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Autore: Elenie87    06/01/2022    8 recensioni
Dannazione. Quella sera Akane era così carina. Si era messa in ghingheri, nemmeno a farlo apposta, e lui a malapena riusciva a connettere bocca e cervello quando la guardava.
Proprio quella maledettissima sera.
Giuro su Dio che se Akane non avrà l’anello al dito domani mattina, io ti diseredo come figlio, Ranma!
-Porca miseria-
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Notte di Capodanno e una domanda da fare ad Akane. Riuscirà Ranma a seguire il suo piano?
Genere: Comico, Romantico | Stato: completa
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Akane Tendo, Ranma Saotome
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Non è stato poi così difficile. Più o meno.
 
 



Venti minuti.
Ranma soffiò del fiato caldo sulle sue mani gelide. Quella notte di Capodanno il freddo era seriamente pungente. Nonostante la temperatura, la gente era riversa per le strade, in attesa della mezzanotte che avrebbe dato inizio ad un nuovo anno.
-Eccomi, Ranma!- la voce di Akane, serena e felice, gli fece voltare la testa nella sua direzione.
-Ma dove cavolo eri sparita?- la rimbrottò lui, nervoso. La aspettava da tempo. “Arrivo subito”, aveva detto, per poi immergersi nella folla in una direzione ignota.
Lei gonfiò le guance.
-Volevo del sakè, per scaldarmi. A te non l’ho preso, so che non ti piace- borbottò. -Però, ti ho portato questo- aggiunse, porgendogli un dorayaki (*).
Lui arrossì e accennò un “grazie”, addentando il panino, poi si mise a fissare il grattacielo innanzi a loro, che si ergeva nella piazza principale.
Dannazione. Quella sera Akane era così carina. Si era messa in ghingheri, nemmeno a farlo apposta, e lui a malapena riusciva a connettere bocca e cervello quando la guardava.
Proprio quella maledettissima sera.
Giuro su Dio che se Akane non avrà l’anello al dito domani mattina, io ti diseredo come figlio, Ranma!
-Porca miseria- mugugnò il ragazzo, stringendo la mascella, nel ricordare la minaccia del padre.
-Come?-
Sobbalzò. Akane lo guardava stranita, con un velo di preoccupazione in volto.
-N-niente, niente! È il freddo, eh eh eh- la buttò lì, con una risatina isterica.
Lei non sembrò convinta e quando la vide abbassare gli occhi a terra, mentre un lampo di tristezza riempiva il suo sguardo, si sentì morire.
 
Dieci minuti.
Ma cosa poteva dire? Il discorso ce l’aveva in mente, certo. L’aveva provato con suo padre almeno dieci volte e ogni volta sbagliava qualcosa. Ma, insomma, che andasse al diavolo, il succo c’era.
-Cosa chiederai domani mattina, al tempio?-
Fu lei a rompere il silenzio. La osservò di sott’occhi, mentre sorseggiava il sakè, coperta in quel delizioso cappottino rosso che arrivava a metà coscia, lasciando intravedere le sue gambe avvolte in una calzamaglia leggermente trasparente. Aveva anche messo due stivaletti col tacco, e tra i capelli blu portava un delizioso fermaglio argento. Kasumi doveva averla truccata, perché notava un leggero tocco femminile sul viso -di cui lei non sarebbe stata capace-, ed un lucidalabbra rosato le rendeva la bocca ancora più dolce e seducente.
Ecco, di nuovo che si perdeva nei suoi pensieri, porca miseria!
-Senti, se non ti va stare qua con me possiamo anche tornarcene a casa!- iniziò Akane, sbraitando e pestando i piedi.
Non sapeva dire quanto fosse rimasto in silenzio. Certamente a lungo.
Guardò l’orologio digitale sul grande grattacielo davanti a loro e deglutì. Almeno due minuti di mutismo!
Era un completo idiota!
-N-no, no, non è come pensi, è solo che…- balbettò frizzandosi. Scelta delle parole errata.
-“Solo che” cosa?!- lo incalzò, mentre le iridi castane iniziavano a mandare fulmini.
-Porca miseria- mugugnò, sbattendosi una mano sulla fronte. Ma perché non gli andava mai bene nulla?!
-E’ tutta la sera che lo ripeti. Io mi sono stufata, me ne vado a casa- ringhiò la fidanzata, facendo dietro front e muovendosi spedita verso il cestino, dove buttò il proprio bicchiere ormai vuoto, per poi facendo per sparire di nuovo tra la folla.
-Aspetta Akane!- la afferrò per il polso, facendola voltare. -Ti prego, resta-
Supplicò. E lui non era tipo da pregare qualcuno, proprio no. Ma per lei, si sarebbe mangiato l’orgoglio.
Akane sembrò confusa, poi sospirò e gli posò una mano sulla fronte.
-Non stai bene, Ranma? Perché se è così, possiamo davvero andare a casa-
Sgranò gli occhi, stupito. Ma perché continuava a trarre conclusioni assurde?
-Sto bene. Benissimo- rimarcò, afferrandole delicatamente il polso. La vide arrossire e sorrise, compiaciuto.
Sapeva di non esserle indifferente quando la toccava, e la cosa lo riempiva di felicità.
-A-allora, cosa…?- balbettò lei.
 
