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Autore: IlViaggiatore    25/05/2021    2 recensioni
Un'antica tradizione e una moderna vendetta si intrecceranno in una gelida notte d'inverno.
Perché i roghi non si sono mai spenti, hanno solo cambiato il modo di bruciare.
Genere: Dark, Sovrannaturale | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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                                                                           LA GIUBIANA



Cammina fra la folla, ma, per una volta, nessuno fa caso a lui: c’è la fiera, ossia una delle poche occasioni per divertirsi, in quel sonnolento borgo. L’atmosfera profuma di salamini e zucchero filato. La gente, sia bambini che adulti, le guance arrossate dal gelo di fine gennaio, stringe fra le mani guantate bicchieri di tè e cartocci di patatine. Il cielo non potrebbe essere più calmo, buio, liscio, l'aria immobile è una lama di ghiaccio. Un gruppo di ragazzi si affolla davanti alla macchina per misurare la forza, di quelle che spopolano nei Luna Park, uno di loro fa scattare il braccio, le nocche incontrano il punchingball, i numeri, di una fredda fosforescenza cominciano a correre a più non posso. Quello esulta e i suoi amici lo applaudono. Sì, i suoi pugni sono davvero forti e lui lo può confermare: l’aveva provato sulla sua pelle, ma non gli avevano creduto. I nostri ragazzi non fanno queste cose e se le fanno non importa, vedi di non scoperchiare certi vasi.


Ma quella volta non ci sono sguardi di biasimo e sussurri velenosi. C’ è la fiera, a tutti importa solo di quello. Non a lui: lui è lì soltanto perché vuole vedere ciò che si prova ad osservare gli ultimi minuti di vita di una persona. E si era rivelato scientificamente interessante, in effetti.


Si era chiesto se avrebbe captato dell’ansia in loro, una specie di arcano, brutto presentimento, ma nulla. Sono tutti beatamente ignari.


La musica, d’un tratto si spegne. Lui sale sul marciapiede, le mani in tasca. Arriva la strega. O forse era una spia? Probabilmente meno di dieci persone sanno il motivo per cui si trovano lì e ad ancora meno interessa.


I tamburi risuonano, sempre più vicini. Il corteo parte dal centro e percorre tutto il paese, fino a giungere nella piazza principale. Il rumore sordo gli rimbalza nello stomaco. Li vede arrivare, infagottati e sorridenti. I suoi vicini, i suoi compaesani, con gli occhi brillanti alla luce dei lampioni. Sono nel loro elemento, pensa. Peccato che non ci sia qualcuno in carne ed ossa su quel palo! Oh, come vorrebbero riaccendere i fuochi, come li rimpiangono! Ma non ne hanno bisogno: è noto che i roghi non si sono mai spenti, hanno solo cambiato modo di bruciare.


Vede il fantoccio, un sorriso di paglia e sterpi che si allarga sul viso butterato. Se cade a destra il raccolto sarà abbondante. No, forse era il contrario, non lo ricorda. Forse si trattava del fuoco: se prende subito sarà una buona annata e viceversa.


Una fiaccola si avvicina, nel silenzio generale. Il fuoco divampa. Nessuno sa il perché è lì. Tranne lui. Lui si è informato.


Pagherete tutti.” dice la donna, tossendo per il fumo.”Potranno volerci due, dieci, mille anni, ma arriverà qualcuno con particolari capacità, qualcuno che metterete alla gogna ingiustamente! E allora le vendette del passato e del presente si uniranno contro di voi! Vi tornerà tutto indietro!”


Alza la mano. Sorride, mentre la chiude a pugno. È di spalle, ma non ha bisogno di vedere per sapere cosa sta per succedere. Non ha bisogno di vedere il fuoco che prende vita, le lingue ardenti che si accartocciano come quelle di un branco di cobra. E scattano. Non ha bisogno di vedere lo tsunami di fuoco che si abbatte sul pubblico. Non ha bisogno di vedere il tutto che torna indietro.


Non vede, ma sente. Ode le urla che salgono al cielo freddo. Non credeva che degli esseri umani potessero emettere strida simili, sembravano quelle di un maiale mentre veniva macellato. A tal proposito si domanda se quell’odore che comincia a diffondersi sia quello dei salamini o della carne bruciata.


Non fa più molta differenza, in effetti, si risponde.


E una risata sottile, fredda, crudele, prorompe dalla sua gola.






Ciò che è avvenuto durante la tradizionale serata della Giubiana è stato una catastrofe inenarrabile.


Cinquanta morti, centinaia di ustionati, alcuni gravissimi. Ancora non si è riusciti a spiegare come il fuoco si sia propagato in modo così incontrollabile, dato che non c’era nemmeno un filo di vento. Molti dei sopravvissuti, certamente sotto shock, hanno parlato di “fiamme che hanno cominciato a muoversi da sole” e di un volto ghignante apparso fra le volute di fumo. Le indagini sono appena all’inizio.


E passiamo alla politica. Oggi il premier si è recato ...





N. d. a

Salve! Lo so, come prima storia è abbastanza penosa, a dire la verità, ma da qualche parte bisogna pur cominciare, giusto?

Per capire meglio il contesto vi lascio un link che spiega bene cosa sia la Giubiana   Giubiana - Wikipedia


 
   
 
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