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Autore: pattydcm    01/06/2021    0 recensioni
È difficile mantenere un segreto quando si è obbligati a vivere a stretto contatto per un lungo periodo di tempo. Un’identità fittizia se smascherata può mettere a rischio un’intera operazione. Cosa accade, invece, se a essere scoperto è un grande potere?
Fox, giornalista investigativo sotto copertura lo scoprirà a sue spese quando gli verrà assegnato il praticante Mirko Neigo come assistente. Incontro che non cambierà solo il suo punto di vista sul mondo, ma che lo renderà protagonista di una serie di strane disavventure in bilico tra il paranormale e il surreale durante le quali si troverà a vestire gli scomodi panni di guida vivente di un guardiano di anime.
Genere: Introspettivo, Mistero, Sovrannaturale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Slash
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti, Tematiche delicate
Capitoli:
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! ATTENZIONE ! 
Ho modificato il capitolo precedente e di conseguenza questo parte da presupposti diversi. Per evitare il senso di straniamento, quindi, vi consiglio di rileggere l'altro prima di avventurarvi in questo. 
Buona lettura
Patty

 
Fox batte meccanicamente la mano sulla spalla di Selvaggia, scossa da singhiozzi violenti. La sua attenzione si è distolta da lei nel momento in cui Mirko ha deciso di salire quella maledetta scala per andare ad ‘evitare che quell’idiota vanifichi tutti i nostri sforzi’.
Avrebbe volentieri mollato lì la ragazza per seguirlo, ma lui gli ha più volte detto che Antonio è innocuo ormai, grazie al perdono ricevuto dalle sue vittime. Fox ha storto il naso dinanzi alla possibilità di una redenzione così repentina, ma Alex non ha mosso alcuna obiezione e ha quindi accettato di restare lì.
In fondo è il bambino la vera guida del Guardiano, colui che è in grado di capire se rischi o meno di essere in pericolo. Fox può fare affidamento solo sul suo diaspro, che ora sente fresco al tatto. Nel momento in cui anche Calogero ha spiccato il salto Ylenia è tornata dentro la piccola pietra e quindi al suo corpo. Non hanno neppure avuto la possibilità di salutarsi.
Forse è l’assenza di questa versione luminescente della sua collega a renderlo così nervoso. Oppure lo scoprire quanto si sentisse più sicuro con lei accanto. Sì, forse è questo a preoccuparlo più di ogni altra cosa.
“Come lo giustifico quel bacio?” si chiede mordendo il labbro inferiore. Trema già all’idaea del silenzio imbarazzato nel quale si ritroveranno entrambi durante l’appuntamento che si sono ripromessi di fissare.
<< Non credo sia il momento più adatto per pensare a lei, Liber. Questa situazione non mi piace per niente >> gli dice Marco, del quale è tornato a percepire solo la voce.
Se suo fratello è preoccupato allora non può essere solo l’assenza di Ylenia ad averlo lasciato scoperto e quindi inquieto. C’è davvero qualcosa che non va e questo lo porta a volgere nuovamente lo sguardo verso la porticina che da sul terrazzo.
<< Cosa succederà adesso? >> gli domanda Selvaggia strappandolo ai suoi pensieri.
<< La polizia sarà qui a breve insieme al sindaco. Porteranno via Antonio e noi passeremo la notte in commissariato a rilasciare le nostre deposizioni su quanto è successo >>.
La ragazza si allontana da lui e asciuga le lacrime che hanno sciolto il rimmell disegnandole lunghe strisce nere sulle guance.
<< Faranno delle indagini su ognuno di noi? >> sussurra fuggendo il suo sguardo.
<< C’è qualcosa che ti preoccupata? >> le chiede senza girarci troppo attorno. Selvaggia lo guarda con tanto d’occhi per poi scuotere forte la testa e tornare a rivolgere lo sguardo al pavimento polveroso sul quale sono seduti. << Senti, so che non sempre chi prende una deposizione sa essere libero da pregiudizi e quindi posso capire perché tu sia turbata all’idea che possano indagare su di te. Non si fatica ad immaginare cosa la gente possa pensare di una ragazza che partecipa a un concorso di bellezza >>.
La ragazza sospira e annuisce piano, passando ancora una volta la mano sul viso che peggiora la situazione creata dal rimmell.
<< Io non mi aspettavo nulla di simile >> sussurra incredula.
<< Credimi, nemmeno io >> ammette facendola sorridere. << Quando ho ricevuto il messaggio da Mirko ho pensato stesse prendendomi in giro. Avrei preferito incazzarmi per uno dei suoi ennesimi scherzi piuttosto che finire quassù e ritrovarmi ad avere a che fare con un pazzo >>.
