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Autore: __eryn__    08/06/2022    1 recensioni
Pensieri di un artista, un malato di nostalgia.
Dal testo: "Disegnare ti faceva distrarre da quella ansiogena e bipolare realtà che purtroppo, o per fortuna, è la vita"
Genere: Angst, Drammatico, Malinconico | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: Incompiuta
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Disegni, fai quello che ti piace fare da quando ne hai memoria.

Quell'attività che ami, o forse amavi, e che ti fa sentire insoddisfatto allo stesso tempo.

Continui a fare l'artista, una passione che ha superato l'essere semplicemente un hobby.

Non tutti comprenderanno, nessuno saprà mai quanta anima ci hai messo per realizzare i tuoi disegni, quanti cazzo di pianti ti sei fatto perché non ti sentivi abbastanza, quanta gioia provata quando per quei pochi minuti riesci ad apprezzare la tua arte, quanta rabbia per quei commenti poco richiesti su quello che fai, quanta frustrazione quando quello che fai viene rovinato con le tue stesse mani.

Nessuno saprà mai quanto ti sei impegnato, quante sfide sei riuscito a vincere e quante no, quante volte sei stato deluso da te stesso.

Quel forte senso di essere giudicato continuamente preme sulle tue decisioni, senti di aver sbagliato su tutto ed inizi a dubitare delle tue scelte realizzate per quel futuro sconosciuto.

Mentre stai lì a fare arte con quel ciclone di pensieri che hai in testa, per gli altri che ti vedono, invece, hai fatto solo un bel disegno.

Forse è meglio che non lo sappiano, o forse sì.

Credo questo perché non so se vuoi farti conoscere o se vuoi nascondere chi sei.

Per tutto questo tempo hai cercato di inseguire un qualcosa che per te significava un sogno ma che in realtà si celava in un incubo.

Vivevi soprattutto di spensieratezza, ogni tanto ripensi a quei momenti in cui sorridevi e basta.

Non pensavi a niente se non quello di divertirti ed eri indifferente a tutto quello che ti circondava.

Esatto, indifferente.

Facevi solo quello che ti interessava, disegnare. Restare in quel piccolo mondo creativo che ti avvicinava alle persone.

A differenza di allora, all'improvviso ti senti travolto da attacchi d'ansia, di forte malinconia, sei diventato un malato di nostalgia, cercando ogni volta un passo per tornare indietro.

Adesso non desideri altro che abbracciare quel sorriso, vorresti ridere ancora in quel modo svogliato, divertendoti di continuo e studiare tanto per apprendere nuovi miglioramenti per incrementare la tua arte.

Ti manca il tuo passato, vorresti tornare indietro senza preoccuparti del presente e del futuro.

Disegnare ti faceva distrarre da quella ansiogena e bipolare realtà che purtroppo, o per fortuna, è la vita.

Ora è la distrazione a interrompere il tuo disegno. Intendiamoci, non mi riferisco alle applicazioni del cellulare, è l'ansia che possa succedere qualcosa perché sai che succederà.

Una chiamata, un messaggio, una email, una posta, un qualsiasi cosa che tu non abbia pianificato.

Prima eri una macchina, creavi arte e ne eri così soddisfatto, eri così creativo e spensierato. Eri il primo della classe nonostante non studiassi così tanto, non ne andavi fiero, gli insegnanti ti incitavano a studiare in un'università piuttosto che proseguire con la tua passione.

Ora ne hai capito le conseguenze.

Ti senti deluso, ti arrabbi quando qualcosa distrugge i tuoi piani architettati giorno per giorno meticolosamente.

La tua arte non vale niente, puoi sudare e metterci tutto te stesso per creare quello che hai sempre progettato ma non ti manterrà.

La tua arte è considerato qualcosa di inferiore al "lavoro vero".

Non si investe così tanto per le opere, sono tutti attratti dal Dio Denaro dei "lavori veri".

Proverai a dire che tu lavori come artista ma per loro non stai lavorando affatto.

Hai fatto solo il tuo bel disegno.

L'aria continua a mancarti, diventa sempre più difficile controllare tutto, soprattutto l'ansia.

Non riesci più a svegliarti da questo incubo che si chiama realtà.

Senti di esserti rovinato con le tue stesse mani, con le tue stesse scelte.

Non c'è cosa peggiore di smettere di sognare e tu stai cadendo in questa voragine di disperazione.

Quanto puoi sentirti un fallito disperarti con le decisioni che hai scelto di intraprendere tu stesso?

Hai scelto tu, hai fatto tutto tu.

Ti sei affidato solo alla tua testa malata, a quella mente contorta, con quelle spore appiccicate ai tuoi sogni che premono forte.

Gli altri ti assecondano senza dirti nulla.

La pressione di essere quello che, purtroppo, sei diventato sale giorno dopo giorno, scortica i tuoi pensieri e gratta la superficie del tuo orribile corpo di cui a te piacciono solo le ossa. Vorresti tanto grattare quella pelle, lacerarla, vorresti farle del male perché di te stesso ormai non ti importa nulla.

Mentre prima avevi sempre quel sorriso ingenuo sul viso credendo di essere felice, ora ti senti un totale fallimento, sia per te stesso che per gli altri.

Continui a chiederti "ma che senso ha una vita così? Non la sto vivendo, l'assecondo"

La testa inizia a farti male, di routine. Ancora troppi pensieri.

Sei stanco. La tua testa lavora troppo.

.

.

ANGOLO AUTRICE
Buonasera a tutti!
Premetto che ho scritto di getto questa storia e penso di cancellarla prima o poi ^^
Spero che, leggendo questa piccola storia di pensieri, qualcuno possa riconoscersi e sentirsi meno solo. Fatemi sapere cosa ne pensate e i consigli che secondo voi dareste a questo artista. Un saluto

   
 
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