermo dinanzi a lei. Si rende conto, però, di non fare alcuna fatica. La osserva infatti curioso e sinceramente divertito.
<< Quanta potenza >> sussurra estasiato. << Saresti una fantastica strega nera. Fuggi con me >> le propone, muovendo un passo verso di lei. << Ribelliamoci a questi padroni infami che ci sfruttano per il loro egoistico interesse >>.
Diamante, stupita per la proposta appena ricevuta, distoglie nuovamente lo sguardo riportandolo ad Est. Raggi di luce azzurra e dorata li raggiungono penetrando dalle fessure delle travi inchiodate alle finestre insieme alle voci concitate dalla battaglia delle due Emissarie.
<< Lasciale andare >> le dice Mirko catturando la sua attenzione. << Sono sempre state un peso per te, già quando eravate in vita >>.
<< Cosa vuoi saperne tu di noi, Guardiano! >> ringhia Diamante.
<< So quel che vedo. Il tuo signore ti ha assegnato il compito più importante, ovvero assoggettare me al suo dominio. Sei la sua preferita e lo sei perché sei diversa dalle tue sorelle. Più intelligente. Più potente. Più bella >> dice avvicinandosi molto al viso pallido e serio di lei. << Sono sempre state un peso per te, non è così? >>.
L’Emissario distoglie appena lo sguardo da quello ammaliatore di Mirko, che non si è accorto di come il suo corpo sia cambiato e la sua voce scesa di due ottave.
<< Non immagini quanto lo siano state per me le mie guide >> sussurra, catturando nuovamente lo sguardo di Diamante. << Sempre lì pronte a dirmi cosa dovevo fare, come dovevo farlo. A decidere della mia vita, proprio come quegli uomini ai quali in vita ti sei ribellata con tutta te stessa. Gli stessi che ti hanno condannata a bruciare sul rogo e che ti hanno consegnata a un altro padrone che da secoli ti dice cosa devi fare, come devi farlo e decide della tua esistenza. Vuoi dirmi davvero che tutto questo non ti urta, Diamante? >>.
Negli occhi scuri della donna Mirko ritrova il suo stesso dubbio. Quel dubbio che ora si rende conto essere sempre stato presente e che solo ora si sta tramutando in consapevolezza. Uno schiavo che non sapeva di esserlo quanto può soffrire nel momento in cui capisce in quale triste condizione ha vissuto? Quanta rabbia può provare per l’ingiustizia subita?
Il ragazzo la sente bruciare dentro di sé questa rabbia e quando l’Emissario annuisce alla sua domanda si dice soddisfatto della vittoria che sta portando a casa. Alex gli aveva detto di fare attenzione, che quest’Ombra è forte e pericolosa eppure Rio ha imprigionato da solo una delle schiave del Guardiano d’Ombra e ora sta tenendo testa alle altre due, mentre lui sta facendo cadere nella sua trappola l’ultima.
“Mi hai mentito anche in questo?” si chiede mentre consola Diamante colta dallo stesso sconforto di cui lui stesso è stato preda. Le accarezza il viso pallido e bellissimo provando una profonda tristezza per il suo essere stata assoggettata per così tanto tempo all’Ombra.
<< Come possiamo essere liberi, Guardiano? Non c’è alcuna speranza per noi >> sussurra lei e lo infastidisce provare questo suo stesso senso di impotenza.
Una luce accecante penetra dalle fessure delle travi alle finestre e illumina la stanza per un lungo momento. Mirko non avverte più la presenza delle due Emissarie che stavano lottando con Rio e quando la luce scompare, il grido acuto di Diamante echeggia per la stanza. L’Emissario vacilla e il Guardiano si ritrova a sorreggerla.
<< Posso immaginare il tuo dolore >> sussurra Mirko all’orecchio di Diamante. << Anche io ho sofferto l’assenza delle mie guide. Mi sentivo infinitamente solo ed era così strano tutto quel silenzio nella mia testa. Col tempo anche tu capirai quanto questa sia una liberazione e non una perdita >>.
