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Autore: pattydcm    11/07/2021    1 recensioni
È difficile mantenere un segreto quando si è obbligati a vivere a stretto contatto per un lungo periodo di tempo. Un’identità fittizia se smascherata può mettere a rischio un’intera operazione. Cosa accade, invece, se a essere scoperto è un grande potere?
Fox, giornalista investigativo sotto copertura lo scoprirà a sue spese quando gli verrà assegnato il praticante Mirko Neigo come assistente. Incontro che non cambierà solo il suo punto di vista sul mondo, ma che lo renderà protagonista di una serie di strane disavventure in bilico tra il paranormale e il surreale durante le quali si troverà a vestire gli scomodi panni di guida vivente di un guardiano di anime.
Genere: Introspettivo, Mistero, Sovrannaturale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Slash
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti, Tematiche delicate
Capitoli:
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Buona domenica a tutti!
Sì, manco da molto e me ne dispiaccio, ma il lavoro mi ha lasciato poco tempo libero.
Questo è un capitolo lunghissimo, preparatevi. E' stato molto sofferto, molto amato e tanto modificato nel corso del tempo.
Spero vi piaccia.
Ci avviamo alla conclusione di questa avventura. 
Ormai manca poco.
A presto
Patty 

Mirko osserva la gocciolina di sudore che si è formata all’attaccatura dei capelli del capitano dei carabinieri che è seduto su una seggiola tra i loro letti. Questa diviene sempre più grossa, finchè la forza di gravità non ha la meglio e la tira giù, disegnando una lunga scia lucida dalla tempia all’angolo della mascella di questo volto ben rasato e abbronzato.
La bocca di quest’uomo si muove veloce mentre pone le sue domande. Poi si ferma ad ascoltare le risposte e le sue labbra si assottigliano. Mirko si chiede cosa stiano dicendo di lui le sue micro espressioni e che effetto stiano scatenando le loro parole. Rio si starà sicuramente rendendo conto di come questo piccolo uomo creda di aver capito tutto. Chi siano loro, cosa sia successo, perché sia successo. Se solo sapesse quale terribile verità gli stanno nascondendo se la farebbe sotto dalla paura. Purtroppo, però, se gli raccontassero davvero come sono andate le cose, questi si farebbe una grassa risata e direbbe loro che devono aver avuto un’allucinazione collettiva causata dallo shock.
 
<< Vieni qui. Torna da me. Resta qui con me per sempre >>.
 
Le parole di quel mostro gli rimbombano nella testa ancora una volta. Dal momento in cui si è svegliato, ritrovandosi nel silenzio di questa stanza rotto appena del respiro lento e regolare di Rio, le terribili cose che gli ha detto mentre cercava di portarlo via alla vita gli bucano la testa come un picchio buca il legno.
Parole che lo portano a fissare imbambolato il vuoto per lunghi interminabili istanti. Non come quando è preda di uno dei suoi momenti di trance da contatto con una presenza. Da psicologo potrebbe definirli essere veri e propri estraneamenti causati dallo shock, ma sa che c’è altro. Molto altro.
Il dubbio, ad esempio. Perché mai il Guardiano d’Ombra ha chiesto al suo Emissario vivente di trascinarlo negli abissi? Se, come tante volte gli ha ribadito Alex, l’obiettivo del suo ‘collega’ è quello di assoggettarlo al suo volere per impadronirsi delle anime che lo cercano, perché ucciderlo? In che modo potrebbe essergli utile da morto? Le anime devono percepire la sua energia per poterlo trovare e anche volesse farlo risorgere sotto forma di zombie questa energia andrebbe perduta.
Ci sono troppe incongruenze” sospira massaggiando la testa dolente.
<< Tutto bene, Mirko? >> gli chiede Rio strappandolo ai suoi pensieri e lui si affretta a rassicurarlo. Non ha bisogno di saper leggere le espressioni facciali per capire che non se l’è bevuta. Non gli toglie quegli occhi seri e attenti di dosso da che si è svegliato e Mirko deve ammettere che stanno diventando parecchio irritanti.
Rio ha indossato gli abiti che Selvaggia gli ha lasciato ai piedi del letto quando alle prime luci dell’alba è scappata dalle attenzioni di sua madre per cercare loro due. Li teneva stretti al petto come una bimba tiene l’orsacchiotto.
<< Li ho raccolti. Non so perché l’ho fatto, ma… me li sono ritrovati in mano >> gli ha sussurrato tra le lacrime, ferma ad un metro buono dal suo letto.
Li guardava entrambi con occhi spaventati e meravigliati insieme. Meravigliata del ritrovarli vivi e anche abbastanza sani. Quando con piccoli passi incerti gli si è avvicinata e ha portato la mano tremante a prendere la sua, Mirko è stato investito da una sequela di immagini che hanno alterato i battiti del suo cuore. Rivedere se stesso prima colpito da Antonio col taser, poi scaraventato oltre quella ringhiera e Rio che getta via i vestiti e spicca il balzo è stato terribile.
Quando ha riaperto gli occhi il suo tutor era lì, col la mano stretta attorno al suo polso sinistro e in compagnia di tre infermieri piuttosto preoccupati. Selvaggia piangeva premendo le mani sulla bocca e non voleva saperne di uscire dalla stanza. Una donna dall’espressione sconvolta e i capelli in disordine era, però, riuscita a trascinarla via. Le aveva detto qualcosa in dialetto stretto e Mirko si è stupito di capirne il significato.
Una delle qualità del Guardiano di Luce è quella di essere in grado di comprendere ogni forma di linguaggio. Quando lui non è presente, Mirko è un qualunque ragazzo che conosce le lingue straniere nella misura in cui le ha studiate e i dialetti a seconda dell’esperienza. In quel momento, però, quando colei che doveva essere la madre ha strattonata via Selvaggia, il Guardiano non era presente. Eppure Mirko ha capito il significato di quel borbottio severo.
<< Non ti sono bastati i guai che hai passato a causa sua? >>.
Questo ha detto quella donna. Insieme allo stupore per questo strano avvenimento, che non sa se attribuire allo shock, Mirko prova anche un forte dolore al petto che nulla ha a che fare con il massaggio cardiaco subito.
Non sa se Antonio avrebbe deciso di ‘liberare l’anima corrotta di Selvaggia’, se lui non fosse arrivato in questo paese. Forse lo avrebbe fatto comunque e la ragazza a quest’ora starebbe subendo le sue torture. In questo caso, quanto detto dalla madre non avrebbe alcun senso.
E’ inutile che mi prenda in giro: ha ragione” pensa, però, il ragazzo, posando distrattamente la mano sul torace livido.
In fondo è stato il Guardiano d’Ombra ad indurre Antonio a commettere quegli omicidi. Se questo mondo energetico non esistesse, se non ci fossero queste faide tra energie di poli differenti, allora quelle persone non sarebbero state ammazzate e Selvaggia, ora, non sarebbe sotto shock per aver rischiato la vita.
<< C’è una cosa che non riesco a capire, signor Neigo. Perché ha seguito Antonio Niccoli in terrazza? >>.
Mirko rabbrividisce alla domanda che il capitano gli ha posto. Fino ad ora ha risposto alle sue richieste ripetendo a pappagallo quanto Marco gli ha suggerito. Ora, invece, il custode resta in silenzio. Ha di nuovo sul volto quell’espressione di disgusto che gli ha rivolto nelle sue prime apparizioni a Saint Boser, segno che è molto arrabbiato con lui per il pericolo al quale ha sottoposto il fratello.
Come dargli torto” sospira Mirko e una fitta al torace gli toglie il fiato.
Potrebbe rispondere al capitano che lo ha fatto perché non voleva rischiare che si suicidasse e che per questo l’Energia Universale lo punisse nuovamente, ma non capirebbe.
Marco lo guarda severo e continua a non offrirgli alcun aiuto. Evidentemente lui e il fratello non hanno tenuto in considerazione questo passaggio mentre progettavano la loro comune versione dei fatti. O forse anche loro si sono posti la stessa domanda e, come il capitano, sono curiosi di conoscere la risposta.
Una risata sale su dritta dalla pancia contratta di Mirko e lo scuote da capo a piedi. Lo sguardo stupito dell’ufficiale dinanzi alla sua reazione non fa che aumentare la sua esplosione di risa, che diviene forte al punto da togliergli il fiato.
Antonio lo aveva stretto così forte da rendergli difficile respirare, poco prima di portare entrambi al di là della ringhiera. Lo sguardo disperato dell’uomo invade il suo campo visivo e quel terribile ‘Mi dispiace’ gli rimbomba nelle orecchie. Il panico lo assale quando prova la brutta sensazione di stare precipitando. Braccia forti, però, lo afferrano e lo tengono stretto.
<< Ehi, Mik, respira! Respira piano >> gli sta dicendo Rio.
Non aveva ancora incontrato il suo sguardo da che si è svegliato. Ha sentito i suoi scomodi occhi puntati addosso, ma ha badato bene di tenersene alla larga. Li trova stanchi, preoccupati e accoglienti.
<< Mi rendo conto di quanto lei debba essere shoccato da quanto accaduto signor Neigo >> interviene il capitano, imbarazzato. << Possiamo fare una pausa e riprendere più tar… >>.
<< No. Ce la faccio >> lo interrompe Mirko, allontanando Rio da sè. << Quando l’ho visto correre su per le scale e uscire in terrazza ho pensato volesse buttarsi di sotto e… non mi è sembrato giusto. Se Valerio non fosse intervenuto Antonio ci avrebbe uccisi. Non poteva passarla liscia. Io… io volevo fermarlo, ma… sono stato un idiota >> sospira abbassando lo sguardo. << Tanto è morto lo stesso. Ormai quel che è fatto è fatto. Ho rischiato solo di morire con lui e di… di far morire anche te >>.
Alza gli occhi a incontrare quelli di Rio, che scuote appena il capo facendo spallucce. ‘Non fa niente’ sembra gli stia dicendo, ma questo suo atteggiamento anziché rassicurarlo accresce il suo senso di colpa.
<< E’ stato un gesto avventato, ma comprensibile >> annuisce il capitano. << Per fortuna siete entrambi usciti vivi da questa brutta storia. Credo sia meglio che veniate a sapere da me che avete corso un grande pericolo. Da quanto dichiarato dalla signorina Preziuso, pare che Calogero Lo Presti fosse a conoscenza del luogo in cui Niccoli ha gettato i corpi delle persone che ha ucciso nel corso degli anni. Gli stessi che da ieri sera stiamo ripescando dal mare. Abbiamo modo di credere che anche il cadavere del bambino da voi recuperato la notte del premio ‘Miglior amo’ appartenga ad una delle sue vittime. Pensiamo si tratti di un bambino che è stato compagno di scuola di Niccoli e caro amico di Lo Presti >>.
