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Autore: just_a_ghost    09/01/2022    1 recensioni
"Ma se cambiassi il mio carattere? Mi sono reso conto che il mio stile di vita poteva essere modificato e a dirmelo è stato lui"
Una lettera scritta da un ragazzo anonimo alla sua amica in cui racconta una parte di sé che nemmeno lui pensava di possedere.
Genere: Introspettivo | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Amica mia,
ma secondo te, cosa potrebbe succedere se cambiassi il mio carattere? Così, all'improvviso.
Non so perché, ma ho come la sensazione che questo mondo mi stia stretto. Non riesco più a trovarci qualcosa di interessante, tutto mi sembra così monotono...
Eh, dimmi, cosa potrei inventarmi per potere tornare a vivere serenamente? Oppure tornare a vivere e basta.
Sai, mi sono reso conto che per tutto questo tempo ho evitato di aprirmi al mondo per il semplice fatto che credevo fosse tutto una bugia: le persone false, che con te si comportano bene oggi, e domani ti girano le spalle e te le ritrovi a sparlarti dietro, l'aria che è inquinata, gli animali che quando vedono un essere umano, scappano subito, il sole che ormai non si fa vedere da giorni, per non dire settimane.
Ho continuato ad evitare tutto ciò, ma a quale scopo? Forse per proteggermi? Per non soffrire? Tutto questo è così egoistico e me ne accorgo solo ora. 
Certo, non sono stato io a rendere tale il pianeta ed è giusto che mi distacchi da questo ammasso di gente. "Devo distinguermi dalla massa, dalla folla" continuavo a ripetermi. Ebbene l'ho fatto, ma... ? Ultimamente non sto bene nemmeno con me stesso.
Amica mia, sai cosa mi ha fatto pensare a questa idea folle? Ora ti sto scrivendo una lettera, quindi quando la riceverai, sarà passato qualche giorno e non sarò lì presente, ma posso chiudere gli occhi ed immaginare la tua reazione.
Una pianta. Sai l'albero della piazzetta del mio paese? Quello che si scorge dalla mia finestra.
Giusto un paio di giorni fa mentre guardavo annoiato il paesaggio affacciato alla finestra della mia camera, mi misi ad osservare attentamente la sua chioma verdastra. Ho iniziato a formulare frasi che mai avrei pensato potessero provenire dalla mia testa. Ho pensato che le piante tutte sono, sono... Cielo! Mi sfuggiva la parola, proprio come ora. Le piante sono... in trappola. Condannate! Come dire succubi del mondo intero. Me ne sono accorto quando alcuni ragazzini arrivarono e si misero a prendere a pallonate il tronco, così giusto per gioco.
Allora mi chiesi perché? Quell'albero non aveva arrecato alcun danno a nessuno, inoltre qualcuno aveva deciso di piantarlo lì, non l'aveva decisamente scelto lui se stare in quel luogo o meno. Poi durante l'estate parecchie persone siedono sotto la sua chioma per ripararsi dal sole cocente, ma di nuovo, non decide lui stesso di offrire a questi sconosciuti la sua ombra. È lì immobile, incatenato.
Questi pensieri mi tormentarono anche nel cuore della notte: mi svegliai e non riuscii più a chiudere occhio, così andai a sedermi sul davanzale. Le lucciole illuminavano l'albero come se fosse stato Natale. Lo osservai più attentamente ed era come se tutte quelle piccole lucette fossero in realtà occhi. Cento e altri cento occhi che mi scrutavano. 
"Quindi vuoi dirmi che per tutto questo tempo tu non hai fatto altro che osservare me?" Deve essere asfissiante rimanere immobili per quanto?, troppo tempo, già da prima che io nascessi, quindi da più di 19 anni, e poter fare una sola cosa: osservare. Anzi due: osservare e subire. 
"Però quanti anni hai, albero?" il mio cuore iniziò una conversazione con questo essere vegetale, che per la prima volta nella mia vita, mi appariva  come un vecchio saggio. Ne hai tanti, forse cento. Ma che dico, di più,  molti di più. Corrispondono forse al numero di lucciole che ospiti tra i tuoi rami ogni sera? 
E mi resi conto di quanto sia fantastico. Come può sopportare tutto quello che gli capita attorno? Non può urlare, sfogarsi, scappare. Nulla.
Una scintilla mi balenó nella mente: "Ma quindi vuoi dirmi che hai notato anche tutto quello che ho fatto io qui, spiando dalla finestra di camera mia?"
"E... che ne pensi? Che forse sono un egoista?" Non so perché ma in quell'istante ebbi paura di una risposta. Non pensai che quella cosa fosse folle, (stavo parlando con una pianta!), solo ora me ne rendo conto.
"Ah accidenti, non posso fare a meno di ammetterlo che hai ragione. Sono pienamente d'accordo".
Quella conversazione tra l'albero e il mio cuore cambiò la mia visione del mondo. Perché deve solo lui sopportare tutto ciò? Chi sono io per evitarlo invece? 
E da quella notte ho iniziato a provare compassione per quell'essere vegetale, così ho pensato che se lui è riuscito a cambiarmi con un semplice sguardo, non credo sia impossibile per me modificare il mio carattere.
E quindi cara amica mia, con questa lettera voglio solo farti capire come qualcosa che riteniamo a volte insignificante, o che ci appare invisibile agli occhi, possa apportare cambiamenti in noi stessi.
Questa è anche una proposta da parte mia... Vorresti trascorrere un po' di tempo con me? Dato che sto cercando di cambiare, perché non iniziare così? Con un bel pomeriggio insieme.
Sta a te decidere se credere o meno ad un pazzo che improvvisamente inizia a parlare con le piante... 
Chissà magari un giorno oltre a modificare noi stessi, potremo anche cambiare una parte del mondo, o addirittura tutto il pianeta! 
Ci sentiamo presto cara amica,
Firmato il tuo amico un po' pazzo 
 
... 
 
Ciao chicos! Durante una pausa studio, mi sono messa a scrivere e ho formulato questo testo... è strano, lo so, addirittura alcuni potrebbero definirlo patetico, ma mi ha fatto riflettere su più argomenti. Voi che dite?
Se volete dirmi cosa ne pensate, lasciate pure un commento, io sarò felice di rispondervi!
   
 
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