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Autore: clay97    14/09/2021    0 recensioni
La famiglia di Wen JiShen, principe della regione di Xi, è stata colpita da una terribile malattia; quest’ultima è opera del fantasma più pericoloso di tutti, Yersinia. Il principe dovrà andare a chiedere aiuto a Tan, Dea della Guarigione, per salvare la propria famiglia e mantenere il potere nella sua regione. Tan esaudirà la sua preghiera solo se gli le porterà il ventaglio di Yersinia detto “Ventaglio delle dieci piaghe”. Nel frattempo però le regioni di Luo e di Ryn, vedendo Xi vulnerabile, si preparano ad attaccarla. Durante il suo viaggio alla ricerca del Ventaglio, Wen JiShen incontrerà Tian Hua, uno strano ragazzino che si offre volontario per aiutarlo…
Genere: Avventura, Fantasy, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Shonen-ai, Slash
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Capitolo 9

Il tempo di Tan





Sulla cima della collina, ormai a pochi passi da lui, c’era un edificio imponente. Era arrivato al tempio di Tan.

Durante la notte Wei Li non ebbe problemi di alcun tipo, come se tutti i fantasmi di quel posto si fossero radunati solo per assalirli in quel punto. Aveva camminato per molte ore di fila senza mai guardarsi indietro, senza rimorso alcuno. Non si era preoccupato troppo di Tian Hua, sicuramente quello se la sarebbe cavata in qualche modo, inoltre lui aveva altro a cui pensare.

Wei Li proseguì dritto avanti a lui finché non si fermò di colpo a guardare il terreno: a circondare il tempio c’era un cerchio svelatore. Una linea di questo tipo era un espediente divino utilizzato per smascherare qualsiasi tipologia di stratagemma. Una volta passato il cerchio qualsiasi trucco usato scompariva all’istante, non importava quanto un cultore fosse potente o un’altra divinità, il cerchio svelatore agiva su tutto. Wei tuttavia, dopo averlo guardato per alcuni secondi, riportò lo sguardo sull’edificio e lo oltrepassò senza darci troppo peso.

Le pareti del tempio erano bianche come la giada e molto alte mentre l’esterno, ricco di fiori colorati, ospitava una targa sull’entrata: Salvezza Bianca che tende una Mano. Tra le altre cose il tempio era privo di porta.

Tan, la Dea della Salute, colei che aiuta i bisognosi e che cura le malattie. Era lei quella a cui doveva chiedere la grazia. Secondo le leggende, Tan fu la prima dei nuovi Dei ad ascendere. Si diceva che durante la sua vita mortale fosse stata una benefattrice, una donna ricca di virtù che aiutava i poveri e i bisognosi durante le guerre e le carestie. E così, all’età di soli trentacinque anni, ascese al mondo dei cieli.

Personalmente Wei Li non l’aveva mai considerata. In realtà non aveva mai considerato nessuno degli Dèi. Non perché non fosse credente ma perché era stato abituato a cavarsela con le proprie forze, con il proprio sacrificio. Non aveva mai chiesto nulla e non aveva mai preteso niente.

Una volta arrivato sulla soglia sbirciò al suo interno.

Era una struttura molto ben costruita e abbastanza semplice. Una semplice sala bianca con tre navate separate tra loro da colonne marmoree. Nessuna decorazione, nessuna statua, nessun affresco. Quel tempio era completamente vuoto. Dopo aver guardato a lungo Wei Li giunse ad una conclusione: aveva sbagliato posto.

Stava per uscire quando d’improvviso si sprigionarono un’energia e una luce sorprendentemente indescrivibili.

Dietro di lui, in quel momento, c’era qualcuno.

Voltandosi di scatto si trovò la vide. Alla vista di quella donna, Wei Li si sentì come se fosse stato invaso da una felicità e una gioia senza pari. Senza distogliere lo sguardo dalla divinità si accorse che tutte le pareti che prima era stato bianche ora brillavano di una luce dorata così splendente da fargli male agli occhi.

Dopo un momento di esitazione, il giovane si inchinò: «Con permesso, che voi siate lodata»

La divinità, avvicinandosi all’uomo, sorrise e appoggiò delicatamente una mano sulla sua testa: «Wen Ji Shen, figlio del Signore di Xi…cosa posso fare per te?». Era arrivata dritta al punto senza troppi giri di parole.

Mentre quella luce abbagliante non dava cenno di volersi attenuare, Wen Ji Shen si schiarì le idee, dopodiché parlò: «Mia Signora, sono qui per chiedervi grazia. La mia famiglia è stata colpita da una malattia incurabile e tra poco meno di alcuni mesi sarà completamente sterminata»

La divinità dalle lucenti vesti bianche tolse la mano dalla testa dell’uomo e lo fece alzare, dopodiché: «So già tutto riguardo questa faccenda» Wen Ji Shen non si stupì «Posso curarvi tutti, questo è certo»

Sul volto dell’uomo comparve un lieve sorriso, tuttavia quello si spense subito dopo.

La donna infatti continuò: «Ovviamente non faccio nulla per nulla. Mi aspetto qualcosa in cambio».