<< E tu… tu mi aiuterai a capirlo? >>.
Brillano come due diamanti gli occhi lucidi di questa donna. Si aggrappa a lui disperata per aver perso le sue preziose sorelle, che per quanto fossero un peso per lei erano anche la sua unica famiglia. Avrebbe anche lui voluto avere qualcuno al quale potersi affidare in quei primi terribili momenti di silenzio. Le sorride e lei lo stringe forte tra le braccia ringraziandolo con il pianto nella voce. Non si era accorto di quanto buono fosse il profumo di lei, che ora porta dentro di sé ad ogni respiro. Abbraccia a sua volta quel corpo freddo quanto quello di lui, costantemente soggetto al gelo della morte. Desidera scaldarla col fuoco che ora gli brucia dentro e quando lei si avvicina al suo viso è così forte il desiderio di baciarla con passione.
Qualcosa piomba su di loro, però, separandoli. Mirko cade a faccia in giù battendo forte il naso sul pavimento e insieme al dolore lo investe anche una bolgia di voci e di grida concitate. Alza gli occhi e tutt’attorno a sé ritrova le trenta anime dannate della cui presenza si era del tutto dimenticato. ‘Sta lontano da lei!’ ripetono e la consapevolezza che gli sale al cuore gli gela il sangue nelle vene.
Si volta verso l’Emissario e si stupisce di vedere fermo in piedi tra loro Calogero, che in posizione di guardia lo sta proteggendo senza rendersi conto di stare mettendo a repentaglio la sua stessa esistenza. Diamante, infatti, ringhia furiosa e alza il braccio pronta a scagliargli una delle sue maledizioni. Mirko balza in piedi e allontana lo spirito dalla traiettoria del suo fulmine blu.
<< Ti sei svegliato finalente, Mikè! >> grida Calogero. << Meno male che ho deciso di non darti retta. Ancora un po’ e ti facevi fottere da questa puttana >>.
L’Emissario ringhia furiosa, pronta a mettere a tacere questo spirito irriverente, ma Mirko le blocca il braccio ancor prima che possa sollevarlo.
<< Ero a un passo dal possederti, Guardiano! >> esclama lei tentando di colpirlo, ma lui le blocca anche l’altro braccio.
<< Devo ammettere che me l’hai quasi fatta, Diamante, i miei complimenti. Ho, però, un’ultima domanda per te >> dice e l’Emissario guarda terrorizzata la maschera di furia che è divenuta il suo viso. << Sai cosa succede all’Ombra quando viene investita dalla luce? >>.
Il corpo di Mirko si accende di luce dorata che si espande sempre più, invadendo l’intera stanza. Il grido di dolore di Diamante riecheggia tra le pareti mentre la sua essenza si sfalda.
Con un flash accecante il bagliore si conclude riportando la penombra nella stanza. Mirko sente appena le voci euforiche delle anime dannate, ora liberate dalla rete invisibile nella quale Diamante le aveva imprigionate. Osserva apatico le sue mani nelle quali ha percepito la consistenza dell’Emissario sbriciolarsi letteralmente.
E’ questo che sono io?” si domanda confuso.
La lama che penetra con violenza nella sua schiena lo coglie di sorpresa, così come il grido disperato che l’accompagna. La sente ritrarsi e poi colpire altre volte, sollevando schizzi di sangue ogni volta che abbandona le sue carni. Solo quando la lama affonda nel suo petto Mirko afferra la mano che la brandisce e scaraventa il suo aggressore contro la parete dinanzi a sé.
Antonio cade a terra colpito dallo scontro ma troppo furioso per gettare la spugna.
<< Hai ucciso il mio angelo, maledetto >> grida sputacchiando schiuma bianca come un cane rabbioso. << Sei tu il demonio! Sei tu! >> esclama pronto a balzargli al collo.