<< Non avrei mai immaginato che un tipo molle come il direttore del ‘Miramare’ potesse essere capace di una cosa simile. Perché, poi? Da Calogero potevo aspettarmi di tutto, ma da lui… continuava a vaneggiare su Dio, sulla bellezza e sulle anime da purificare. Dio mio, da quel che diceva sembrava aver già ucciso altra gente >>.
<< E’ possibile >> annuisce Fox facendola impallidire.
<< Allora perché Mirko ora è andato da lui? Perché glielo hai permesso dato che voleva ucciderci entrambi? >>.
<< Questa sì che è una domanda davvero interessante >> sbotta Marco ancor più nervoso di prima.
Ha ragione. È una domanda più che legittima quella che gli ha posto la ragazza. Lei non sa cosa sia successo in questo luogo nelle ultime ore ed è meglio che continui ad esserne all’oscuro. Di quanto sia illogico il loro comportamento è chiaro persino a una donna sotto shock.
<< Mi ha detto che prima di morire Calogero gli ha chiesto di dirti di non contattare Mandez >> dice cambiando palesemente discorso. La ragazza resta a bocca aperta.
<< Calogero è morto? >> gli chiede con un filo di voce.
<< A quanto pare sì. Antonio lo ha ucciso nella casa nella quale vi hanno portato prima di venire qui >> le dice e lei scuote piano il capo.
<< Io… non ricordo nulla di una casa… eravamo in quel garage all’hotel… Antonio ha colpito Mirko con un taser e poi ha fatto lo stesso con me… mi sono risvegliata dentro il portabagagli di un’auto e ho visto solo Antonio che mi ha colpita di nuovo col taser >>.
<< Non sforzarti di recuperare i ricordi >> la tranquillizza Fox. << Sei sotto shock e sei stata svenuta per la maggior parte del tempo. Per quanto riguarda questa faccenda non hai molto da dire. Per tutto il resto, invece… beh, credo tu faccia bene a dare retta a Calogero. Mandez è uno stronzo, Selvaggia >> dice, cercando lo sguardo della ragazza. << Uno stronzo abituato ad usare le persone finchè gli sono utili e poi gettarle via. Non otterresti nulla di buono da uno come lui, credimi >>.
La ragazza annuisce piano, dando l’idea di aver già intuito quanto lui le sta dicendo. È giovane, dopo tutto, e non meritava di capire come gira il mondo grazie a una simile brutta avventura. Forse, però, questa stessa avventura l’ha salvata dal cadere in una trappola dalla quale ne sarebbe uscita a pezzi.
Selvaggia gli sorride e sta per dirgli qualcosa, ma nello spazio di un respiro il diaspro diviene pesante e rovente e Marco impreca, battendogli forte la mano gelida sulla spalla.
<< Lui è qui! Lo sento è qui! >> grida Alex facendogli dolere la testa.
“Di chi stai parlando?” chiede Fox, premendo le mani contro le tempie nel debole tentativo di contenere il dolore.
<< Il Guardiano d’Ombra! Corri da Mirko, presto! >>.
Fox scatta in piedi e rischia di cadere tanto gli duole la testa. Selvaggia lo sorregge, gli chiede cosa stia succedendo e lui vorrebbe solo dirle di stare zitta, di non aggrapparsi a lui, ma non riesce a parlare. Marco continua a ripetergli di muoversi e incespicando sui suoi stessi piedi, Fox corre veloce su per la scala con la ragazza alle calcagna e il cuore in gola. Quando raggiunge la porticina che da sulla terrazza si rende conto di come abbiano sottovalutato la situazione.
Lo sguardo terrorizzato di Mirko incontra il suo mentre Antonio lo sovrasta. Il ragazzo tende il braccio verso di lui ed è l’eco del suo nome quello che risuona nella notte quando insieme al serial killer cade al di là della balconata.
<< Mirko! >> grida Fox, sovrastando lo strillo acuto di Selvaggia.
Si rende conto quasi per caso di stare liberandosi dei vestiti e delle scarpe. Avverte appena il gelo del cornicione della ringhiera sotto i piedi quando con un salto vi sale sù.
<< Cosa cazzo vuoi fare, Liber! Fermati! >> grida Marco alle sue spalle, ma lui ha già spiccato il salto.
Il vento è forte questa notte e lo sente graffiargli il corpo come tante lame affilate. Le ignora, tenendo lo sguardo fisso su Mirko il cui grido disperato gli invade le orecchie. Lo sente ancora anche quando i due rompono la superficie dell’acqua e si inabissano. Riempie, allora, i polmoni d’aria e si prepara ad entrare nello stesso squarcio da loro creato. L’impatto con l’acqua è duro sulle sue braccia tese. Non ha tempo per il dolore, però. Nuota svelto scendendo sempre più in basso all’inseguimento di Antonio, che continua a tenere imperterrito Mirko stretto a sè. Lo spinge a fondo facendogli da zavorra con una determinazione tale che solo la disperazione può dare.
