Storie originali > Fantascienza
Segui la storia  |       
Autore: Katty Fantasy    13/04/2022    1 recensioni
Anno 2027
In un mondo devastato dal caos della guerra, l'umanità si arrende al proprio destino di disgrazie e disordine. La nascita di piccoli gruppi terroristici e conquistando territori continentali per l'acquisizione di potere mondiale. Per fermare questi squilibri interni, un uomo dal completo nero e con poteri soprannaturali più potenti, è alla ricerca di giovani ragazzi per fermare questi conflitti e affrontare il vero nemico.
Catherine Harrison è una superstite, scappata dalla guerra con la sua famiglia conducendo una vita da normale adolescente.
Kait Adisseo, nominato anche la "Morte Blu", è un Deviante ricercato dal governo per aver sfidato il mondo intero e con un passato tormentato.
Aoi viaggia per tutta la penisola in cerca di sua sorella, rapita dalla famosa organizzazione chiamata la "Mano Rossa" per riportarla a casa.
Emilia, un'abile cacciatrice, vive la sua vita tranquilla in una vecchia casa lontano dalla guerra e con un passato oscuro.
Cerbero cerca di sopravvivere dalle insidie della guerra, scappando dai nemici più pericolosi.
Si creano una nuova compagnia: la Compagnia del Serpente.
--------------------------------------------------
La storia è presente sul profilo di wattapad: pamy_grim
Genere: Avventura, Fantasy, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti, Tematiche delicate, Violenza
Capitoli:
   >>
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A

PROLOGO

L'inizio della rovina







𝑰𝒕𝒂𝒍𝒊𝒂, 𝒎𝒆𝒔𝒆 𝒅𝒊 𝒐𝒕𝒕𝒐𝒃𝒓𝒆, 𝒂𝒏𝒏𝒐 2020
𝑺𝒆𝒕𝒕𝒆 𝒂𝒏𝒏𝒊 𝒑𝒓𝒊𝒎𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒈𝒖𝒆𝒓𝒓𝒂




 

Mi avrà vista...?

Fu il primo pensiero che venne in mente la giovane.

Rimase in quella posizione fetale, tenendosi le gambe con le braccia, con una espressione di puro terrore, come una bambina spaventata da un temporale e invoca l'aiuto della mamma e del papà. Ma quel giorno, non c'era né l'uno e né l'altra. Era sola, in quella scuola, in quella classe polverosa che doveva essere la nuova aula di musica.
Erano da due settimane che stavano in quell'edificio, probabilmente nuova, recuperando qualsiasi oggetto o documento utile per il nuovo liceo, quelle più inutili e futili rimasero indietro. L'aula era un po' impolverata, e colma di banchi in legno impregnati anche essi di polvere. Sulla superficie c'erano ancora scatoloni ancora sigillati dal nastro adesivo per pacchi e altri ancora da disfarle. Flauti, clarinetti, violini, e altri strumenti erano ancora nelle loro custodie non utilizzati da tanto tempo ed infine un pianoforte di medie dimensioni, verticale, anche esso non utilizzata.

La ragazza rimase tesa, tremante come una foglia, non volendo essere scoperta. Voleva piangere, ma non poteva; voleva scappare, ma aveva paura; voleva trornare dalla sua famiglia, riabbracciare i suoi genitori, ma con un pazzo che si aggira per la struttura era improbabile che sarebbe sopravvissuta.

Si era nascosta prontamente nell'aula inutilizzata quando avvene il massacro; sentiva ancora le urla di terrore dei suoi compagni di classe e degli altri studenti, soprattutto tutti gli insegnanti. Il rumore delle ossa scricchiolare sinistramente, carne strapparsi in ogni punto del corpo... era stata una delle poche ad aver assistito alla decapitazione del preside, un uomo tarchiato e rozzo, i capelli grigi e le sopracciglia folte. La sua testa era rotolata fin sotto ai suoi piedi, l'espressione di puro orrore dipinto sul volto, e gli occhi vitrei a fissarla.

