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Autore: WindoftheNight    28/11/2021    4 recensioni
Non so se là fuori c’è qualcuno come me, qualcuno che prova sentimenti contrastanti verso il momento di andare a dormire. Mi auguro di non essere l’unica persona con questo, come dire, difetto.
Genere: Angst, Introspettivo | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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                                                                      LE SERRATURE DEL BUIO




Non so se là fuori c’è qualcuno come me, qualcuno che prova sentimenti contrastanti verso il momento di andare a dormire. Mi auguro di non essere l’unica persona con questo, come dire, difetto.
Da una parte è un momento bello: ci si rilassa, si lasciano scivolare via le preoccupazioni accumulate in tutta la giornata, si riposa. Dall’altra… beh, si deve fare i conti con altre ansie, altri timori, altre paure, più striscianti e ataviche, che risiedono nell’animo fin dai tempi in cui l’uomo si vestiva con pelli di animali, le sue case erano capanne che venivano buttate giù al primo colpo di vento e le sue armi erano rozze lance. L’istinto e l’irrazionalità erano acute, allora. Tutte le emozioni erano vere, pure, come il cielo, un cielo pulito, giovane, con le stelle uniche regine.
Poi arrivarono gli agi, le scoperte scientifiche e tecnologiche e il tutto, bollato come superstizione e suggestione,venne seppellito sotto tonnellate di ragione, ma qualcosa è rimasto. Un qualcosa che prende il sopravvento solo di notte.
Davvero nessuno di voi ha mai provato un brivido in quel secondo, quell’interminabile secondo che intercorre fra lo spegnere la luce e il buttarsi a letto? Davvero non avete mai esitato a premere quell’interruttore?
Siete lì, con il vostro dito che ha il potere di decidere fra il sole e le tenebre, ma poi scuotete la testa, pensando che queste sono solo paranoie assurde, dunque scegliete il buio. Poi vi dite che no, non vi siete buttati sul cuscino con foga selvaggia, non avete tirato le coperte sopra la testa con eccessiva violenza, ma state mentendo e in fondo lo sapete.
Ora siete a letto, avvolti in un bozzolo di stoffa e lana. Ripensate a ciò che vi è accaduto durante la giornata, un trucco per distogliere la vostra mente dalla paura che striscia appena sotto la vostra consapevolezza, in quella zona grigia tra conscio e subconscio, come un pesce che nuota rasente la superficie dell’acqua.
La vostra stanza, che durante il giorno è così familiare, così accogliente, ora è una trappola. E quell’attaccapanni non sembra una figura alta e magra? E le tende? Non vi paiono un po’ troppo gonfie, come se ci fosse qualcuno nascosto dietro?
State fermi, la giustificazione è che solo così riuscirete a dormire, ma la realtà è che quella cosa, qualsiasi essa sia, non vi prenderà finché rimarrete immobili. È come lo scorpione, vi ricordate quel documentario? Lui attacca la preda proprio nell’attimo in cui questa si muove.
Il collo comincia a fare male, i muscoli si intorpidiscono, dovete girarvi, ne avete bisogno, lo sapete. Eppure sembra che vi siate trasformati in statue.
Avete caldo, il sudore vi cola giù per la schiena, però non scostate le coperte di un millimetro. Ovviamente è assurdo: se ci fosse davvero qualcosa, quegli stracci non vi aiuteranno di certo. Ma sono il vostro scudo e non avete intenzione di abbassarlo.
D’un tratto sentite uno schiocco secco, che nel silenzio della casa risuona con la potenza di uno sparo. Sobbalzate, il cuore vi salta in gola, anche se la vostra mente sa che è soltanto un’asse che si spezza. Due lacrime bollenti vi colano sulle guance mentre pregate quella cosa che è lì con voi di andarsene. Perchè c’è qualcuno lì con voi, vero?
Finirà mai questa notte? Che ore sono? Potreste guardarlo facilmente, ma per prendere la sveglia o lo smartphone dovreste allungare il braccio. E lui sarà lì. Se voltate il capo lui sarà a due centimetri da voi, se alzate lo sguardo lo vedrete sul soffitto, se lasciate uscire un piede o una mano, lui ve li afferrerà e…
Sentite il bisogno di urlare, ma siete troppo grandi per farlo e poi sarebbe una grande cavolata, vorreste davvero svegliare tutti per… per cosa?
Alla fine la stanchezza prende il sopravvento e voi vi addormentate. La mattina dopo vi sveglierete, freschi e riposati, le angosce sparite come la nebbia al primo raggio di sole. Le paure rinchiuse nella serratura della vostra mente.
Almeno fino alla prossima notte.
   
 
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