<< Samuele Mosso? >> lo interrompe Rio.
Mirko lo osserva ammirato dalla sua capacità di recitare nonostante i terribili momenti che a causa sua si è trovato a vivere. È reale il suo sgomento mentre riporta al capitano quanto Calogero gli ha raccontato riguardo al suo amico scomparso e di come questi fosse solito accanirsi contro Antonio, scegliendo proprio il convento abbandonato come luogo in cui agire i suoi atti di bullismo.
<< Non sono uno psicologo, ma credo che possa essere stato proprio il trauma causato da queste ripetute violenze subite in quel luogo a portare Antonio a sceglierlo per i suoi delitti >> aggiunge Rio.
<< Questo spiegherebbe perché abbia ucciso Mosso. Dagli esami fin’ora condotti sui corpi recuperati quello del bambino sembra essere il primo sul quale si è accanito >> deduce il capitano, segnando un appunto sul taccuino sul quale ha scritto per tutto il tempo.
Quanto rivelato da Rio potrebbe portare a non pochi problemi. Ha a tutti gli effetti gettato fango sul piccolo beneamino di questa cittadina e Mirko immagina già il polverone che solleverà contro di loro Filomena, la sorella di Samuele Mosso. Un polverone che, però, renderà un minimo di giustizia ad Antonio per le violenze che ha subito dai vivi e dall’Ombra, che di lui si è presa gioco fino all’ultimo approfittandosi del suo dolore.
<< Ti è chiaro ora come lavora un professionista, sottiletta? >>.
Rio scocca un’occhiataccia al fratello in piedi al suo fianco, evidentemente infastidito dal suo intervento. Mirko, però, non può fare a meno di essere d’accordo con lui. Il suo tutor è stato capace di portare avanti il lavoro sotto copertura nonostante il suo stesso stato di shock e l’essersi trovato preso in mezzo a una situazione pazzesca. Inoltre, ha anche dato modo alle verità scomode dei vivi di venire a galla, tenendo fede al motto che si è tatuato sulla pelle. Tatuaggio che è parzialmente tornato visibile sul suo polso.
Mirko sta per farglielo notare, ora che il capitano si è congedato, ma il sindaco glielo impedisce, giungendo alla porta della loro camera.
<< Ragazzo mio, ho davvero temuto ci lasciassi, ieri sera >> gli dice, posandogli paternamente una mano sulla sua spalla prima di piazzargli una scatola tra le mani. << So che non potrò mai togliervi dal cuore la brutta esperienza che avete vissuto qui, ma volevo in qualche modo risarcirvi >>.
Mirko volge lo sguardo a Rio trovando il suo stesso stupore nello scoprire di avere entrambi tra le mani due smartphone di ultimissima generazione.
<< Potrete così chiamare i vostri affetti e rassicurarli delle vostre condizioni. Credo anche sia il caso aggiorniate la vostra pagina Facebook. I vostri fans sono in pensiero per voi >> ride gettandoli in nuovo stupore. << Signor Rossi, volevo dirle che mi sono permesso di comunicare alla sua fidanzata le vostre condizioni >>.
Rio rischia di perdere la presa sul cellulare e borbotta un imbarazzato ‘grazie’ al sindaco. Cambia poi subito argomento chiedendogli a che punto siano i lavori sulla sua auto.
Cos’è questa storia della fidanzata?” chiede Mirko al custode, che gli strizza l’occhio senza però rispondere alla sua domanda.
Il sindaco li aggiorna su quanto avvenuto nelle ultime ore e li rassicura del fatto che li accompagnerà personalmente in hotel in auto per evitare loro lo scontro con curiosi e giornalisti. Quando si congeda, invitandoli a chiamarlo non appena saranno pronti ad andare via, Rio si siede sul letto e resta per un lungo istante con i gomiti appoggiati alle ginocchia e la testa tra le mani.
<< Come stai? >> osa chiedergli Mirko, rimettendo finalmente i piedi per terra.
<< Questo sono io a doverlo chiedere a te >> ribatte lui alzando lo sguardo. << Non stai guarendo velocemente come le altre volte >> aggiunge e Mirko posa imbarazzato la mano sul livido violaceo che il suo tutor sta fissando.
<< Non è stato causato da loro >>  fa spallucce, innervosito dal fatto di non avere una maglietta da indossare.
<< Oh >> esclama Rio, passando la mano tra i ricci.
Un silenzio pesante cala su di loro. Mirko cerca di romperlo più volte tentando di dare inizio ad una conversazione, ma puntualmente la ricaccia giù. Il suo tutor fissa un punto sul pavimento ed è talmente immobile da dare l’idea di non stare neppure respirando. Il ragazzo darebbe qualunque cosa per sapere cosa gli passi per la testa e per questo sposta lo sguardo da lui a Marco in continuazione, ma anche da questi non riesce a carpire alcuna informazione.
<< Oh, cristo, basta! >> sbotta, dando una manata sul materasso. << Si può sapere a cosa diavolo stai pensando? >>.
Rio lo guarda stupito prima di lasciarsi andare ad un lungo sospiro.
<< Stavo pensando che ti ho quasi perso >> gli dice e deve ammettere che preferiva il silenzio opprimente di poco prima a questa verità diretta.
Marco sospira e distoglie lo sguardo da loro, infastidito. Mirko si ritrova a pensare che forse il custode possa avercela con lui per qualcosa legato a questa strana battuta, piuttosto che per l’aver messo a serio rischio la vita del suo protetto.
<< Non so se ti ho ringraziato. Non ricordo molto, ma… grazie per avermi salvato >> borbotta imbarazzato.
<< Grazie a te per essere tornato >> ribatte lui.
Ciò che ha detto è davvero strano. Come se la scelta tra passare a miglior vita o restare dipendesse dalla persona e non dall’Energia Universale che ne decreta la fine.
<< Pensi di essere pronto? >> gli sta chiedendo Rio.
<< Per cosa? >>.
<< Beh, quanto accaduto ieri e ciò che sta continuando a venire fuori oggi sarà molto peggio di Saint Boser e persino di Lumi. Avremo gli occhi puntati addosso, riceveremo mille critiche, giudizi, plausi… per quanto mi riguarda vorrei solo nascondermi in un buco e restarci finchè non si calmano le acque >>.
<< Posso farti compagnia? >> gli chiede ed entrambi ridono piano. << Tutto questo comprometterà il tuo lavoro? >>.
<< A dire il vero no. Anzi, servirà a fare il botto >> ammette Rio armeggiando col telefono nuovo.
<< Dici? Selvaggia non ha ancora parlato di quanto propostole da Calogero e non credo che lo farà >>.
<< Questo lo so. Perché sputtanarsi quando può pulirsi la coscienza passando per la povera vittima >> dice, recuperando una sim dalla tasca dei pantaloni. << Dobbiamo essere cauti, Mirko. Questo è il momento più delicato dove anche solo una parola detta nel tono sbagliato può metterci seriamente nei guai >>.
<< Cosa dobbiamo fare, allora? >>.
<< Niente >> .
<< Niente? >> ribatte stupito.
<< Sì, Mirko. Se dovessero porti domande, limitati a ripetere quanto detto prima al capitano mettendo su l’espressione più contrita che hai, che fa sempre audience. Te la senti di andare? Devo chiamare Renzi e spiegargli la situazione. Non escludo stia provando a contattarmi e che non riuscire a prendere la linea lo stia parecchio innervosendo >> dice alzandosi in piedi.
Mirko annuisce e si alza su gambe incerte. Recupera il pacco con i suoi vestiti lavati e stirati che l’infermiera gli ha lasciato in fondo al letto dopo avergli tolto gli elettrodi dell’elettrocardiogramma. Prima che il capitano arrivasse per la loro deposizione il dottore li aveva visitati e, sebbene non fosse del tutto convinto delle sue condizioni, aveva dato loro il permesso di andare via una volta ultimata la conversazione. 
Entra in bagno per concedersi una doccia e storce il naso dinanzi ai cerchiolini che gli elettrodi hanno lasciato sul suo torace, come se non bastasse il grande livido sempre più viola che ha sullo sterno. Il pene, poi, gli brucia da quando l’infermiera ha sfilato il catetere. Osserva affranto il glande arrossato e solo adesso si accorge dei lividi che ricoprono le sue lunghe e secche gambe.
La stretta del Guardiano d’Ombra. Quel buio spesso e solido che gli aveva ghermito le gambe è l’ultimo ricordo che ha del suo tuffo in mare non previsto. Non riesce a distogliere lo sguardo dalle sue gambe alle quali improvvisamente ritrova aggrappato quel maledetto mostro.
Il pavimento scompare e Mirko si ritrova da solo con lui negli abissi. Quel buio solido che costituisce il suo corpo continua piano ad avvolgerlo, impedendogli di muoversi.
<< Vieni qui. Torna da me. Resta qui con me per sempre >> gli dice, mostrandogli il bianco avorio dei suoi denti aguzzi che rendono spinoso e inquietante quella mezza luna che ha per sorriso. << L’oscurità non è altro che assenza di luce e da questa e solo grazie a questa nascono le ombre. L’Ombra è già dentro di te. Dammi la mia Luce, guardiano. Torna da me! >>.
Il buio solido lo ha ormai avvolto del tutto e si fa strada ora sul suo viso. Gli occhi scarlatti del mostro si accendono come arsi da vivo fuoco e Mirko grida disperato. Il gelido buio solido scivola dentro la sua bocca. Lo sente scendere giù lungo la gola, invadergli le narici e correre a ricoprire i suoi organi interni.
Il suo stesso grido gli riempie le orecchie mentre immagini sconnesse e violente vorticano dinanzi ai suoi occhi. Non sa chi siano le persone che vede, ma sebbene abbiano sempre volti e vesti diverse e siano coinvolte in situazioni differenti in alcune di queste riconosce se stesso e in altre Alex.
<< Va da lui, presto! >>.
La voce della prima tra le sue guide cattura la sua attenzione. Un calore dolce, piacevole e avvolgente gli esplode nella pancia e scaccia via le lunghe braccia fatte di buio solido del Guardiano d’Ombra, che si ritira nel suo antro squittendo come un topo ferito.
Mirko riapre piano gli occhi e ritrova Rio al suo fianco. Lo osserva preoccupato, le mani protese verso di lui, che, però, non lo toccano, come avesse quasi paura di romperlo.
<< Che succede, Mik? >> gli chiede e lui davvero non saprebbe come spiegargli questa sorta di viaggio che ha appena fatto.
<< Non lo so. Io… credo di aver avuto un attocco di panico quando ho visto questi lividi >> dice, abbassando lo sguardo sue gambe.
