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Autore: WindoftheNight    29/11/2021    2 recensioni
Tutto cominciò quando Rigel, la stella dei marinai, si spense.
Premessa: consiglio di leggere la mia " Sotto l'oceano" per capire meglio il contesto.
Genere: Angst, Horror, Science-fiction | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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                                                          NON SVEGLIATE I CIELI ADDORMENTATI




Tutto cominciò quando Rigel, la stella dei marinai, si spense.


Mehlan si trovava sul ponte della nave, una tazza bollente colma di infuso speziato tra le mani. Ne stava assaporando gli effluvi caldi e profumati, disegnando ghirigori in fondo a quel liquido verde, quando aveva alzato gli occhi e subito aveva visto che quel bagliore azzurrino non c’era più.
All’iniziò pensò che fosse stata semplicemente oscurata da una nuvola, ma subito scartò quell’idea. Non era coperta, era proprio sparita. La volta celeste era nera, ma quella parte era ancora più nera di quel nero. Era come se fosse una macchia sulla tavolozza del cielo.
Inquieto, andò a chiamare il capitano, ma egli disse di stare tranquillo, semplicemente era il tempo che volgeva al brutto.
Mehlan, però, ne fu tutt’altro che rincuorato, anzi, quella notte la passò insonne.
E così tutte le notti successive. Ma ben presto fu in buona compagnia, perché quella macchia continuava ad allargarsi e non era più possibile darsi spiegazioni rassicuranti.
Oramai era visibile da ogni angolo del pianeta e la gente la fotografava, indicandola a bocca aperta, stupita, confusa, ma non ancora spaventata.
Il terrore arrivò dopo, quando ogni strumento tecnologico smise di funzionare.
E mentre la nave di Mehlan veleggiava alla cieca senza avere la più pallida di dove si trovasse, tutto il mondo piombava nel caos. Le persone non potevano più spostarsi né comunicare, tutto era avvolto da un’oscurità perenne, perché l’elettricità non esisteva più. Il panico dilagò e rivolte scoppiarono nelle Grandi Città. Furono sedate con violenza e ci furono molte vittime.
Un giorno uno degli uomini corse nella cabina di Mehlan e con voce balbettante lo implorò di salire sul ponte. Mehlan non avrebbe mai potuto immaginare che un viso fosse in grado di esprimere un tale terrore. Ma ne aveva ben donde.
Il mare non c’era più.
Dove prima giaceva placida la superficie azzurra, ora c’erano animali marini di tutte le dimensioni, dovevano essere migliaia, forse milioni. Se ne stavano lì, contorcendosi in spasmi di puro e semplice orrore. Alcuni, d’un tratto, balzarono fuori dall’acqua e caddero sul ponte della nave, in preda a tremende convulsioni, fiotti di sangue che uscivano da ogni loro orifizio.
Poi furono gli animali dell’aria ad impazzire. Piombarono sulla gente a mo’ di missile e le cavarono gli occhi, la ferirono, la resero cieca. Altri, invece, si sfracellarono semplicemente a terra, in un grottesco suicidio collettivo.
Gli oceani gridarono e le foreste gemettero.
E infine arrivarono i sogni.
Le persone si svegliavano in preda ad incubi atroci, incapaci di essere elaborati da una mente sana. Un uomo si buttò dalla finestra, urlando che dovevano salvarlo da una cosa indescrivibile che proveniva dalla materia oscura.
Fu da quelle parole che l’atroce verità cominciò a farsi strada nel cervello dei più perspicaci.
E quell’intuizione divenne certezza, quando due stelle apparvero nella macchia, che oramai aveva inglobato quasi tutto il cielo. All’inizio, certi pensarono, o meglio sperarono, che fosse una cosa buona, ma dovettero ricredersi quasi immediatamente quando capirono che non erano stelle, ma occhi.
E quella non era una macchia, ma un mastodontico, orribile volto.
Un volto senza bocca, che però era in grado di parlare, e ciò che disse fu semplicemente.
“ Eccomi.”
La sua voce era impossibile da descrivere, era roboante, profonda come il cosmo ed era da lì che, con tutta probabilità proveniva: dagli anfratti oscuri dell’Universo.
Tutti la sentirono, in qualunque posto si trovassero. La sentirono non con le orecchie ma con l’anima. Rimbombò dentro di loro come una marcia funebre.
E fu tutto chiaro.
Quella razza conosceva tutto del Sistema Solare, sapeva ogni cosa dei pianeti e di coloro che li abitavano, ma a lungo andare tutto ciò li aveva annoiati.
Sempre più spesso scrutavano i cieli silenziosi, titani dormienti dagli occhi brillanti, il desiderio di esplorare altre Galassie che cresceva sempre più forte in loro. Avevano spinto le loro tecnologie sempre più avanti, sempre più in profondità, sorretti dalla sete di conoscenza e spogliati di ogni cautela. Cosa c’era oltre le stelle?
E ora qualcuno aveva risposto e quel pianeta sarebbe stato punito per la sua arroganza e la sua troppa curiosità.
Tutti i vulcani eruttarono.


Fu organizzata una spedizione capeggiata da Mehlan. Dovevano andarsene tutti, quel mondo sarebbe diventato inabitabile ben presto, avrebbero colonizzato una parte disabitata di un altro pianeta e si sarebbero mimetizzati con la popolazione che ci viveva. La scelta cadde sulla Terra: quella razza non sapeva nulla di loro, alcuni erano certi di non essere soli nell’Universo, altri si limitavano a sperarlo.
Nessuno si chiedeva se fossero al sicuro, se la loro ignoranza fosse, in definitiva, un bene.
La missione doveva essere segreta, non perché avessero paura dei terrestri, anzi, se avessero mosso guerra, li avrebbero sconfitti in un giorno, ma c’era il rischio che, se li avessero scoperti, avrebbero iniziato anche loro la caccia ad altre forme di vita.
Forse anche loro avrebbero trovato ciò che non avrebbero dovuto cercare.
Nessuno pensò al fatto che l’atmosfera della Terra non fosse adatta a loro e questa fu la condanna di Mehlan e del suo equipaggio. Il capitano, fra gli spasmi, pensò al suo pianeta, al suo popolo sofferente, alla voce che sembrava ridere dentro di lui.
Se avesse potuto, avrebbe detto solo una cosa alla gente che sarebbe venuta dopo, se mai ci fosse stato, un dopo.
Se e quando l’orrore avrà fine, se e quando il Sole avrà finito di sanguinare e la Luna di piangere, non cercate ciò che non deve essere trovato.
Non cercate ciò che c’è oltre le stelle.
Non svegliate i cieli addormentati.
   
 
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