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Autore: Robin Stylinson    20/06/2022    0 recensioni
2114, Oslo. La Future Library sta per aprire le porte a tutta la popolazione mondiale: una biblioteca composta unicamente da 100 volumi, scritti a partire dal 2014 - uno all'anno - e custoditi gelosamente per non farli leggere a nessuno prima del previsto. Erik e Rune sono i Voktere della libreria, due guardiani incaricati di tenere tutto al loro posto fino a quando, un mese prima dell'inaugurazione, Rune scopre che un libro è stato rubato: "La Ballata della Morte". Erik parte così alla ricerca dello scrittore per poter avere una copia del manoscritto ma la caccia all'uomo sembra essere lastricata di porte chiuse, segreti e un omicidio.
Genere: Mistero, Noir, Thriller | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Erik aveva prenotato un Førerløs bil, un'autovettura autonoma che si muoveva senza l'ausilio di un conducente. Questi mezzi si erano diffusi circa trent'anni prima ma era solo da qualche anno che erano diventate una sorta di taxi da prenotare tramite un apposito tastierino rilasciato dal comune e installato in casa, proprio accanto al citofono. Il tastierino era composto da pochi pulsanti: vi erano dei numeri disposti a cerchio come gli antichi telefoni fissi usati nel 1940, utilizzati per programmare l'orario in cui la vettura doveva essere pronta sotto casa, un tasto verde e uno rosso, per confermare o cancellare ciò che si era digitato, e un tasto tondo con una macchinina bianca al centro blu posizionato in modo concentrico all'interno dell'anello che raggruppava i numeri e serviva per chiamare all'istante un Førerløs bil che sarebbe arrivato nel giro di pochi minuti, lasciando il tempo al cliente di infilarsi la giacca e chiudere a chiave la porta di casa. 
Erik pensò a quanto fosse stato bello se avessero finalmente inventato il teletrasporto, ma sapeva che era impossibile, come i viaggi nel tempo. Nonostante gli scienziati fossero riusciti a teletrasportare fotoni e atomi da una parte all'altra del mondo grazie all'entanglement, un principio di fisica quantistica che permette un trasferimento di informazioni, era impossibile teletrasportare l'essere umano perché, anche se si fossero trasportate tutte le informazioni necessarie per poter generare un uomo da un posto all'altro, si avrebbe avuto bisogno di materia arrivando comunque ad un risultato poco soddisfacente perché avrebbero soltanto ottenuto una copia inanimata della persona teletrasportata, come se fosse una brutta copia creata con una stampante 3D. 
Aveva smesso di piovere e il cielo si stava aprendo sopra le teste di Erik e Rune. I due, una volta scesi dall'autovettura, alzarono il naso verso il l'azzurro per vedere se si era tinto di altri sette colori ma non vi era nessuna traccia dell'arcobaleno, solo alcuni raggi di sole che spezzavano le nuvole e filtravano tra le loro morbide gobbe. L'odore che aveva lasciato la scrosciata d'acqua era incredibile, veniva chiamato petricore ed era il profumo che nasceva quando l'acqua toccava diverse superfici, come la terra secca e gli alberi: l'essenza rilasciata dalla natura veniva trasportata per la città grazie al vento. Il petricore cambiava a seconda del terreno che la pioggia toccava e l'aroma i Oslo era unico nel suo genere, a Rune non piaceva, lo sentiva da tutta la vita e per lui non era importante, ma per Erik era rigenerante, ancora di più se dopo il temporale gli uccellini iniziavano a cantare melodie leggiadre alternate a trilli civettuoli. 
I due Voktere si trovavano proprio davanti alla Deichmanske Bibliotek, la biblioteca pubblica di Oslo ed erano pronti a percorrerla per la sua intera lunghezza per arrivare alla stanza silenziosa. L'architettura era dotata di infinite vetrate su tutti i sei livelli dell'edificio da cui la luce naturale poteva spiare gli studiosi chini su tavolate ricolme di libri mentre l'interno giocava con il contrasto di ombre, alternando il colore bianco e nero sapientemente usati ed ispirati alla maestosa opposizione della luce e del buio di Orson Welles. 
«In che scatola era il libro?» chiese Erik mentre lui e Rune si avviavano verso una delle tre entrate. 