Sbatte più volte le palpebre stupito dal trovare muscoli tonici e levigati al posto degli stecchini ricoperti di peli che sono i suoi arti inferiori. Alza lo sguardo e incontra quello di un uomo sulla trentina, dagli occhi neri profondi, i lineamenti netti e il corpo scolpito quanto quello del suo tutor.
<< Chi sei tu? >> gli chiede e rabbrividisce quando si rende conto che quest’uomo non è altri che il suo riflesso nello specchio.
<< La mia guida mi ha chiesto di correre da te. Ho pensato che ti avrei trovato in compagnia di una presenza molesta, mi sembra però che non ci sia nulla di strano qui >>.
<< A parte il fatto che si è trasformato nel Guardiano >> si intromette Marco.
In effetti è molto strano che avvenga la mutazione senza che ci sia una presenza pericolosa da affrontare. Mirko aguzza l’udito in cerca di una voce che lo stia chiamando, ma non sente nulla.
Se Alex, però, si è allertato al punto da chiedere a Rio di correre in suo aiuto dovrà aver avvertito qualcosa. Non è tipo da lasciarsi catturare da ansie immotivate.
Possibile che possano in qualche modo c’entrarci questi strani sogni ad occhi aperti che sto facendo in continuazione da che mi sono svegliato?” si chiede il ragazzo, guardando curioso colui che è solito impadronirsi del suo corpo. A conti fatti è la prima volta che ha modo di vederlo e deve ammettere che è abbastanza inquietante. Prova timore e curiosità insieme mentre si avvicina allo specchio per osservare meglio quegli occhi neri e profondi.
<< Davvero non avevi mai visto il suo volto prima d’ora? >> gli domanda Rio, stupito.
<< Sai, quando lo invoco di solito la situazione è critica e non c’è tempo per guardarsi allo specchio. E poi anche volessi è lui che comanda in quei momenti >>.
<< Vuoi dire che tu… tu non puoi opporti al suo volere? >>.
Rio impallidisce quando risponde di sì alla sua domanda. In effetti, Mirko non ci aveva mai pensato così lucidamente prima d’ora. L’obiettivo del Guardiano, in fondo, è quello di aiutarlo nei casi più complessi, perché mai, quindi, dovrebbe avere timore di lui.
Eppure…” pensa il ragazzo, che inizia a provare repulsione per quel volto severo nel quale non trova nulla di se stesso.
<< Senti >>, sospira Rio posandogli cauto la mano sulla spalla, << io non ho ancora ben chiaro come funziona il novanta per cento del tuo mondo, ma ho capito che la mia guida non si fa viva mai per caso. Per favore, dimmi cosa sta succedendo >>.
Gli occhi di Rio si muovono veloci e preoccupati sul suo viso. Per un istante, Mirko rivede sua madre in lui. Quegli occhi grandi, inconsciamente spaventati dalla verità che ogni volta accarezza con le sue domande. Spesso avrebbe voluto lasciarsi andare al pianto tra le braccia rassicuranti di lei e raccontarle dell’inferno che è costretto a vivere in ogni istante della sua vita. Non è, però, stato solo il timore di come lei reagirebbe alle sue parole a fermarlo.
<< Non capirebbe. La spaventeresti soltanto. Crederebbe tu sia pazzo e ti ritroveresti a finire i tuoi giorni rinchiuso da qualche parte o pesantemente drogato da psicofarmaci >>.
Le parole di Alex gli sono rimbombate nella testa ogni volta che ha pensato di lasciarsi andare alla verità. Le scaccia via anche stavolta, sforzandosi di tornare al presente e alla domanda accorata del suo tutor.
<< Non lo so. Davvero, Liber, io non lo so. Sono stupito quanto te e preoccupato, anche. Non è normale che lui sia qui senza che io lo abbia invocato. Non è normale che sia io qui a parlare con la mia voce e pensare con la mia testa, mentre lui è presente. E’… strano. Maledettamente strano >> sospira tornando a guardare il suo riflesso.
Lentamente, dinanzi agli occhi stupiti suoi e del suo tutor, il suo corpo sembra quasi sgonfiarsi. Ossa sporgenti compaiono al posto dei muscoli tonici e la sua solita faccia alla quale non si darebbero più di diciotto anni torna al suo posto nello specchio.
<< Rieccoti qui >> ridacchia Rio e sembra essere più sollevato ora.
<< Rieccomi qui, già già >> ridacchia Mirko a sua volta. Con stupore si rende conto che i lividi che aveva sulle gambe sono scomparsi e quello grande e violaceo causato dal massaggio cardiaco ora sembra vecchio di parecchi giorni e ormai prossimo a guarire del tutto.
<< Forse questa mutazione è il tuo modo di superare lo shock >> dice Marco. << Hai avuto un attacco di panico e ti sei trasformato. Ora che ti sei tranquillizzato sei tornato te stesso e la trasformazione ti ha pure guarito >>.
Mirko si trova d’accordo con questa ipotesi. È possibile che il suo alterego in qualche modo lo custodisca in questo momento, proprio come Marco fa col fratello. Questo spiegherebbe il perché sia stato in grado di comprendere il dialetto stretto della madre di Selvaggia e questa mutazione a seguito di un attacco di panico.
<< Nonostante ne abbia viste tante è la prima volta, in effetti, che mi capita di essere sotto shock. La tua guida penso sia solo preoccupata e iperprotettiva. Vi somigliate, da questo punto di vista >>.
<< Grazie tante >> sbuffa Rio, passando la mano tra i ricci più ribelli del solito. << Dai, ti do una mano con la doccia >> dice, afferrando la seggiola di servizio posta accanto al lavandino per piazzarla sul piatto doccia.
<< Non è il caso >> tenta Mirko, imbarazzato dal vedergli togliere la maglietta.
<< Io credo di sì, invece. Fosse anche solo per vendicarmi dell’imbarazzo che ho provato quando sei stato tu a farmi il bagno dopo la scazzottata con gli zombie >> dice invitandolo con un gesto del capo ad accomodarsi.
Il ragazzo alza gli occhi al cielo ed esegue il muto ordine. Nel silenzio rotto solo dallo scrosciare dell’acqua Rio inizia a lavargli i capelli e il lento massaggio delle sue dita permette a Mirko di rilassarsi.
<< Non sapevo ti fossi fidanzato >> dice, faticando a tenere gli occhi aperti.
Le mani di Rio si fermano per un istante per poi riprendere il lavoro. Sono, però, nervose e il modo in cui gli risciacqua i capelli è brusco.
<< Non lo sono >> sbotta. << Se il sindaco la pensa  così è solo grazie a Marco >>.
<< Veramente sei stato tu a chiedergli il cellulare per poterle parlare e capire come stesse. Io ti ho solo fornito il numero di telefono >> ribatte la guida.
<< E te ne sei uscito poi con quella storia della relazione segreta >> sbotta Rio, scoccandogli un’occhiataccia. Il custode ridacchia sotto i baffi e strizza l’occhio a Mirko prima di rispondere a tono.
<< Beh, tu eri fuori per averle parlato di Juan e dei files da inviargli, il sindaco aveva tratto le sue conclusioni parlando con lei e io ho semplicemente deciso di intervenire collegando le due cose nella maniera più logica >>.
<< La più logica, certo >> alza gli occhi al cielo Rio, aiutando Mirko a rimettersi in piedi. << Perché invece dirgli ‘No, si sbaglia, era mia sorella’ ti sembrava brutto >>.
<< Avanti, Liber! Quale persona sotto shock chiamerebbe la sorella per farsi confortare? >> ribatte a tono Marco.
<< Devi ammettere che ha ragione >> si intromette Mirko, dando manforte al custode.
<< Oh, ti prego, non ti ci mettere anche tu >> sbotta lanciandogli l’asciugamano.
<< Invece ha ragione! Anche lui, infatti, ha usato la stessa scusa con Selvaggia >>.
<< Selvaggia? Che c’entra Selvaggia? >> domanda Rio, guardando furioso Mirko.
Il ragazzo scocca un’occhiataccia al custode, che sembra essersi reso conto solo adesso di averlo messo nei guai e gli mostra un sorrisetto colpevole.
<< Beh, ecco… lei continuava a ipotizzare la tua omosessualità basandosi sul fatto che non le avevi dato retta e io le ho detto che sei fidanzato con una collega >>.
<< Oh cristo! >> esclama Rio portando le mani ai capelli.
<< Anche tu hai usato la stessa scusa con la maestra di danza delle bambine, Liber >> rincara la dose Marco, lasciando di stucco Mirko. Gli fa segno, però, di tacere e che dopo gli spiegherà ogni cosa.
<< Flora! Cazzo, mi ero completamente dimenticato di lei Devo capire se può aver detto qualcosa al sindaco! Cristo, che situazione! Che cazzo di situazione! >> esclama Rio, stringendo forte i capelli tra le mani. << Tu eri scomparso e dovevo capire dove fosse la casa di quell’idiota e poi… poi è successo tutto quel macello. Ti avevo appena salvato la vita e volevo sincerarmi che lei stesse bene, dal momento che l’ho vista quasi morire davanti ai miei occhi durante lo scontro con quelle due streghe! Non avevo bisogno del suo conforto, nè che mettesse in mezzo il sindaco per convincermi a lasciarmi visitare e ricoverare in questo cesso d’ospedale. E non avevo neppure bisogno che tu, Marco, mi suggerissi di dire quelle inutili cazzate da telenovela brasiliana! >> esclama puntando il dito contro il fratello.
Si sposta poi al lavandino al quale sciacqua il viso più volte per poi strappare dalla mani di Mirko l’asciugamano che ha appena utilizzato per asciugarsi per usarlo a sua volta.
<< Voglio andarmene da qui >> sussurra appoggiato al lavandino. << Voglio chiamare Renzi, inviare i files al mio capo e scappare via. Per favore, dimmi che te la senti di affrontare il viaggio >>.
Lo sguardo che gli rivolge dal riflesso dello specchio è talmente disperato che il ragazzo non può fare a meno di annuire.
<< Bene. Avviso il sindaco che siamo pronti >> dice uscendo dal bagno.
Mirko prende i vestiti dal sacchetto e li indossa piano. Di tanto in tanto scocca occhiate curiose al suo riflesso nello specchio, intimorito dalla possibilità che la trasformazione si compia ancora una volta. Non osa immaginare cosa accadrebbe se gli succedesse di subire questa metamorfosi dinanzi al sindaco o peggio a un gruppo di giornalisti.
<< Sarebbe un vero casino, sottiletta >>.
No, no, di pure che la mia vita sarebbe finita! Per quel che ne so questa potrebbe essere anche la spiritosa punizione che si è inventata l’Energia Universale per non essere riuscito ad impedire a quell’idiota di Antonio di suicidarsi”.
