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Autore: Minerva1120    29/12/2021    0 recensioni
Questa storia parla di Andrew, un ragazzo normale che un giorno insieme alla sua famiglia, il fidanzato della sorella e un amico di essa parte per una vacanza, ma durante il viaggio un incidente stradale li fa finire in una misteriosa città chiamata Heaven, una città piena di demoni e da dove non si può fuggire, per scappare Andrew dovrà scoprire il mistero che avvolge la città.
Genere: Horror | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: Tematiche delicate
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Before departure
 
Sentii il telefono squillare e la mamma andò a rispondere -pronto chi è?- Chiese mia madre -oh…sono contenta di sentirti, come stai? Oh, che bello!...Si Andrew è qui….te lo passo. Andrew c’è….per te!- Il suono di qualcosa che cadeva mi ridesto dal mio sonno, aprii gli occhi e mi alzai a sedere accendendo la luce sul mio comodino e vidi che una cornice era caduta a terra, scesi dal letto e l’andai a recuperare e vidi che a cadere era stata la foto mia di quando avevo vinto il premio come miglior violinista alle medie -la rimetterò a posto stasera.- Commentai mettendo la foto sul comodino e vedendo che ormai erano le sei e cinquantotto mi vestii, sentii Corinne bussare alla mia porta con violenza e urlare -sfigato alzati! È ora di colazione!- Io sbuffai, riempii il mio zaino e aprii la porta della mia stanza e udii i suoni della mamma che cucinava e papà che guardava la replica della partita che si era perso ieri, tirai un sospiro e scesi in cucina -buongiorno tesoro, siediti che la colazione è pronta.- Disse mia madre -buongiorno Andrew!- Mi saluto mio padre prima di tornare a guardare la televisione, io deglutii nervoso e mi mordicchiai il labbro, mi sentivo a disagio quando stavamo a tavola tutti assieme, mi sentivo fuori posto come un girasole in un cespuglio di rose. Il mio  nome è Andrew Anderson e sono il figlio adottivo di Seline e Kent Anderson e si vedeva e tanto che io non ero figlio loro, mia madre e mia sorella erano due donne più alte di me di dieci centimetri, dai lunghi capelli biondi tenuti da mia sorella legati con una coda di cavallo mentre mia madre li teneva in uno chignon ed entrambe avevano gli occhi azzurri, papà invece era un armadio dai capelli anche essi biondi, io invece ero un ragazzo alto un metro e sessanta, avevo i capelli corti e castani, gli occhi verdi e le guance piene di lentiggini ,ero diversissimo dalla mia famiglia ma loro a parte Corinne cercavano di farmi sentire a mio agio, soprattutto papà che volendo condividere dei momenti padre e figlio cercò di insegnarmi qualche sport e vedendo che io non mi sentivo a mio agio con le attività sportive decise di suonare il violino insieme a me e la cosa mi imbarazzava, papà era pessimo con il violino e odiavo quando durante le cene di natale mi faceva suonare insieme a lui dopo cena davanti a tutta la famiglia con Corinne che ci derideva . -Andrew ricordarti che oggi dopo la scuola dobbiamo andare dal dottor Jefferson.- Mi ricordi mia madre dandomi le mie pillole per il cuore e i polmoni -non morderti il labbro Andrew! Ti sanguina dopo.- Commento lei -s-scusa.- Dissi io prendendo le pillole -mamma! Andrew deve proprio venire con noi domani?!? Non lo possiamo lasciare a casa?!?- -A me piacerebbe.- Pensai io guardando verso mia madre che arrabbiata disse -non chiedermi mai più una cosa del genere, Andrew è tuo fratello e viene con noi a Black Hill, non lo lascio per tre mesi a casa da solo! Ha solo sedici anni.- -Ma Thèo!- -Il tuo ragazzo sarà felice di conoscere il suo futuro cognato.- Disse mia madre sorridendomi -se se il futuro cognato.- Ogni anno in estate io e la mia famiglia andavamo a Black Hill, una piccola città dove andavamo ogni anno a trascorrere le vacanze estive, era un posto carino, vicino al lago chiamato così per via delle colline vicine piene di alberi con una particolare corteccia color carbone, quest’anno sarebbero venuti con noi anche Bruce, un amico di Corinne e Thèo il suo fidanzato e probabile futuro marito. Mia madre mi servii la colazione e io mangiai in silenzio il mio French toast -Corinne ti sei ricordata di dire a Thèo e a Bruce che domani devono essere qui per sette in punto, se vogliamo arrivare a Black Hill per le dieci  di sera dobbiamo partire in orario.- -Non preoccuparti m, lo sanno già e per sicurezza glielo ripetuto almeno tre volte.- -Bene.- Finii di mangiare la colazione e salii di sopra per preparare lo zaino per la scuola e lavarmi i denti -Andrew! Sei pronto?!? Dobbiamo andare!- -Arrivo!