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Autore: Luna_Piena96    13/05/2022    0 recensioni
Entrate e leggete ❤️
Spero vi piaccia❤️
Genere: Romantico, Sportivo | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Triangolo | Contesto: Contesto generale/vago
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Emily Perché ogni mattina deve essere cosí tragica svegliarsi e scendere dal letto? Metto le mie amate pantofole e molto lentamente raggiungo la cucina dove ad aspettarmi ci sono loro: mia madre Carola e mio padre Andrea a preparare la colazione. <> domanda papà sorseggiando il suo adorato caffè. Il profumo che si diffonde in casa è un toccasana per iniziare la giornata. <> sbuffo tirando verso di me la sedia provocando un rumore assordante in cucina. <> domanda mia madre mentre cerca di mangiare le sue solite fette biscottate e nel frattempo prepara il caffè per me e mio fratello Josh. <> bisbiglio ancora assonnata mettendo gli occhiali da vista che uso solo a casa mia. <> dice mia mamma prendendomi in giro. Sono le sette del mattino e lei non fa altro che sbattere da una parte e l'altra come acqua del mare che si infrange contro gli scogli. <> le faccio segno verso le sue fette biscottate ancora del tutto immacolate. <> domanda guardandoci male. Finisco il mio caffè e mi alzo esausta, non bastava la sveglia presto anche la mamma esaurita. <> dice mio padre prima di scappare dalle grinfie di mia madre, anche lui impaurito. <> urlò mia madre prendendo tra le mani quella che lei chiama 'salvezza' signori e signori l'aspirapolvere. Cammino verso la stanza del mio bel fratellone ancora stordita. <> lo scuoto forte da poterlo svegliare. <> sbadiglia lui sventolando le braccia per cercare di allontanarmi. <> dico alzando una marea di coperte dal suo corpo. <> dico io spalancando gli occhi. <> borbotta lui sbuffando e mettendosi seduto. <> dico uscendo dalla stanza certa che fosse sveglio. Vado in bagno e mi faccio una doccia calda e veloce insapono la mia pelle e poi risciacquo. La vaniglia si diffonde in tutta la mia stanza una volta uscita e asciugata. Indosso un jeans a vita alta, un caldo dolcevita nero e una cinta dello stesso colore, stivali alti neri e una giacca di colore autunnale. Prendo la mia borsa con tutto quello di cui ho bisogno e mi fiondo in cucina solo che ad aspettarmi non c'è il mio caro fratellino di merda. <> urlo sconcertata, il solito, il solito stronzo. Non c'è mai una fottuta volta che non mi faccia fare tardi. <> dice lui armeggiando il suo telefono seduto sul divanetto. <> dico mentre nervosa afferro il mazzo di chiavi. <> mi rassicura mia madre con una carezza delicata sul viso. Già, dopo quello che mi é successo un anno prima, non ho piú guidato niente, neanche in compagnia figurati da sola in una macchina che potrebbe sfiorare i duecento. <> dico uscendo di casa con l'ansia fino alla gola mantenendo una finta tranquillità davanti agli occhi di mia madre. * L'incidente che avevo avuto un anno prima mi ha lasciato uno dei piú brutti ricordi impressi nel cuore, ho rischiato di perdere la vista e anche le gambe per fortuna sono intervenuti prima che potessi perderli del tutto. Non dimenticherò mai il rumore dello schianto che procurò la mia auto e i passanti che urlavano disperati verso di me una volta che l'auto era ferma. Guardavo nella loro direzione con una paura pazzesca, i dolori erano allucinanti e la vista, invece, si era del tutto appannata. Mi hanno raccontato che avevo quasi tutto il corpo ricoperto di sangue. Un brutto ricordo che mi fa cadere una lacrima sul viso ancora oggi. Torno alla realtà nel momento in cui il signore dietro di