Mirko e il custode si scambiano un’occhiata preoccupata. In effetti, anche quella che voleva essere una battuta potrebbe, invece, essere un’ipotesi valida per spiegare cosa diavolo gli stia succedendo.
Senti, tuo fratello mi sembra già abbastanza scosso. Teniamola per noi questa cosa, che ne pensi?” propone a Marco, che annuisce concorde.
Si affretta a vestirsi e ad uscire dal bagno. Rio sta parlando col sindaco e pare che l’oggetto del discorso sia la sua vecchia Clio. Sembra che ci siano problemi con un pezzo di ricambio che non arriverà prima di stasera e quindi, che siano costretti a restare qui ancora per una notte. Il suo tutor sta cercando di essere accondiscendente, ma è chiaro come appenderebbe volentieri il sindaco al muro, se gli fosse possibile.
Mirko gli sorride facendo spallucce e li segue camminando piano. Il sindaco ha parcheggiato in un cortile interno dell’ospedale al quale li conduce. Quando escono in strada l’auto viene letteralmente assalita dai loro colleghi giornalisti armati di microfoni, macchine fotografiche e telecamere. Rio si sposta dal finestrino del lato paseggero per sottrarsi il più possibile all’occhio indiscreto dell’obiettivo. Ha perso il berretto e gli occhiali da sole e sebbene barba e capelli siano molto lunghi, il suo timore di apparire sui social ed essere riconosciuto è palese. Mirko, invece, sembra essere troppo stordito per rendersi conto della situazione. Il flash di una macchina fotografica lo acceca del tutto e solo in quel momento si rende conto che la sua espressione stupita farà il giro del web, dei giornali e forse anche dei notiziari. Le persone parleranno di loro, dell’essere stati a un passo dal morire per mano di un serial killer e di essere riusciti a salvarsi per miracolo, portando in salvo anche una ragazza del posto. In tutta quanta questa storia, poi, lui avrà il ruolo della vittima salvata dal coraggioso collega e le sente già le risate e le prese in giro degli stupidi amici di Nikky e la voce di sua madre prossima ad una crisi isterica.
<< Devo chiamare casa! >> esclama, rendendosi conto di come la notizia di quanto si sono trovati a vivere sia già sulla bocca di tutti da molte ore. Ore durante le quali lui è stato irraggiungibile.
Afferra il telefono e digita il numero di casa dei suoi genitori, ma si blocca col dito a mezz’aria poco prima di premere la cornetta verde.
<< Non devi farlo per forza adesso, Mirko >> cerca di rassicurarlo Rio.
<< Lo so. Ma prima o poi dovrò farlo. Il problema è che so già cosa mi diranno. ‘Te l’avevamo detto che era pericoloso, che non fanno per te queste cose, che non era il caso di esporsi a inutili pericoli nelle tue condizioni’ e tante altre simili cazzate. Per questo desisto >>.
<< E tu zittiscili subito >> si intromette Marco, seduto accanto al fratello a ridosso dello sportello. << Quando mia madre iniziata a rompere le palle con la sua ansia del cazzo io le dicevo ‘Se pensi di continuare così, allora non abbiamo nulla da dirci’. Lei borbottava un po’ ma poi chiudeva quella dannata bocca >>.
<< Temo che loro non siano abituati a reazioni simili >> interviene Rio.
<< Già, già >>.
<< Allora, sottiletta, è il momento che si abituino. Altrimenti continueranno a trattarti come un handicappato, cosa che non sei per niente! >>.
Marco scaccia il ciuffo dagli occhi con un rapido movimento della testa, volgendo, poi, lo sguardo lontano. Incrocia le braccia al petto e sembra non voler aggiungere altro al ragionamento impeccabile che ritiene di aver fatto. Mirko gli sorride, felice di scoprirlo dalla sua parte nonostante abbia messo in pericolo il suo protetto, che sembra essersi molto affezionato a lui.
Forte della determinazione del custode, clicca sulla cornetta verde e accusa il colpo dell’esplosione di lacrime di sua madre al suo semplice dirle ‘Ciao mamma, sono io’. Mentre l’auto del sindaco entra in uno dei garage sotterranei dell’hotel, Mirko si limita a poche e brevi parole, lasciando che prima la madre e poi il padre sfoghino su di lui la loro frustrazione. Le frasi che si aspettava gli avrebbero dette passano quasi in secondo piano, mentre si ritrova a camminare accanto al suo tutor nei grigi e tetri corridoi che da uno dei garage li sta conducendo all’interno dell’hotel. Flash dei terribili minuti in cui Calogero ha strattonato lui e Selvaggia lungo un corridoio simile gli baluginano nella mente, allontanandolo dal discorso che suo padre gli sta facendo.
<< … e appena tornerai a Torino vedrai bene di consegnare una lettera di licenziamento, te capì? >>.
<< Non voglio parlare di queste cose adesso, papà. Mi i son estrach[1] >> dice deciso, informando il padre del fatto che partiranno il giorno seguente e che li chiamerà non appena sarà arrivato a Torino. Chiude la confersazione in modo brusco, così come si chiude la porta antipanico alle loro spalle.
La hall dell’hotel è affollata di persone cariche di valigie. Sembrano nervose, guardinghe e desiderose di scappare al più presto. Evidentemente, scoprire che il direttore era un pazzo assassino ha fatto passare loro la voglia di soggiornare in questo luogo.
Il sindaco li rassicura del fatto che verrà loro garantita l’assistenza necessaria per l’ulteriore notte e la successiva mattina che trascorreranno ancora qui. Propone loro però, in caso non se la sentissero, una sistemazione alternativa presso un altro hotel.
Rio rivolge a Mirko lo sguardo, come se trovasse lui più sensibile a questo luogo e quindi legittimato a scegliere cosa fare.
<< Per me non è un problema >> fa spallucce e si decide, quindi, di concludere la loro permanenza in questa cittadina restando nell’hotel dell’uomo che li ha quasi uccisi.
Il sindaco si fa strada tra la folla in coda dinanzi alla reception per ritirare la chiave della loro stanza. Nonostante questa accortezza e il loro restare il più possibile in disparte, molti dei presenti li riconoscono e iniziano a porre loro tante domande tutte insieme. Mirko si perde in quel vociare concitato del quale si rende conto di non riuscire a distinguere una sola frase di senso compiuto. Fissa spaventato le bocche che si muovono veloci e le molte mani che si avventurano a toccarlo gli causano esplosioni di immagini angosciose di ogni tipo.
<< Il mio collega è ancora provato da quanto è accaduto. Vi prego, state lontani >>.
Il richiamo perentorio di Rio gli esplode nella testa e la sua stretta incandescente al polso sinistro lo strappa via da quel folle carnevale di vissuti non suoi. La prima cosa che Mirko mette a fuoco quando riesce a tornare al presente è il volto teso del sindaco che giunge in aiuto del suo tutor.
<< Andiamo via da qui, forza! >> esclama questi, che lo trascina poi all’ascensore.
Solo quando le porte si chiudono dinanzi a loro il ragazzo può tirare un sospiro di sollievo. Cosa che, invece, non sembra concedersi il suo tutor. Sta scrivendo, infatti, un messaggio e la risposta che riceve gli strappa un’imprecazione in spagnolo.
<< Cosa…? >> tenta di chiedergli, ma lui lo zittisce alzando la mano, mentre continua a scrivere.
Quando giungono al piano, lo trascina lungo il corridoio, camminando così veloce da rischiare di farlo cadere.
<< Si può sapere cosa…? >>.
<< Non adesso, sottiletta! >> esclama Marco, comparendo dinanzi alla porta della loro stanza, che attraversa, mentre il fratello ligita con la serratura. Quando finalmente entrano, il custode si sta muovendo veloce da una parte all’altra della stanza come stesse cercando qualcosa.
<<  Non ci sono >>.
<< Ne sei sicuro? >> gli chiede Rio, mentre controlla quanto sta accadendo in corridoio dallo spiocino della porta.
<< Certo che ne sono sicuro, Liber! So come lavora >>.
<< Anche io lo so e proprio per questo potrebbe aver deciso di agire diversamente >>.
<< E io l’ho tenuto in considerazione e ho controllato ovunque. Fidati di me, cazzo! E smettila di preoccuparti, per favore. Non verrà >>.
 << Sì che lo farà. Sai che obbedisce sempre ai suoi ordini >> ribatte Rio continuando a guardare dallo spioncino della porta.
<< C’è lui qui. Non sa che lo hai messo a conoscenza di tutto e non rischierebbe di bruciarti la copertura >>.
<< Pensi davvero che al punto in cui siamo arrivati Gray si preoccuperebbe di una cosa simile! >> ringhia Rio, furioso.
Questa reazione accappona la pelle di Mirko, che indietreggia fino a toccare la parete con la schiena. Rio così arrabbiato non lo aveva ancora visto. Non pensava neppure che potesse diventare aggressivo al punto da rispondere a quel modo persino al fratello.
Quando i loro sguardi si incontrano e il suo tutor cammina veloce verso di lui, Mirko chiude istintivamente gli occhi incassando la testa tra le spalle, timoroso di ricevere uno schiaffo.
<< Guardami! >> esclama, afferrandogli le spalle. << Devi stare molto attendo ora, Mirko. Molto attento! >>.
E’ preoccupato e questo cambio improvviso di comportamento, unito all’ansia che gli giunge da lui a ondate violente, manda in confusione il ragazzo.
<< Oh, cristo, no! Non adesso! >> esclama Rio, scoccando un’occhiata alla porta d’ingresso per poi tornare a guardarlo. Mirko ci mette alcuni istanti a rendersi conto di come il suo corpo sia mutato ancora una volta in quello del Guardiano. A quanto pare questa trasformazione ha davvero lo scopo di proteggerlo ora che è ancora sotto shock, dato che si è verificata a seguito del timore che ha provato nei confronti del suo tutor.
<< Ok, ok. È colpa mia, scusami >> dice questi, massaggiandogli la braccia. << Non volevo spaventarti è che… cazzo, lo sono anch’io, Mirko! >>.
<< Perché? Cosa succede? >> gli chiede fermandogli le mani.
Rio trema da capo a piedi. E’ possibile che abbia passato la notte in bianco, e quindi che non si sia rilassato un solo istante da che lo ha salvato ed ora sembra proprio che stia per crollare. Marco gli posa le mani sulle spalle e il suo intervento sembra calmarlo un po’.
<< Liber… guardami tu, adesso. Cosa ti spaventa? >> gli chiede  Mirko. Questi sospira e sembra tornare in sé, sebbene gli stringa forte le mani.
