Storie originali > Generale
Segui la storia  |       
Autore: Corydona    03/05/2021    1 recensioni
Alla vigilia delle Olimpiadi a Roma, gli allenatori delle nazionali di calcio erano stati molto chiari: niente relazioni tra la squadra maschile e quella femminile. Per molti non era stato un problema accettare l’imposizione; ma non per Serena Villa, che si ritrova ai Giochi insieme al suo ragazzo, un calciatore dell’under23, con cui ha una storia che tiene segreta persino alla sua migliore amica e compagna di squadra.
Inoltre, sta pensando di lasciare la Roma, squadra per cui gioca e in cui è cresciuta, se si dovesse presentare quell’offerta in cui da quando ha iniziato a giocare. La vetrina internazionale la può porre sotto i riflettori e magari può attirare proprio quel club che sogna e per cui tifa sin da bambina.
Riuscirà a disputare una buona Olimpiade, o le sue questioni personali avranno la meglio?
Genere: Introspettivo, Romantico, Sportivo | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
 <<  
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A

 

Appena tornate a Casa Italia, la prima cosa che faccio è chiedere alla Mari di vederci. Che significava quell'"ho appena scoperto cosa voleva Musella da te" detto così, al volo, in un momento in cui davvero c'era il rischio che qualcuno sentisse? Era proprio necessario dirmelo ora? L'ha scoperto durante la partita? Ha i poteri magici?

Mi sciacquo il viso per allontanare il caldo e la tensione, poi scrivo di corsa a Lorenzo spiegandogli che ho una cosa urgente da fare.

Forse davvero Marisa Cicero possiede capacità inaccessibili al resto dell'umanità.

"D'accordo, amore" è la risposta del mio ragazzo. Leggo salutando Bice con un cenno distratto e butto fuori un sospiro profondo, lanciando un'occhiata alla porta. Lei esce di soppiatto, correndo il rischio che la zia la becchi mentre si aggira nei corridoi.

Bice è una ragazza a posto, mi dispiacerebbe se finisse nei casini, anche se qualcosa mi dice che ci finirà davvero...

Il telefono mi vibra tra le mani e subito lo schermo si illumina. Marisa.

"Sere, sono qui in corridoio."

Afferro le chiavi della camera con uno scatto felino, del tutto impensabile considerando l'ora tarda e la fatica della partita. È andata davvero bene, non posso negarmi di essere parecchio soddisfatta di come è andata, di come ho giocato... di come ho segnato. Ho fatto due gol allo Stadio Olimpico, stento ancora a crederci.

Sorrido imbambolata uscendo dalla stanza, ma subito torno seria: c'è qualcosa nello sguardo della Mari che mi fa salire l'ansia.

«Entro da te?» mi chiede in un sussurro. «Bice è uscita... magari è andata a fare nottata con Alice e Chiara, ne stavano parlando in pullman...»

Scuoto la testa. Se a Lorenzo gli venisse in mente di bussare credendo che io sia sola, il nostro segreto andrebbe a farsi un giro sulla Togliatti. Marisa non ci metterebbe neanche due secondi a diffondere una notizia del genere. E io rischierei grosso.

«Potrebbe tornare... scendiamo giù, alle sale svago» rispondo. Spero che a quest'ora davvero non ci sia nessuno... anche perché oggi è stato il primo giorno ufficiale di Olimpiade, quindi dovranno essere tutti concentrati sulle competizioni. Be', tutti o quasi.

Il mio pensiero corre a Fiamma Salieri e alla sua botta al trampolino. Porella, ha già finito l'Olimpiade e l'ha finita in quel modo...

In silenzio e cercando di non fare rumore, raggiungiamo il piano terra e ci dirigiamo insieme verso una delle sale svago. La più vicina è quella con i tavolini dei biliardino, che troviamo vuota. Mi siedo su una delle poltroncine, mentre la Mari inizia a camminare nervosamente per la stanza.

Sospiro. Non sono per niente tranquilla nel vederla tanto agitata: non è da Marisa agitarsi, non si agiterebbe mai se fosse una stupidaggine qualsiasi. Soprattutto per le questioni di cuore: le prende sempre alla leggera, considerando le relazioni qualcosa di destinato a durare finché una delle due parti non si stufa dell'altra. Ma perché mai dovrebbe essere preoccupata per Musella? Non era con lei ci stava provando!

«Ho parlato con Mirko» dice a un certo punto, fermandosi.

Mirko Morana. Anche lui è nella Juve, di sicuro la Mari ha scelto di parlare con lui perché si fida e perché lo conosce.