me, suona il clacson piú volte innervosito, non riesco a fare altro e cosí entro nel panico totale. Rimango li a guardare il vuoto, con le mani sul volante e il cuore che batte a mille. <> il ragazzo fuori dal finestrino mi nota e bussa piú volte per richiamare la mia attenzione. Presa dal momento di panico e paura esco dall'auto e porgo le mie chiavi in mano a quel ragazzo, e senza dire nulla, mi vado a sedere al posto del passeggero. Anche lui senza proferire parola si siede in macchina e accelera. <> la mia voce è quasi irriconoscibile, terrorizzata, sconvolta. Andava tutto bene fino a quando non ho chiuso gli occhi e ho vissuto dinuovo quel momento. <> chiede il ragazzo mentre guarda attentamente la strada davanti a noi. <> dico con un tono di voce strozzato. <> mi dispero. Il ragazzo al mio fianco mi guarda con un cipiglio divertito non è per niente in imbarazzo o arrabbiato anzi sembra essere a suo agio. <> dice lui sostenendo il mio sguardo. <> ride lui entrando finalmente nel parcheggio della Columbia. <> dico grattando la nuca imbarazzata. <> dice uscendo dall'auto, porgendo sulle mie mani il mazzo di chiavi. <> domando non capendo a cosa si stesse riferendo. <> borbotta toccandosi i capelli. <> chiedo curiosa. <> dice lui prendendo il telefono portandolo all'orecchio. <> dice lui grattandosi il capo e strizzando gli occhi. <> mette il vivavoce per non so quale motivo. "Sai che ora sono?" borbotta una voce roca dall'altro lato del telefono. <> il ragazzo sbuffa sonoramente. <> dico prendendo il mio di telefono ma lui mette la sua mano sulle mie mani e scuote la testa in segno di negazione. "Hai sentito? ascolta quella ragazza! e ricordati di scopare quelle piú vicine a casa tua e non quelle piú vicine a casa mia o perlomeno portati la tua moto!" borbotta dopo aver sbadigliato una cinquantina di volte. <> dico io trattenendo la mia lingua lunga. Mi aveva solo aiutata in un momento di panico perchè pensare sempre alle solite cose? "Chi è questa esaurita che frequenta la nostra vecchia amata università?" dice il ragazzo dietro il telefono. <> se la ride il ragazzo. <> sussurro e per mia fortuna non ha sentito. "E allora perchè ti trovi alla Columbia alle otto del mattino? non abbiamo gli allenamenti alle dieci?" domanda il troglodita non capendo la situazione. <> sbotta l'amico esausto . "Si il tempo di mettere le mutande" il ragazzo scoppia a ridere e riattacca. <> borbotta. <> dico in assoluto imbarazzo. <> dice poggiando il suo sedere sulla mia BMW. <> dico appoggiandomi alla mia auto. <> dice lui indicando l'auto nera che sta entrando nel parcheggio. <> sussurra ridendo al mio orecchio. <<È lei la psicopatica che ti scopi?>> chiede questo Brandon scendendo in un modo troppo lento dalla sua auto. <> mi difendo da quelle stupide calunnie. <> dice e il mio cuore perde mille battiti al secondo quando guardo piú da vicino quel dannato dio greco. <> porgo la mia mano solo a Ryan. <> chiede quello stupido di nome Brandon. Lo guardo disgustata un bel ragazzo come lui deve pur avere un minimo di educazione, ma niente, neanche una goccia. <> mi dice Ryan e con un sorriso cerco di rassicurarlo. <> dice il ragazzo chiudendo subito dopo la portiera dell'auto. Posso giurare di aver sentito Brandon prenderlo in giro. Scuoto la testa indignata e cammino verso l'entrata dove ad aspettarmi c'è Jaqueline la mia migliore amica. <> chiede prima di lasciare cadere tra le mani i libri che avevo lasciato a casa sua. <> mi faccio piccola nella mia giacca. <> chiede titubante guardando l'auto perfettamente parcheggiata. <> dico ridendo di me stessa anche perchè ripensandoci, ce ne vuole di fortuna a trovare un