<< Ieri sera ho approfittato dell’idea del sindaco di prestarmi nuovamente il suo cellualre per contattare Ylenia dopo la visita medica, per inviare una email al mio capo. Gli avevo detto che stamattina gli avrei inviato i file e dovevo informarlo del fatto che non sarei riuscito a farlo. Gray non tollera che non si rispettino gli accordi e non volevo avere a che fare anche con i suoi scleri, dopo tutto questo casino. Non avevo tenuto conto che sarebbe venuto a conoscenza di quanto abbiamo vissuto. O meglio, della versione che ho dato al sindaco ieri sera e che è stata la prima ad essere messa in giro. Ha mandato Sky >>.
Mirko rabbrividisce dinanzi al timore che gli legge in viso. Non sa chi sia questo Sky, ma ha la sensazione che non debba essere una bella cosa averlo tra i piedi.
<< Lui non è abile quanto me nel leggere la verità dalle espressioni facciali, ma sicuramente avrà una telecamera e dei microfoni addosso e tutto ciò che verrà detto in questa stanza, tutto ciò che ci passerà sul viso e che esprimeremo col corpo sarà poi analizzato da Gray e io non posso permettere che lui abbia anche solo un dubbio su di te! >>.
Lo stupore colpisce Mirko come un pugno. Il suo tutor non è spaventato per se stesso, come lui aveva erroneamente pensato, ma per lui. Sta cercando in tutti i modi di proteggere il suo segreto, senza pensare a cosa andrà in contro quando il suo collega, prima, e il suo capo, poi, sapranno che lo ha messo a conoscenza del proprio. Un nodo gli stringe la gola rendendogli impossibile esprimere a parole ciò che prova e quanto senta di non meritare la sua cura.
Bussano alla porta e Rio si volta di scatto verso questa, ponendosi in protezione dinanzi a lui.
<< Marco, lo affido a te. E tu fai esattamente tutto ciò che ti dice, intesi? >> gli ordina, voltandosi appena verso di lui. Mirko annuisce, il cuore in gola per questo incontro imprevisto, che, per quanto lo metta in potenziale pericolo lo rende anche curioso del ritrovarsi al cospetto di uno dei misteriosi colleghi del suo tutor.
Rio apre la porta con circospezione, ma questa viene subito spalancata dal loro ospite. Due braccia pallide cingono le spalle del suo tutor e lo stringono forte in un abbraccio. La porta sbatte, chiusa con un piede da questa ragazza dai lunghi capelli biondi stretti in un’alta coda di cavallo. Mirko sbatte le palpebre più volte, stupito dal lungo bacio che questa sta dando a Rio e per un istante pensa che possa essere una delle loro followers che ha approfittato della confusione per intrufolarsi nell’hotel proprio con questo intento.
<< Sangre de Dios, Fox, ¿Qué pasó?[2] >> gli domanda rompendo il bacio.
No, a quanto pare si è sbagliato. Questa ragazza che, come una madre apprensiva sta controllando che Rio stia bene, sembra proprio essere il temibile Sky.
Ricordati della regola di sopravvivenza numero uno, sottiletta” lo mette in guardia il custode.
Mirko, però, non capisce il perché della necessità di non fidarsi delle apparenze. Questa ragazza e il suo tutor stanno parlottando tranquilli, talmente tanto da rasserenare anche lui, che sente il suo corpo tornare quello di sempre. La capacità di comprendere lo spagnolo, lingua che non ha mai studiato, però, rimane.
La ragazza si lancia in un altro abbraccio e in tanti baci che portano Mirko a pensare che ci sia qualcosa di più della semplice colleganza tra i due. Poi alza lo sguardo a incontrare il suo e il ragazzo non coglie in lei alcuna sorpresa nel vederlo lì, addossato alla parete, né traccia di tutta la dolcezza con la quale si è fin’ora rivolta al suo tutor.
<< ¿Confías en mí?[3] >> le chiede Rio e la ragazza socchiude gli occhi sospettosa.
<< Tu no eres un tonto, lo sé >> risponde lei. << Pero recuerdo lo que me dijiste sobre él, cuando nos conocimos antes de irte, y me pregunto si no has sido influenciado de alguna manera[4] >>.
<< ¿Hasta el punto de romper mi tapadera? Entonces me ofendes, Sky[5] >> ribatte Rio indispettito. << So riconoscere un valido elemento. Mi sono stati affidati parecchi praticanti nel corso degli anni e quelli più capaci ora sono giornalisti investigativi affermati >>.
<< Vuoi dire che mi trovo ante de uno de esti? >> gli chiede lei scettica, nel suo italiano incerto.
<< Ho avuto modo di osservarlo in queste settimane e di valutare positivamente la sue capacità deduttive e di osservazione. Per questo l’ho arruolato quando ho capito di trovarmi dinanzi alla possibilità reale di incastrare Mandez >>.
<< ¿Qué? ¿Te das cuenta de que esto no va a complacer a Gray en absoluto?[6] >>.
<<  ¿Y te das cuenta de la forma poco profesional en que él me trató?[7] >>.
La ragazza sembra stupita delle sue parole, cosa che porta Rio a scuotere il capo.
<< Asumí que tú y Mistica no sabías todo [8] >>.
<< ¿No sabemos qué, Fox?[9] >> lo incalza lei.
I suoi occhi si fanno sempre più grandi di stupore mentre il collega le racconta del silenzio radio che il loro capo gli ha imposto dal momento in cui ha rifiutato di essere reintegrato nell’inchiesta per tutelare la sua copertura della presenza di Mirko. Quando, però, Rio gli ha comunicato di aver comunque ottenuto le prove che li avrebbero portati a chiudere finalmente questa inchiesta, Gray Stone lo ha trattato con i guanti, ribadendo più volte quanto fosse importante le inviasse subito in sede.
Questo atteggiamento non è per nulla piaciuto a Rio. Altre volte si erano ritrovati a dover sollevare da un’inchiesta un infiltrato per motivi di sicurezza, ma mai era stato imposto a questo il silenzio radio. Questo perché chi agisce sotto copertura ha bisogno di essere periodicamente aggiornato, dal momento che la sua posizione non è solo delicata ma anche pericolosa, come in questo caso. Gray Stone ha agito, invece, come un bambino dispettoso che toglie dal gioco il compagnetto che ha osato contraddirlo per poi tornare a sorridergli quando questi si ritrova tra le mani un pezzo di torta, nella speranza che gliene dia un pezzo. Solo che questa volta Rio ha deciso di non sottostare al suo ricatto e per questo si è preso tempo per riflettere su cosa fosse meglio fare, prima di inviargli i files.
<< Bueno, Sky, creo que tu estás aquí hoy solo para asegurarte de que me aferro a lo que he logrado trabajando duro y arriesgando mi vida, a pesar de sus decisiones cuestionables, por dedicación a mi trabajo[10] >>.
<< Maldito hijo de puta[11] >> dice la ragazza tra i denti, scuotendo piano il capo. Poi sospira. Il sospiro lungo e lento di chi sta cercando di gestire troppe emozioni che vorticano tutte insieme. Alza, infine, la testa ed afferra l’elastico che le tiene stretti i capelli. Affonda le dita tra questi prima di tirare con forza verso l’alto e togliere quella che si scopre essere una parrucca, che lei getta tra le mani di Rio.
<< Che ti avevo detto? >> gli da di gomito Marco, soddisfatto del suo stupore.
Mirko non riesce a credere ai propri occhi, che non può fare a meno di tenere incollati sulla ragazza che si sta liberando della retina che le copre la testa. Fa uno strano effetto il suo bel volto truccato alla perfezione, ora che è circondato da questi capelli castani, corti e scompigliati.
<< Ni yo, ni Mistica somos tan hábiles como tú para leer la verdad en los rostros de las personas, pero entendimos que había algo extraño[12] >> sta dicendo lei.
Posa sulla scrivania lo zainetto rosa che ha sulle spalle per recuperare delle salviettine levatrucco. Mentre ripulisce il viso racconta di come Gray Stone avesse detto loro che era stato lui a chiedere sia di non rientrare, che di avere il silenzio radio come ulteriore sicurezza. A Sky era già sembrato insolito che Rio avesse scelto volontariamente di escludersi del tutto dal caso, proprio perché a conoscenza dell’impegno che è solito dedicare al lavoro. Certo, a Mirko non fa piacere scoprire di come il suo tutor fosse intenzionato a fare di tutto per portarlo a scappare via dalla ‘Visitato per voi’, ma proprio questa dichiarazione di intenti aveva stonato in Sky dopo quanto riportato loro dal capo. Non riusciva per nulla ad immaginare Rio capace di dedicarsi esclusivamente alle sagre.
Salvietta dopo salvietta, della bella ragazza dal trucco perfetto e i capelli platinati non resta più nulla. Ne ha preso il posto un ragazzino che potrebbe essergli coetaneo.
E’… è un maschio” pensa Mirko esterrefatto, facendo ridere il custode sotto i baffi.
Ti invito a tenere ancora a mente la regola di sopravvivenza numero uno” ribadisce questi e il ragazzo si chiede cos’altro mai potrebbe nascondere questo Sky, oltre al fatto di non essere la donna che ha varcato la soglia della loro stanza e che, cosa non da sottovalutare, ha baciato con passione il suo tutor. Gli risulta così assurdo che Rio non stia reagendo col suo stesso stupore e che sia più interessato, invece, a quanto strano sia sembrato a Sky ricevere, ieri sera, dal loro capo l’ordine di partire con il primo volo per recuperare le prove. Azione che sono soliti mettere in atto solo nel caso in cui l’infiltrato si trovi in una situazione di estremo pericolo.
<<¡Temí lo peor![13] >> esclama, gettando con stizza l’ultima salvietta nel cestino. << El no me dio ninguna explicación de por qué  yo tenía que llegar tan lejos. Hice mi investigación y cuando leí sobre lo que sucedió allí[14]… como diablo avete potuto finir ne le mani de un serial killer? >> sbotta guardando prima il collega e poi lui.
Mirko, però, distoglie lo sguardo. Prova un profondo imbarazzo che non sa spiegarsi e per il quale si sente infinitamente stupido.
<< Il committente di Mandez e il serial killer erano complici >> risponde Rio, facendo spallucce.
<< Quindi è vero, avete rischiato la vida per la nostra inchiesta? >>.
<< Certo >> risponde Rio con la stessa ovvietà di poco prima. << Quando, però, ho comunicato a Gray che non gli avrei potuto inviare i files stamattina, perché impossibilitato da eventi particolari nei quali ero stato coinvolto, il problema era già stato risolto, il pericolo superato e soprattutto io, come vedi, sto bene. Se fossi morto, in coma o nelle mille altre possibilità che giustificano l’invio di una squadra di recupero, allora la tua presenza qui avrebbe avuto senso >>.