Mirko, però, solleva appena il braccio e il vento caldo che genera questo semplice movimento sbatte nuovamente l’uomo contro la parete. Afferra, poi, il manico del pugnale che ancora affonda nella sua carne e lo sfila via. Un fiotto di sangue fuoriesce dalla ferita macchiandogli il petto e colando lento sull’addome.
<< Credevi davvero che sarebbe bastato questo a eliminarmi? >> chiede ad Antonio, che, spaventato, lo guarda avvicinarsi minaccioso.
<< Mikè, pensa bene a ciò che fai! >> lo avverte Calogero comparendo in piedi accanto al direttore dell’hotel che lo guarda stupito. << Sto fissa non può farti niente, ma rischi tu di metteriti nei guai >>.
Mirko scocca un’occhiata all’ultima vittima di questo pazzo assassino al quale non sente di dare l’attenuante di vittima a sua volta della seduzione dell’Ombra. L’ha provata sulla sua pelle solo un attimo fa, è vero, ma forse e anche per questo che ora guarda con interesse la lama del pugnale che tiene in mano lorda del suo sangue.
<< Sono stanco di accumulare cicatrici >> sussurra alzando la mano, pronto a regalare una cicatrice anche a questo piccolo uomo. Una morsa rovente gli blocca, però, il polso e rivede davanti a sé quel camion pronto a falciarlo e dal quale si è salvato per miracolo. A questo si sostituiscono gli occhi scuri di Alex che pian piano diventano opachi mentre la vita lentamente scivola via da essi. La bara di legno bianco e le sue risate irriverenti gli riempiono le orecchie. Poi gli occhi si riempiono di lacrime quando si risveglia dagli stati di trance ritrovandosi intrappolato in uno degli scherzi stupidi preparati ai suoi danni dai compagni di scuola. Le lacrime scivolano lente lungo le guance pallide mentre la profonda solitudine delle troppe ore trascorse nella sua stanza gli stringe lo stomaco e la voce di Alex non riesce a rincuorarlo come era solito fare con la sua presenza. Il sorriso di Nikky, però, giunge a riempirlo di gioia. Il loro primo bacio sul quale aveva a lungo fantasticato e la prima volta, carica di imbarazzo e desiderio. La risata di lei che pian piano lascia il posto a quell’espressione tesa e preoccupata. La voce ammaliatrice dello spirito che lo ha messo nei guai. La punizione inferta dall’Energia Universale e il silenzio, il pesante silenzio nel quale si è ritrovato, insieme al timore costante e alla brutta sensazione di essere esposto, nudo, indifeso dinanzi al male che c’è nel mondo. L’incontro con Rio. I suoi occhi verdi, acuti, attenti. Le mani roventi capaci di tirarlo fuori dai suoi stati di trance. Le sue braccia forti e quella sensazione di protezione totale che in loro ritrova e che solo Alex sapeva trasmettergli.
<< Ho sigillato tre Emissarie, mi sono arrampicato a mani nude sul fianco di un palazzo, ho perso il conto di quante volte ho rischiato la vita e ora che finalmente ti ritrovo tu che fai? Ti metti a minacciare un serial killer con un pugnale, Mik? >>.
La voce di Rio lo riporta alla realtà. Il ragazzo si volta piano verso il collega, che lo disarma liberandogli il polso dalla sua stretta rovente. Ha il volto ferito, i capelli impolverati, i vestiti sporchi e strappati in più punti, il diaspro luminescente al collo e un’espressione che non lascia spazio a repliche. Dietro di lui Marco lo osserva serio scuotendo il capo.
<< Sottiletta, non ti si può proprio lasciare da solo >> sbuffa incrociando le braccia al petto.
Mirko sorride felice di rivederli entrambi e di ritrovarli tutto sommato sani e salvi.
<<  Ti sei davvero arrampicato a mani nude fin quassù? >> chiede a Rio, che alza gli occhi al cielo.
