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Autore: Achillea_De_Seniles    07/11/2021    0 recensioni
(Se ti annoi e sei in cerca di avventure, recati subito alla casa della Signora in nero. L’indirizzo è 13 Sunnydale Road. Sbrigati, finché sei in tempo).
Genere: Avventura | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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La Casa della Signora in nero

 (Se ti annoi e sei in cerca di avventure, recati subito alla casa della Signora in nero. L’indirizzo è 13 Sunnydale Road. Sbrigati, finché sei in tempo). 


 

Tom, un ragazzo adolescente, alto, capelli mori e magro, sta seduto sulla sua scrivania. Ha appena acceso il suo computer portatile per cercare su internet un gioco online divertente, magari uno di avventura o di azione, che sono i suoi preferiti. Anche quelli di paura non li trova male, ma ce ne sono pochi veramente belli. Mentre Tom sta guardando, legge un gioco interessante, che forse fa al caso suo:

Se ti annoi e sei in cerca di avventure, recati subito alla casa della Signora in nero. L’indirizzo è 13 Sunnydale Road. Sbrigati, finché sei in tempo.

Immediatamente Tom clicca sito e il programma inizia a caricarsi. Con suo grande stupore il gioco emette degli strani lampi verde che escono dalla schermo e nel mentre, tutto intorno a lui si muove. Con un pop si ritrova detro il gioco, per giocarci dal vivo. É molto emozionato, perché non gli è mai capitato di vivere le avventure dei suoi videogiochi. Deve trattarsi senza dubbio di un bel sogno, un belissimo sogno che si fa realtà e lui è contento di viverlo. Come ogni gioco, prima di premere il tasto avvio, ci sono delle istruzioni molto semplici da seguire: deve vedere la casa della Signora in nero e cliccare il pulsante avvia, se è sicuro di voler cominciare a giocare. Tom dà un’occhiata lungo Sunnydale Road e che è l’unica casa sotto una burrasca temporalesca e nei dintorni regna un grande silenzio, accompagnato da una musica inquietante. Si tratta senza dubbio di un gioco da brivido, dove ci si può aspettare di tutto e di più. Tom reprime un brivido, ma poi pensa: “Perché dovrei preoccuparmi? É tutto finto, no! Insomma, le atmosfere horror esistono solo in TV o nei libri! Perciò senza esitare, avvia il gioco. La prossima istruzione dice di andare a casa della Signora in nero, che lo sta aspettando con ansia. Il viale d’accesso è ornato da lanterne di zucca, che per gli effetti del gioco sono accese, nonostante la tempesta. Le lanterne di zucca muovono gli occhi e lo stano fissando divertite. Il silenzio continua ad esserci e Tom continua ad andare avanti come se niente fosse. Sembra divertirsi, ma a quanto pare sta prendendo tutto con leggerezza. Ad un certo punto le lanterne dicono qualcosa di strano: “Sei pronto”. In quel momento il silenzio è interrotto da una musica inquietante, che attira subito la sua attenzione. Infatti, è la stessa musica che si sente nei film, quando si annuncia un agguato in vista. Improvvisamente la strada sotto di lui si spezza. In ogni caso la strada continua a spezzarsi e sotto di lui c’è il vuoto. Resosi conto che è la realtà, non un gioco, corre svelto. Per superare questo intoppo, appare un poggia mani, su cui può tranquillamente aggrapparsi. Lui lo afferra e svelto si tira su. Senza sapere come, va alla velocità della luce. Il terreno sotto di lui diventa sempre più ripido: all’inizio diventa una scala e poi sparisce completamente e Tom arrivato agli ultimi gradini, si trova appeso alle due mani. In quale posto è capitato? É da non crederci, poco gli convince, è meglio tornare indietro, ma non si può. Ha il vuoto intorno a lui. Deve arrivare fino in fondo. Per arrivare alla meta finale, si deve saltare. Infatti, dall’altra parte c’è la casa tutta intatta. Stavolta il brivido gli corre lungo la schiena. “Ma stiamo scherzando!” Sotto ha il vuoto. “Ma quanto ti ci vuole?” Urlano le lanterne nervose. Si sono magicamente staccate da terra e lo stanno guardando in tono seccato. “La Signora in nero non è una donna paziente”. Si aspetta che ci sia d’ altra parte qualcuno ad aiutarlo, invece non c’è nessuno. Durante il salto se la deve vedere da solo. Comincia a dondolarmi e poi si tuffa nell’aria aperta. Riesce ad arrivare dall’altra parte della scalinata, ma il gradito su cui mi è saldato, non è per niente solido. Non regge il suo peso. Tenta di salire ed aggrapparsi a un punto della scala solido, ma i suoi sforzi sono inutile. Dopo tre tentativi pian piano si sente cadere nel vuoto. “Ah! Ah! Ah”.

