Storie originali > Giallo
Ricorda la storia  |      
Autore: WindoftheNight    01/12/2021    3 recensioni
“ Comunque è strano. “ sussurrò Liliana.
“ Cosa?”
“ Sono tutti morti impiccati. Come Angelo.”
Genere: Mistero, Sovrannaturale | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A
                                                              UN’OTTIMA ANNATA




“ Brutta storia.” commentò Loretta, respirando i vapori di latte provenienti dal tè bollente.
Liliana annuì, guardando la tazza che aveva fra le mani con aria scettica. Se non era bastato un generoso bicchiere di whisky a calmarle i nervi, dubitava che un po’ d’acqua spruzzata di blu avrebbe potuto riuscirci. E dire che era stata così felice quando aveva scoperto che “ La Fragola “ avrebbe aggiunto alle solite cioccolate, caffè, frappè e gelati, anche i tè e le tisane dai sapori più strani! Liliana adorava queste cose: quando c’era una novità al supermercato lei doveva comprarla, era tassativo e se il suo bar preferito faceva qualcosa di nuovo bisognava provarlo il prima possibile.
Sì, lei aveva sempre adorato le novità. Fino a quel momento. Adesso, quella parola aveva assunto un significato inquietante e sinistro nella sua vita, forse "normale " è una parola troppo sottovalutata.
Fissò la sua amica. Rimaneva sempre stupita dalla vera e propria metamorfosi che aveva fatto: della ragazza timida, dai capelli spettinati, il vestiario di dubbio gusto, i denti storti da castoro non era rimasta traccia alcuna. Ora davanti a lei c’era una donna affascinante, avvolta in una lieve nuvola di profumo fruttato. La lucida chioma tinta di mogano le ricadeva morbida sulle spalle incorniciando un ovale pallido su cui non si sarebbe potuto trovare un’impurità neanche con la lente d’ingrandimento, le labbra piene erano vergate di un rosso carminio e l’ombretto nero faceva risaltare il suo punto forte: due occhi di un naturale grigio acciaio. Per non parlare del cappotto, che certo sarebbe costato a Liliana almeno due stipendi. Milano le aveva fatto bene. Sposare un imprenditore ancora meglio
“ In paese non si parla d’altro.” riprese Loretta, tamburellando con le unghie bianco perla, ovviamente curatissime.
“ Lo credo.“ replicò Liliana, sospirando. “ è la cosa più interessante che sia avvenuta in questo posto da quando… oh, beh, da sempre.”
“ Comincia dall’inizio. “ la invitò l’altra.“ Io ho sentito solo degli stralci di conversazioni, vorrei sapere se ho davvero capito la situazione o ho preso un abbaglio.”
“ Nessuno ha davvero capito la situazione, io non riesco ancora a credere che sia successo davvero.” fece una lunga pausa. Alla fine si decise a raccontare.
La prima era stata Annalisa. Tutti i giovedì portava la spesa ai suoi genitori e quel giorno non aveva fatto eccezione. Certo, nessuno avrebbe mai potuto immaginare che si fosse comprata anche una corda e che l’avrebbe usata per impiccarsi in solaio. Era stata sua madre a scoprirla.
“ Mio Dio, povera Fiorenza! “ esclamò Loretta.
Il paese era rimasto sotto shock: lì tutti si conoscevano, tutti conoscevano Annalisa e nessuno avrebbe mai pensato che potesse commettere un atto simile. Non soffriva di depressione, non aveva alcun problema, cosa le era scattato nella mente?
Successivamente, però, la gente si era detta che, in fondo, non si può mai sapere cosa passa nella testa delle persone, che se vuoi suicidarti lo fai senza lasciar trasparire nulla e la cosa venne archiviata come un malessere che nessuno era stato in grado di comprendere.
Poi era stato il turno di Giorgio: venne trovato appeso all’acero davanti all’asilo. Le congetture del paese si focalizzarono sul fatto che temesse di essere gravemente malato, ma una lieve paura aveva cominciato a serpeggiare fra gli abitanti.
Quando fu Marco ad impiccarsi al lampadario del suo corridoio, tutti piombarono nel terrore.
“ Sicuri che siano suicidi? “ chiese Loretta.
Liliana fece un profondo sospiro:
“ Vedi, è proprio questo che ci ha spaventato tanto. Tra l’impiccagione di Marco e il momento in cui il figlio l’ha trovato è passato troppo poco tempo. Nessuno avrebbe potuto dileguarsi così in fretta.”
“ Tuttavia non possono essere coincidenze.” disse Loretta e Liliana non poté che concordare. Non riusciva a capire, però, chi potesse avercela con loro. Non avevano nulla in comune, tranne il fatto di essere amici, ma questo non contava niente. Il loro anno era particolarmente unito: erano andati a scuola insieme, avevano formato una compagnia fantastica di cui ancora si parlava, erano andati ai loro matrimoni, ai battesimi dei figli e ai funerali dei genitori. Quasi nessuno aveva lasciato il paese dopo la maturità, quindi si poteva dire che si conoscevano tutti praticamente da quando erano nati, nessuna classe era unita come la loro, nessuna classe aveva una cena dei coscritti annuale. Sì, se fossero stati dei vini, Liliana avrebbe detto che erano un’ottima annata. Quindi quei tre non avevano nulla in comune, non più di quanto potessero averlo lei e Loretta. Eppure…
“ Comunque è strano. “ sussurrò Liliana.
“ Cosa?”
“ Sono tutti morti impiccati. Come Angelo.”
Loretta alzò le sopracciglia.
“ Angelo? Ma se dobbiamo dare retta a te il suo non è stato un suicidio.”
“ Infatti, non lo è stato. Rimango della mia idea: voleva imbastire una sceneggiata per muovere Elena a pietà e convincerla a tornare da lui, ma qualcosa è andato male. D’altronde se nasci coglione...”
“ Vedo che anche la tua opinione di lui è rimasta la stessa.” commentò Loretta.
“ Ovviamente. Anzi, la sua morte ha contribuito a rinsaldarla. Non ho mai capito come facesse a piacervi.”
“ Andava aiutato.”
“ Certo, infatti la Legge Basaglia è stata un errore.”
Loretta aprì una bustina di zucchero e la versò nel suo tè.
“ Beh, visto che stiamo parlando male dei morti, non è che loro fossero dei santi, sai? O ti sei già dimenticata che mi hanno trattata alla stregua di una baldracca?”
Liliana sospirò:
“ Non ti hanno trattata alla stregua di una baldracca, Loretta.”
“ Come no? Mi hanno praticamente intimato di stare alla larga da lui.”
Liliana scosse la testa.
“ Criticabile, ma l’hanno fatto in buona fede: tu eri palesemente cotta e Angelo aveva preso l’abitudine di confidarsi con te. Era un miscuglio esplosivo.”
“ Già, pensavano che io me ne sarei approfittata! Begli amici!”
Liliana si mise il cucchiaino in bocca, sentendo a malapena il sapore raffinato e cremoso del latte.
“ Si sa come vanno certe cose. E ci sarebbe mancato solo il tradimento in quella storia.”
“ Posso dirti una cosa? Se mi fossi davvero intromessa, adesso Angelo sarebbe ancora vivo. Saremmo felici insieme.” un bagliore brillò nei suoi occhi grigi, un bagliore di tale ferocia che Liliana si sentì a disagio. Ma fu solo un attimo, poi Loretta parve sgonfiarsi. Liliana le prese le mani.
“ Non l’avrebbe mai lasciata e tu lo sai. Ha dovuto farlo lei. E sai anche che non sareste mai stati felici, quello era un uomo tossico. Un uomo che ora è morto, non provo piacere per questo, ma non lo rimpiangerò. Ora, però, è in pace. E dovresti esserlo anche tu.”








