Storie originali > Avventura
Ricorda la storia  |      
Autore: blackcat128    09/08/2021    1 recensioni
Una spedizione negli abissi più profondi, una missione che, per un sottomarino, è questione di vita o di morte.
Genere: Angst, Mistero, Science-fiction | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A

                                                                                            SOTTO L’OCEANO






Primo giorno


Siamo arrivati a destinazione senza alcun problema. Devo ammettere di aver provato un senso claustrofobico di angoscia man mano che scendevamo e il sole, o meglio il suo riflesso, si allontanava fino a trasformarsi in un puntino giallo ed insignificante in questo mare che, per noi, ora, è diventato cielo. I pesci ci hanno fatto compagnia per un po’ e i membri dell’equipaggio si sono divertiti ad osservarli dagli oblò. Per fortuna sono stati gli unici a notare la nostra presenza. La missione è segreta e tale deve rimanere. Per il bene di tutti.






Secondo giorno


Continuiamo a navigare in questo oceano di un blu talmente scuro da sembrare nero. Nulla da segnalare. Stiamo raccogliendo molti dati da inviare alla base. Speriamo che siano utili. Tutti i miei colleghi si stanno finalmente rilassando dopo giorni di ansia. Quanto a me, sono leggermente più calmo di prima, ma mi auguro che questa missione finisca al più presto. Finché non torneremo in superficie non me la sento di cantare vittoria. Anche il panorama non aiuta. Ci siamo solo noi, questi abissi sono così sconfinati, così immensi da parere solidi. Delle pareti d’acqua che schiacciano il nostro sottomarino da tutte le parti.




Terzo giorno




Ho un lieve mal di testa, e come me altri colleghi. La tensione accumulata comincia a farsi sentire, a quanto pare. Mi bruciano gli occhi, credo che per oggi non scriverò più nulla.




Quarto giorno


Uno dei membri dell’equipaggio è stato male stanotte. Ha vomitato in modo molto violento e stamattina non riusciva ad alzarsi. Si sentiva debolissimo e in effetti non era un bello spettacolo. Pallidissimo, con dei cerchi violacei attorno agli occhi, non ce la faceva nemmeno a parlare. Ora è in infermeria, il comandante ha chiesto al medico di bordo di tenerlo costantemente aggiornato sulle sue condizioni e ha ordinato a noi ufficiali di tenere la bocca chiusa. Basta poco per far scoppiare la scintilla e non abbiamo bisogno di gente che si fa prendere dall’isteria. Spero solo che la cosa si risolva presto, ho una brutta sensazione.


Quinto giorno


Le condizioni del nostro collega si sono aggravate, altri hanno cominciato ad accusare gli stessi sintomi. Non potremo tenere nascosta la verità ancora a lungo. Peraltro anche io comincio a sentirmi poco bene. Ho paura.


Sesto giorno


Ci sono stati degli scontri con gli ufficiali. Tutti hanno capito che qualcosa non va, a bordo del sottomarino regna il panico. Oramai l’infermeria è piena. Non manca molto ad un ammutinamento, ma a cosa servirebbe?


Settimo giorno.


Il medico di bordo è riuscito a strappare l’arma ad un ufficiale. Credevamo volesse ucciderlo o sfondare la porta dell’alloggio del comandante. Molti sarebbero stati pronti a seguirlo.


Invece l’ha rivolta verso di sé.




Ottavo giorno


La gente ha cominciato a cadere direttamente nei corridoi. Nessuno ha più la forza di soccorrerli. Molti sono morti. Vomitano sangue e non solo dalla bocca: le orecchie, il naso, gli occhi stillano fiotti rossi prima che… prima che arrivi la fine. Non possiamo chiedere aiuto alla superficie. Noi ufficialmente non esistiamo, non si prenderebbero mai il rischio di venirci a salvare visto che ci troviamo in territorio straniero e ostile. Siamo soli.


In trappola, in una tomba d’acqua.




Nono giorno


Non … non riesco a tenere in mano la penna. Credo non mi rimanga tanto tempo. Sono l’unico ancora vivo? Temo di sì.




Mi manca casa mia






 

Perché? Perché ci hanno mandato su questo pianeta? Perché proprio su un pianeta che è composto per il 70% di acqua? Lo sapevano, erano coscienti dei rischi. Ma avevamo bisogno di fare ricerche, la missione era più importante di qualsiasi cosa, il pianeta Terra è pieno di risorse, è l’obiettivo ideale, è perfetto per essere colonizzato. Forse tutti i dati raccolti potranno servire per evitare che ad altri succeda ciò che è capitato a noi e allora il nostro sacrificio non sarà stato vano. Se la nostra morte potrà consentire al resto del nostro popolo di sopravvivere allora me ne andrò senza rimpianti.




Devo solo riuscire ad inviare i dati in superficie. 

Devo farcela.



Alzarmi è… è troppo difficile.



Devo arrivare lì…



Devo….devo riuscirci…..






Aiuto.
   
 
Leggi le 1 recensioni
Ricorda la storia  |       |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Avventura / Vai alla pagina dell'autore: blackcat128