<< E lui lo sapeva >> dice Sky tra i denti. << Lo sapeva e di quella email no me dijo nada[15]. Mi ha lasiato viagiar col timore de trovarte moribondo solo per poterse apropriar de le prove che temeva tu no volesi dargli. Sangre de dios, y ¿quién no haría lo mismo en tu lugar? Gray ignoró tus años de dedicación y lealtad solo porque hiciste la solicitud legítima de proteger no solo tu cobertura sino toda la investigación. ¡Esto es dictadura![16] >> esclama, strappando via dai lobi gli orecchini a clip. << Mi aveva chiesto el contato radio in real time. L’ho disativado quando ti ho visto in piedi sulle tue gambe all’ospedale. Tieni! No volio far parte di un gioco ai tuoi danni >> dice consegnandoli a Rio.
<< Avevi già messo in discussione tutto quanto >> constata fiero di lui.
<< Claro que si! Anche io lotto por la verdad, Liber, y en esto momento tu lo stai facendo davvero. Gray… ha cambiado mucho a lo largo de los años, pero en los últimos meses ha empeorado considerablemente. No pensé que empeorara hasta este punto [17] >> sospira sedendosi sconsolato ai piedi del letto.
<< Mi spiace >> sospira Rio a sua volta, sedendosi accanto a lui. << So quanto Gray sia importante per te e… >>
<< Anche tu sei importante per me, Fox >> lo interrompe Sky. << Te traté muy mal al principio, lo sé, pero luego aprendí a conocerte y ... bueno, ya sabes lo mal que me hizo verte partir[18]. Perché ti sei lasiato solo in esto grandisimo casino? >> gli chiede, posandogli la mano sul ginocchio. << Avresti potuto contattarme, spiegarme cosa ti stava accadendo e, invece, hai rischiato la vida per tu mania de far todo da solo! >>.
<< Non volevo coinvolgerti in questa faccenda >> risponde Rio, distogliendo lo sguardo da lui per la prima volta.
<< ¡Ya estoy involucrado![19] >> sbotta il ragazzo. << Gray ci ha imbroliato tutti quanti! Credi che mi faccia piacere saber di eser stato mandato aquì per strapparte da le mani ciò che è tuo di diritto? Come fossi el figlio di Achille e tu Filottete >> dice, causando un’esplosione di risa nel collega.
<< Mi mancavano i tuoi riferimenti epici! >> esclama, ridendo fino alle lacrime.
Sky lo osserva a lungo, serio, scuotendo lentamente il capo. Passa, poi, la mano sul volto e alza lo sguardo a incontrare quello di Mirko.
<< Ti rrendi conto? Io gli ricordo che siamo una famiglia e che sulla famiglia si può contare e lui ride >> gli dice serio. Il ragazzo, che non si aspettava di essere tirato in ballo, non sa cosa dire e si limita ad abbozzare uno sciocco sorriso.
<< Lo so, Sky >>  si intromette Rio, salvandolo. << Ricordo bene quel che mi dicesti la sera prima della mia partenza. Quella sensazione di inevitabile fine di ogni cosa che vedevi nel mio lasciare Madrid per tornare nella città in cui sono nato. Avevo riso anche allora del tuo essere melodrammatico. Come credi mi sia sentito quando ho capito che, a conti fatti, la tua profezia si stava avverando? Cerca di capirmi… >> sospira passando le mani tra i capelli. << Sono così stanco… vorrei solo potermi liberare al più presto di Valerio Rossi e tornare ad essere semplicemente me stesso >>.
Sul volto di Sky torna il dolce sorriso che sembra dedicare solo a lui. Gli scompiglia i ricci con un gesto talmente familiare, come lo scambio di sguardi che ne segue, da far provare a Mirko un pizzico di invidia. Si sente di troppo. Non merita di condividere con loro questi momenti, nè la verità che ne sta venendo a galla. Sente di essere la causa della realizzazione della profezia di questo ragazzo, dato che quando Rio ha scoperto il suo segreto si è visto costretto a tenersi fuori dall’inchiesta ed è da lì che il loro capo sembra abbia iniziato a dare di matto.
<< Lo vedo quanto sei stanco >> sta dicendo Sky, carezzandogli il viso. << Ti sei siempre esposto in ogni inchiesta y en esta hai portato avanti da solo todo. Pero riguardo al tornare a eser te stesso… Myo, creo che tu no sia più lo stesso ragazzo che è partito da Madrid subito dopo Natale. Sei cambiato tanto. Esta inchiesta ti ha cambiato. Y non solo lei >> dice, scoccando un’occhiataccia a Mirko che subito distoglie lo sguardo.
Rio sospira e annuisce piano. Gli occhi gli si riempiono di lacrime che, però, come sempre, restano lì e non cadono giù. Sky allora gli getta di nuovo le braccia al collo e lui accetta il suo abbraccio, affondando il viso contro la sua spalla.  
<< Tienes ración, Àngel. Pero quiero que todo esto termine. ¡Tengo pruebas! ¿Te das cuenta? ¡Me las arreglé para incriminar a ese maldito hijo de puta![20] >> dice, guardandolo con gli stessi occhi stravolti con i quali Rio ha guardato lui la sera in cui si è reso conto di questa vittoria.
<< Sabía que podías hacerlo y estoy orgulloso de ti[21] >> dice posandogli un bacio sulle labbra prima di stringerlo di nuovo in un abbraccio.
Sky gli chiede di raccontargli come abbia fatto e cullato dal suo abbraccio, Rio gli racconta una ennesima versione dei fatti priva della parte spiritica di sua pertinenza. In questa versione, il Presidente della Pro Loco è stato ucciso a causa degli accordi che aveva stretto con Mandez e che vedevano coinvolta la ragazza per la quale hanno rischiato la vita. L’occasione di ottenere le prove si è creata quando questa ragazza ha iniziato a flirtare con il suo assistente. Dal momento che questa era sicuramente in possesso di informazioni e che con lui non si sarebbe aperta, Rio ha pensato di coinvolgere Mirko.
<< Se sono riuscito ad ottenere le prove che ci permetteranno di chiudere l’inchiesta e stato solo grazie al suo ottimo lavoro >> dice uscendo dall’abbraccio del suo collega. Entrambi si voltano verso Mirko, riconoscente l’uno, diffidente l’altro.
<< Creo tu abia provato su tu piel quanto possa eser peligroso condurre una inchiesta >> dice Sky alzandosi in piedi. << Il battesimo del fuoco lo hai avuto y è stato anche muy pesante. Benvenuto nel team, Mirko >> conclude, chinando appena la testa mentre batte il pugno sul petto, come un antico romano.
Mirko guarda confuso Rio che gli sorride di rimando, soddisfatto. Pensava stesse scherzando quando gli aveva detto che secondo lui sarebbe potuto essere un ottimo giornalista investigativo. Invece, sembra proprio che fosse più che serio e che ora stia ribadendo questo concetto posando a sua volta il pugno sul petto.
Credevo lo avessi capito che non è tipo da scherzare pressoché su nulla, sottiletta” gli dice Marco strizzandogli l’occhio.
Che Rio fosse anche troppo serio lo aveva capito, certo. Mirko si è trovato, però, ad essere coinvolto per caso in qualcosa di inaspettato. Proprio come il suo tutor, a ben pensarci. Solo che non sa se sia pronto ad accettare questa nomina con la stessa dedizione che lui sta avendo per quella che gli è piovuta addosso. Questo Gray Stone lo spaventa, fosse anche solo per il fatto che Rio stesso ne è spaventato e di cose di cui avere paura ne ha fin troppo per sé.
Sono un maledetto egoista” pensa, rendendosi conto, però, di avere a sua volta portato il pugno al petto, proprio come loro due.
Sky gli sorride per la prima volta, soddisfatto della sua muta accettazione e gli strizza l’occhio prima di voltarsi verso il suo collega.
<< Qual è il tuo piano, Fire Fox? >> gli chiede, battendo le mani l’una contro l’altra prima di scrocchiare le dita.
<< Quello di agire una rivoluzione, Sky Fall >>.
<< Avrai bisonio di alleati, allora. Eccone uno >> dice battendosi la mano sul petto.
<< Ne sei sicuro? >>.
<< Claro que si! >> dice dandogli un pugno sulla spalla. << Gray ha pissiato siempre più lungo in esti ultimi años. Quando eravamo solo lui y yo ci dividevamo gli oneri e le glorie. Da quando sei arrivato tu ha inisiato a farsi da parte siempre più spesso per gli oneri e a eser siempre en primera linea per le glorie. Siempre a nascondersi dietro i molti años de servisio, i dolori causati dai suoi traumi… Sangre de Dios, cosa dovremo dire nosotros? No es una gara, ma rispetto a lui, tu y yo abiamo avuto una infansia y una adolesiensa dalle quali possiamo dirci fortunati de eser sopravisuti. Quindi se una scissione ci deve eser è melio sia adesso. Dice di eser vecchio e stanco? Bueno, è ora che si facia da parte! >>.
<< Guarda che io non ho intenzione di prendere il suo posto a ‘El mundo’, Àngel >>.
<< Ma chi se ne frega di ‘El mundo’, Liber! Sangre de Dios, tienes libertad en tu nombre[22]: quando ti deciderai a sfruttarla? >>.
Rio sostiene a lungo lo sguardo deciso del suo collega prima di annuire, facendo esultare Marco, che salta sul posto come un grillo.
<< Sfruttiamola! >> dice, battendo le mani una contro l’altra. << Hai l’attrezzatura qui con te? >>.
<< Credi davvero che sarei capace di andare in giro senza mi niños? >> ribatte Sky, tirando fuori dallo zainetto tre piccoli e sottilissimi laptop e tanti altri oggetti di tecnologia di ultimissima generazione.
Nel giro di pochi minuti allestisce sulla scrivania di questa anonima stanza d’hotel una vera e propria postazione degna di uno spy movie. Sotto la direzione di Rio, Sky recupera dai loro smartphone andati distrutti tutti i dati che contenevano e li salva prima sul laptop e poi su una chiavetta. Il cuore di Mirko perde un colpo quando capisce che sta hackerando i database di polizia e carabinieri per recuperare le informazioni che questi hanno su di loro, prima, e su tutti gli attori della disavventure che hanno appena vissuto, poi. In breve tempo salva tutto su un hard disk, criptando il contenuto di ogni cartella che passa poi nella stessa chiavetta.
Rio decide di inviare una email a Lopez, il direttore di ‘El Mundo’ nella quale spiega quanto fatto da Gray Stone ai suoi danni in quest’ultimo mese, allegando come prova gli scambi avvenuti nella chat di gruppo, prima che ne fosse estromesso, e in quella privata con lui; nonché le registrazioni delle telefonate tra loro intercorse, che chiede a Sky di recuperare dall’archivio.