Liliana tornò a casa che stava facendo buio. Si tolse il giubbotto e cominciò a pensare a cosa avrebbe dovuto mangiare quella sera, sebbene non avesse voglia di niente. Si sentiva strana, tanto che si chiese se il tè non le avesse fatto male. No, era un malessere dell’anima, non del fisico, ma non riusciva a capire a cosa fosse dovuto.
Poi, le tornò in mente quel lampo, quel luccichio nello sguardo di Loretta. Era stato solo un secondo, ma sufficiente perché Liliana si inquietasse non poco. Le aveva dato l’idea del fuoco di un vulcano che ribolle in attesa di eruttare.
Le venne voglio di chiamare Elena: dopo la fine della sua storia con Angelo si era trasferita ma spesso si sentivano per telefono. E quella sera aveva proprio voglia di sapere come stava.
Compose il numero, mentre la nausea si faceva sempre più intensa.
“ Pronto? “
“ Ciao bellissima! Come stai?”
“ Chi è? “
“ Ma sono Liliana! “
Dall’altro capo del ricevitore ci fu qualche secondo di silenzio, poi la voce disse tre parole. Tre parole che furono per Liliana tre secchiate d’acqua gelida.
“ Sono sua sorella.”
Liliana dovette sedersi. Le gambe non l’avrebbero retta un secondo di più. Strinse convulsamente la cornetta.
“ Cosa.. cosa è successo?” ma lo sapeva, eccome se lo sapeva. Aveva capito tutto. No, non aveva capito niente. Come aveva fatto…
“ Mi dispiace darti questa notizia, ma Elena è morta due settimane fa.”
“ Come? “ ma sapeva anche questo.
“ Si è impiccata. L’ha fatto davanti ai suoi figli. Quei poveri bambini… nessuno sa il perché, non riusciamo ancora a capirlo, sembrava avesse ritrovato la sua serenità...”