«E che ti ha detto?»

«Be'... diciamo che quella sera Musella voleva solo parlarti all'orecchio e basta» risponde lei, prima tentennando, poi pronunciando la frase tutta d'un fiato. «Non credeva che sembrava che ci stesse provando!»

«Però è proprio quello che p...» freno la lingua, prima di farmi sfuggire qualcosa di troppo davanti alla regina del gossip. "Era proprio quello che pensava Lorenzo" concludo tra me, mentre a voce mi correggo: «Era proprio quello che pareva a tutti, anche a te!».

Il che, poi, non è così lontano dalla verità.

«Posso sbagliarmi, persino se si tratta di cose del genere!»

Vorrei ridere, ma proprio non ci riesco. Marisa è la regina del gossip, non può capire una cosa per un'altra, perché le sue antenne captano tutto ancora prima che accada. E lo sguardo che aveva Paolo quella sera, la delusione quando io mi sono scostata... è qualcosa che proprio non riesco a cancellare dalla mia memoria. E vorrei, eccome se vorrei.

«Mari, non puoi sbagliare. Non su questo.»

Lei ricomincia a camminare su e giù per la stanza, nervosa. Che accidenti le prende?

«Fidati, so cosa mi ha detto Mirko. Lui non voleva provarci con te... voleva solo parlare con te!»

«Non pensi che parlare sia la prima cosa da fare per approcciare una ragazza?» le chiedo, retorica.

«No, perché lui voleva parlare di Prisca!»

Cosa? Prisca?

«Certo, molto credibile» commento, ironica. «Non è che magari Paolo ha detto una cazzata a Morana? Sapevano che tu avresti indagato, si tratta pur sempre di te!»

«No, Mirko non ha parlato direttamente con Paolo... lo ha fatto con Gabriele, sai, Rostagno.»

Sospiro. Anche loro sono un circolo di cucito non male.

Mi porto le mani al volto, con gli indici a tamburellarmi sulle tempie. Non so quanto dar credito a questa scemenza. Paolo con Prisca... ma su, si vede che c'è Cristian Giulianova che con lei ha molta più sintonia!

Accidenti, non avevo mai pensato a Prisca e Cristian in questo modo...

«Quindi dovremmo crederci?» chiedo alla regista della Juve.

«Io ci crederei. Il motivo per cui MIrko o Gabriele debbano inventarsi una cagata del genere sinceramente non lo trovo.»

Marisa si siede su un tavolino da ping pong lasciato aperto.

«Partitella?» le propongo. Non mi sento stanca, ho bisogno di scaricare l'adrenalina, almeno per un po'.

«Perché no» dice lei, senza una vera intonazione, quasi senza entusiasmo. Forse non sono l'unica a dovermi sfogare.

In un mobiletto della sala sono conservate racchette e palline, che Marisa tira fuori.

«Giochiamo con il punteggio?» mi chiede.

«Altrimenti che senso ha?» rispondo ridendo.

«Okay, ma inizio io.»

Scrollo le spalle. Per me fa lo stesso. Non penso che una partita all'una di notte tra di noi sia come la finale olimpica.

«Pensa, i giocatori di ping-pong che nelle sale svago si ritrovano i tavolini» commenta la Mari, pronta in battuta.

«Be', è positivo che non li abbiano sfasciati» ribatto. «Prisca lo avrebbe fatto.»

Ogni tanto ci rilassa non giocare a calcio, dedicarsi a qualcosa di completamente diverso... per questo a volte io e la mia migliore amica nel corso degli anni abbiamo passato almeno un pomeriggio a settimana occupate in qualcosa che non c'entrasse completamente niente con il nostro lavoro.

A sedici anni per noi era già un lavoro, eravamo entrate nell'ottica di arrivare ad alti livelli, insieme non vedevamo altro che il nostro obiettivo. Per Prisca era un lavoro forse da prima di quel provino; lei non ha mai pensato ad altro che non fosse giocare a calcio.

Qualche volta abbiamo anche giocato a ping-pong, e lei mi ha battuta parecchie volte, ma le ho sempre dato filo da torcere. Quelli con la Mari mi sembrano scambi elementari, al confronto delle sassate che lancia la mia migliore amica.

Faccio rimbalzare la pallina sul tavolino, prima di lanciarla in alto e colpirla con la racchetta.

«Comunque, penso che Prisca non darebbe mai neanche una chance a Paolo» commenta Marisa dopo qualche altro scambio in silenzio.

«Lo penso anche io» le rispondo.