Non succede niente, si sente dondolare sull’altra parte della scala. É tutto a posto. La caduta è stata il frutto della sua immaginazione. La fronte si è bagnata di sudore.

Dopo aver superato il primo ostacolo, la strada sta riapparendo e il vicolo sta tornando al suo stato originale. Immediatamente tocca terra e raggiunge la porta tutto sollevato. Una volta ripreso dallo spavento, suona il campanello. Invece di suonare un normale campanello, si sente il suono di una campana. Quando si spegnono le forti vibrazioni, un’altra volta cala il silenzio. Le lanterne volanti lo ammaliano con un bel sorriso, gli mandano un bacio e... improvvisamente ruggiscono, cambiando il loro aspetto in quello di teschi. “Ah! Ah! Ah” Tom fugge e si nasconde, mentre loro gli dicono:“Fine primo livello. Livello due”, ritornano al loro posto. A questo punto la porta si apre. Tom entra e sente voci provenire dappertutto. Con passo incerto si avvicina all’ingresso principale e la porta si chiude da sola. Poi si sente una voce: “Un attimo. Arrivo subito. Tom si guarda intorno, cercando la donna in nero, ma non vede nessuno. La casa è deserta e silenziosa, eppure ci deve essere qualcuno. Infatti la casa si sta illuminando. Sicuramente la padrona di casa sta accendendo la luce e sta per scendere dalle scale, che vede alla sua destra. Invece le luci si spengono di scatto e la casa viene rischiarata momentaneamente dal bagliore di un fulmine. Poi cala di nuovo il silenzio, accompagnato dalla stessa musica inquietante, che ha appena sentito nel vialetto. Si guarda perplesso. Improvvisamente il lampo è seguito da un tuono forte, ma tanto forte da fare tremare la casa. Tom salta e vuole andare via.