Un minuto.
Con un movimento deciso la attirò a sé, stringendola, immergendo il volto nei suoi capelli blu.
La sentì sussultare, irrigidirsi e infine restare immobile, mentre lui mosso da un coraggio prepotente inspirava il suo profumo.
-Possiamo restare così?- le mormorò all’orecchio.
Lei annuì, in trance e Ranma contò i secondi, mandando al diavolo mentalmente ogni discorso stupido, ogni decisione presa in partenza.
I rintocchi della mezzanotte squarciarono il tempo immobile, mentre il fragore dei fuochi d’artificio e le urla delle persone riempirono l’aria.
-Vuoi sposarmi?- sussurrò, con voce roca, pregando ogni dio che lei lo avesse sentito in quel frastuono.
Akane si scostò lentamente, e quando poté vedere il suo viso notò che aveva gli occhi spalancati.
-N-non credo di aver capito! Hai detto qualcosa?- urlò, per farsi sentire.
Imprecò mentalmente.
-Lascia stare, te lo dico dopo!- rispose.
Akane lo afferrò per il bavero del cappotto e lo tirò verso di sé.
-Ripetilo adesso, brutto idiota!- sbraitò.
Lui si scansò, guardandola basito.
-M-ma sei cretina? Perché fai così, ho detto che ne parliamo dopo!-
Vide le lacrime riempire i suoi occhi e lì sì gelò.
-C-così che tu possa rimangiartelo?- tirò su col naso, asciugandosi rabbiosa le guance umide.
Ma allora…
Sospirò, mentre un sorriso gli abbelliva il volto.
Con gli occhi blu che brillavano le si avvicinò di nuovo e le afferrò i polsi. Le mani scesero su quelle della ragazza, dove si unirono alle sue intrecciando le dita.
Gli ultimi tre fuochi esplosero, segno che lo spettacolo pirotecnico era terminato. Si udirono urla e applausi, poi le voci diventarono solo un chiacchiericcio indistinto.
-Lo sai che sei proprio una scema?- disse.
Akane sorrise appena, buttandosi tra le sue braccia.
-Sì- rispose, mentre un’ultima lacrima cadeva solitaria.
-Meno male che lo ammetti- ridacchiò lui, carezzandole il capo.
Lei restò in silenzio un istante, seppellendo il volto nella sua giacca.
-Non mi riferivo a quello, cretino. Perché non capisci mai niente…?- mugugnò, mentre la parole venivano soffocate dalla stoffa.
Ranma si accigliò, guardando torvo la sua nuca, poi improvvisamente boccheggiò.
-S-sì? Cioè, intendi che tu… che noi…?-
Akane alzò la testa e il cioccolato incontrò la notte.
-Sì- ripeté ancora, arrossendo.
E Ranma capitolò nella felicità, afferrandole il viso a coppa e poggiando le labbra su quelle della fidanzata, assaggiandole ancora e ancora.
Era andato tutto bene, alla fine. Non era stato poi così difficile.
Più o meno.
 
 




(+) dorayaki, panini dolci ripieni con marmellata di fagioli azuki,




 
 ANGOLO AUTRICE

Ehilààà buon anno a tutti! Torno con una brevissima OS senza pretese per augurare a tutti un bel 2022!
Spero abbiate apprezzato queste poche righe! Ero in vena e ho buttato giù questa cosina, spero non faccia troppo schifo!
Vi abbraccio e grazie a chiunque vorrà spendere due righe per commentare!
Manu
  
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