Lei posa racchetta e pallina. «Quando le ho detto che io e Fabio andiamo a convivere mi ha guardata malissimo. Tra tutte le reazioni che ci sono state alla notizia, la sua è stata la peggiore: pensavo che fosse felice per me.»

«Prisca è abbastanza disillusa» le spiego. «Certo che è contenta per te, ma andare a convivere è un grosso passo in avanti... più le relazioni evolvono e più si ha da perdere.»

«Quindi lei ha perso...» sospira la Mari, intristita. «Non me lo immaginavo...»

Scrollo le spalle. La verità, secondo me, è che Prisca è stata persa. Forse da tutto il genere maschile, visto che non le importa più di avere nessuna relazione. Si concentra solo sulla carriera, perché è di quello che le importa.

«Pensa che sua nonna non le chiede mai del lavoro ma sempre del fidanzato... Non ti dico con quanta gioia va ai pranzi di famiglia.»

«Che mentalità del cavolo» commenta Marisa. «Se lei non vuole una relazione, ha tutto il diritto di fare come meglio crede. Se io non avessi Fabio, la mia vita sarebbe diversa, ma solo perché stiamo insieme da così tanto tempo che chissà che mi sarebbe successo... Poi, detto tra noi due, Prisca secondo me diventerà una delle più forti al mondo. Alle bambine che la vedranno giocare che gli frega se è fidanzata, sposata o che altro?»

Sorrido. Sono pienamente d'accordo.

«Non conosco così bene Paolo da sapere come la pensi» le dico. «Spero che capisca che lei vuole essere lasciata in pace.»

La regista della Juve tamburella con le unghie sul tavolino. «A essere sincera non lo so. C'è anche da tenere conto che una donna indipendente attira parecchio... è come se fosse inarrivabile, quindi riuscire a conquistarla per gli uomini è più appagante.»

Sbuffo, senza aggiungere altro. Direi una delle solite cose, che non siamo oggetti da "conquista", che siamo noi a dover scegliere cosa fare della nostra vita, che se prendiamo decisioni abbiamo tutto il diritto che queste vengano rispettate.

«Che massa di coglioni» butto fuori, invece di mantenere il silenzio.

«Già» concorda lei. «Comincio ad avere sonno, risaliamo?»

Annuisco. Insieme arriviamo agli ascensori, ora mi sento troppo stanca per fare i tre piani di scale. In effetti la giornata è iniziata presto ed è finita tardi, solo l'adrenalina della partita e di quello che è successo mi ha tenuta sveglia tanto a lungo. Quando sbuchiamo al nostro piano, però, vedo una scena che mi fa salire il cuore in gola.

Lorenzo sta per imboccare il corridoio che porta alle nostre camere. I nostri sguardi si incontrano, e lui in un secondo tempo nota che c'è anche la Mari insieme a me.

«Ah, ecco perché era occupato» commenta lui, accennando all'ascensore. «Volevo prendere un po' di aria.»

«Non riesci a dormire?» gli chiede Marisa. Il suo tono è sereno, ma io so che sta solo cercando di fiutare se il mio ragazzo nasconde qualcosa.

«Eh, no...» risponde lui grattandosi la nuca. «Forse un po' di aria fresca mi aiuta.»

Per fortuna è riuscito a improvvisare e a svicolare così. Se fossimo arrivate pochi secondi dopo, la regista azzurra lo avrebbe trovato davanti alla mia camera; e lì sarebbe stato molto più complicato fare finta di niente.

«Be', allora buonanotte» gli dico, indifferente.

«'Notte, ragazze» risponde lui, gentile, sparendo dietro le porte dell'ascensore.

Proseguo fino alla mia camera, lasciando Marisa in quella che condivide con Prisca, sicuramente già addormentata con il pallone della partita che tiene vicino a sé nel letto. Non ho neanche bisogno di vederla, per sapere che lo sta facendo.

"È un simbolo, Seré, e che ti piaccia o no, nel nostro sport contano quasi più di tutto il resto" mi ha detto una volta. Forse ha ragione, ma sono troppo stanca per starci a pensare.

 

*Angolino autrice*

Scusatemi per l'assenza, ma sono stati giorni frenetici (e molto belli) fuori dalla piattaforma. Cercherò di essere puntuale, tanto i prossimi capitoli sono già pronti^^
Buona lettura e buona domenica!
Cory.

 

   
 
Leggi le 1 recensioni
Segui la storia  |        |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Capitoli:
 <<  
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Generale / Vai alla pagina dell'autore: Corydona