- Scesi di sotto e uscimmo di casa -oggi è proprio una bella giornata, oggi la tua professoressa vuole parlare con me e tua madre, spero che tu non abbia combinato qualcosa.- -Io non ho combinato niente.- Risposi salendo in macchina, papà accese l’auto e partimmo verso la mia scuola, io andavo in una scuola speciale per ragazzi che avevano avuto alcune difficolta nelle scuole normali. Arrivammo alla scuola e papà parcheggio -ci vediamo questo pomeriggio Andrew.- Papà partii e io entrai a scuola e raggiunsi la mia classe e mi andai a sedere al mio posto vicino alla finestra. I miei compagni e la prof entrarono poco dopo e la lezione incomincio senza problemi -allora Andrew che ne dici di raccontarci dove va questa estate?- Mi chiese la prof-A Black Hill.- Risposi io -ci vado ogni estate, io e la mia famiglia abbiamo una casa lì.- Dissi io imbarazzato vedendo che mi fissavano tutti -carina Black Hill, ci vive mia cugina.- Disse la prof soddisfatta prendendo in mano dieci libri e consegnandoceli -dovete sapere cari ragazzi che io incoraggio fortemente i miei studenti a leggere e quindi vorrei che per questo estate leggiate questo libro.- Disse la prof distribuendolo -“L’amore ha l’odore rododendri in fiore” bleah! Ma è una puttanata romantica!- Esclamò il mio vicino di banco -che leggerete! Andrew che ne dici di iniziare tu a leggere?- Io deglutii e aprii il libro alla prima pagina. -“Che odore ha per voi l’amore? Ho fatto in molti questa domanda, mia madre ha detto che profuma di borotalco, papà dice che sa di birra, il mio fratellino dice che secondo lui l’amore sa di pizza, ognuno sembra avere un odore personale per l’amore, quando mi hanno chiesto a me di cosa sapesse l’amore non sapevo che cosa rispondere, io l’amore non l’avevo mai sperimentato in vita mia almeno fino a quando non mi sono trasferito. Al pomeriggio del quindici ottobre del duemila e dieci ho lasciato la casa dei miei genitori dopo vent’anni di vita trascorsa lì dentro, finalmente diventavo indipendente, finalmente avrei avuto una casa tutta mia alla vicina cittadina di Hellvire dove si era già trasferito due settimane prima il suo migliore amico, non vedeva l’ora di essere lì per ammirare da vicino per la prima volta la mia nuova casa.”- -Bravo Andrew! Hai una buona lettura ad alta voce.- Si complimento la professoressa -facendo leggere agli altri, la giornata passo veloce e alla fine delle lezioni la prof mi fece sedere fuori dalla classe accogliendo i miei genitori -torniamo subito.- I due entrarono e incominciarono a parlare con l’insegnante -allora c’è qualche problema?- Chiese mia madre preoccupata -si, sono un po’ preoccupata per Andrew, lui è un ragazzo molto gentile, educato e che non ha mai dato nessun problema ma ho chiesto anche ai suoi vecchi insegnanti e tutti concordano con me.- -Su cosa?- Chiese mia madre in ansia -sul fatto che Andrew è un ragazzo troppo chiuso, non aveva amici alle elementari, ne amici alle medie neanche quest’anno si è fatto qualche amico fra i suoi compagni.- -Tocca un nervo scoperto professoressa, abbiamo adottato Andrew quando aveva due anni e quando era piccola è sempre stato un bambino timido ma degli amici c’è li aveva ma quando da quando ha compiuto otto anni il suo comportamento è cambiato, non mi ricordo quale sia stata la causa scatenante ma so solo che un giorno si è svegliato e non era più come prima.- -Avete mai pensato di portarlo da uno psicologo.- -Mio figlio non è pazzo.- Affermo mia madre -non sto dicendo che Andrew sia pazzo, lo psicologo non serve solo per la gente che ha problemi gravi, uno psicologo potrebbe aiutare Andrew a riaprirsi al mondo.- -Non lo so, questa estate nostra figlia porterà i suoi amici con noi in vacanza, se non fa amicizia con loro una volta tornati porteremo Andrew dallo psicologo.- -Bene, godetevi le vostre vacanze.- I miei genitori uscirono -abbiamo finito Andrew, possiamo andare dal dottore.- Salii in macchina e ci dirigemmo allo studio del dottor Jefferson che ci aspettava -buongiorno Andrew, ti vedo in forma.- Disse dottore -lo spero.- Pensai fra me me mentre il dottore mi faceva i soliti esami per controllare il mio stato di salute e come funzionavano i miei polmoni e il mio cuore -buone notizie, il cuore e i polmoni sono in buono stato, non registrano mutamenti rispetto all’anno precedente.- -Bene, quindi la prossima visita la facciamo per l’anno prossimo.- -Se non peggiora si.- -Bene, grazie dottor Jefferson. Ce ne tornammo a casa e io salii in camera mia deciso a dedicarmi alla mia seconda passione dopo quella del violino, la passione per costruire bambole, anche quella passione ce l’avevo fin da quando ero piccolo, adoravo costruire le bambole, avevo conservato tutte quelle che avevo fatto in un armadio -cominciamone una nuova.