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Autore: pokas    18/05/2021    3 recensioni
Riuscirà una piccola bambina ad imparare una grande lezione? Speriamo di si, ha solo sette tentativi per prendere la giusta decisione.
Genere: Generale | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
- Questa storia fa parte della serie 'l'aiuola dei più piccoli'
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Emma era una ragazzina viziata, la classica figlia unica di una famiglia ricca ma distaccata. Spesso giocava nel suo grande giardino, inseguiva le farfalle, annusava i fiori, ma quel giorno di primavera, nel bel mezzo delle sue rose rosse, ne trovò una diversa.
Questa rosa aveva solo sette petali, delicati e lisci, ognuno di loro aveva un colore diverso, come un arcobaleno.
Emma raccolse la rosa e non appena lo stelo si staccò, una voce fuoriuscì dal fiore e disse: "ciao Emma, sono lieto di esserti d'aiuto. Io sono il fiore arcobaleno e posso esaudire sette desideri, ti basterà strappare un petalo e lanciarlo al vento dicendo fiore fiore arcobaleno io desidero… e poi dire cosa vorresti".
La bambina non se lo fece ripetere, strappò il petalo rosso e chiudendo gli occhi disse: "fiore fiore arcobaleno io desidero… un panino", il petalo volò in alto e dal cielo piombò un bel panino al prosciutto e formaggio, il preferito di Emma.
La bambina ne fu entusiasta e assaporando il panino pensò a cos'altro chiedere al fiore.
 
Quella giornata di primavera non era ventosa, e nonostante fosse nel suo giardino, non trovò un'ombra abbastanza grande dove ripararsi dal sole, prese dunque il petalo arancione e lanciandolo in aria disse: "fiore fiore arcobaleno io desidero… stare in un bel posto freddo" e subito il petalo volò via in una folata gelida, Emma non ebbe tempo di accorgersene che si ritrovò in mezzo alla neve.
 
Con il suo vestitino a fiori e la maglietta a mezze maniche la piccola sentiva molto freddo, con una mano tremante prese il petalo giallo e lanciandolo non così tanto in alto disse: "fiore fiore arcobaleno io desidero… stare in un posto caldissimo".
Ancora una volta il petalo volò via con una folata di vento che divenne calda. Emma si sentì molto meglio ma il tepore divenne caldo insopportabile, infatti il petalo l'aveva portata nel bel mezzo del deserto.
 
Stanca di viaggiare Emma prese il petalo verde, lo strappò e lo lanciò in aria dicendo: "fiore fiore arcobaleno io desidero… tornare a casa" e subito il petalo la riportò nel suo giardino.
 
 Con ancora il caldo addosso Emma strappò il petalo celeste e lo lanciò in aria dicendo: "fiore fiore arcobaleno io desidero… un bel bicchiere di the freddo".
Il petalo cadde sul tavolino e fece comparire un bicchierone di the alla pesca. Emma se lo scolò contenta e decise di andare a giocare col cane Pearl.
 
Il cane si trovava dall'altra parte del giardino, lo inseguì e lo trovò a rosicchiare la sua barbie preferita.
"No Pearl! Cattiva!" disse Emma recuperando ciò che ne rimaneva, era talmente malconcia che avrebbe divertito solo il cane.
Emma presa dallo sconforto strappò il petalo blu e disse: "fiore fiore arcobaleno io desidero… un'altra barbie come quella che mi ha rotto Pearl". Il petalo volò e quando le cadde tra le mani si trasformò in una nuova barbie dai capelli lucenti.
 
Distratta dal nuovo giocattolo non vide il figlio del giardiniere che la fissava "hey, cosa hai fatto prima? Era magia, vero?" chiese entusiasta
"non sono fatti tuoi" rispose la bambina senza nemmeno guardarlo, poi girò lo sguardo verso il ragazzo e vide che aveva un braccio ingessato e chiese: "cosa ti è successo?"
"sono caduto dalla scala mentre aiutavo papà nel vostro giardino. Guarirà tra molto tempo e non potrò aiutare più mio padre… lavora tanto per farmi stare bene, ma non può mai giocare con me" disse il ragazzo abbassando la testa dispiaciuto.
 
Emma guardò l'ultimo petalo che le rimaneva, avrebbe potuto usarlo per desiderare che i genitori giocassero un po' con lei, poi guardò il ragazzo e il suo gesso "se vuoi puoi giocare con me" disse Emma
"ma il mio braccio?" chiese il ragazzo
"ci penso io" rispose la bambina.
 
 Emma prese l'ultimo petalo, quello viola, lo lanciò in aria e disse: "fiore fiore arcobaleno io desidero… che il mio nuovo amico guarisca così da giocare insieme". Il petalo volò in alto e poi cadde sul gesso del ragazzo, dopo qualche secondo il gesso scomparve.
 
Quel giorno caldo di primavera Emma scoprì cosa era la gentilezza e venne ricompensata con il dono più grande di tutti: non fu mai più sola.


ANGOLO DELL' AUTORE
Buonsalve gente, qui è Pok che scrive.
Questa storiella risale ai miei ricordi d'infanzia, ero nel mio paese d'origine e qualcuno me la raccontò, se l'avete già sentita fatemelo sapere che su internet non l'ho mai trovata.
   
 
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