«Era in una biscottiera d'acciaio» rispose il collega. 
Erik si girò perplesso verso il Verge ma lui fece spallucce, come se non gli importassero tutte le stranezze degli autori. 
I libri dovevano essere conservate in scatole sigillate, secondo il progetto originale, ma ogni autore aveva interpretato le linee guida come più gli aggradavano senza prestare attenzione al progetto dell'artista: qualcuno, seguendo le regole, aveva chiuso il libro in una scatola di noce, un altro lo aveva avvolto in un panno bianco cerimoniale e lo aveva trascinato per la foresta di aceri come simbolo di morte e rinascita - secondo la sua cultura - mentre qualcuno lo aveva adagiato in una busta di plastica, non più in commercio dall'anno 2011 ma sapientemente conservato per tutti quegli anni. Il libro che cercavano era contenuto in una biscottiera, ma non era nemmeno la confezione più strana che gli autori avevano usato come capsula del tempo, c'erano confezioni in legno e chiuse da un semplice lucchetto passando poi a quelle sigillate tramite un meccanismo che ricordava un cryptex, avevano ricevuto anche un libro senza scatola, un manoscritto era stato consegnato su una pennetta drive, un altro era stato chiuso in una valigia e consegnato solamente dopo aver fatto il giro del mondo e aver toccato tutti gli stati, nessuno escluso. La ballata della morte, contenuto nella biscottiera, era piuttosto facile da rubare, data la sua "scarsa" protezione data dalla confezione e non dai Voktere.
Erik precedette Rune e si posizionò davanti al portone che divideva la Deichmanske Bibliotek dalla Future Library, fece un respiro profondo inalando il piacevole odore della corteccia di abete rosso e diede il via al rito che dovevano compiere ogni volta che si accingevano ad entrare nella Silent Room: il primo Verge passò le dita della mano destra su uno piccolo schermo blu - per il riconoscimento delle impronte digitali - poi avvicinò l'occhio destro prima e l'occhio sinistro poi per la scansione della cornea. Una volta che i dettagli di Erik erano stati catturati dalla macchina, si allontanò leggermente ed un fascio di luce gli investì il volto come ulteriore sicurezza: il riconoscimento facciale era la procedura che durava più di tutti ed Erik avrebbe potuto giurare che delle volte gli aveva anche bruciato la peluria superficiale che aveva sul volto. Dopo l'ennesimo riconoscimento, le danze erano quasi concluse, non gli rimaneva che inserire il secret code per disattivare l'ologramma che si trovava al di là della porta e che aveva il compito di allarmare tutti i libri. 
«Tocca a te» disse poi Erik passando il testimone a Rune, il quale iniziò il suo ballo di malavoglia. 
Una volta aperto il portone grazie a tutte le chiavi dei Voktere, i due entrarono nella Silent Room e iniziarono a cercare.
«Come mai hai aperto proprio la biscottiera?» chiese Erik a Rune.
«Perché sapevo che Ezelstein era l'unico autore norvegese e quindi scritto nell'unica lingua che conosco.»
«Alla fine del libro viene svelato il nome del presunto assassino?» Erik stava passando in rassegna tutte le mensole e tutti gli angoli bui e ciechi che potevano esserci in quella stanza.
«Si» rispose Rune senza nemmeno pensarci. Stava cercando con minuzia dal lato opposto della camera silenziosa. 
«Come hai fatto ad accorgerti che mancava il libro?»
«Volevo rileggere il cognome dell'assassino per completare le mie ricerche ed era sparito.»
«Le tue ricerche?» chiese Erik girandosi sorpreso.
«Le ricerche per vedere se Ezelstein aveva scritto la verità.»
Erik annuì e torno a cercare il libro. 
«Forse dovremmo aprire anche le altre scatole» propose Rune non riuscendo a trovare un'altra soluzione.  
«E come facciamo? Alcune sono sigillate!»
«Potremmo aprire solo quelle che non sono chiuse con una chiave, magari non è stato rubato ma solo nascosto» pensò Rune ad alta voce.
I due Voktere si girarono dando le spalle alle rispettive mensole e si guardarono per qualche secondo in attesa di un pensiero che gli dicesse se fosse la cosa corretta da fare, poi Erik fece spallucce e acconsentì alla richiesta dell'altro Verge.
  
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