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Autore: Woody Lee    18/05/2021    2 recensioni
Tra tutte le orribili cose che questo mondo offriva, a Sandie, molto probabilmente, capitò forse la peggiore.
Essendo da sola, la giovane ragazza doveva contare sul suo intuito e avere il sangue freddo. Non poteva abbassare la guardia o chissà cosa le sarebbe capitato.
Genere: Dark, Sovrannaturale, Suspence | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: Incompiuta
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Perché piangi?”

Sandie alzò la testa ma non vide nessuno. Rimase in silenzio. 

Se l’era immaginato? No, troppo reale quella voce per essere creata dalla sua mente. Girò lo sguardo a destra e a sinistra. C’era solo lei in camera sua. I poster dei suoi cantanti preferiti la guardavano sorridenti, palesemente finti, troppo belli per essere veri.

Si asciugò le lacrime e si alzò dal letto. Sandie era come te. Persa nell’adolescenza e nelle idee di ogni liceale sognatore. Perché piangeva? Era insicura della risposta, pensò di volersi sfogare un po’.

Si avvicinò alla finestra e diede un occhiata alla strada: buia e silenziosa. Piroettò e rimase ad osservare la sua stanza. Niente si muoveva, niente parlava.

Qui

Trattenne il respiro. Sentiva il sangue pulsare nelle vene. 

“Chi c’è?” Era sicura di non essere da sola, non poteva essere la sua immaginazione. 

Silenzio. Tirò un lungo sospiro, si sedette sul letto e si guardò le ginocchia. Non aveva paura, pensò a suo padre che combatteva in Medio Oriente e a come si potesse sentire in quel momento. Non lo vedeva da ormai tre mesi. Il coraggio non le mancava e in un certo senso si era sempre sentita speciale, come le diceva sempre il suo vecchio.

Un ombra si avvicinava quasi impercettibilmente dalla porta d’ingresso di camera sua. L’unica fonte di luce era la luna, splendente in una notte oscura. La coda del suo occhio sinistro captò quel movimento. 

Non si mosse. Ne girò lo sguardo. Le sue mani poggiate sulle gambe tremavano. Non aveva paura, se lo ripeteva nella testa. Doveva convincersi che tutto era normale, niente sarebbe accaduto se si sarebbe calmata.

L’ombra riapparì ai piedi del letto. Ecco la sua prova. Sandie chiuse gli occhi.

“Non avvicinarti!” Disse. Inspirò dal naso.

Silenzio. 

“Non sei il benvenuto qui!” disse con lo stesso tono imperativo. “Vattene!” Concluse.

Rimase attenta. Riconobbe quel silenzio. Era palese la presenza di qualcun altro oltre a lei. Per pochi secondi, ascoltò attentamente quel respiro debole nel suo orecchio. 

“Ti ho detto di andartene” ripetè. La sua voce era quasi impercettibile. 

Non posso

“Cosa vuoi?” Era una voce maschile. Ne era sicura. 

Continuava a tenere gli occhi chiusi. Non rispose.

“Vuoi farmi male?”

No

“Sei morto?”

Ci fu una pausa.

Si

Sandie inspirò di nuovo. Doveva restare calma, non mostrare alcun segno di esitazione o sgomento, sapeva cosa fare?

“Posso vederti?” 

Si

Sapeva di avere sangue freddo, proprio come suo padre. Un pregio che, in quegli attimi, le sarebbe stato d’aiuto. 

Alzò la testa e aprì gli occhi. Alla sua sinistra si mostrava quella presenza. 

Un vecchio era seduto accanto a lei. Era nudo. La sua pelle presentava chiazze nere, bolle e sangue un po’ dappertutto. Lo vide negli occhi, neri come una foresta di notte, spenti come un falò al mattino. 

A quella vista, le venne la pelle d’oca su tutta la superficie del suo corpo. Strinse i pugni.

“Come ti chiami”

Ma il vecchio non rispose. Si limitava a guardarla, seguito dal suo respiro rotto, affaticato, morente. Le battevano i denti dal freddo pungente che provava, una sensazione del genere l’ha provata solo poche volte nella sua vita.

Ti devo portare via

Sandie aprì la bocca ma non uscì niente. 

Devi venire con me

“No!” Rispose guardando a terra poi gli rivolse lo sguardo.

 

Il vecchio si alzò dal letto, in piedi davanti a lei, con molta fatica. 

Manderà qualcun altro. 

“Chi?” Tremava da capo a piedi. Non le rispose. Si allontanò da lei in direzione della porta, esattamente come entrò.

Sandie si alzò in piedi e gli urlò: “non ho paura dei morti. Niente di questo è reale!”

Il vecchio si girò un ultima volta verso la ragazza.

Morirai anche tu. Se non oggi, domani. Se non domani, un altro giorno. Lui verrà a prenderti, sei di sua proprietà.

“Ma di chi cazzo stai parlando?” Gli urlò di nuovo.

Il vecchio alzò il braccio, puntando il dito verso Sandie. Infine lo spostò leggermente verso sinistra, indicando la finestra. La ragazza si girò e vide ciò che non doveva vedere, l’unica cosa che avrebbe voluto non sapere. Lanciò un grido soffocato. Si era promessa di non avere paura, ma ormai era terrorizzata, segnata a vita. Quello che vide rimarrà impresso nelle retine dei suoi occhi, nei suoi ricordi e nei suoi incubi, per sempre.

Il vecchio si dileguò nell’oscurità, sparendo nel nulla. Sandie provò un forte mal di testa e le venne la nausea. Vomitò su tutto il tappeto, il bruciore alla gola le fece male. Alzò la testa verso la finestra e quella cosa non c’era più, proprio come il vecchio. 

Pianse a dirotto per tutta la notte, questa volta, un motivo c’è l’aveva.

 

 

 

  
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