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Autore: blackcat128    14/09/2021    1 recensioni
Il Natale è proprio il periodo migliore dell'anno. Vero?
Genere: Angst, Dark | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: Tematiche delicate
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                                                                           NOTTE SANTA






Ah, come le piaceva il Natale! Lily lo adorava fin da bambina, tanto che aveva quasi tolto il saluto a suo fratello, quando aveva iniziato a disertare il pranzo di famiglia, che per lei era sacro. Di sicuro era colpa della sua fidanzata che gli aveva messo in testa un sacco di stronzate alternative.


Sembrava che molti godessero a gettare merda con le loro banali e patetiche frasette ad effetto su quello che era indubbiamente il miglior periodo dell’anno. Poveri loro, cinici e freddi, che probabilmente non avevano mai provato la bellissima sensazione di fare un regalo gradito. Lily adorava comprare regali, li comprava anche per i parenti, i quali poi li spacciavano per idee loro davanti ai destinatari. A lei non pesava affatto, anzi, era fiera che la riconoscessero come suprema autorità in quel campo.


Quel giorno era la vigilia e lei stava seduta al bar ad aspettare la sua cioccolata calda con la sua amica Kelly. Il suo animo traboccava di gioia e serenità. Non aveva più doni da fare e quelli che aveva preso erano già stati impacchettati, aveva anche già deciso il menù per l’indomani, sperando che a quel branco di ingrati dei suoi invitati piacesse. Dovevano solo azzardarsi ad avere qualcosa da ridire.


Kelly, intanto, era intenta a leggere il giornale.


“Ah, ecco qua! Ragazzo aggredito e rapinato, è già il terzo questo mese! Hanno intuito che possono fare più soldi in questo periodo, brutti bastardi.”


Lily fece una smorfia.


“Quando capiranno che la pena di morte è la punizione giusta per certa gente sarà sempre troppo tardi.” sospirò.


“Verissimo.” annuì l’altra.


In quel momento arrivò il cameriere, un ragazzo biondo ed alto, con due tazze fumanti in mano.


“Ecco, signore. Una cioccolata fondente con panna…”


“Grazie.” gli disse Lily prendendola." Io farei come nei Paesi arabi, comincerei a tagliare mani.”


“E una cioccolata aromatizzata alla cannella.”


“Mmmmh, che bontà.” commentò Kelly, ringraziando il ragazzo con un cenno." Anche le frustate in piazza non sarebbero male.”


“Oh, come hai ragione!” Lily beve un sorso . Squisita. Come cavolo era possibile che molti amassero l’estate? L’inverno valeva la pena di essere vissuto solo per quello. Era un peccato che nemmeno quest’anno avesse nevicato, almeno fino a quel momento. Che razza di Natale era senza la neve?


“E non sono nemmeno i peggiori! Vogliamo parlare degli assassini e degli stupratori?”


Lily annuì.


“Io a quelli li riempirei di ferite, poi ci metterei il sale sopra. Strapperei loro le unghie e, dopo che sono rimasti senza più voce per il troppo urlare, li farei sbranare dai cani.”


“Sadica!”


Risero. Poi il discorso verté sui regali e su cosa avrebbero cucinato l’indomani.


Intanto il bar intorno a loro cominciava a svuotarsi.


“Beh, io vado, altrimenti gli idioti che ho a casa chiameranno la polizia dandomi per scomparsa.” fece Kelly ad un certo punto, alzandosi.


“Va bene, allora auguri!”


“Anche a te, passa delle buone feste!”


Lily sbadigliò e controllò annoiata lo smartphone. Un messaggio da sua figlia. Dio, senza di me sarebbero persi, chissà se dovessi morire come finirebbero…


Si alzò e uscì dal bar. Era stanca, evidentemente la frenesia di quelle ultima settimane cominciava a farsi sentire. Prese le chiavi, ma ad un tratto, lo sguardo traballò, tanto che riuscì ad infilarle e ad aprire la portiera al terzo tentativo. Si sedette e rimase per qualche attimo con la testa appoggiata al sedile, respirando profondamente.


Accidenti, proprio adesso doveva venirmi un colpo di sonno? Se mi metto a guidare in questo stato rischio di fare un incidente! Forse dovrei dormire… solo per qualche minuto…. Solo… qualche… secondo….






