Storie originali > Romantico
Segui la storia  |       
Autore: Juls_Juls    08/04/2022    0 recensioni
Alla fine del 1700 in Francia i motivi per sposarsi erano molteplici e spesso questi non erano legati all’amore. Simone De Lacroix immaginava il suo futuro da sola e questo non le pesava, anzi. Un’ora al galoppo con il suo fidato Neptun sconvolse completamente la sua vita. Niente era più come prima e una decisone presa contro la sua volontà l’obbligò a ridisegnare la sua vita.
Una storia d’amore che si sviluppa tra Francia e America. La forza e determinazione di una giovane donna che nonostante tutto non rinuncia a lottare per raggiungere quello che desidera.
Storia in 18 capitoli più epilogo.
Genere: Fluff, Romantico, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Storico
Capitoli:
   >>
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A

Capitolo 1: 

Vorrei parlarti del freddo del cuore,
Del mio cuore di radice ferita
(Alda Merini)

“Sarebbe ora, che tu riprendessi moglie. Dopotutto sono passati due anni e un uomo giovane come te ha bisogno di una donna che si prenda cura di lui e che gli dia dei figli che portino avanti il suo nome e la tradizione militare di famiglia.”

“Sta nevicando di nuovo, domani sarà difficile con gli uomini e i cavalli tornare a Parigi. Con questo freddo poi le bestie patiranno molto.” Immerso nei suoi pensieri François non ascoltava quello che suo padre, il Generale De Boneville, sera dopo sera ripeteva in continuazione. La neve e le temperature gelide esterne corrispondevano al gelo che da due anni gli imprigionava il cuore, le viscere, la mente, l’anima. Ma che senso aveva. Suo padre non capiva e non avrebbe mai capito. Le convenzioni sociali erano per il vecchio Generale il perno della sua vita: sposarsi, far figli, garantire un futuro al casato, servire la corona francese. Esasperato e senza entrare nell’argomento con il padre, François fece per andarsene: “Vado a dormire padre, domani sarà una giornata pesante e lunga.”

“Non puoi evitare di continuo il discorso! Hai solo 24 anni e tu sei vivo! Oltretutto ne va del nostro futuro! Noi De Boneville abbiamo un nome da rispettare e portare avanti! Siamo da generazioni soldati, generali, colonnelli agli ordini della famiglia reale ed è tuo dovere, come unico figlio maschio, portare avanti il nostro nome! Una moglie poi ti potrebbe consolare e forse ti passerebbe la voglia di tutti i tuoi eccessi!” Sbottò il vecchio De Boneville, guardando quel figlio che non voleva obbedire, capire. Testardo. Nel silenzio in quel momento si sentiva solo loro scoppiettio del fuoco, il rumore del pendolo e il respiro dei due uomini. Il resto della caserma dormiva già.

“Avete detto giusto padre. Sono i miei eccessi, per cui non vedo in che modo vi possano riguardare.” Rispose François controllando la rabbia. 

“Bada a come parli ragazzo! Sono due anni che Aveline è morta, nessun uomo resta da solo così a lungo. Il tuo lutto è durato anche più che abbastanza. Sii ragionevole” . 

“Ragionevole… La mia ragione vacilla. Mi sembra ogni giorno di impazzire. Aveline mi manca da impazzire. Aveline… compagna di vita da sempre, sei sempre stata al mio fianco, fin da bambini, siamo cresciuti assieme. Da piccoli ti prendevo in giro per i tuoi capelli neri e ti chiamavo corvo e dei tuoi capelli neri mi sono innamorato, dei tuoi occhi neri come il carbone ma che ardevano come brace quando mi guardavi e mi sorridevi, mi prendevi in giro, mi baciavi, ci amavamo… Aveline, quanto mi manchi. Questo dolore è diventato parte di me. Mi segue sempre, è sempre con me. Solo l’alcool lo stempera un po’. Illusione passeggera. Ma questo mio padre non lo capirà mai.” Pensò François. “Vado a dormire padre e non voglio più tornare sull’argomento.” 

“Domani torniamo a Parigi” proseguì imperterrito il Generale. “Ho parlato con il Conte De Lacroix. La più giovane delle sue figlie è in età da marito. E’ vissuta quasi sempre in campagna e per questo non la si è vista molto spesso a corte e non me la ricordo. Da quello che so è bella, ha un’educazione adeguata. Saremo in visita da loro tra tre giorni.” “Padre, son felice per voi che vogliate prender moglie di nuovo. Vi auguro ogni bene e adesso scusatemi ma vado a dormire”.
“Bada a come parli. Tu farai quello che dico io. Sono sempre tuo padre! E obbedirai!” 

Il ritorno a Parigi si rivelò più duro del previsto con la neve il vento. Le campagne spoglie, i campi ricoperti di neve e gelo, sugli alberi solo dei corvi che con il loro gracchiare rendevano il tutto ancora più insopportabile. François avanzava alla testa dei suoi uomini. Gli occhi a fessura per riparali dal vento. Occhi offuscati che scrutavano l’orizzonte nella speranza di vedere presto Parigi. Non ne potava più di questo freddo. Voleva che i suoi uomini arrivassero al più presto dalle loro famiglie. Ne avevano il diritto dopo tante settimane in Normandia. Per conto suo voleva solamente arrivare a casa, togliersi la divisa fradicia e gelata e ubriacarsi fino al delirio. Quei pochi momenti di tregua dal dolore li provava solo quando era ubriaco. Lo sapeva bene che questa non era una soluzione ma al momento non ne vedeva altre.

Arrivato nella casa di Parigi la governante gli preparò un bagno caldo e vestiti puliti. Prima di entrare in vasca si guardò nello specchio. Era un uomo alto, muscoloso, sul corpo le cicatrici di molte battaglie. Troppe per la sua giovane età, ma questa era la sia vita. Per questo era stato educato ed addestrato per tanti anni. Cosa avrebbe potuto fare? Lui era un soldato e gli piaceva esserlo. Ogni volta prima di un assalto assaporava quel misto di paura, agitazione, eccitazione. Aspettare il momento giusto e quando l’adrenalina era al massimo attaccare! Gli occhi verdi lo guardavano dallo specchio. I capelli castani arruffati. Era stanco. Era tanto stanco. 

 
   
 
Leggi le 0 recensioni
Segui la storia  |        |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Capitoli:
   >>
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Romantico / Vai alla pagina dell'autore: Juls_Juls