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Autore: Achillea_De_Seniles    09/03/2022    0 recensioni
(Ti ti avevo avvertito di tutto fin dall'inizio e mi stupisco ancora oggi di come tu ci fossi cascato così facilmente).
Genere: Horror, Mistero, Suspence | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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"Che il mistero cominci!"

(Ti ti avevo avvertito di tutto fin dall'inizio e mi stupisco ancora oggi di come tu ci fossi cascato così facilmente).

Mi avevi chiesto di vivere una bella avventura e immaginavo che ti saresti aspettato un'atmosfera calma e tranquilla da esplorare. Per questo ti avertii che ti sbagliavi di grosso. Infatti, mi stavo spingendo a un mistero, un tipo di scrittura medievale, che andasse al di là di ogni immaginazione. Per questo ti dissi di pensarci bene, prima di firmare il mio contratto e accettare. Avresti vissuto una un'avventura, dove ti sarebbero capitate le cose più e quelle sarebbero andate oltre qualsiasi misura.

Dal momento che eri tanto sicuro di te, che altro pensavi avessi fatto, se non mettermi in moto? Dopotutto ero una scrittrice in cerca di protagonisti e ansiosa di dare avvio al mio mistero. Infatti, come firmasti, "Che il mistero cominci!"

Quando ti svegliasti era ancora buio. Non sapevi dire che ora fosse, perché il tuo cellulare era spento e non c’erano orologi che si illuminassero al buio nella tua stanza. Nessuna luce esterna filtrava, perché le persiane della finestra erano completamente chiuse e anche la porta, che avevi lasciato aperta la sera prima, era stata accostata. Tuttavia, sentisti dei rumori di sotto fondo che provenivano dall’esterno. All'inizio rimanesti con il fiato sospeso, cercando di capire che cosa stesse succedendo. Avevi come la sensazione che qualcosa si avvicinasse. Non lo vedevi direttamente, ma la percepivi nella tua testa. Vista la situazione, che non aveva nulla a che vedere con un'avventura tranquilla, mi maledicesti, "Sei impazzita per caso, come puoi farmi questo". "Te l'avevo detto che sarebbe stato un mistero!"

In ogni caso quei rumori, che fino a quel momento erano terrificanti, si trasformarono in qualcosa di ritmico e musicale, una discoteca o sala da ballo, nulla di cui preoccuparsi. "Che bello, hai organizzato una festa per me!!" Gridasti. "Proprio così". All'inizio diffidasti di me e facevi bene a farlo, da un mistero ci si poteva aspettare di tutto. Perciò apristi la finestra e ti affacciasti di fuori. Vedesti una discoteca all'aperto in mezzo alla piazza e una folla ballava. Ballare era uno dei tuoi passatemi preferiti e sarebbe stata sicuramente una bella serata. In teoria non era prudente uscire dalla tua stanza in quel preciso momento, perchè le stranezze non cessavano di esserci. Infatti, la casa era molto silenziosa, come se ci fossi solo tu, nonostante ci abitassero anche i tuoi genitori. Inoltre ti accorgesti di aver dormito vestito, cosa che non era da te. Ma a quanto pareva il divertimento vinse su tutto, giacché uscisti di corsa e andasti a vedere. L'aria era fresca, la musica ti piaceva e mi ringraziasti di tutto, supplicandomi di farlo durare per sempre. E io fui lieta di accontentarti.

Esaminando più da vicino, notasti che le persone erano messe a cerchio e in un vasto spazio lasciato libero, una giovane ragazza stava dirigendo la danza. Era una giovane donna con una pelle abbronzata, non tanto alta, magra e molto ben vestita. Ballava, si voltava, volteggiava con i suoi soffici piedi dentro dei sandali. Il suo viso radioso e le braccia che alzava delicatamente e abbassava, ammaliava tutti, te incluso. Credevi appena di avere incontrato la donna giusta per te. Avresti voluto parlarle, ma come si parlava agli sconosciuti? Forse sarebbe stato meglio non farlo proprio, ma dal tuo punto di vista saresti stato uno stupido a lasciartela scappare, non eri forse ad una festa. Inoltre ti avevo promesso un mistero e più mistero di così.

Uno dei tipici metodi per attirare l'attenzione era fingere di ballare normalmente e scontrarsi in modo accidentale con lei. In quel momento però la festa prese una svolta indesiderata: lei ti rispose tirando fuori un coltellino svizzero ben affilato, che aveva in tasca. Lo aprì e te lo puntò contro. Nel mentre tutta la gente che la circondava scomparve, anche la discoteca scomparve, rimase solo la neve che cadeva. "O santo cielo!!" Non riuscivi a credere ai tuoi occhi. La confusione regnava sulla tua testa. Tutto quello che sembrava un sogno, si stava trasformando in un incubo. Speravi che stessi solo sognando, che fosse il frutto della tua immaginazione. Invece era tutto vero, anche se poteva sembrare strano, era tutto vero. Mentre tu indietreggiavi, lei torreggiava su di te con il coltello puntato alla sua gola e gli scappò un ghigno psicopatico emotivamente instabile. "Allora... Come la mettiamo adesso?" Ti bisbigliò all'orecchio. La ragazza feroce come una tigre ruggì forte e come un predatore attaccava una preda, cominciò ad avanzare verso di te. Terrorizzato, scappasti a più non posso. Di tanto in tanto gridasti: "Scusami, non lo farò mai più". Ma i tuoi sforzi furono tutti inutili e te la stavi vedendo malissimo. La ragazza era fuori di senno ed era velocissima. Non ci fu niente da fare, la ragazza ti prese e il buio...

La vita intorno svanì, In poco tempo quella piazza si trasformò nel palcoscenico di un omicidio, dove c'era lei che ti colpiva ancora e ancora, piantandoti il coltello ovunque. Quando ebbe terminato la sua opera, sospirò tutta soddisfatta. "Ho fatto ciò che mi hai chiesto…" sussurrò rivolta al cielo. "E adesso?"

Ed rieccomi qui, con un nuovo progetto in corso, in fondo era un peccato lasciarti morire così.

Ti svegliasti di soprassalto ed era stato solo un brutto sogno per fortuna. "Va bene, il natale non è andato come volevo, ma ho rispettato l'accordo. Ora posso tornare alla mia vita normale". "Certo che puoi" ti risposi. "Guarda tu stesso". Apristi la persiana, ti affacciasti di fuori e l'atmosfera sembrava tranquilla.

Tuttavia, credevi di liberarti di me tanto facilmente. Ecco che mentre ti vestivi, sentisti bussare alla tua finestra e c'era la ragazza della festa che ti sorrideva. Era da non crederci. "Il mistero non è ancora finito, ma quanto lo vuoi far durare?" Era venuta per salutarti. La guardasti andare via tutto perplesso.

Illudendoti che il mistero fosse finito lì, ti distesi sul letto e chiudesti gli occhi, cercando di dormire. Tuttavia, qualcosa nel letto si muoveva e ti fece sobbalzare. Era una mano, molto simile a quella della ragazza che teneva in pugno un coltellino svizzero ben affilato. In fretta saltasti giù dal letto e rimanesti a vederla pietrificato, aspettandoti chissà che cosa...

Da una parte non succedeva niente, si muoveva e basta, come fosse una mano meccanica. Dall'altra parte però il coltello lo teneva sempre in pugno.


 


 

   
 
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