Stava sognando.


Si trovava in una stanza buia, sdraiata su qualcosa di duro e legata mani e piedi. Non vedeva nulla, ma istintivamente riusciva a sentire un’altra presenza vicino a lei.


“Chi… chi… sei?” balbettò.


“Chi sei, perché mi hai portato qui, cosa ti ho fatto… ho dimenticato qualcosa?”


Lily socchiuse gli occhi, quella voce le sembrava assurdamente familiare.


“Era buona la cioccolata?”


Il cuore di Lily si fermò. Il cameriere. Il cameriere che le aveva servite. Ma come…


“Mi sono fatto assumere in quel bar proprio perché sapevo che tu lo frequentavi abitualmente.”


Svegliati, Lily, svegliati!


“E oggi, finalmente, il momento che ho aspettato così a lungo è giunto. La tua morte sarà il mio regalo di Natale.”


“Sei… sei folle! Io non ti conosco!” gemette lei, mentre le lacrime iniziavano a colarle giù per le guance. Era di certo il sogno più vivido e terrificante che avesse mai fatto.


“Ah, no? Si vede che non mi hai guardato bene. Ti rinfrescherò la memoria, quindi. Ti ricordi di Grace? Mia madre?”


Il cuore di Lily si fermò. Grace. Povera, povera Grace. Non aveva mai superato il suo divorzio ed era stato proprio il figlio a trovarla impiccata in soffitta. E ora era impazzito, e lei, Lily, sarebbe stata la vittima innocente della sua follia.


“Tom...” tentò. ”Grace… la tua mamma… si è uccisa, io… io non c’entro nulla.”


“No, Lily tu non c’entri mai nulla. Tu sei una brava persona, e sei stata una brava amica per mia madre, vero?”


Lily deglutì. Sì, ammetteva di averla trascurata negli ultimi tempi, ma, santo cielo, essere amica di una persona che aveva sempre la faccia da funerale era deprimente! Insomma, d’accordo che stai soffrendo, ma cerca di sorridere quando sei in compagnia, altrimenti mi rovini l’umore!


Per questo aveva iniziato a non invitarla più ad uscire e a non farsi sentire nemmeno telefonicamente, le metteva tristezza.


Sì, quei pensieri li aveva fatti, e non ne andava fiera. Forse questo sogno era la rappresentazione che l’inconscio dava al suo rimorso? Si ripromise che avrebbe chiamato Tom, l’indomani.


“Tom…. Mi dispiace, mi dispiace tanto.”


“Oh, ma che scuse sentite. E soprattutto sincere. Non sono assolutamente parole dette solo per cavarsela, vero?”


“No! No, dico sul serio! Davvero, io… mi dispiace!”


“Anche perché non hai nessuna possibilità di uscire viva da qui. Gli assassini vanno puniti, giusto? Qual è la giusta pena per gente del genere? Ora non mi sovviene, ma sono certo che tu possa aiutarmi.”


La vescica di Lily non resistette. Quasi vomitò mentre avvertì la sua urina colarle in mezzo alle gambe.


È solo un sogno, solo un sogno….


“Ai ladri andrebbero tagliate le mani, mentre a chi uccide….”


“Io non ho ucciso nessuno!” urlò Lily con voce stridula per il panico.


“L’hai fatto. Non materialmente, ma l’hai fatto. Dimmi, cosa si merita una persona che ha spinto un’altra al suicidio?”


“Tom, per favore…”


Lui sospirò. "Beh, non importa. Non importa più nulla, oramai.”


Sentì che si allontanava, udì una porta aprirsi.


“Buono, bello, sta buono.” disse Tom con una voce che le diede i brividi.


Un momento… con chi stava parlando? Non…. Aspetta…. Ma Grace non aveva un cane? Un pittbull?


La mente di Grace deflagrò come uno specchio colpito da una mazza. Si mise ad urlare. Urlò, urlò, urlò per ore intere, e quando non ebbe più voce per farlo…. Beh, l'avrebbero presto scoperti i poliziotti incaricati di cercarla.




Fuori, frattanto, la neve aveva cominciato a cadere e nelle case, nelle piazze, nelle strade risuonava un solo ed unico augurio.


"Buon Natale!"






 
   
 
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