Lei si coprì la bocca con la mano, accelerando il respiro. L'acido le salì di nuovo fino in bocca, rievocando quel ricordo davvero disgustoso, si costrinse a fatica di rimandarla di nuovo allo stomaco. Non doveva ripensare all'accaduto, doveva solo rimanere quatta quatta sotto la vecchia cattedra, anche se le venissero i crampi.

Un lampo squarciò il cielo.

Stava piovendo, quel giorno di ottobre. Grosse e grigie nuvole avevo reso l'atmosfera tetra e buia dell'edificio scolastico. Il mal tempo aveva causato un cortocircuito alla centralina elettrica, rimanendo così semibuia. L'edificio, ora, era un mare di sangue e cadaveri ovunque. Le finestre, muri, soffitti e corridoi, erano imbrattati di sangue. Molti ragazzi avevano tentato di scappare, ammassandosi in ogni direzione casuale dove ci fosse l'uscita dell'inferno che si era creata; nessuno sopravvisse. I corpi erano ammassati uno sopra l'altro, nel disperato tentativo di fuggire, ma trovarono davanti solo la morte.

La ragazza alzò la testa da dietro la cattedra, e scrutò l'ambiente circostante. Non c'era ancora nessuno... eppure non erano ancora arrivati i poliziotti. Aveva mandato un messaggio a uno dei suoi familiari di chiamare le forze dell'ordine, nessun segno della loro presenza o delle luci lampeggianti  delle sirene all'esterno. Nulla di nulla. Ritornò alla stessa posizione.

Papà... dove sei!?

Gli occhi le cominciarono a bruciare, strizzò gli occhi. Il labbro tremava freneticamente, scappando un singhiozzo. Perché stava accadendo tutto questo? Perché stava subendo su qualcosa che non aveva fatto nulla? Forse, qualcosa l'aveva fatta e se ne stava pentendo. Una lacrima scese lungo la guancia, non avendo idea di cosa sarebbe accaduto dopo.

All'improvviso sentì uno scroscio sinistro alle sue spalle; era la porta che si apriva... e qualcuno stava entrando.

Lei spalancò gli occhi, terrorizzata a morte. Si portò entrambe le mani alla bocca per non fiatare. I suoi passi erano lenti, pesanti, come se lo facesse apposta per annunciare "sono qui, ora ti vengo a prendere". Ora, stava perseguendo tutta la stanza con una assoluta lentezza. Non lo aveva visto in faccia; poteva essere chiunque, e non si fidava. Si immaginava quell'assassino sporco del sangue di tutti gli studenti e, probabilmente, ci sarebbe stato anche il suo. Il cuore le saltò alla gola a quel pensiero. La persona che aveva dato inizio alla strage si appoggiò all'armadio scricchiolante, non accorgendosi di una seconda presenza nascosta sotto la cattedra, facendo dei profondi respiri di stanchezza e... stressato. Molto stressato. Lei contemplò che doveva essere un ragazzo della sua stessa età, avrebbe molto senso che qualcun'altro sia entrato nella scuola senza permesso; l'idea che sia uno studente a fare un massacro, non avrebbe avuto alcuna esitazione di ucciderla sottostante. Rimase lì, rannicchiata, cercando di farsi piccola per non essere vista. Era spaventata, tremava come una foglia e non voleva assolutamente essere scoperta da un pazzo.

Intanto, lui si sedette a uno dei banchi impolverati, con aria stanca. Sospirò. Prese qualcosa nelle sue tasche e accesse l'accendino. L'odore del fumo si espande nelle quattro mura; lei odiava il fumo, non lo sopportava. Diede una forte tirata alla sigaretta e tossì. « Cazzo... è davvero forte, allora... » ammise a sé stesso.

