Storie originali > Thriller
Segui la storia  |       
Autore: Robin Stylinson    01/06/2022    1 recensioni
2114, Oslo. La Future Library sta per aprire le porte a tutta la popolazione mondiale: una biblioteca composta unicamente da 100 volumi, scritti a partire dal 2014 - uno all'anno - e custoditi gelosamente per non farli leggere a nessuno prima del previsto. Erik e Rune sono i Voktere della libreria, due guardiani incaricati di tenere tutto al loro posto fino a quando, un mese prima dell'inaugurazione, Rune scopre che un libro è stato rubato: "La Ballata della Morte". Erik parte così alla ricerca dello scrittore per poter avere una copia del manoscritto ma la caccia all'uomo sembra essere lastricata di porte chiuse, segreti e un omicidio.
Genere: Mistero, Noir, Thriller | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
   >>
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A
Oslo era fredda a gennaio, le strade erano candide e il cielo spento ricoperto da una coltre di nubi bianche che sembravano voler soffocare la città fino a farla morire. 
Erik era sdraiato in modo disordinato sul divano mentre il riscaldamento soffiava caldo per tutta la casa rendendola meno cupa. L’uomo sulla trentina, arrotolato in una coperta di pile blu, ricordava un’ameba: aveva gli occhi fissi sul televisore, i muscoli della faccia erano talmente rilassati che le labbra gli si erano piegate in una smorfia di tristezza, la testa ciondolava verso la spalla destra e il collo iniziava a dolergli ma non avrebbe cambiato posizione per nulla al mondo. 
La sua abitazione non era molto grande, era adibita a bilocale con un piccolo bagno dove avevano cercato di farci entrare a forza una doccia. L’arredamento non era della migliore fattura, sembrava quasi creato con il cartone e ad Erik stava bene così: una grande libreria occupava tutto il muro del salotto, quasi toccava il soffitto ed era ricolmo di libri con la copertina nera, la cucina era dotata degli elettrodomestici essenziali per vivere, frigorifero e forno a microonde, nel lavello i piatti straboccavano mentre sull’isola vi erano sparpagliati diversi fogli e il cartellino del lavoro di Erik dove vi erano indicati i dati anagrafici e la mansione di bibliotecario specializzato.  
Nell’appartamento vigeva il silenzio più assoluto ad esclusione del volume della tv dove davano l’ennesima replica di un vecchio film ammuffito, Ritorno al Futuro, ma non quello del 1985, un remake girato nel 2099. A Erik piacevano le cose vintage ma non quelle preistoriche e nessuno si sarebbe mai guardato per la seconda volta un film di quasi centotrent’anni con gli effetti speciali orribili perfino per quell’epoca, ma lo divertiva l’ingenuità che avevano le persone del XX secolo. Nel 2114 le macchine del tempo non esistevano, o almeno non ancora, e le auto non volavano anche se una cinquantina d’anni prima una nota azienda di bibite, aveva investito un capitale spropositato per poter rendere quella fantasia una realtà. L’uomo sogghignò di quei pensieri e gli sarebbe piaciuto davvero vivere in uno dei futuri descritti dai mille film cinematografici, magari non proprio in quello di Hunger Games, ma in uno simile a quello di Futurama non l’avrebbe di certo annoiato, come la vita che conduceva ogni singolo giorno. Nulla di quello che in passato si era pensato per il futuro si era realizzato, nemmeno una video chiamata con gli ologrammi, solo sul fattore ambientale qualcuno era riuscito a diminuire l’impatto energetico producendo solo auto elettriche per il proprio paese o spronando il popolo ad andare a piedi o ad usare i mezzi di trasporto pubblici. La Norvegia era una di quei paesi, ma Erik sapeva che non era migliore delle altre nazioni. Nel 2022 si era sfiorata la terza guerra mondiale, si era cercato di fare meno vittime possibili, il costo della vita era salito alle stelle, gli stipendi erano da fame e la crisi aveva distrutto diversi paesi a causa dell’avarizia e della prepotenza di individui assetati di potete e di denaro. Questa decadenza creò lo spostamento delle masse popolari verso luoghi ricchi di lavoro e con la vita meno salata ma gli stati più benestanti, è più capricciosi, chiusero i confini relegando i nuovi poveri ad una situazione di miseria senza possibilità di risollevarsi e di poter vivere una vita dignitosa. Tra le nazioni capitaliste vi era proprio la Norvegia seguita a ruota dagli Stati Uniti d’America, il Giappone, la Svizzera e l’Austria, ma anche il Canada era molto facoltoso e talmente generoso che accolse tutti coloro che avevano voglia di guadagnarsi il pane il modo onesto. Con il passare degli anni le divergenze tra gli stati si appianarono grazie a degli accordi stipulati dopo diversi incontri tra i capi nazione e tutti i popoli speravano di non dover più vivere delle sofferenze inumane.
