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Autore: bimbarossa    06/07/2021    0 recensioni
Tutti noi siamo consapevoli che ci sono forze naturali attorno a noi a cui l'uomo non può resistere. Fuoco, Terra, Aria e Acqua. Forze venerate in tutte le culture.
E se qualcuno un giorno, un dio o uno scienziato pazzo, avesse trovato un modo per dare un corpo a tali forze?
E se queste, ora che hanno una bocca per parlare, volessero essere aiutate e protette?
Genere: Avventura, Introspettivo, Mistero | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti
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“Dio mio, è vero quello che sto vedendo davanti a noi?”

Pietro l'aveva raggiunta, e con un filo di voce si era fatto la stessa domanda che rimbombava nella mente di Maria.

Davanti a loro c'era il più incredibile spettacolo che la natura e la pietra potessero partorire.

Colline di rocce, e valli di rocce, e fiumi di roccia liquida dai colori portentosi, verde smeraldo, azzurro ghiaccio, rosa alcool, porpora chiaro, giallo zolfo.

Tutto questo nel cuore della terra.

“Non siamo in un racconto di Verne, giusto?”

“Fino a poco fa temevo di no, piccola Maria. Adesso non ne sono più tanto sicuro.”

Camminarono per un tempo ancora più indefinito di quello che già era, salendo declivi, scendendo pendii, percorrendo insenature tra le varie formazioni che parevano fiumi se non fossero stati di puro strato cristallino, trasparente e duro come diamante.

Al di sotto di queste strade tortuose simili a rii si vedeva qualcosa scorrere, che a volte in più punti si addensava in formazioni simili ad ossa, nuova vita fatta di pietra.

Eppure la cosa più strana era altro, pensò Maria con un brivido nelle costole.

Guardandosi attorno cercando una parvenza di punto di riferimento, di orizzonte, si era accorta che il senso di profondità era completamente svanito, rendendo la prospettiva bidimensionale, piatta, surreale, un orizzonte di pietra come sulla Luna.

Niente orizzonte, niente atmosfera, niente aria.

E allora, loro cosa stavano respirando?

Per un attimo ebbe la fugace visione di una ragazza bionda. Una ragazza bionda gentile ed eterea come una silfide.

In quel breve momento, la mente le si aprì alle ipotesi più assurde e macabre, i paletti mentali caddero spingendola quasi a sentire nel naso, nella gola e giù fino ai polmoni la consistenza della carne e del sangue di un dio, il dio che era Aria stessa, che si sacrificava per farli sopravvivere in quel loro viaggio.

Nello stomaco cominciò piano piano a formarglisi un nodo, un nocciolo di terrore senza pari pieno di una sorta di gravità a cui era impossibile resistere o far finta che non esistesse.

“Se le mie viscere non mentono, siamo giunti alla fine di tutta questa storia.”

L'uomo le indicò un punto in mezzo a quell'orizzonte solido che ingannava l'occhio, da cui pareva emanare una forza senza pari, come un buco nero fatto di pietra.

“Hai paura?” gli domandò.

Lo osservò rassegnata tentare per l'ennesima volta di trovare l'anulare sinistro, bloccandosi a metà gesto quando trovava il vuoto.

“Certo che ne ho, ma ho fatto troppa strada per arrivare qui per trovare le risposte che sto cercando da anni. Mi spaventa più non ottenerle piuttosto che sapere la verità.”

 

“Davvero vuoi tornare indietro, capo? Siamo così vicini alla verità e tu vuoi mollare tutto!”

A Fran l'occhiata che Alex gettò a Herb fece venire un crampo allo stomaco.

“Appena il tempo ce lo permetterà ce ne andremo. Non discuterò ulteriormente di questo, la decisione è presa.”

Si era poi seduto su una delle panche di legno scuro, il tomo verdastro di muffa tra le braccia come un neonato putrefatto.

A Fran vennero i brividi, pareva un'eredità già in decomposizione, una creatura nata morta. O nata per la morte.

“Fran, digli qualcosa tu! Questa storia potrebbe essere grandiosa, qualcosa che non capita tutti i giorni, da raccontare ai posteri. Dai, convincilo!”

Un tuono sottolineò il suo diniego, accompagnato da una gomitata allo sterno del ragazzo.

“Questa faccenda non ci riguarda. Se lui se ne vuole andare, allora ce ne andremo.”

 

“Voglio andarmene. Lì non ci voglio entrare, Pietro.”

Una fessura lunga una decina di metri e larga neppure uno si apriva in una valle liscia come una mare di cristallo, le pareti che si erano aperte simili a due labbra pronte per un bacio.

Ma non c'erano alternative, nessun altro posto e modo per scappare se non quel sepolcro grigio come un diamante grezzo.

“Se vogliamo tornare a vivere dobbiamo prima morire.”

  
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