Sta per aprire la porta, ma ad un tratto si sentono strani rumori per una scala che porta giù. Rimane sulla soglia a fissarla per qualche secondo, come se si aspettasse di vedere apparire qualcuno da un momento all'altro. Non arrivando nessuno, pensa di avvicinarsi. Ma cosa sta facendo? Scuote la testa. “Non doveva assolutamente restare lì. In questa casa sta succedendo qualcosa di molto strano e non è prudente scendere le scale. Ci si può aspettare di tutto”. Tom se lo ripete più volte, ma la curiosità di sapere cosa ci sia giù non lo abbandona. Così scende al pian terreno. Scende giù con tanta furia, che due o tre volte ci corre poco che non si rompa l’osso del collo. Inizialmente non distingue nulla, perché le finestre sono chiuse e fa un buio pesto. Ma quando le persone presenti accesero le torce, affinché lui potesse vederli, lo spettacolo che si presenta di fronte, quasi lo fa svenire dall’orrore: il pavimento è tutto coperto di sangue secco lucido su cui si riflettono un gruppo di persone dalla pelle molto pallida o quasi verdastra, che cade in diversi strati, come se sia marcia. Questi strani individui lo circondano e gli danno senso. “Ah! Ah! Ah”. “Silenzio!”. Grida uno di loro. Tom chiude la bocca. “Rilassati! Non dimenticare che sei voluto venire di tua propria volontà”. Per questa affermazione Tom si complimenta con se stesso, perché non se n'è andato ed è sceso fin lì. Spera solo che non si debba aspettare qualche altra brutta sorpresa, a lui non piacciono gli spaventi. Improvvisamente appare un’altra strana creatura. É alta, slanciata, snella, dalla carnagione bruna, capelli neri legati a cipolla, gli occhi rossastri e le pupille enormi. La strana individua lo accenna un bel sorriso, ma a Tom piace poco. A come la sensazione che dietro le apparenze, si nasconda qualcosa di maligno. "Livello tre. Allora vuoi giocare con me, eh?” Rendendosi conto che il gioco è meno allettante di quanto pensasse, Tom scuote la testa come per dire: “No grazie, passo”. La donna sorride: “Beh, vediamo se sei svelto”. In quel momento i denti della donna diventano le zanne di un lupo e le sue unghie artigli di tigre. La donna rugisce e comincia lentamente ad avanzare verso Tom. Terrorizzato tenta di sfuggirle a più non posso, ma lei è velocissima. Vede la porta di casa che è aperta. In fretta esce e se la chiude alle spalle, in modo che la donna non esca. La donna ci sbatte contro. Vuole raggiungere Tom a tutti i costi. La si sente ringhiare, spingere, graffiare la porta e Tom cerca di chiudere saldamente la porta con tutte le sue forze. A forza di colpi forti la porta si sta rompendo e Tom è spacciato. Ad un tratto però si ricorda che tutto questo non è reale. Non può essere reale. Dev’essere un sogno. Di solito ci si può svegliare in situazioni come queste. “Voglio uscire da qui. Aiuto!”

Si sveglia di soprassalto, aspettandosi di essere tornato a casa sua e invece è ancora sull’uscio della casa della Signora in nero. Coglie quell’occasione per andarsene via, ne ha abbastanza di stare lì. In quell’istante sotto i suoi piedi intravede il riflesso di una figura spettale. É di nuovo la Signora in nero, che lo accompagna in giardino, dove raggiungono un vecchio cimitero. Tom visto il posto, vuole cambiare strada, ma la donna lo prende per mano e lo trascina tra le tombe. Ne indica una in fondo e Tom avanza verso di essa tremando. Ha un cattivo presentimento e vorrebbe evitare tutto questo. Come guarda la lapide vede il suo nome, con sotto la sua data di nascita e accanto alla data odierna, come se dovesse morire stanotte. Senza aggiungere altro la Signora in nero lo spinge nella sua tomba e lui sprofonda nella sua bara.“Ah! Ah! Ah”.

Tom riapre gli occhi e questa volta non trema più. Si trova con la testa poggiata alla sua scrivania e il computer è rimasto acceso. Si alza in piedi e inizia a girare su e giù per la stanza, mentre respira affannosamente. Il cuore batte all’impazzata e nella mente ha ancora vive le immagini di ciò che ho appena visto. Dal momento che è nella sua stanza e sta bene, si sente sollevato. Ciò che è appena successo è stato solo un brutto incubo. Deve smettere di giocare e di vedere tutte quelle storie horror. Si risiede davanti al computer e... legge: “ La casa della Signora in nero, Game Over”. In quel preciso istante si sentono dei battiti alla finestra e c’è una mano spettrale, che lo saluta. Tom si guarda perplesso e non sa se ridere o piangere. Quest’avventura non può essere vera. “É stato tutto un sogno, vero?” Si affaccia alla finestra e vede Sunnydale Road a tre metri da casa sua. Non osa muovere un muscolo o emettere un fiato, mentre la Signora in nero ritorna a casa.


 


 

 


 


 

   
 
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