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Autore: Archangel397    04/09/2021    0 recensioni
Il Diavolo potrebbe essere ovunque, dove meno te lo aspetti... anche dentro i tuoi occhi.
Genere: Mistero, Sovrannaturale, Thriller | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: Violenza
- Questa storia fa parte della serie 'Lunatics Saga'
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«Arrivo, arrivo!» Furono le parole pronunciate dall'anziana signora che stava lentamente andando ad aprire la porta, camminava appena anche con il suo bastone. Aprì la porta, trovandosi di fronte due individui: uno era di media statura e di carnagione molto chiara, indossava gli occhiali e dava l'impressione di essere un "so' tutto io" per gli occhiali che indossava e la sua capigliatura a spazzola. Il secondo era alto e di carnagione scura, aveva il capo rasato quasi a zero e indossava una giacca accompagnata da una cravatta.

«Buongiorno, signora. Siamo del dipartimento dei Crimini Brutali e Paranormali, prima squadra speciale, terza unità. Il mio nome è Jimmy Johnson, il mio collega qui è Subaru Kenshin

L'anziana signora rimase a bocca aperta per circa un secondo, per poi eseguire un profondo respiro.
«Posso aiutarvi in qualche modo?»

«Abbiamo ricevuto una segnalazione per l'omicidio di qualche giorno fa, non so se ha letto i giornali o visto la televisione ultimamente.» Replicò Subaru, sistemandosi gli occhiali con l'indice.

«...era mio nipote.» Disse la vecchia, abbassando lentamente il capo.

«Condoglianze, signora. Però le volevamo chiedere se...»

«Di perlustrare casa mia? Fate pure, non ho più nessuno a parte la mia gatta...»

«Con permesso.» JJ e il suo collega all'entrata si levarono le scarpe e perlustrarono la casa, partendo dal soggiorno. «Non c'è un cappero, a parte qualche mobile impolverato.» Riferì Subaru a JJ.

«Vai in cucina, io finisco qui.» Rispose lui, mentre la gatta nera non gradiva affatto gli attuali ospiti, li cominciava a vedere come una minaccia da estirpare.

«Cristo Santo.» Affermò il collega con tono basso e scioccato, intanto JJ si fiondò in cucina assistendo all'agghiacciante scena: la testa del ragazzo morto un paio di anni fa era servito letteralmente su un piatto d'argento. La sua espressione era totalmente contorta dal dolore, e del sangue oramai asciutto cadeva dalla sua bocca.

Nel mentre l'anziana uscì allo scoperto e si arrese, unendo entrambi i polsi attendendo le manette. JJ era mortificato e triste per la sorte del povero ragazzo universitario, ma dentro di sé si ripeteva: "È merda quotidiana, devo farcela."

«Signora Oshida, lei è in arresto.»

***

La gatta nera dell'anziana scappò dalla finestra spalancata del soggiorno e appena messo le zampe sulla strada, un husky siberiano dagli occhi d'argento si mise sul suo cammino.
«Che fai, scappi? Lurida creatura impura, devi assumerti la responsabilità del tuo omicidio. Stai solo condannando una povera vecchia per te!» La gatta non rispose, stava lì a fissarlo tutto il tempo.

«Vigliacca.»

«...»

«Cosa? Era uno stupratore che la stava passando liscia?»

«...»

«Ciò non giustifica le tue azioni, hai comunque levato una vita, e condannato una povera anziana al tuo posto!» Il cane la fissava dritto nei suoi occhi dorati, provando nausea e ribrezzo. «Vero, che parlo a fare? Tu non hai un cuore, sei letteralmente un demone. Anzi, un diavolo se devo essere preciso... e ovviamente, non posso fare finta di niente dopo tale scena!»

***

Ore 23:59

«Tra un minuto, sconterai la tua pena.» Replicò il cane, che stava letteralmente incollato alla gatta in un parco nelle parti di Shibuya. Era notte, e non c'era più nessuno intorno a loro. «La luna piena farà da giudice, puoi fidarti.» Dopo l'affermazione la mezzanotte scoccò, rivelando in tutto il suo splendore la luna. I suoi raggi rivelarono la vera forma della gatta e del cane: la prima era in realtà un Diavolo dalla pelle viola e nera e aveva due lunghi corni sul capo. Gli occhi rimasero gli stessi, visto che erano gli unici elementi che suggerivano la sua vera forma. Il cane si rivelò essere un purissimo angelo con un'ala bianca e dall'altro lato nera, ma la sua forma era incerta.

«Capisco.» Esordì l'angelo, dando un'occhiata alla vera forma della gatta. «Quindi... l'anziana l'ha fatto volutamente per proteggerti. Ma ciò non toglie il fatto che sei un essere disgustoso. Per favore, levati dalla mia vista! Non farti più veder...» Un proiettile inatteso perforò il centro della fronte dell'angelo, uccidendolo in un solo colpo. Ciò fece spaventare il diavolo, che scappò a gambe levate usando tutte e quattro le zampe, ma nel frattempo udì altri spari che pensavano fossero rivolti a lui; girandosi alle sue spalle vide che un individuo sparava continuamente senza pietà al cadavere dell'angelo. La vista del diavolo era offuscata dalla paura, e non riuscì a mettere a fuoco la sua vista:


"... Akira?"

Transmission


  
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