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Autore: Black Lotum    26/07/2021    0 recensioni
Questa una storia vera e l'ho scritta l'anno scorso, durante la quarantena.
"Questa quarantena obbligatoria mi spinge a cercare qualcosa da fare ad ogni costo. Ho trovato una busta piena di vecchie lettere e biglietti d'auguri. Ma chi sono queste persone?"
Genere: Generale, Malinconico, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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I Mi stavo annoiando

Giorno quanto? Trentaquattro? Sì, ben trentaquattro giorni di quarantena per me. Non esco di casa dal sette marzo, dopo la chiusura delle scuole.

Forse però è meglio che prima vi parli un po' di me. Non vi dirò il mio nome, non mi va. Ho ventisei anni, vivo in Sardegna e attualmente sto studiando. No, non sono all'università come tanti credono. Sto rimediando a un grosso, grossissimo errore di gioventù e sono in terza superiore. Frequento un corso serale in un istituto agrario. Vi dirò, l'ambiente non è male, si studia il tanto giusto, le materie di indirizzo sono molto interessanti e credetemi: non l'avrei mai detto! I prof sono tranquilli, alla fine la scuola tra persone adulte è tutto un altro pianeta.

Comunque magari di me non ve ne frega niente. Oggi pomeriggio, dopo pranzo, volevo continuare a copiare gli appunti di tecniche di allevamento... mh, "Che roba è?" direte voi. Avete ragione: è una delle materie di indirizzo che insegna appunto tutte le tecniche di allevamento degli animali, la zootecnia e moltissime altre cose super interessanti, credetemi, con questa materia vi si apre un mondo tutto nuovo! Dicevo, volevo copiare gli appunti ma non ne avevo tanta voglia, allora sono andata alla ricerca di qualche ebook interessante. Così per caso ho trovato una biografia della principessa Sissi e mi è venuta l'illuminazione. Mi sono ricordata di una vecchia cartolina che mia zia mi spedì da Vienna quando ero bambina. Mi sono fatta venire così la bellissima idea di mettermi a cercarla. Sapete, dopo tre traslochi queste cose non si trovano facilmente, ma io sono stata molto fortunata.

In camera di mia madre ho trovato una vecchia busta regalo e dentro, un pezzo della mia vita tra l'infanzia e la preadolescenza: inviti a feste di compleanno, lettere natalizie ed estive tra me e la mia migliore amica delle elementari/medie, cartoline, letterine di compleanno e di natale, corrispondenza estera dello scambio interculturale alle scuole medie con una ragazzina greca e un ragazzetto finlandese o svedese nemmeno mi ricordo più. Ho trovato addirittura il mio primo Cioè! Cioè, ve lo ricordate il Cioè? Ma esiste ancora il Cioè?

Ad ogni modo, ho iniziato a leggere le lettere, i biglietti d'auguri, gli inviti. Erano, anzi sono perché non sono ancora finiti dentro al fuoco acceso nel caminetto, di parenti che di tanto in tanto si ricordano ancora di me, anzi in realtà lo fanno solo quando hanno voglia di farsi i cazzi miei. Alcune, poche, di parenti a cui voglio ancora molto bene ed altre di parenti che purtroppo non ci sono più. Sono della mia ex migliore amica, certe lettere che Petrarca e le tue Epistole puoi accompagnare solo! Amiche e amici che ora mi guardano e nemmeno mi salutano perché sono con la fidanzata, oppure perché lavorano e sono diventate grandi signore, oppure che mi guardano dall'alto in basso perché loro sono laureate, io no.

"Ti voglio bene", "Ti ho sempre detto quanto ti voglio bene", "Ti ho sempre voluto bene", "Sarai per sempre la mia amica del cuore". No, ragazze, non è vero. Sapete cosa vi dico? Man mano che ho letto mi sono sentita sempre più presa in giro, umiliata e inferiore a loro. Tutti con la fidanzatina, il lavoro in proprio grazie ai soldi di papà e la laurea e il master in mano. Tradita da chi sosteneva di volermi bene, con l'innocenza che poteva avere il diavolo alla nostra età. Quanti? Nove, dieci, undici e dodici anni, non di più. Questi sono stati gli anni dei tradimenti che più mi hanno segnata prima di quelli durante l'adolescenza.

Dentro quella busta tutta rotta e impolverata, oltre al mio primo Cioè ci ho trovato anche il rancore.

   
 
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