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Autore: Vincentpoe    30/04/2022    1 recensioni
sono passati cinque anni da quando novantanove soli sono stati esplosi sul pianeta, e i pochi sopravvissuti della Puglia cercano di rimettere in sesto le loro vite: chi prova a ricostruire un fantoccio di civiltà, chi cerca di sopravvivere... e c'è chi ha preso alla lettera la parola "razziatore".
Possono, anni di Larp (gioco di ruolo dal vivo), forgiare un conquistatore?
sembrerebbe di si
Genere: Science-fiction | Stato: completa
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Violenza
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sono passati quasi cinque anni da quando gli Stati in guerra decisero di illuminare il mondo con novantanove nuovi soli nucleari, che hanno trasformato la Terra in una landa desolata e sterile, piagata da tempeste di plasma e mutanti.

Ricordo assai poco della mia vecchia vita, a parte che lavoravo per una cosa chiamata “larp”, una sorta di gioco gladiatorio con spade in gomma, nella quale si interpretava un personaggio ideato da te, e dovevi combattere mostri e aberrazioni inventati da degli organizzatori chiamati “game master”... che futile passatempo...

Anche perchè la mia vita ora è un continuo larp.

Il primo problema a cui noi sopravvissuti andammo incontro fu la scarsità di cibo; il fuoco nucleare aveva bruciato tutti i raccolti e ucciso tutto il bestiame; per un po' andammo avanti mangiandoci i cani randagi, poi i gatti randagi, poi i topi annidati nelle fogne di Brindisi e infine...

beh, chi avrebbe mai immaginato che la carne umana fosse così gustosa, con i giusti condimenti.

M allora perchè essere un semplice straccione come tanti in un mondo devastato? Nei larp ero stato un principe, un generale, un orco e anche un demone, cosa c'era di diverso lì rispetto a qui? Sarei potuto essere un conquistatore della landa, proprio come i personaggi che ero solito scrivere.

E sia.

Prima mi occorrevano armi. Avevo un officina una volta, dove costruivo armi in lattice per il gioco di ruolo dal vivo; esse erano in gomma, “quasi del tutto innocue”, ma sarebbero servite al mio scopo, tanto il plastazoto non si arrugginisce sotto la pioggia radioattiva. Recuperai il mio vecchio mazzafrusto, ci legai del filo spinato intorno e conficcai nella gomma chiodi e pezzi di vetro, e ne uscì un'arma si poco elegante, ma adatta allo scopo.

Ora era necessario testarla.

Era da diverse notti che due vagabondi cercavano di rubarmi il cibo durante la notte, quindi sarebbero state delle ottime cavie per la mia nuova arma; alle due più o meno(non funzionano più gli orologi a causa dell'impulso elettromagnetico) la porta della mia officina cigolò, e due losche figure armate di bastoni e sacchi vuoti irruppero all'interno. Una delle due (era vecchio, con rade ciocche di capelli grigi sulla testa), si tuffò sul tavolo dell'officina per depredare i miei attrezzi, non accorgendosi che io lo attendevo nella tenebra. Mi caricai il mazzafrusto sulla spalla, inarcai la schiena e facendo forza con il mio peso glielo sbattei sulla nuca: la testa di plastazoto dell'arma si piegò (era fatta apposta), ma lo stesso non si può dire dei pezzi di ferro e di vetro, che si incastorano ben bene nel suo flaccido cranio; il vecchio ebbe un sussulto e cadde afflosciato a terra, come un pesce senza lisca; aveva ancora delle convulsioni e dei rantoli.

-Mmm posso fare di meglio- replicai, e diedi un secondo colpo sul volto dello sfortunato, che si spappolò come gelatina di lamponi (mmm, mi manca la gelatina di lamponi); era morto. Da dietro di me si sentì prima un ululato basso, seguito da una fastidiosa melodia funebre... come si chiamava quello strumento..? ah si, un kazoo.

Oh diamine un Kazoo..

una figura ingobbita sgambettò verso il cadavere, facendo una breve pantomima funebre, per poi iniziare a spolpare il polpaccio del vecchio; mi ricordavo di questa persona...

-Ale.. no... Lin, Ghostlin.- esclamai, e un volto pittato di verde si mise a fissarmi.

Prima della caduta delle bombe frequentavo spesso la persona che un tempo era Ghostlin; come me partecipava ai larp, anche se il suo ruolo principale era stalkerare i giocatori con il kazoo; quella fatidica mattina, stava lavorando al porto, quando l'onda d'urto causata dalle esplosioni lo mandò a sbattere contro un container, causandogli un grave trauma cranico; da allora riusciva a fare solo due versi: quando ululava, come un fantasma (da qui il nome Ghostlin), voleva dire che era triste, o significava una risposta negativa; quando suonava il kazoo invece voleva dire che era felice, o comunque che stava rispondendo positivamente. Il fatto che mi guardasse suonando il kazoo con la bocca sporca del sangue del suo compagno, voleva dire che mi ringraziava perché ora aveva la pancia piena di carne umana; e questo mi portava alla seconda parte del mio piano: cercarmi degli uomini.

I sopravvissuti della zona contaminata sono gente superstiziosa e pavida, facile da piegare, occorreva giusto un incentivo: con gli attrezzi del mio vecchio e trapassato dentista mi feci due grosse zanne, che sostitui ai miei denti mancanti, mi sporcai la pelle di grasso e cominciai a vestirmi di pellicce; i poveri sventurati che mi incrociavano vedevano una grossa figura sporca, con le zanne, vestita di pelli, con una gigantesca mazza sulla spalla, seguita da una creatura scheletrica, verdastra e che emetteva suoni da incubo, e così diventava molto semplice razziare questi pisciasotto.

Sono riuscito in pochi mesi a ripulire la periferia di Brindisi, reclutando diversi uomini sotto al mio comando, che mi tengo buoni con doppie razioni di cibo, alcol, e schiave (o schiavi, a seconda dei gusti) a volontà, perché un esercito felice è un esercito fedele. La gente ha iniziato a chiamarmi in diversi modi: il razziatore,il Khan del Mezzogiorno... l'orco (quest'ultimo mi piace di più, soprattutto il termine che unsao i marinai giapponesi scampati alla guerra: l'oni), e di certo non userò il nome da schiavo che avevo prima del giorno dei cento soli, mi serve qualcosa di spaventoso, grezzo, facile da recepire. Intanto che ci penso marciando verso l'ospedale Perrino, per rendere miei sudditi gli ultimi medici sopravvissuti, e razziando antibiotici e droghe, poi mi dirigerò a sud, vero Lecce; lì so che alcuni miei vecchi amici stanno provando a ricostruire la città, e io non vedo l'ora di rovinare i loro piani.

L'oni sta arrivando...

Togronzu sta arrivando.

 

   
 
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