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Autore: clay97    15/09/2021    0 recensioni
Richard Stafford chi è? Da dove viene? Cosa fa? Non importa, o meglio: non ha più importanza. Richard Stafford si ritrova catapultato nella storia fantasy appena letta, in un mondo fantastico dal quale non può scappare. L'unico obiettivo è aiutare il giovane protagonista a sopravvivere, cambiare la fine della storia e aiutare il mondo degli umani a sconfiggere il grande Regno Demoniaco...o almeno così dovrebbe essere.
Genere: Avventura, Fantasy, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Yaoi
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Capitolo 21

Bacio rubato


 


 


 


 


 


 

Vedendo l’uomo dietro Nan Shi, Richard fece per alzarsi a porre i propri omaggi. Tuttavia, Nan ZhongLi, vedendo lo sforzo del malato, interruppe immediatamente la sua azione. «Non preoccupatevi maestro Elyan» disse inchinandosi.

Vedendo il più anziano inchinarsi, Richard si sentì leggermente a disagio. Aveva già incontrato Nan ZhongLi, circa due anni prima, ma non in maniera del tutto ufficiale.

In tutto quel tempo non aveva mai avuto il piacere di parlarci insieme e non avrebbe mai pensato di doverlo fare stando comodamente sdraiato su un letto, metà nudo e metà dolorante. La prima cosa che attirò la sua attenzione furono gli occhi: non erano bianchi, né neri.

«Con permesso» interruppe Isabel inchinandosi «Io devo andare in città a svolgere delle commissioni per la Signora».

Richard, ancora paonazzo in volto, non riuscì a guardarla negli occhi. «Ci vediamo allora» commentò brusco vedendola uscire con velocità.

L’incontro con Nan ZhongLi fu particolarmente piacevole. Richard si ricordava di lui e, come personaggio, non gli era certo dispiaciuto. Lui e i due figli erano gli unici tre Nan rimasti, il resto si era estinto durante l’epoca precedente.

Durante la guerra contro i demoni, la Residenza Nan di Hocheng fu bruciata fino all’ultimo pezzo di legno. L’attacco, sferrato da Esperia Akarbarg fu così improvviso che tutti i residenti non fecero in tempo ad uscire.

Quella non fu l’unica ad avere quel fato, tuttavia fu la prima. Il palazzo che era stato di una bellezza indescrivibile bruciò per due giorni e due notti e di lui non ne rimasero nemmeno le fondamenta.

Non uno dei presenti riuscì a salvarsi. Da un giorno all’altro Nan MeiLing e Nan Shi si ritrovarono senza una casa e senza una madre. Tra le loro dita rimase solo cenere.

Non solo tutta la servitù fu ridotta a polvere ma anche tutti i fratelli, i cugini, gli zii, le nonne della loro famiglia. Loro tre, dal momento che erano al fronte, erano gli unici ad essere sopravvissuti.

“Ironia della sorte” aveva pensato Richard quando aveva letto la loro storia.

Nan ZhongLi, uomo di estremo rigore, si era sempre distinto in battaglia, diventando uno dei più grandi generali dell’esercito del Regno del Ciliegio.

Con la vittoria della figlia al Simposio Dorato si era aperto la strada verso la classe più alta dei cultori arrivando subito a posizionarsi sotto i quattro grandi clan. Infine, con il contratto matrimoniale e l’unione di Nan MeiLing al clan Fen, aveva raggiunto la vetta del prestigio.

Nel complesso Richard lo trovò spiccato nelle conversazioni, preparato per qualsiasi argomento e di una cultura paurosamente impeccabile. Nonostante questo, però, i primi minuti furono veramente critici.

Nan ZhongLi volle sapere tutto ciò che poteva essere conosciuto. Aveva chiesto informazioni sulla sua provenienza, sulla sua formazione, sul suo maestro, sulla sua famiglia.

“Tale padre, tale figlia” pensò ricordando la prima conversazione con Nan MeiLing.

Richard aveva sempre avuto paura a toccare quegli argomenti dal momento che non aveva nemmeno lui ben chiare le idee, tuttavia ormai le notizie sul suo conto erano reperibili ovunque. Il fatto di essere stato istruito da Su QingShi era ormai una notizia data per certa, quella dello sterminio della sua famiglia da parte dei demoni, ritenuta convenzionale.

Probabilmente Nan ZhongLi, essendo una persona visibilmente di buon cuore e privo di ogni secondo fine, non lo comprese, ma tutte quelle domande avevano fatto assumere a l’interlocutore un’espressione realmente appesantita.