<< Registrate tutte le conversazioni che partono e arrivano ai vostri cellulari? Anche quelle personali? >> domanda Mirko, stupito di questa totale assenza di privacy che, se davvero entrasse in un team simile, sarebbe per lui un grande problema.
<< A proposito, ho bisogno che siano cancellate del tutto le tracce di alcune telefonate e conversazioni via chat >> dice Rio, cogliendo di sopresa Sky, che, però, controlla comunque l’elenco di chiamate in entrata e uscita, come richiesto.
<< Ylenia Fiori? >> dice quando giunge a quelle da eliminare. << Le hai già criptate. Perché cancellarle? Non potrebero comunque eser ascoltate, né lete senza tu consenso >> .
<< Perché non voglio mettere nei guai quella ragazza >>.
<< Oh, vedo che hai seguito mi consilio >> ribatte malizioso Sky, mandando in confusione Mirko, che si era già fatto un’idea tutta sua sul genere di relazione che intercorre tra questi due colleghi.
“Solo perché ti ostini a ignorare la regola numero uno” si intromette Marco tra i suoi pensieri, dandogli ai nervi.
<< No che non l’ho seguito! >> sta dicendo Rio, perentorio. << Mi ha contattato lei per motivi redazionali >>.
<< Allora qual è il problema? >> insiste Sky sempre più curioso.
<< Il problema è che per evitare di essere avvicinato da alcune ragazze del posto ho tirato in ballo la vecchia storia della fidanzata alla quale voglio essere fedele. Mirko per lo stesso motivo si è lasciato sfuggire che ho una relazione con una collega e, per quanto sia molto difficile si arrivi a lei, voglio evitare ogni possibilità, Sky. Anche perché Gray si incazzerà e cercherà tutte le possibili frecce per il suo arco e voglio evitare che usi anche quella dell’inviato sotto copertura che intrattiene relazioni intime non necessarie >>.
<< Sì, hai ragione >> concorda Sky, cancellando ogni traccia delle telefonate e delle conversazioni. << Sarà meglio che dia un’occhiata ai vostri nuovi smartphone per renderli non tracciabili >>.
<< Sì, era nella lista delle cose da chiederti. Voglio, però, la possibilità di scegliere quale conversazione registrare e quale no >>.
Sky si volta del tutto verso di lui, interrompendo il suo lavoro per fissarlo in modo sospetto e per nulla rassicurante.
<< Cosa mi nascondi, Fox? >> gli chiede, alzandosi lentamente in piedi. Per quanto sia un buon trenta centimetri più basso, in questo momento sembra sovrastarlo. Rio sospira e passa nervoso la mano tra i ricci.
<< L’inchiesta è praticamente conclusa e… ecco, quel tuo consiglio… non mi dispiacerebbe seguirlo >>.
Sky batte forte le mani l’una contro l’altra per poi gettargli le braccia al collo e iniziare a saltare come stesse esultando per la finale di una partita vinta dalla loro sguadra del cuore. Lo lascia poi andare per gettare le braccia al collo di Mirko, esultando allo stesso modo.
Una violenta scarica di immagini angosciose invadono la testa del ragazzo, ma per fortuna Rio gli afferra prontamente il polso tirandolo subito via.
<< Es un milagro! Es un milagro[23] >> continua a gridargli Sky nelle orecchie << Ti rrendi conto? Vuole seguire mi consilio! Vuole seguire mi consilio! >>.
<< Piantala! Non mi sembra il caso di mettere a conoscenza della cosa tutta la città >> sbotta Rio, cercando di contenere il suo entusiasmo.
<< ¡Tienes que contarme todo, porque estoy seguro de que algo loco debe haber sucedido para que tomes esta decisión! Sangre de Dios, esa mujer debe haber tenido una razón válida para llamarte. Tímida como es, ¡nunca lo habría hecho, de lo contrario![24] Scommetto che c’entri tu! >> dice, afferrando Mirko per le spalle. << E’ così, vero? >>.
<< Beh >> riesce appena a borbottare Mirko, causando una nuova bordata di euforia nel ragazzo.
<< Dios, lo sabía![25] Tu, sei più che benventuo, Mirko! Sei un milagro de Dios! >> dice stampandogli poi un bacio sulle labbra.
Mirko si ritrova in una specie di bolla. Sente appena Sky parlare di una Mistica che deve subito mettere a conoscenza di questa cosa che la farà felicissima. I suoni gli giungono ovattati e distanti  e avverte appena il tocco delle sue stesse dita sulle labbra.
“Mi ha baciato” pensa, sentendo lo stomaco chiudersi. Se non vomita sulla moquette di questa stanza d’albergo è solo perchè non mangia nulla dalla sera precedente e ha più volte vuotato lo stomaco dopo il massaggio cardiaco che lo ha riportato in vita.
Fissa un punto sul pavimento, continuando a ripetersi di aver ricevuto un bacio da questo ragazzo e flash di quanto accaduto negli abissi gli tornano alla mente. Poi questi scompaiono e lasciano il posto alle molte scene la cui invasione aveva già avuto modo di subire nel bagno dell’ospedale. Quelle scene in cui rivede se stesso in volti che non gli appartengono e Alex in altri. C’è sempre qualcuno, però, con loro questa volta. Qualcuno che sembra essergli molto intimo. A volte è una donna, altre un uomo. Si scambiano abbracci e sorrisi e baci anche.
Non è la prima volta che un uomo mi bacia” si ritrova a pensare, mentre emozioni di gioia lasciano il posto a paura e angoscia e disperazione per la morte di questa persona dal volto sempre diverso, ma che possiede la stessa anima.
Sono vite passate. Le mie vite passate?” si chiede, ma il calore della stretta delle mani di Fox ai suoi polsi giunge a strapparlo via da questo stato di trance.
<< Ehi, Mirko, Sei con me? >> gli sta chiedendo Rio.
Alle sue spalle Sky lo guarda preoccupato, le mani giunte dinanzi alle labbra con le quali lo ha baciato facendo partire quel carnevale di immagini.
<< Perdoname, ti prego. Non credevo de farti mal >> gli chiede, profondamente dispiaciuto.
<< Non ti preoccupare. Sono fatto così >> ribatte lui, abbozzando un sorriso. << Non immaginavo che i tuoi amici aspettassero con così tanta gioia l’arrivo della donna che ti avrebbe fatto perdere la testa, Liber >>.
<< Oddio, non dargli motivo per ricominciare a strillare. Quando fa così non lo sopporto >> dice Rio, alzando gli occhi al cielo, mentre alle sue spalle Sky balla allegro sul posto.
<< Sistemo subito i vostri cellulari >> dice Sky, tornando a sedere.
<< Senti, questa cosa di Ylenia... tienila per te, ok? >> gli chiede Rio, imbarazzato.
<< Non devo dare a Mistica motivo per eser felice para ti? No está bien[26] >>.
<< Se non aveste a che fare con Gray non ci sarebbero problemi, Sky. Lui, però, vi farà domande e lo sai quanto è bravo a fare in modo che gli venga detto proprio ciò che si vuole mantenere segreto >> dice facendo sbuffare Sky, che, però, concorda con lui.
<< Dimenticatene anche tu, ok? Quella donna non esiste e io continuo ad essere il convinto asessuale di sempre >> dice, facendolo ridere a crepapelle.
<< El primero passo è compiuto, capitano >> dice, iniziando a mettere via le sue cose. << Lopez è a conosienza della situaciòn. Valerio Rossi verrà a Barcelona per le ferie il mese prossimo, per compiere el segundo passo y meter la parola ‘fine’ su esta inchiesta. Dovrà comunque vivir ancora per alcuni mesi prima di scomparire. Quando le ague si saranno calmate, tu potrai eser libero de tornar a indossare i tuoi panni e farti chiamare con tu nombre. Anche a tagliare esta barba >> dice afferrandogli il mento ispido. << No te queda nada y te envejece mucho[27] >>.
<< Muchas gracias >>.
<< De nada >> dice battendogli la mano sulla guancia. << Ti spiego cosa ti ho messo qui >> dice consegnandogli la chiavetta.
Mentre gli illustra come ha catalogato le prove che hanno recuperato e le altre informazioni, si spoglia velocemente del top bianco e della gonna rosa, restando con gli slip e un reggiseno molto stretto. Mirko abbassa lo sguardo, cercando di non guardare il corpo snello e mezzo nudo di questo ragazzo. Si trova, però, a stupirsi delle ridotte dimensioni che deve avere il suo pene, che crea appena un piccolo rigonfiamento negli slip. I fianchi sinuosi, poi, stonano davvero tanto con la presenza di quel piccolo pene. Mirko alza lo sguardo proprio nel momento in cui Sky slaccia il reggiseno che creava un piccolo rigonfiamento per dare l’idea ci fosse un seno, seppure di ridotte dimensioni. Il suo torace, però, non torna del tutto piatto. A Mirko ricorda quello di una sua compagna delle superiori, atleta agonista di ginnastica artistica, che, prendendosi in giro da sè per il suo seno inesistente, diceva fosse più che altro un insieme di pettorali modellati in modo sinuoso e capezzoli appuntiti. Ecco, di Sky potrebbe dire la stessa cosa.
“Non ci sto capendo più niente” pensa Mirko, sollevato dal fatto che il ragazzino stia indossando una t-shirt marrone sui jeans chiari tagliati in più punti.
Sky rivolta al contrario lo zainetto, trasformando anche quello dal rosa confetto e molto femminile in uno verde militare e anonimo nel quale ripone le sue cose.
<< Mirko, mi scuso ancora per averte turbato con mi esuberansia. E’ stato un vero piacere per me conoserte e ancora gracias per l’aiuto che ci hai dato e anche per quello che seguramente ci darai in futuro >> gli dice, tendendogli la mano sinistra. Stupito da questa ennesima cosa insolita, Mirko la stringe. << Spero tu sia consapevole di avere l’opportunidad de lavorar con un grande professionista >> aggiunge battendogli la mano sulla spalla.
Mette lo zaino sulle spalle e si volta verso Rio al quale getta le braccia al collo, stringendolo forte a sè.
<< Mi raccomando, Fox: niente cazzate. Ne hai già fatte talmente tante in esto mese da eser a posto per un intero año >>.
<< Esagerato! Perché mettere limiti alla provvidenza? >>.
<< Eres un verdadero idiota[28] >> sospira tappandogli la bocca con la propria.
Mirko distoglie lo sguardo, imbarazzato da questo lungo bacio al quale questa volta il suo tutor risponde con non poco trasporto. Quando finalmente si allontanano Sky va alla porta e prima di aprirla e lasciarli alle loro vite, piega il braccio sinistro verso Rio presentandogli il polso.