Il film era quasi finito ed Erik aveva esaurito qualsiasi tipo di energia ma solo quando qualcuno suonò al campanello ne ebbe la conferma. Ignorò quel suono orribile e continuo a guardare la tv però la persona dietro la porta aveva deciso di non arrendersi ma le gambe di Erik non reagivano agli input che il cervello gli inviava facendo rimanere il suo sedere ben incollato al cuscino morbido del divano. Lo sconosciuto sul pianerottolo suonò una terza volta e l’uomo di vide costretto a mettersi in piedi. 
Erik si avviò verso la porta d’entrata e sbirciò attraverso lo spioncino prima di aprire: dall’altra parte vi era Rune, il suo collega conosciuto come addetto ai prestiti.
«Mi stavi ignorando?» chiese l’uomo brizzolato con il volto cadaverico mentre entrava a passi lunghi nel salotto della piccola abitazione. Erik avrebbe voluto rispondergli affermativamente ma la sua educazione non glielo permetteva.
«Stavo solo dormendo» rispose mentendo con poca convinzione. «Posso offriti qualcosa di caldo?» continuò poi Erik guardando l’uomo con la camicia camminare avanti ed indietro con fare agitato mentre il parquet sotto di lui scricchiolava ad ogni cambiamento di peso e il padrone di casa piegava la testa e stringeva i denti ad ogni cigolio. 
«No grazie, oggi non fa freddo» ripose Rune.
«Il termometro segna -2 gradi»
«È quasi primavera allora!»
Erik non capì se fosse una battuta sarcastica o se l’ospite lo pensasse davvero mentre si dirigeva verso uno sportello della cucina per cercare una tazza pulita che non avrebbe trovato.
Rune continuava a lisciarsi la barba rossastra con la mano destra e teneva lo sguardo fisso sul pavimento come a voler controllare l’andamento dei propri piedi. 
«È successa una cosa» continuò poi Rune arrestandosi di colpo girando le spalle alla porta d’entrata. 
Erik, con le mani appoggiate al bancone dell’isola in mezzo al salotto, alzò le spalle come a chiedergli quale fosse il grande problema che lo divorava dall’interno e che quasi certamente non era di fondamentale importanza per la loro sopravvivenza.
«Hai perso un libro!» esplose Rune.
«Io?» rispose sogghignando Erik. «Quale libro avrei perso?» chiese poi avvicinandosi alla sua libreria cercando di non ridere mentre Rune aveva ripreso a camminare avanti e indietro riempiendo l’ambiente di scricchiolii fastidiosi. 
Erik diede un’occhiata veloce ai suoi libri, conosceva a memoria il loro ordine e nonostante avessero quasi tutti la copertina nera, era certo che non ne mancasse nemmeno uno. Provò a contarli mentalmente ed ebbe la conferma: nessun libro era andato perso.
«Non uno dei tuoi» rispose Rune agitando le mani in modo sconnesso.
«Perché sei così preoccupato se il libro non è nemmeno il mio?» gli chiese Erik guardandolo perplesso.
«Hai perso un libro della Future Library!» concluse Rune mettendosi le mani nei capelli e fermando il suo passo drammatico e inquieto.
Erik vide nero per un momento e pensò che stesse per svenire, ma poi la pressione sembro schizzare alle stelle, il cuore inizio a battergli all’impazzata come se volesse uscire dal suo petto e scappare per quello che aveva appena sentito. 
  
Leggi le 1 recensioni
Segui la storia  |        |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Capitoli:
   >>
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Thriller / Vai alla pagina dell'autore: Robin Stylinson