Liliana vomitò. Fece appena in tempo ad arrivare al lavandino che rigettò tutto ciò che aveva in corpo, che poi era solo il tè bevuto quel pomeriggio.
Rialzò lentamente lo sguardo. Una figura pallida dagli occhi spiritati ricambiò la sua occhiata.
Ciò che stava pensando era assurdo, impossibile, innaturale, eppure…
Non era strano che Loretta fosse riuscita a sposare un imprenditore straricco? Come aveva potuto conoscerlo? Non frequentavano certo gli stessi ambienti, ma lui se n’era così innamorato che aveva deciso di portarla all’altare solo sei mesi dopo averla incontrata, e guarda caso, un anno dopo ancora era stato investito da un camion. Che coincidenza, vero?
Sì, aveva pensato che lo fossero, fino ad ora. Ma adesso… possibile che…
Un’ultima consapevolezza ebbe l’effetto di una mazzata.
Ti ricordi, vero? Ti ricordi chi ha convinto Elena a lasciare Angelo?
Prima che potesse reagire vide uno sguardo grigio comparire nello specchio. Il suo urlo fu subito smorzato, come una radio che si spegne di colpo. Poi gli occhi di Liliana divennero vitrei.
Si toccò il collo.






Dalle grandi vetrate del suo appartamento di Milano, Loretta guardava il panorama con in mano un bicchiere di vino. Sulla scrivania dietro di lei era appoggiato un poderoso tomo nero. Se l’avesse trovato prima forse le cose sarebbero andate diversamente. No, non forse, di sicuro. Non si sarebbe lasciata intimidire da quei bastardi, avrebbe fatto in modo che Angelo si mettesse con lei.
Avrebbero coronato il loro sogno d’amore.
Poco male, ora tutti coloro che, in qualche modo, li avevano feriti, stavano bruciando all’inferno. Ci erano voluti anni per imparare e dominare quelle arti, ma alla fine ci era riuscita e aveva potuto finalmente dare inizio alla vendetta che pianificava da tanto tempo, nonché ad avere la vita che riteneva di meritare.
Accarezzò la copertina. Quel libro aveva fatto il suo tempo, l’aveva aiutata, ma non era stato in grado di darle la cosa più importante.
Ma un altro libro, forse, avrebbe potuto: ne aveva sentito parlare e sapeva che non era una leggenda.
Il Necronomicon, il libro che può fare resuscitare i morti.
Alzò il calice in un brindisi solitario.
“ Forse ci rivedremo presto, tesoro.” disse alla stanza vuota.






















 
   
 
Leggi le 3 recensioni
Ricorda la storia  |       |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Giallo / Vai alla pagina dell'autore: WindoftheNight