Lei trattenne il fiato fino a sentire i polmoni bruciare, esplodere. Non sapeva cosa dire o cosa fare, era bloccata. Aveva il battito cardiaco accelerato, la testa che pulsava e doleva, le mani che tramavano. Quella voce..., cominciò a pensare. Era davvero lui? Stava sognando o era reale? Come poteva essere realmente lui? Tutti dicevano che era morto quando arrivò la guerra, ma ora è qui! Non voleva crederci, non poteva crederci che quella persona sia davvero lui. Calde lacrime solcarono delicatamente le sue guance, andando a posarsi silenziosamente sulle mani. Intanto, l'aria divenne viziata, pesante, rendendo quasi impossibile la responsabilità. Qualcosa in lei la spinse di voler sbirciare di poco, di vedere quella persona che aveva causato la strage, di vedere che quello che pensava non sia realmente così. E se fosse sia così...?

Un un altro lampo.

La stanza si illuminò per un secondo. Una figura maschile, seduto incurvato sul banco, gli indumenti sporchi e sgualciti, insanguinati. Lei riconobbe immediatamente del colore della felpa; l'unica felpa che gli regalò nel periodo natalizio. Le scappò un sussurro tra le sottili labbra.

Un altro lampo, e poi il tuono rimbombare nelle orecchie. Il piede sbatté accidentalmente contro una sedia, questo la fece mandare nel panico.

« Ah, questa mi mancava. » sussurrò la figura maschile, poi si alzò e spegnendo la sigaretta sulla superficie del banco, lasciando il segno e rimettetelo nel pacchetto. «Esci fuori, o vuoi che ti faccio fuori io stesso da dietro a un pezzo di legno?» cominciò a dire, con una malsana voce.

La ragazza continuava a tremare, piangendo in silenzio. Il suo respiro diventava irregolare mal mano che ebbe la consapevolezza di essere spacciata. Strizzò semplicemente gli occhi, continuando a far scendere le lacrime.

« Lo sai che sarà umiliante per te? » continuò lui, rimanendo in attesa di una mossa. « Peggio per te... »

Un singolo movimento, la cattedra venne ribaltata con violenza. Il pavimento tremò per la forza dell'attrito, cadendo direttamente sui scatoloni e strumenti incustoditi, forse colpì anche il piccolo pianoforte. Le tastiere produssero un suono disconnesso e rumoroso per le loro orecchie. La giovane si voltò velocemente, lanciando un grido di paura. Indietreggiò, fino a toccare con le spalle la lavagna attaccata al muro. Era in trappola. Nel frattempo, il ragazzo rimase davanti a lei, con il cappuccio a coprirgli metà volto. Eppure, lo aveva riconosciuto, ma il suo aspetto era diverso, cambiato. Le sue iridi color ghiaccio sembrava che illuminasse la stanza, mandandole un'occhiataccia irritata, di incenerirla all'istante.

Lei mormorò una sola parola. Un solo nome da farle capire che collegava a tutto, che tutto quello che era successo andava dritto al sottoscritto. Un singolo nome che lo aveva conosciuto come amico.

« ..Ulisse... » 






Angolo Autrice 


 

Finalmente, sono riuscita a scrivere il prologo. È abbastanza corta, ma è il giusto da non rivalere troppo. Chi saranno mai questi due personaggini misteriosini? Beeeh, più avanti si scoprirà. 

Sicuramente ci saranno errori grammaticali e/o di battitura, ripetizioni in continuo, punteggiatura o delle incoerenze nella narrazione della storia; purtroppo avendo la dislessia ho molta difficoltà di individuare certi errori, perciò cercherò di trovarli il più possibili. Non esitate di darmi dei consigli e correggere eventuali errori. Mi farebbe molto piacere leggere le vostre opinioni sulla storia in via di scrittura, nei commenti.

Dal prossimo capitolo in poi, si inizierà l'avventura!

Alla prossima!!! 

   
 
Leggi le 1 recensioni
Segui la storia  |        |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Capitoli:
   >>
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Fantascienza / Vai alla pagina dell'autore: Katty Fantasy