<< Hasta la verdad! >> esclama.
<< Siempre! >> risponde questi toccando col proprio il polso sinistro di lui.
Forte!” pensa Mirko, euforico per questo gesto che lo riporta ai vecchi film americani con protagonisti gruppi di giovani amici abituati a vivere mille avventure e che sono soliti salutarsi con gesti e motti simili.
Sky lascia un grande silenzio dietro di sé. Un silenzio nel quale Mirko e Rio si scambiano occhiate imbarazzate e sembrano non sapere dove tenere le mani o che posizione far assumere al proprio corpo. Così Rio decide di sedersi al fondo del letto e Mirko di fare altrettanto.
<< Tipo interessante >> dice, rompendo il silenzio.
<< Col quale hai pensato avessi una relazione >> annuisce Rio, andando subito al punto.
<< Diamine, ti è saltato addosso più volte dandoti tutti quei baci che tu hai accettato con trasporto: cosa doveva pensare? >>.
<< Sì, ti do atto che Sky sia una continua fonte di confusione e fraintendimenti >>.
<< Ce l’ha nel Dna la confusione >> si intromette Marco e i due fratelli ridacchiano.
<< E’ un ermafrodito >> gli spiega Rio, interpretando l’incomprensione che deve avere ben dipinta in volto.
<< Esistono davvero? >> esclama lui stupito, facendo ridere a crepa pelle Marco.
<< Sì, Mirko, non sono una credenza popolare o miti inventati dalla tv. Dobbiamo assolutamente fare qualcosa per queste lacune che ti ritrovi, ragazzo mio >> dice Rio, battendogli paternamente la mano sulla spalla. << Credevo tu fossi più spigliato di me, ma inizio a pensare che se andassi a Madrid da solo scapperesti dopo un paio d’ore, impanicato per il loro modo esuberante di relazionarsi col prossimo >>.
<< Perché è normale baciare sulle labbra perfetti sconosciuti a Madrid? >> domanda Mirko, passando distrattamente il dorso della mano sulle labbra.
<< Può diventarlo quando si è molto in confidenza, mentre salutare con baci sulle guance e abbracci praticamente chiunque quello sì che è normale. Anzi, si offendono se non lo accetti o ti rifiuti di farlo. Credimi, per me è stato terapeutico trasferirmi lì e anche conoscere il tipo interessante che è appena uscito da quella porta >> dice, volgendo  a questa una sguardo intenerito.
<< Quindi posso stare tranquillo sul fatto che sei etero e single! Bene, sono felice tu abbia deciso di farti avanti con Ylenia >> gli da di gomito Mirko, ma lui alza gli occhi al cielo.
<< Non ho alcuna intenzione di fare niente con Ylenia, Mik, e credo di averti abbondantemente spiergato perché. Se ho detto quel che ho detto a Sky >>, aggiunge, frenando sul nascere il suo tentativo di ribattere, << è perché non potevo dirgli che sono diventato la guida ausiliaria di un guardiano di anime e che Ylenia si è ritrovata a ricevere il ruolo di mia protettrice. Motivo per cui ci ritroveremo a comunicare molto spesso tra di noi, sia per telefono, che via chat, e gradirei che per la tua incolumità queste conversazioni non venissero in alcun modo a conoscenza di nessuno >>.
Mirko sospira e la stessa sensazione di non meritare tutte queste cure da parte sua lo investe. Nonostante stia preparando una rivoluzione, nonostante i pericoli ai quali lo espone la sua professione, Rio ha sempre in primo piano il suo segreto e quanto importante sia che resti tale.
<< Mi dispiace >> sussurra stringendosi nelle spalle. << Hai già tanti di quei pensieri e sapere di aggiungertene di nuovi mi fa sentire così… crudele. Dovresti poter pensare solo alla guerra che hai appena dichiarato al tuo capo e non a me >>.
<< Figurati! Occuparmi di te mi aiuta a non impazzire pensando costantemente ai mille modi in cui Gray potrebbe decidere di farmi il culo e al casino nel quale ho appena messo i miei colleghi, >> sospira, sdraiandosi sul materasso .
<< Ma è davvero così pericoloso questo Gray? >> domanda Mirko curioso e anche un po’ preoccupato, dal momento che, in un certo senso, ora fa parte anche lui della resistenza.
<< Non è da sottovalutare >> risponde Rio, incrociando le braccia dietro la testa. << E’ un abile manipolatore e come tutti i manipolatori nasconde una grande insicurezza. Lui sa che conosco bene questo suo lato insicuro e farà di tutto per proteggersi >>.
<< Potrebbe anche decidere di mollare la presa e lasciarti andare >> dice, facendolo ridere.
<< Certo, come no! Non ha mai mollato nulla in vita sua, perché mai dovrebbe iniziare proprio con me? >> ribatte Rio, passando la mano sul volto stanco.
Marco scuote il capo e compie lo stesso gesto del fratello. Non si trovano, poi, in una situazione molto diversa lui e Rio in questo momento. Mirko si sdraia a sua volta sul materasso, piegando le ginocchia che raccoglie al petto.
<< Quindi il tuo nome in codice è Fire Fox? Come il motore di ricerca? >> .
<< Non ci avevo mai pensato! >> ridacchia, posando la mano sulla spalla destra. << Alla fine di una lezione del Master, quando ero ancora solo uno studente in Erasmus, Gray per la prima volta portò l’attenzione su di me e mi disse ‘Eres tan listo como un zorro, italiano’, ‘Sei furbo come una volte, italiano’. Questa cosa dell’essere furbo come una volpe me l’ha ripetuta altre volte, tanto che in classe iniziarono a chiamarmi ‘El zorro italiano’. Poi, durante uno dei primi incarichi, quando entrai ufficialmente a far parte del team, mi incazzai come poche volte mi è successo proprio con Sky e Mistica si mise in mezzo per dividerci. Nel toccarmi per tenermi lontano da lui si spaventò tanto perchè ero bollente, e in effetti poi scoprì di avere la febbre quasi a quaranta. ‘Stai andando a fuoco’, disse e Sky per prendermi in giro mi chiamò per la prima volta Fire Fox e da allora mi è rimasto addosso. All’inizio non lo sopportavo. Con i nomi ho sempre avuto un pessimo rapporto. Si può dire che non ne abbia mai avuto uno che fosse davvero mio prima che decidessi di chiamarmi Liber >>.
<< Che storia! >> esclama Mirko euforico. << Ti rendi conto che mi hai parlato di te per almeno due minuti pieni? >>.
<< Non ti ci abituare, ragazzino >> ridacchia, battendogli il dorso nella mano sulle ginocchia per poi rimettersi a sedere. << Devo chiamare Renzi prima che gli esplodano le coronarie. Poi penso proprio che mi butterò a letto e fino a domani mattina non voglio sentir… >>.
Un vento gelido si solleva da terra catturando la loro attenzione. Un mulinello si crea davanti alla porta e vortica, attraendo a sé riccioli di polvere e qualche cartaccia.
<< Oddio, cosa succede adesso? >> domanda stremato Rio.
<< Qualcosa di bello, finalmente >> risponde Marco. << Che pessimi: ci siamo completamente dimenticati di lui >> aggiunge imbarazzato.
Il mulinello si placa e Andrea compare al suo posto.
<< Mirko, tu qua stai? >> grida correndogli in contro.
Rio è evidentemente stupito del riuscire a vederlo, cosa alquanto insolita, in effetti. Forse, però, date tutte le stranezze che stanno capitando loro non lo è più così tanto.
<< So che tu puoi aiutarmi a fare una cosa >> dice il bambino prendendogli la mano. La sua stretta è sicura e i suoi occhi brillanti gli fanno capire che la sua triste condizione non è più un segreto per lui.
<< Come posso aiutarti? >> gli domanda preparandosi ad aiutarlo a fare il salto.
<< Voglio diventare il fratellino di Federica. Posso? >> gli chiede, invece, il bambino lasciandoli a bocca aperta.
 
[1] Sono stanco
[2] Sangue di dio, fox, cosa è successo?
[3] Ti fidi di me?
[4] Non sei uno sprovveduto, lo so. Ricordo, però, ciò che mi dicesti su di lui, quando ci incontrammo prima che partiste, e mi chiedo se tu non ti sia fatto in qualche modo influenzare.
[5] Al punto da rompere la mia copertura? così mi offendi, Sky
[6] Che cosa? Ti rendi conto che questo non piacerà per nulla a Gray?
[7]E tu ti rendi conto del modo molto poco professionale in cui mi ha trattato?
[8] Immaginavo che tu e Mistica foste all’oscuro di tutto
[9] All’oscuro di cosa, Fox?
[10] Beh, Sky, credo che tu sia qui, oggi, solo per assicurargli di entrare in possesso di ciò che ho ottenuto con fatica e rischiando la vita, nonostante la sua decisioni opinabili, per dedizione al mio lavoro
[11] Maledetto figlio di puttana
[12] Né io, né Mistica siamo abili quanto voi nel leggere la verità sui volti della gente, ma che ci fosse qualcosa di strano lo avevamo capito
[13] Ho temuto il peggio
[14] Lui non mi ha dato alcuna spiegazione del perché dovessi venire fin qui. Ho fatto le mie ricerche e quando ho letto di ciò che vi è successo
[15] Non mi ha detto nulla
[16] Sangue di Dio e chi non farebbe lo stesso al tuo posto? anni di dedizione e fedeltà buttati nel cesso solo per aver mosso una richiesta legittima di tutelare non solo la propria copertura ma l’intera inchiesta. Questa è dittatura!
[17] E’ cambiato molto negli anni, ma negli ultimi mesi è notevolmente peggiorato. Non credevo lo fosse fino a questo punto
[18] Ti ho trattato malissimo all’inizio, lo so, ma poi ho imparato a conoscerti e… beh, lo sai quanto male mi ha fatto vederti andare via
[19] Sono già coinvolto!
[20] Hai razione, Àngel. Voglio però che tutto questo finisca. Ho le prove! Ti rendi conto? Sono riuscito a incastrare quel maledetto figlio di puttana!
[21] Sapevo che ci saresti riuscito e sono fiero di te
[22] Ce l’hai nel tuo nome la libertà
[23] E’ un miracolo
[24]Tu devi raccontarmi ogni cosa, perchè sono sicuro che deve essere successo qualcosa di pazzesco per farti prendere qeusta decisione! Sangue di dio, quella donna deve aver avuto un motivo valido per chiamarti. Timida com’è non lo avrebbe mai fatto, altrimenti!  
[25] Oddio, lo sapevo!
[26] Non è giusto
[27] Non ti sta bene per nulla e ti invecchia parecchio
[28] Sei un vero idiota
   
 
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