Wen Ji Shen a quel punto, inconsapevolmente, ripensò alle parole di Tian Hua. Quel ragazzino aveva ragione sulle divinità. Ricomponendosi rispose: «Quello che volete»

«Il ventaglio delle Dieci Piaghe» rispose quella gelida. Il modo in cui lo disse era in netto contrasto con la sua figura e con la sua presentazione. Era apparsa come una luce, come una donna gentile e di bell’aspetto mentre ora, in quelle poche parole, c’era qualcosa che si scontrava con quella gentilezza.

Sentendo quel nome a Wen Ji Shen si rizzarono tutti i peli presenti sul corpo Wen Ji Shen corrugò le sopracciglia e rispose: «Il… il ventaglio delle dieci piaghe?»

«Esatto, il Ventaglio di Yersinia» sottolineò la divinità.

Al suono di quel nome Wen Ji Shen si irrigidì: «Sono qui per chiedervi di curare una malattia che mi è stata inflitta proprio da lei, perché mi chiedete di andare a morire?»

Il Ventaglio di Yersinia era un oggetto maledetto, pregno di energia divina malvagia e crudele. Era la sua arma e il suo più custodito amuleto. Secondo le leggende il ventaglio di Yersinia era costruito con il tessuto del suo stesso cuore e una volta sventolato portava una carrellata di malattie e disastri di ogni tipo. Era pericoloso e ovviamente gelosamente custodito. Si diceva infatti che fosse il suo punto debole: costruito con il suo stesso cuore poteva essere distrutto e portare così all’annientamento di quella divinità.

Era ovvio che Tan lo volesse. Decisamente ovvio.

La divinità, sentendo le parole dell’uomo, disse indifferente: «Niente ventaglio, niente cura. Questo è il prezzo». Vedendo l’uomo sconvolto decise di essere più precisa sulla questione «Sai, è da ormai moltissimi anni che Yersinia è diventata un fastidio, un terribile fastidio non solo per il mondo umano ma anche per il mondo divino… è ora che venga sostituita e io sto cercando di farlo. Se mi porterai il suo ventaglio tutta la tua famiglia sarà risparmiata e ti farò ascendere ai cieli. Che te ne pare?»

Wen Ji Shen era rimasto sconvolto. In poche parole gli aveva rivelato quello che non avrebbe mai potuto sapere in tutta la sua vita. La schiettezza e la freddezza di quelle parole erano state veramente come un secchio d’acqua fredda. Tan quindi voleva eliminare Yersinia? Per metterci chi al suo posto?

Wen Ji Shen non voleva risultare scortese così decise di rispondere nell’immediato: «Il ventaglio per la cura?»

«Il ventaglio per la cura e la tua ascensione» rispose l’altra freddamente.

Sul volto dell’uomo si susseguirono una dopo l’altra emozioni diversi e contrastanti. Da una parte la morte certa, dall’altra anche. Rubare l’arma di una divinità non sarebbe stato semplice e sicuramente quella, accortasi del furto, lo avrebbe ucciso all’istante. Ovviamente se fosse riuscito a rubarlo.

In risposta Wen Ji Shen aggiunse: «Io non saprei nemmeno dove andare a prenderlo»

«Nel suo palazzo, nel mondo dei Fantasmi»

Non volendo indugiare per non farle perdere la pazienza rispose: «Lo farò» sul viso della divinità si accese un sorriso radioso «Però c’è un problema» aggiunse lui in fretta.

«Quale problema?» chiese lei duramente

«La malattia che mi è stata mandata…esattamente da ch- »

«Questo non posso dirtelo» rispose lei seccata.

Sentendo quel tono Wen Ji Shen si inchinò all’istante e si scusò. Quella divinità le faceva paura. Da tutti era sempre stata descritta come una Dea misericordiosa, gentile, educata, solare, gioiosa…non si sarebbe mai aspettato che quella descrizione fosse così lontana dalla realtà.

«Rimane comunque il problema della malattia mia signora. Mi sta togliendo forza ed energia, a stento riesco ad utilizzare le mie arti marziali e la mia spada» aggiunse l’uomo rimanendo chino «Mio padre, mia madre, i miei fratelli hanno già cominciato a manifestare i sintomi, le loro pelli stanno già cominciando a riempirsi di croste, i loro capelli a cadere… non so com- »

«Per quello non ti devi preoccupare» rispose lei con indifferenza «Con il tocco di prima ti ho passato dell’energia divina. Rallenterà l’arrivo dei sintomi e ti consentirà di utilizzare le tue arti marziali»

A quella notizia Wen Ji Shen si sentì più sicuro e rincuorato.

«Dopo che l’avrai preso ti basterà tornare qui e consegnarmelo. A quel punto la tua richiesta sarà esaudita, la tua famiglia sarà curata e tu ascenderai ai cieli. Il resto non ti deve interessare». Dette quelle ultime parole la stanza tornò buia.

Alzando la testa Wen Ji Shen si accorse di essere solo. Tan se n’era andata.

   
 
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