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Autore: Tenar80    20/06/2022    1 recensioni
In un mondo steampunk gli angeli hanno dichiarato guerra all'umanità. Solo un manipolo di soldati, con tute ricavate dai corpi dei nemici uccisi, riesce a opporsi a loro. Anche sotto il cielo ostile, però, nulla è come sembra, al punto che solo dietro una maschera è possibile essere se stessi. Lo sa bene Ardal, schiavo fuggiasco, che con la sua nuova identità di giornalista, cerca la verità sugli angeli.
Genere: Avventura | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Tematiche delicate
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Perché non sono suonate le sirene d’allarme?

 

    Il primo raggio era caduto sull’arco di trionfo. Almeno, doveva aver disorientato il cecchino. Il secondo, però, aveva colpito la piazza. Quante persone erano morte? Quante sarebbero morte nella calca da panico che si si stava scatenando? Dal ponte non sembrava neppure una massa di uomini, ma onde costituite da minuscole entità, granelli, atomi, che si muovevano e muggivano.

 

    Perché evidentemente qualcuno ha disattivato le sirene sulla piazza. Vediamo di evitare una strage

 

    I pensieri del generale Morozov erano calmi, come se parlasse di un acquazzone estivo in arrivo. Sarebbe mai riuscita, un giorno, Victoria a valutare le situazioni con altrettanto distacco? Avrebbe mai voluto arrivare a calcolare con freddezza quale scelta avrebbe portato perdite minori?

    I pensieri del generale tornarono nella sua mente.

 

    Sono tre angeli comuni. E un Generale Angelico.

 

    Anche adesso era tempo di una scelta, e quella era sua.

    Una parte di lei fremeva. Il Generale Angelico era il suo nemico. Il fatto che avesse architettato un piano articolato su due mondi stava a indicare che non lei non era insignificante ai suoi occhi. Era un pericolo effettivo per gli angeli. Non desiderava che finire quello scontro iniziato anni prima. Quasi sicuramente sarebbe morta. Il Generale Angelico aveva avuto anni per pensare a come affrontare uno scontro diretto, mentre loro solo negli ultimissimi giorni avevano iniziato a collegare gli indizi. Entro pochi minuti, quindi, sarebbe morta. Aveva lasciato Ten senza una vera frase di commiato. Senza riuscire a tradurre in parole qualcosa che lui avrebbe potuto portarsi nel cuore, negli anni a venire. E forse anche i compagni che stava per portare con sé sarebbero morti.

    Prese un respiro.

    L’imperatore aveva raggiunto le valenti braccia delle sue guardie del corpo. All’estremità del ponte era arrivata un’auto a vapore blindata della sicurezza. Victoria dubitava che avrebbe resistito a un raggio di plasma angelico, ma sarebbe stato portato al sicuro in breve tempo, mentre la brava gente accorsa per acclamarlo sarebbe stata lasciata a se stessa.

    Era tempo di andare.

    Non dovette davvero chiamare gli altri. Gli ordini trasmessi con il pensiero viaggiavano attraverso canali imperscrutabili, formularli con la mente era più lento che farli eseguire. Così come Morozov non trasmise delle coordinate intelligibili, ma un’informazione che in qualche modo li avrebbe portati a intercettare gli angeli prima che entrassero nella dimensione terrestre.

    Non aveva senso trascinare troppi compagni con sé.

    Leonard.

    Il principe Mikail ormai era al sicuro.

    Insieme a Miles, che era ferito, Leonard era il combattente di maggiore esperienza dopo di lei. La morte lo aveva già sfiorato, era qualcosa di più che una mera ipotesi.

    Manul.

    Era già pronto con la tuta indosso al Quartier Generale. Aveva vent’anni. Era tenace e affidabile, il soldato che chiunque vorrebbe a coprire le proprie spalle.

    Esitò un istante.

    Jude.

    Lui non potevano perderlo. Avevano un ragazzino di tredici anni che avrebbero iniziato ad addestrare con le grandi ali, ma era ben lontano dall’essere pronto. Se sia lei che Jude fossero morti le Ali Nere sarebbero rimaste decapitate per almeno un anno. Ma Jude era un combattente fatto di rabbia e di istinto. Nello scontro con un Generale Angelico non aveva senso rinunciare a quel potenziale. E poi… Lei non c’era stata quando il suo predecessore era morto, anche se aveva già avuto il suo battesimo del fuoco. Era tutta la vita che si chiedeva se la sua presenza avrebbe cambiato qualcosa. Non voleva che per Jude fosse lo stesso. 

    Andiamo.

 

    Saltare nell’altra dimensione era come essere attraversati da una scarica elettrica.

    I fisici dibattevano da secoli sul perché, se tutte le dimensioni coesistevano in uno spazio multiplo, loro riuscissero a raggiungere solo un ridotto strato superficiale di un singolo pianeta gassoso di un’unica altra dimensione. Sul perché gli angeli riuscissero a colpire Fortanéa dalla loro dimensione, lanciando i loro raggi di plasma oltre l’orizzonte del proprio spaziotempo mentre nessuna arma umana si era mai neanche lontanamente avvicinata a un tale risultato. Victoria sapeva solo che il suo corpo odiava saltare. Vi era un istante di buio, di perdita di coscienza all’arrivo. Seguito da un immediato senso di nausea e dalla subitanea certezza di non essere nel posto giusto.

    Riprese consapevolezza nella posizione che aveva imposto alla squadra. Lei aveva un’ala piegata contro il proprio corpo, a difendere se stessa, e una distesa, dietro cui trovavano riparo Leonard e Manul. Jude, più leggero e agile, era esattamente dietro alla sua schiena.

    Due raggi di plasma la colpirono prima che l’aria concentrata dal respiratore arrivasse a riempirle i polmoni e che i suoi occhi si abituassero all’oscurità quasi totale. Il Generale Angelico sapeva con esattezza dove sarebbero apparsi. Le ali li riflessero entrambi, lasciando tuttavia la sensazione di bruciore fantasma. Neppure quelle ali erano fatte per resistere a lungo al plasma di un Generale Angelico. Lui (lei?) era lì, a non più di venti metri da loro, nel buio. Lui, o lei, e gli altri angeli, al contrario di quanto accadeva loro, ci vedevano. Erano a casa loro.

    Giratevi, cercheranno di accerchiarci.

    Il raggio successivo arrivò, come aveva previsto, dalle loro spalle.

    Come sapevano con quel grado di precisione dove sarebbero apparsi?

    Jude, tuttavia, era già pronto. Non era stato il Generale Angelico a cercare di colpirlo e la sua ala bastò a deviare il colpo. E il lampo bastò a Victoria per intravedere il proprio nemico. Si era alzato per colpirla dall’alto. Gli altri angeli, ovvio, si erano abbassati. Ormai sapevano che gli uomini faticavano a ragionare in tre dimensioni. Non importava. Manul, Leonard e Jude avevano esperienza e talento sufficienti per fronteggiare tre angeli. Lei si preparò con le dita della mano per il comando di attivazione l’arma che in quell’atmosfera le era più congeniale, una lungo filamento che veniva percorso da atomi ionizzati, andando a creare una lunga frusta di plasma le cui traiettorie erano poco prevedibili anche per gli angeli. Poi le enormi ali la sospinsero verso l’alto.

    Il Generale Angelico era il suo nemico.

   
 
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