<< Non è quell’uomo a spingerlo a fondo! È lui che li sta attirando a sé >> dice Alex e ancor prima che si chieda di chi stia parlando, Fox scorge due punti di luce rossa intensa e molto poco rassicurante brillare nel nero inchiostro dell’abisso nel quale si sta addentrando.
“E quello che cazzo è?” grida a se stesso, bloccando il suo frenetico nuotare.
Una creatura orribile si muove nervosa avanti e indietro, guardando verso l’alto in attesa di ricevere il dono portatole dal suo cacciatore. Gli occhi vermigli, grandi e luminosi fissano con determinazione Mirko e sono l’unica cosa che Fox riesce a distinguere. Il resto del corpo è un’ombra nera che si espande e ritrae, danzando in un moto continuo.
Mirko tenta di allontanarsi da quei lembi d’ombra che come mani bramose scaraventano lontano il corpo di Antonio, diventato inutile, ora che ha assolto al suo ultimo compito. Una coltre d’ombra si chiude attorno alle gambe e al busto del ragazzo, che, terrorizzato, protende le braccia verso Fox. Questi spinge ancor di più i muscoli per  portarsi a bracciate frenetiche verso di lui, ormai prossimo a perdere i sensi. Se accadesse  a nulla varrebbe salvarlo.
“No, non può finire così, non deve finire così!” pensa Fox, afferrando le braccia di Mirko che ondeggiano inerti.
Senza pensarci più di tanto, con un colpo di reni porta le gambe verso il basso e inizia a nuotare in direzione opposta. Si ritrova, così, ad ingaggiare un terribile tiro alla fune con quella creatura infernale che non vuole saperne di cedergli l’ambita preda. Agendo da vigliacco, infatti, colpisce Fox con queste sue estensioni fatte d’ombra solida, crivellandolo di colpi al busto, allo stomaco, alla schiena, ma il ragazzo non cede e continua a tirare verso l’alto guadagnando terreno.
“Non te lo lascio, maledetto!” pensa, sentendo però il fiato iniziare a mancare e i muscoli stremati dalla continua e ormai lunga lotta. Il mostro sa bene che prima o poi cederà e diverrà un’ennesima bambola inanimata, che risalirà in superficie per spiaggiare senza vita e si diverte a torturarlo, ridendo del suo essere convinto di riuscire ad averla vinta su di lui.
“Non ce la faccio! Maledizione, non ce la faccio!” pensa Fox, sentendosi prossimo al perdere i sensi.
Il Diaspro si accende di colpo come una torcia e un fascio di luce dorata e calda si propaga da lui illuminando a giorno il fondale marino. Il Guardiano d’Ombra corre via spaventato, rifugiandosi nei mille anfratti bui che abita. In lontananza Fox scorge i tetri palloncini oblunghi, che tremano fino a staccarsi uno ad uno dal loro supporto, iniziando una lenta risalita verso la superficie.
“Devo tornare su anch’io!” dice sentendosi allo stremo, al punto che le gambe non rispondono più. La luce dorata lo avvolge e si ritrova tra le braccia di Ylenia che lo trascina veloce verso la superficie. Prossimo al tracollo, Fox chiede un ultimo sforzo al suo corpo e si preoccupa solo di tenere salda la presa attorno ai polsi di Mirko.
Quando si ritrova fuori, l’aria che torna a riempire i polmoni gli provoca colpi di tosse convulsa. Nonostante questo, si assicura di tenere la testa del suo assistente fuori dall’acqua mentre Ylenia li conduce agli scogli. Esaurito il suo compito, la proiezione luminescente della ragazza fa ritorno nel diaspro, proprio mentre Fox adagia Mirko sulla stessa roccia dove si era fermato lui quando era riemerso dagli abissi dopo l’incontro con i cadaveri delle vittime di Antonio. Senza perdere altro tempo, inizia frenetico a praticargli il massaggio cardiaco e la sua ansia aumenta ad ogni compressione e ventilazione che non crea una reazione nel suo assistente.
<< Dai, Mik non puoi farmi questo! >> grida angosciato.
Porta avanti la rianimazione con gli occhi velati dalle lacrime e il timore sempre più forte di stare sprecando tempo, energie e fiato.