<< Rimandiamo i dettagli a dopo, ok? >> dice passando la mano sul viso stanco. << Credo che la serata non sia ancora finita. Vediamo di darci una mossa: sono stanco e voglio andare via da qui >>.
<< Non prima che il Guardiano ci abbia aiutato a compiere la nostra vendetta >>.
Nella penombra appena scalfita dalle falci di luce lunare provenienti dalle imposte, le trenta vittime del serial killer si presentano schierate al cospetto del ragazzo tanto invocato. Un bambino fa loro da portavoce. In vita rispondeva al nome di Samuele Mosso ed è stato la prima vittima di Antonio. Il suo cadavere è stato ripescato pochi giorni fa dal peschereccio di Calogero, che ora lo guarda con tanto d’occhi.
<< Oh malanova mi avi… Samu… >> borbotta questi e il bambino rivolge le orbite oculari vuote verso di lui.
<< E’ un piacere rivederti, amico mio. Mi dispiace che anche tu sia morto per mano di quel bastardo >> ringhia, ruotando la testa verso Antonio e come lui fanno tutte le altre anime dannate.
L’Emissario vivente si alza in piedi e sistema i vestiti con un gesto automatico e nervoso. Osserva a sua volta stupito il bambino e tutti gli altri spiriti che con lo stesso odio gli rivolgono lo sguardo.
<< Chi sono… cosa sono questi? >> domanda a Calogero. Sembra non essersi reso conto sia solo lo spirito dell’uomo che per molti anni si è preso gioco di lui.
<< Come non ci riconosci? >> lo canzona Samuele, innervosito ancor di più dalla sua incredulità. << Ci hai portato qui uno per uno nel corso di tutti questi anni. Ci hai uccisi lentamente e intrappolati in questo luogo di dolore. Nell’ombra siamo rimasti per tutto questo tempo ad assistere sconvolti al tuo accanirti su una nuova preda finchè anche questa non si univa al nostro triste gruppo. Io sono stato il primo. Mi hai condotto qui con l’inganno e per un’intera notte hai giocato con la mia vita finchè non me l’hai tolta! >>.
<< Samuele Mosso! Sono felice di fare la tua conoscenza, ho sentito molto parlare di te >> lo interrompe Mirko, preoccupato dalla tensione palpabile che le sue parole stanno generando tra le vittime e in questa stanza.
<< E noi da tanto tempo aspettavamo che arrivasse qualcuno come te >> ribatte il ragazzino, accompagnato dall’eco degli assensi dei suoi compagni. << Quando abbiamo avvertito la tua presenza abbiamo messo in atto il nostro piano di vendetta nei confronti di quel bastardo che così ci ha ridotti. Vogliamo veder scorrere il suo sangue! >>.
Antonio raggela dinanzi al dito che il bambino gli sta puntando contro. Si avvicina intimorito a Calogero, l’unico del quale sembra potersi fidare in questo momento. Quella che è a conti fatti la sua ultima vittima sembra a sua volta spaventata dagli spiriti che gridano furiosi come tanti guerrieri pronti a partire all’attacco. Calogero volge lo sguardo a Mirko e sembra chiedersi quali siano le sue intenzioni.
Il guardiano si rende conto di come un attacco congiunto di tutte e trenta queste anime sarebbe deleterio per loro. Samuele ci ha tenuto a precisare di essere stato la prima vittima e di aver dovuto assistere alle torture che Antonio ha inferto a tutte le altre. È possibile che le abbia istigate all’odio nei confronti del loro carnefice, andando ad ingigantire la macchia che l’Ombra aveva già gettato in loro.
Il fatto che stia parlando a nome delle vittime è poi un chiaro segno di come sia stato eletto leader sebbene sia il più giovane. Non è detto, però, che chi dopo di lui è stato trascinato qui da Antonio sappia come davvero ha avuto inizio tutta questa folle storia e chi abbia in definitiva fatto sì che quel  bambino disperato divenisse un Emissario vivente dell’Ombra.