Ciò che soprattutto stupì Richard, fu l’assoluto silenzio di Nan Shi. Solitamente era abituato a vederlo parlare a vanvera senza freni né peli sulla lingua. Ora invece, vedendolo lì nell’angolo con le braccia dietro la schiena e la bocca rigorosamente sigillata, quasi stentò a riconoscerlo. Poteva certo essere una delle persone più esuberanti del mondo ma, con il padre presente, si trasformava in un eccellente e perfetto cultore.

Dopo aver subito il terzo grado sulla sua infanzia venne letteralmente ricoperto di domande sul nipote e sugli allenamenti dei discepoli.

“Signore aiutami!” pensò Richard in quel momento.

In realtà per quanto riguardava Fen Jie decise di non inventare né trascurare nulla riguardo la sua formazione. Aveva raccontato esattamente le cose come erano accadute: dall’inizio terribilmente disastroso alla costruzione completa del nucleo d’oro.

Dopo aver parlato di sé ancora per alcuni minuti, l’argomento fu innalzato di grado e si passò a veri e propri discorsi di una certa portata.

Nan ZhongLi, dopo un discorso sulla fedeltà, la lealtà, la fiducia, sulla forza d’animo e il sacrificio, cominciò a raccontare degli ultimi due anni passati alla ricerca di Fen Li.

Richard, per tutto il tempo, non riuscì a nascondere la propria confusione a riguardo. Da quando era arrivato in quel mondo non era mai entrato in decisioni o argomenti di questo tipo, nessuno gli aveva mai parlato di politica, di economia o di ipotetici piani segreti. Nan Shi e Nan MeiLing non lo avevano mai coinvolto.

Anche la preparazione dei piani e strategia di guerra venivano discusse solo con i generali dell’esercito, mai in sua presenza. Mancavano solo tre anni alla sua ripresa e Richard non era mai stato interpellato a riguardo. L’anziano invece, in poco tempo, lo aveva informato non solo sulla missione per trovare Fen Li ma anche su quello di cui era venuto a conoscenza.

«Scusate se ve lo chiedo maestro Nan ma… perché me lo state riferendo?» domandò una volta che ebbe finito di parlare «Non fraintendete, non voglio risultare maleducato, tuttavia non sono mai stato interpellato su questi argomenti»

A quelle parole Nan ZhongLi sorrise. «I miei figli sono tanto bravi quanto idioti» rispose con tranquillità «Non vi stanno escludendo perché non vi ritengono all’altezza ma perché non sapevano come inserirvi in queste questioni. Io sono molto più vecchio e posso dire di essere anche particolarmente bravo con le parole».

«In realtà Elyan» intervenne Nan Shi «Io e A-Xing non sapevamo se fidarci o meno di te»

Se Richard aveva cominciato a non sentire più il corpo dolorante, dopo quelle parole sembrò tornare a fargli male. «Be’ allora grazie mille» rispose deluso all’amico.

Nan ZhongLi, con il sorriso sempre mezzo accennato, si spostò la treccia dietro la schiena. «In realtà, Maestro, vi ho raccontato tutto ciò per un altro motivo».

Il volto di Richard si fece dubbioso, tuttavia aspettò che l’altro finisse il discorso.

«Ho sentito molto parlare di voi come una persona molto erudita, intelligente e anche molto educata quindi volevo sapere che cosa fareste voi al nostro posto».

«Cosa intendete dire?» domandò gongolando internamente per quei complimenti.

«Vedete, ne abbiamo parlato giusto prima con mia figlia ma non ha voluto dirci nulla a riguardo… sapete com’è fatta, è una personalità molto forte e tenace ma quando si tratta di rapporti politici diventa tale e quale al marito».

Nel sentire l’ultima frase a Richard parve di sentire una nota di critica nei confronti di Fen WangLi. Anche Nan Shi sembrò irrigidirsi sentendo quel nome.

«Dal momento che ho ricevuto le informazioni che vi ho riferito ho pensato fin da subito ad andare a controllare alla residenza Silente, così da estinguere ogni possibile dubbio sulla questione…» spiegò sospirando «ahimè A-Xing non vuole che si compiano azioni sconsiderate…»

Richard si sistemò meglio contro i cuscini. «Cosa intendete fare? … se posso chiedere»

«Andare alla residenza per controllare personalmente» intervenne Nan Shi ancora appoggiato al muro.

Nan ZhongLi annuì. «Voi sapere molto bene che il clan Fen e Yuu non hanno mai avuto buoni rapporti… in modo particolare negli ultimi tempi. Da quando sono saliti al potere WangLi e Hikaro le cose sono andare peggiorando sempre di più»

«Per questo vostra figlia non vuole andare a controllare a Yunmachi? La ragione è di tipo politico?»