<< Ragazzo mio, basta. Non c’è più nulla da fare >>. Così gli aveva detto uno dei suoi professori, mentre si accaniva con lo stesso ardore sul corpo di Marco. Aveva continuato a praticargli la rianimazione cardiopolmonare finchè non era arrivata l’ambulanza. I paramedici avevano dovuto staccarlo a forza da lui. << Lascia fare a noi >> gli dicevano, mentre applicavano le piastre del defibrillatore. Aveva gridato quando questo aveva dato la prima scossa, scuotendo il corpo di suo fratello che, però, non si era svegliato. Lo avevano fatto altre tre volte senza successo prima di decidere di caricarlo sull’ambulanza. Fox aveva sgomitato e gridato affinchè lo facessero salire a bordo, ma i ‘no’ erano stati categorici. Quando il portellone si era chiuso era stato per lui chiaro che non avrebbero continuato a tentare di rianimarlo.
<< Non posso perdere anche te! Non voglio perdere anche te! >> grida ora, premendo sul torace scarno di Mirko, deciso a non fermarsi finchè non rivedrà i suoi occhi aprirsi curiosi sul mondo.
Il corpo del ragazzo si scuote e lui grida euforico. Tenta di respirare e sputare acqua allo stesso tempo e Fox lo rigira sul fianco battendogli sulla schiena.
<< Liberatene, così, da bravo >> gli sussurra all’orecchio, felice di sentire il cuore battere nuovamente e i polmoni gonfiarsi d’aria. I suoi singhiozzi si uniscono ai colpi di tosse di Mirko. Sa che dovrebbe lasciarlo andare per permettergli di respirare meglio, ma non può fare a meno di tenerlo stretto a sé, di sentire la vita animare il suo corpo.
<< Grazie >> sussurra Mirko tra un colpo di tosse e l’altro, aggrappandosi al suo braccio con tutte le forze. Lo stesso braccio che Marco aveva stretto forte prima che le forze lo abbandonassero per sempre.
<< Non potevi fare nulla per me, Liber >> sussurra Marco, che percepisce accanto a sè e le sue parole creano nuove lacrime.
Suo fratello ha ragione. Gli è stato strappato dalle mani da una crisi epilettica e non da un Guardiano d’Ombra contro il quale ha potuto lottare. Eppure, sebbene lo percepisca vicino, sebbene le circostanze siano del tutto diverse, non può fare a meno di sentirsi euforico per essere riuscito a riportare Mirko tra i vivi.
<< Questa volta ce l’ho fatta >> sussurra tra i singhiozzi.
Il fragore delle onde si placa per un istante permettendo loro di essere raggiunti dalle grida di Selvaggia. Alzano entrambi lo sguardo verso la terrazza del convento abbandonato dal quale alcuni fasci di luce perlustrano questo tratto di mare dove entrambi hanno appena rischiato di morire.
<< Il sindaco e la polizia devono essere arrivati, finalmente >> constata Fox, gridando di rimando per rassicurare la ragazza e chiunque sia lassù con lei del fatto che stiano bene.
<< Sarà meglio che vi mettiate d’accordo sulla versione da presentare alle autorità >> li mette in guardia Marco.
In effetti devono trovare una storia abbastanza forte e valida che impedisca a chiunque di pensare che loro possano essere in qualche modo coinvolti in tutta quanta questa assurda storia. Gioca a loro favore il fatto che sia Antonio che Calogero siano morti e che Selvaggia si sia risvegliata poco dopo che questi ha compiuto il salto.
<< Oh cazzo, guardate! >>.
Mirko volge lo sguardo verso il mare e Fox lo imita, allertato da quanto detto dal fratello. Il suo assistente impreca e lui aguzza lo sguardo finchè non li vede a sua volta. Come tanti canotti sgonfi i corpi delle vittime di Antonio stanno riemergendo. Le onde sembrano divertirsi a gettarli contro la parete rocciosa più e più volte, aprendo gli involucri dai quali parti dei cadaveri che contengono iniziano a saltare fuori.
<< Temo dobbiate trovare una giustificazione anche a questo >> borbotta Marco inorridito.
Un’onda più forte delle precedenti li investe gettando qualcosa accanto a loro. Fox, Mirko e Marco gridano all’unisono quando si accorgono che è il corpo esanime di Antonio quello che il mare ha gettato ai loro piedi. Solo un istante, il tempo forse di un saluto prima di riprenderlo con sé e coinvolgerlo nella sua eterna danza.
<< Dovremmo… dovremmo recuperarlo >> sussurra Fox senza, però, muovere un solo muscolo.
<< E’ solo un corpo vuoto. Glielo avevo detto di darsi un’altra opportunità. Ha preferito farsi fregare per l’ultima volta >> ribatte Mirko tetro, mentre alle loro spalle il rumore assordante delle sirene annuncia l’arrivo dei soccorsi e la fine di quest’assurda storia.  
   
 
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