<< Volete che vi aiuti a compiere la vostra vendetta? >> domanda il ragazzo e per tutta risposta le anime dannate gridano eccitate. << Mi spiace, ma non è questo il mio compito >>.
Il silenzio piomba improvviso nella stanza e sui volti scarnificati e mutilati delle vittime di Antonio si disegnano espressioni di stupore.
<< Cosa vorrebbe dire questo? >> esclama Samuele esprimendo il pensiero comune.
<< Io ho il solo compito di liberarvi dalla prigionia. Non contemplo vendette, né tanto meno complotti. Antonio è un’anima fragile ed instabile che ha subìto troppa violenza. A proposito, vi siete mai chiesti chi lo abbia reso una facile preda per il polo negativo dell’Energia Universale? >> domanda loro tastando il terreno.
<< Queste cose non ci interessano! >> grida Samuele irritato.
<< Ci hai preso, Mik >> sussurra Rio compiaciuto e Mirko sorride, ancora più motivato a portare avanti il suo piano.
<< Io, invece credo che dovrebbe interessarvi, dal momento che sei stato proprio tu, Samuele, a dare il via a tutto questo. Voialtri >> dice rivolgendosi ai ventinove schierati dietro il bambino. << Se siete qui lo dovete solo al vostro piccolo, crudele e diabolico capo >>.
Le parole di Mirko portano scompiglio tra le anime, che guardano stupite il bambino. Innumerevoli domande iniziano a piovere sul capo scarnificato di Samuele, che resta in silenzio e per nulla intenzionato a rispondere in alcun modo. Le sue orbite oculari vuote fissano Mirko, che percepisce l’ira gonfiare sempre più il petto da troppo tempo immobile del diabolico bambino.
<< Silenzio! >>  grida Samuele al quale basta questa sola parola per zittirli all’istante. << Io non posso credere che davvero stiate cadendo nella sua trappola. Io vi ho aiutati ad adeguarvi a questa nuova esistenza. Io vi ho rincuorato tutte le volte che Antonio tornava qui e ricominciava le sue pratiche barbare. Io ho ideato questo piano per sbarazzarci di lui e poter essere liberi. L’unica mia colpa è stata quella di riporre la mia fiducia in questo Guardiano di Luce alle prime armi! >> grida Samuele, guardando con le sue orbite vuote i compagni irrequieti. << Se tu non puoi aiutarci allora non ci servi! Ci prenderemo da soli la nostra vendetta >>.
<< E poi che farete? Una volta che avrete ucciso Antonio che ne sarà di voi? >>.
<< Saremo liberi! Solo la vendetta potrà liberarci dalla nostra condizione >> risponde Samuele tra i denti.
<< No, ti sbagli. Non è la vendetta la chiave di volta per fare il salto >>.
<< E qual è allora? >> lo sfida il bambino arrogante.
<< Il perdono >>.
Le anime dannate restano stupite delle sue parole. Si guardano l’un l’altra volgendo poi lo sguardo al loro leader che dopo quel lungo attimo di silenzio esplode in una fragorosa risata.
<< Questa sì che è bella! Tu vorresti che noi perdonassimo chi ci ha ridotti così? >> chiede prendendosi gioco di lui.
<< La Luce dell’Energia Universale vuole che chiediate perdono per il male che avete fatto in vita >> specifica, annuendo in risposta. << Antonio non doveva accanirsi su di voi con brutalità e mi spiace che abbiate sofferto e che siate rimaste imprigionate qui per tutti questi anni. Siete stati, però, tutt’altro che delle brave persone! >>.
<< Io non devo chiedere perdono a nessuno e non sarai tu ad impedirmi di ottenere vendetta >> grida Samuele, furioso. << Io voglio vendetta! >> grida e buona parte dei suoi compagni si uniscono al suo grido lui.
