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Autore: Tinymirtillino    13/01/2022    0 recensioni
"Ma questa-"
Si accigliò, mentre sollevava gli occhi per un attimo, e scorse il pesante baldacchino che incombeva su di lui. Tutto intorno la stanza era colma di drappeggi dall'aspetto pesante, il pavimento coperto di tappeti, le pareti decorate con sontuosi arazzi e stucchi dorati. Nell'aria aleggiava un piacevole odore di viole, legno e polveri profumate.
Una consapevolezza inquietante emerse nella sua mente, come un cadavere che torna a galla, risalendo l'acqua torbida di un pantano.
"- è la stanza del Re..."
[...]
Nella mente di Heleruen ci fu un'esplosione di luce bianca, ed un attimo dopo le esultanze della folla riecheggiarono, vivide come se il popolo fosse lì, compresso in quella stanza. Si rivide mentre percorreva la sala del trono con un mantello e quella stessa corona sul capo; i suoi sudditi si inchinavano al suo passaggio.
I suoi sudditi.
[...]
"Cosa ho fatto?
Sono un ladro, un usurpatore, un assassino..."
Genere: Angst, Drammatico, Fantasy | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: Tematiche delicate
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Un botto
Poi un altro.
Ansimando, con il cuore che batteva a mille, Heleruen spalancò gli occhi e si tirò a sedere di scatto.
Il rumore ancora riverberava nell'aria, ed anche nella sua testa.
Per un attimo la stanza fu tutta sfocata, vorticò in fretta, poi si fermò quando lui sbatté ancora le palpebre.
Si guardò intorno.
Era in un letto. Un letto grande, lussuoso, con coperte morbide e dall'aria preziosa.
Guardò le sue stesse mani, la pelle color cioccolato che affondava nella pelliccia soffice e bianca, ma la sensazione di morbidezza entrò in contrasto con la crescente morsa appuntita che gli stava stringendo il cuore.
Ma questa—
Si accigliò, mentre sollevava gli occhi per un attimo, e scorse il pesante baldacchino che incombeva su di lui. Tutto intorno la stanza era colma di drappeggi dall'aspetto pesante, il pavimento coperto di tappeti, le pareti decorate con sontuosi arazzi e stucchi dorati. Nell’aria aleggiava un piacevole odore di viole, legno e polveri profumate.
Una consapevolezza inquietante emerse nella sua mente, come un cadavere che torna a galla, risalendo l’acqua torbida di un pantano.
— è la stanza del Re…
Il suo respiro accelerò ulteriormente, gli occhi si diressero veloci verso la finestra. Fuori la pioggia cadeva gentile. Non erano stati botti allora, soltanto tuoni. Eppure la cosa non gli recò alcun conforto.
Il suo sguardo cadde sul mobile che si trovava giusto accanto alla finestra. Su di esso c’era una corona.
Nella mente di Heleruen ci fu un’esplosione di luce bianca, ed un attimo dopo le esultanze della folla riecheggiarono, vivide come se il popolo fosse lì, compresso in quella stanza. Si rivide mentre percorreva la sala del trono con un mantello e quella stessa corona sul capo; i suoi sudditi si inchinavano al suo passaggio.
I suoi sudditi.
Il ragazzo si liberò in fretta dalle coperte, gettandole di lato con ribrezzo, come se fossero fatte di interiora. Poi, con un paio di falcate barcollanti, raggiunse i vetri e, stringendo la cornice di ferro battuto fino a farsi sbiancare le nocche, aprì la finestra. Il vento e la pioggia sottile gli colpirono il volto, ma non lavarono via la realtà dei fatti come lui avrebbe sperato.
I giardini reali si estendevano sotto e di fronte a lui: le siepi e le aiuole curate disegnavano forme regolari ed incorniciavano lunghe fontane costellate di statue. Gli uccelli cantavano in beffa al temporale, sfidavano la pioggia, reggendosi agli esili rami degli alberi spogli, che ondeggiavano al vento.
Per un attimo, solo un attimo, gli parve quasi di scorgere una figura familiare nei giardini, seduta sotto un alberello in particolare. Ma, naturalmente, non c’era nessuno.
Quel fantasma lo avrebbe perseguitato per tutta la vita.
Si strofinò una mano sul viso per asciugarlo, mentre richiudeva la finestra e si accasciava contro il vetro.
Cosa ho fatto?
Sono un ladro, un usurpatore, un assassino… Sono… sono —
Un tremore violento prese a scuotergli il petto e le mani, i singhiozzi gli scoppiarono in gola, e lui fece del suo meglio per soffocarli.
Un pianto delicato riempì la stanza.



 


* Angolino dell'autrice *
Eccoci qui, ora che siete arrivati alla fine dei due piccoli capitoli introduttivi è il momento del... *musichetta*

Disclaimer!
Questa è la storia di un personaggio che ho creato per il gioco di ruolo Dungeon and Dragons. Durante la campagna, però, ho finito per ruolarlo in un modo orribile che non gli rendeva per niente giustizia, e per questo ho voluto scrivere una vera e propria storia su di lui, per rivendicare la sua... dignità, diciamo.
Alla fine, però, essendo un'accanita ex-lettrice e scrittrice di fanfiction, ho deciso di trasformare la scrittura di questa storia in un esperimento, con lo scopo di rivendicare anche la mia, di dignità, e di rimediare agli aborti di fanfiction che ho creato in passato.
Tutto quello che leggerete, quindi, è un mio tentativo di migliorare a scrivere i personaggi e i dialoghi, a regolare il ritmo delle scene e la quantità (e la qualità) di descrizioni e introspezioni, eccetera eccetera.
Non pretendo di scrivere nulla perfettamente o anche solo "bene", ma voglio avvicinarmici e per questo ritengo molto preziosi i commenti di tutti i lettori. Alla fine, sto pubblicando proprio per questo.
Vi affido il compito, se volete accettarlo *perché il consenso è importante*, di segnalarmi tutto quello che vi ha fatto particolarmente schifo, che potrebbe essere scritto meglio, tutte le parti lente e noiose. Ma anche le parti interessanti, le interazioni che vi sono piaciute tra i personaggi, cose che vorreste vedere di più...
Insomma, vi chiedo di dirmi tutto quello che vi passa per la mente mentre leggete, senza farvi problemi. Questa è la cosa che mi interessa di più.
Poi, ancora, questo è un work-in-progress, e i vari capitoli potrebbero essere modificati nel tempo.
Trigger-warning: in questa storia si parla di schiavitù, violenza, abusi fisici e psicologici, morte ed altre cose brutte.
Art disclaimer: eventuali disegni pubblicati qui sono fatti da me, non rubateli please. Io vi guardo.
Beh, penso di aver detto tutto, quindi vi ringrazio moltissimo di essere arrivati fin qui e vi auguro una buona lettura!
- Elisa
   
 
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