«Esattamente» rispose fiducioso il vecchio generale.

Richard entrò nel flusso dei suoi pensieri senza nemmeno accorgersene. Ripensò alla trama originale ma non ricordò nulla riguardo il rapimento di Fen Li da parte della famiglia Yuu. Certo, ricordava molto bene e senza margine di errore che quelli fossero alleati con i demoni ma ancora non era successo nulla che potesse farlo intendere.

Ma quindi, stando così le cose, perché rapire la figlia dei Fen e non Fen Jie direttamente? Forse aspettavano di allearsi con Fen Zhao? “Ma no!” si rispose “Quale sarebbe stato il senso?”.

Non riusciva a capire, qualche pezzo era sicuramente mancante.

«Personalmente non sono contrario ad andare a controllare» rispose Richard infine.

Nan Shi applaudì. «Oh! un altro che la pensa come noi!»

«Tuttavia» aggiunse vedendo Nan Shi cominciare a scaldarsi «Tuttavia capisco che, dal punto di vista politico, un’azione del genere possa essere considerata come un’invasione… entrare nelle residenze dei regnanti con l’accusa di rapimento non è certo la cosa migliore da fare in questo periodo… inoltre perché mai avrebbero dovuto rapirla? Ci avete pensato?»

Le due persone nella stanza stavano prestando molta attenzione al suo discorso, come se le loro decisioni in quel momento potessero dipendere solo dal movimento delle sue labbra. Tuttavia, non risposero alla domanda di Richard.

«Poniamo che l’informazione ricevuta sia corretta, se dopo due anni si trova ancora in quel posto significa che non la sposteranno certamente adesso, dico bene?»

I due uomini annuirono all’unisono.

«Se proprio volete andare a vedere all’interno della residenza io proporrei di farlo durante il Simposio Dorato».

«Durante il Simposio?!» esclamò Nan Shi facendo un passo avanti «Ma sarà a Giugno!»

«Sì però in quel periodo sarà più facile entrare alla residenza!» si affrettò a sottolineare sentendo l’accenno di preoccupazione «Se lo faceste di nascosto non si verrebbe a creare il problema dell’invasione qualora risultasse inesatta la notizia!»

«Cosa dovremmo fare fino ad allora?» domandò Nan ZhongLi curioso «Rimanere con le mani in mano e aspettare che l’ammazzino?»

Richard scosse la testa. «Ma no, certo che no! Se avessero voluto farlo l’avrebbero fatto fin da subito no?». Aspettò una risposta ma non arrivò. «Ancora non sappiamo nemmeno se sia vera questa notizia! Ci sono delle questioni che devono ancora essere risolte!»

«Tipo?» domandò Nan Shi avvicinandosi ancora.

Richard cominciò a enumerare con le dita. «Perché sarebbe stata rapita? Qual è lo scopo del Clan Yuu? Chi è veramente la donna che vi ha dato quelle informazioni? Perché tenerla alla residenza ma soprattutto… perché rapirla!?»

«L’hai già fatta quella domanda!» intervenne polemico l’amico.

«Certo!» esclamò Richard picchiando un pugno sul materasso «E la rifaccio! La gente non rapisce le persone a caso! Se fosse veramente così allora un perché ci dovrebbe per forza essere!»

Padre e figlio si guardarono. La discussione andò avanti per del tempo finché, giunta l’ora di cena, il tutto venne rimandato ai giorni successivi.

Quella era la prima volta che parlava di “piani” di questo tipo e inoltre lo aveva fatto senza che Nan MeiLing fosse presente.

Si sentì leggermente in colpa.

Nan Shi stava per uscire dalla porta quando, d’un tratto, si fermò sulla soglia e si voltò. «E comunque la porta era semi aperta» disse con sorriso malizioso «La prossima volta, quando volete fare quel tipo di cose, vedete di chiuderla bene! è una fortuna se A-Jie non vi ha visti in quel momento mentre passava, eravate proprio focosi».

Nel sentire quelle parole, Richard spalancò gli occhi. «Mi stai dicendo che stava passando da lì?! E… e secondo te ha visto qualcosa?!»

Nan Shi alzò le spalle. «E cosa ne so, chiedilo a lui...»

 

***

 

Era così finalmente scesa la notte e in tutta la residenza regnava un silenzio tombale.

Richard, dopo aver passato la sera a pensare alla faccenda di Fen Li, si addormentò in un istante.

Stava sonnecchiando beatamente quando, nel bel mezzo della notte, fu svegliato da un rumoroso cigolio. La porta della stanza si stava aprendo e poco dopo qualcuno si avvicinò al letto silenziosamente.