<< Prendi Antonio, presto! >> grida Mirko a Rio, lanciando una saetta dorata che fa balzare all’indietro le anime dannate alla carica. Afferra poi un calcinaccio e traccia un cerchio tutt’attorno a Rio e ad Antonio.
<< Che succede? Chi sono quelli? >> chiede questi terrorizzato alla vista delle anime dannate che ripartono all’attacco, scontrandosi con la barriera luminosa che li rispedisce indietro.
<< Possibile che tu non lo abbia capito? Quelle sono le anime delle persone che hai ucciso in questi anni, Antonio >> gli dice Rio.
<< No, non è possibile! Loro sono in paradiso adesso. Io le ho uccise per liberarle dal demonio che aveva macchiato le loro anime >> insiste l’uomo confuso.
<< Tu ti si solo fatto pigliare po culo da sta fimmina >> ribatte Calogero.
<< Smettetela con queste chiacchiere! >> esclama loro Mirko, teso. << Samuele ragiona! Se porrete fine alla vita del vostro carnefice non lascerete questo posto, ma diventerete schiave dell’Ombra per l’eternità! >>.
<< Io non ti credo, Guardiano! Tu vuoi solo impedirci di avere ciò che ci spetta di diritto! >> grida Samuele, che ha riportato dalla sua parte le altre anime senza alcuno sforzo. Mirko decide di rivolgersi a loro, nella speranza di poter indebolire il potere persuasivo di questo bambino.
<< Ascoltatemi, anime dannate! Quello che avete eletto vostro leader vi porterà alla dannazione eterna se non iniziate a ragionare con le vostre teste e a capire che non ho alcun interesse se non quello di aiutarvi! >>.
Le sue parole, però, cadono nel vuoto. Non una delle vittime di Antonio ascolta la sua preghiera e tutte insieme attacano la barriera decise a farla crollare e sfogare la loro furia sul loro carnefice.
“Sono troppi, maledizione!” pensa il Guardiano, iniziando a sentire il peso dei continui e incessanti attacchi che gli portano via molte energie.
<< La situazione non mi piace per nulla >> dice Rio preoccupato alle sue spalle. << Non potrai resistere in eterno. Non hai un piano B? >> gli chiede, abbacinato dai continui bagliori della barriera.
<< Ne avrei uno, ma… >>.
<< Lascia perdere i ‘ma’ e sputa il rospo >> grida il giornalista, spaventato da un lampo più acceso degli altri.
<< Gli specchietti >> dice Mirko affannato. << Se riuscissi a posizionarne uno per ogni angolo della stanza potrei intrappolarli in una barriera ed esorcizzarli >>.
<< E devi proprio essere tu a piazzare questi specchietti? >>.
<< Toglitelo dalla testa, Liber! Quei bastardi potrebbero uccidere anche te >> si intromette Marco al quale il Guardiano non può dare torto.
<< Ci farebbero fuori tutti e tre comunque se restassimo qui immobili ad aspettare che Mirko si scarichi del tutto! >> ribatte a tono al fratello. << Io ho ancora l’energia che mi ha trasmesso Ylenia, quindi smettiamola con i melodrammi e dammi questi specchietti! >>.
Mirko incontra lo sguardo furioso del custode e spera davvero che tutto possa andare bene, perché di subire le sue ire non ne ha per nulla voglia. Rio, però, ha ragione: non possono continuare a restare immobili a subire questi attacchi.
<< E sia! >> esclama, tirando fuori dalla tasca dei jeans la saccoccia di velluto nero dalla quale preleva quattro specchietti. << Prendili e fa come ti ho detto.  Ti prego, non farti ammazzare! >>.
<< Ci proverò. E tu resta qui e non ti muovere! >> intima ad Antonio che lo guarda esterrefatto. << Se non l’hai capito è la tua testa quella che vogliono! >> aggiunge, prima di liberarlo dalla sua stretta e abbandonare la barriera.
   
 
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