bel manzo che ti porta all'università senza che ti conosca. <> ride anche lei alla sua stessa battuta. <> dico prima di lasciarle un bel bacio alla guancia e correre verso l'ora di Lettere. * <> l'urlo di Jaqueline Finn fa girare tutti nella nostra direzione e odio stare al centro dell'attenzione. <> mi faccio spazio tra la folla mentre quella pazza della mia amica mi corre ancora dietro come un cane che ti vuole sbranare. <> risponde con il fiatone prima di afferrare il mio povero braccio. <> domando senza capire tutta questa frenesia. <> dice in un solo colpo prendendo fiato solo dopo aver finito la frase. <> chiedo. <> dice euforica. Ho conosciuto i ragazzi della Lions in questa circostanza di merda? Quanto vorrei sprofondare sotto terra. <> dice sbuffando finendo poi la frase con "quanto avrei voluto esserci io al tuo posto." <> non finisco la frase che mi strozzo con il mio caffè. Non appena tocco la tasca dei Jeans non trovo le mie chiavi ma quelle del ragazzo che mi ha aiutato. > in pochi secondi entro in panico. <> risponde lei. Oggi si che rischio un infarto. <> dice dandomi delle pacche sulla spalla stile maschiaccio. <> piagnucolo. Non avendo il suo numero continuo la mia giornata a pensare come poter, in un modo o nell'altro, recuperare le mie chiavi. * Esco dall'università di corsa e guardo attenta dapertutto sperando che quel bel fusto si faccia vivo. In lontananza vedo un Ranger Rover e capisco che è proprio Brandon Dallas accompagnato con il mio salvatore, la seconda volta in una giornata. <> la voce di Jaqueline mi fa sussultare. <> dico ormai esasperata dal suo comportamento. <> Escono entrambi dall'auto e una folla enorme si crea attorno a noi increduli di vederci in compagnia dei piu grandi campioni di New York. <> dice Ryan porgendo nelle mie mani il mazzo di chiavi. <> dico grata con le mani che tengono quelle del ragazzo. <> mi dice sorridendo mentre dall'altro lato un Brandon annoiato mette agli occhi un paio di occhiali da sole. <> la voce irritante ma sexy di Brandon mi fa andare su di giri. Capitano piú maleducato e indulgente mai visto in vita mia. <> dice la mia amica porgendo la mano a Brandon e subito dopo a Ryan. <> dice Ryan. Penso che ha gradito conoscere una mia amica dato che l'ha squadrata da capo a piedi. <> domanda Brandon e mi volto nervosa nella sua direzione. Io fingere? ma quando mai! Non sono una che sa accalappiare persone famose, non le ho neanche mai conosciute. <> lo richiama il ragazzo al mio fianco incredulo. <> risponde a Ryan. <> rispondo voltandomi nella direzione opposta. <> lo rimprovera Ryan. << Non conosci queste ragazze oggi si fanno conoscere in un modo e domani in un altro lasciala stare ha solo finto tutto il tempo!>> dice aprendo la sua auto ma presa dall'ira mi catapulto su di lui come una iena affamata. Sbatto la portiera dell'auto imbestialita e questo richiama la sua attenzione su di me. <> si allontana lui guardandomi fisso negli occhi e posso giurare di non aver visto colore migliore di quello. <> <> sbotta lui per poi entrare subito in macchina. Ryan in imbarazzo afferra la mia mano e si scusa. <> dice lasciando sulla mia guancia un casto e dolce bacio. Annuisco indubbiamente imbarazzata poi guardo la mia migliore amica fare gli occhi dolci a Ryan prima di salutare il ragazzo con un bacio. <> <> dico ridendo. <> dice maliziosa. <> dico arrabbiata. <> chiede Jaques. <> dico tutto d'un fiato. <> io non so se è piú euforica lei o un bimbo che è andato per la prima volta in bici. <> rispondo. <> dice parcheggiando la macchina fuori di casa. Chissá come andrà a finire.
   
 
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