- Aprii l’armadio e presi da esso una testa di bambola, una di quelle grandi che si regalano per truccarle alle bambine, poggiai la testa sulla mia scrivania, presi il necessario e per prima cosa presi una forbice e incominciai a tagliare i capelli alla bambola, avevo già in mente come fare la bambola, l’avrei fatta bianca, con i capelli rossi, le lentiggini e gli occhi verdi, tagliai i capelli e poi cancellai il viso -Andrew che ti va di mangiare questa sera?- Mi chiese mia madre entrando in camera -non ho fame.- -Ma Andrew devi mangiare, devi prendere le tue pillole per tre volte al giorno e non puoi farlo a stomaco vuoto.- -vorrà dire che stasera non le prenderò.- -Andrew devi prendere le medicine, se no il tuo cuore peggiorerà, ti preparò un po’ di tè con i biscotti.- Mia madre uscii fuori dalla stanza e io sospirai stanco e continuai a lavorare con la bambola e mia madre torno con il mangiare -Andrew ricordati che dobbiamo alzarci presto.- -Tranquilla non farò tardi.-  Dopo aver terminato di mangiare e di aver disegnato gli occhi alla bambola decisi di preparare la valigia, dovevo metterci poca roba, la maggior parte delle cose c’è le avevo già là, soprattutto delle felpe visto che lì faceva freschetto anche d’estate, chiusi la valigia, presi il mio zaino e recuperai il mio album di foto che conteneva una marea di foto mie e della mia famiglia e lo sfogliai fino a quando non arrivai a delle pagine particolari, piena di foto scattate da una polaroid tutte nere, appena le raggiunsi sentii un la testa farmi male e avvertii il sangue uscirmi dal naso -ma che cazzo…- Chiusi rapido l’album e mi pulii dal sangue leggermente spaventato, quelle foto mi facevano sempre quell’effetto strano, mi sono sempre chiesto perché avevo quelle foto non sviluppate nell’album e perché mi facevano quel misterioso effetto, volevo gettarle ma avevo paura di quello che poteva causarmi. Misi l’album nello zaino e preparai per il giorno dopo una maglietta bianca a maniche corte, dei jeans e una felpa blu -e ora andiamo a dormire.- Venni ridestato da un uno strano suono che somigliava a un cigolio, aprii gli occhi e mi ritrovai disteso su una strada circondata da alberi  era notte, una notte senza stelle -ma dove?- Mi alzai in piedi e vidi una luce in lontananza, la raggiunsi e vidi che la luce era un lampione con una Acherontia atropos, una falena conosciuta ai più come Sfinge testa di morto che gli volava intorno, la falena si stacco dal lampione e mi si avvicino, allungai la mano e lei si poso su di essa e appena lo fece sentii una mano poggiarsi sulla mia spalla, io mi voltai e mi trovai davanti a un ragazzo uguale e identico a me solo con i capelli più lunghi e tirati all’indietro e vestito da Puritano -m-ma tu chi sei?- Mi chiese lui -io…- -Tu non dovresti essere qui, sei di troppo.- -Come?- -Sei di troppo….non farti ammazzare.- Disse lui girandosi e allontanandosi, cercai di afferrarlo ma improvvisamente una forza misteriosa mi tiro indietro -cazzo!- Mi risvegliai e scossi la testa confuso -che sogno strano.- Pensai guardando l’orologio -è ora di alzarsi.- Pensai alzandomi dal letto e vestendomi. Aprii la porta e udii delle voci provenire dal piano di sotto, voci sconosciute -devono essere Thèo e Bruce.- Pensai scendendo di sotto e vedendo seduto a tavola due ragazzi Thèo era un ragazzo di vent’anni come mia sorella dai lunghi capelli biondi legati con una coda di cavallo, gli occhi verdi e una leggera barba e vestito come un motocilista e una protesi alla gamba mentre Bruce era un ragazzo di colore dal naso schiacciato e vestito anche lui da motocilista, entrai in cucina e vidi la mamma che preparava la valigetta del pronto soccorso con le mie medicine e il defibrillatore per me da usare in caso di emergenza - ma tu devi essere Andrew!- Esclamò Thèo vedendomi e alzandosi in piedi -io sono Thèo!- Disse lui porgendomi la mano -io..io sono Andrew.- Dissi io imbarazzato stringendoli la mano -ecco tutto pronto! Corinne vai a mettere la valigia del pronto soccorso in macchina.- Lei sbuffo e porto la valigia alla macchina -tua sorella non mi ha parlato molto di te, ma ho sentito che sei molto bravo con il violino.- -Oh il nostro Andrew è un piccolo genietto del violino!- Esclamò papà orgoglioso -sa suonare meravigliosamente il trillo del diavolo e insieme facciamo un duetto da paura!- Continuo mio padre -oh interessante! Spero che ci farai sentire qualcosa a Black hill.- -Ma certo Thèo, ti faremo anche un duetto.- Rispose papà -già..- Mi sedetti a tavola e mangiammo la colazione. Finita la colazione salimmo in macchina -tutti pronti? Si parte!- Esclamò mio padre 
 
 
 
   
 
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