Dal momento che l’aura e l’energia che emanava quella persona era dolce, tranquilla e priva di istinti maligni, decise che non era il caso di preoccuparsi e così, un po’ per il sonno e un po’ per paura, rimase con gli occhi rigorosamente sbarrati.

In realtà, che li avesse aperti o meno, non sarebbe cambiato niente, dal momento che non si vedeva assolutamente nulla. L’ala della residenza riservata a guarigione era completamente al buio la notte, inoltre quella sera non c’era nemmeno la luna piena.

Anche volendo avrebbe dovuto sfoderare Tianzhen per illuminare quella stanza.

Come fosse arrivata lì quella persona rimaneva un mistero, sicuramente se lui avesse fatto un giro per la stanza con quel buio pesto e con quel rimbambimento dovuto al sonno, avrebbe sbattuto da tutte le parti svegliando l’intera residenza.

D’improvviso sentì quella presenza quasi sopra di lui. «Senti…» disse aggrappandosi al materasso «senti, non voglio risultare scortese ma se sei una guaritrice per favore dimmelo subito perché mi stai inquietando non poco…»

Chiunque fosse non rispose, tuttavia si avvicinò ancora di più arrivando esattamente al bordo del letto. In quel momento, Richard sentì i peli del corpo rizzarsi e spalancò gli occhi.

Non vedeva nulla.

Proprio mentre stava per alzarsi a sfoderare Tianzhen, fu pressato delicatamente contro il letto con una mano, come se quel qualcuno non volesse fargli troppo male sulla ferita al petto.

Nonostante quel tocco fosse molto dolce, nascondeva una forza straordinariamente potente. Tentò di alzarsi ma non riuscì nemmeno a staccarsi di un millimetro con la schiena.

Ne ebbe abbastanza! Cercò di farsi forza con la spinta delle gambe ma, nel momento stesso in qui la persona comprese la sua intenzione, lo spinse nuovamente contro il materasso.

D’improvviso qualcosa di soffice si appoggiò sulle sue labbra.

In quell’istante, il corpo di Richard fu come bloccato e non comprese più nulla. Tra il sonno, il dolore al petto e il tocco caldo di quel bacio, non si sentì più in grado di dire o fare niente. Non si dimenò ne cercò di dire nulla e non perché non ne avesse l’opportunità ma perché, in un certo senso, non si sentiva di voler rovinare quel momento.

La persona che lo stava baciando aveva scelto di compiere quell’azione audace nel bel mezzo della notte proprio per non essere vista e riconosciuta, se avesse gridato come un matto o illuminato la stanza probabilmente la sua identità sarebbe stata svelata.

Si lasciò trasportare e chiuse nuovamente gli occhi.

In realtà, non poteva essere definito un vero e proprio “bacio”, semplicemente quella persona aveva appoggiato la propria bocca a quella dell’altro, senza muoversi ulteriormente, senza dare cenno di voler penetrare con la lingua.

Era un bacio casto, dolce, tremante.

“Questa persona… non ha un livello di coltivazione basso…” pensò sentendo il calore espandersi per tutto il corpo “non sarà mica… Isabel?”.

Quelle labbra dolci, improvvisamente, si staccarono.

La persona non perse tempo e in pochi secondi, proprio come era entrata, uscì senza fare rumore.

Richard, nonostante si sentisse stordito, si alzò di scatto e balzò giù dal letto con l’agilità di un merluzzo. Non appena toccò il pavimento, sentì le gambe cedergli e imprecò.

Tra le ferite riportate e le gambe tremolanti per il bacio, si sentì tremendamente in difficoltà. Con un cenno veloce della mano sfoderò Tianzhen che, illuminandosi di una fioca luce azzurra, divenne presto una torcia. Avvicinatosi alla porta uscì per controllare il porticato esterno.

Non c’era nessuno.

Tutto era completamente immerso nel buio e nel silenzio. Andò al parapetto e illuminò il giardino ma, nemmeno in quel caso, poté vedere alcunché. Non c’erano nemmeno orme di passi.

Gironzolò per alcuni minuti per tutta l’ala guarigione me non trovò anima viva.

Spinto dal freddo alla fine rientrò nella propria stanza.

Era seduto sul bordo del letto quando, tastando il materasso sotto di lui, sentì qualcosa di gelido toccargli la mano. All’inizio si spaventò e la tolse immediatamente poi, vedendo che quella cosa non dava cenno di vita, prese nuovamente Tianzhen.

Facendo luce, i suoi occhi si spalancarono.

Sul materasso c’era un grande fiore di ciliegio azzurro.


 


 


 

   
 
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